Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Серия: Cronache del ghiaccio e del fuoco #2
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-49654-1
- Переводчик: Sergio Altieri
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:
Quanto Catelyn Stark avrebbe desiderato poter leggere i pensieri che fluivano dietro ognuna di quelle espressioni tese, ognuna di quelle fronti aggrottate, ognuna di quelle labbra serrate nella sala.
«Punto secondo: le ossa del lord mio padre devono esserci restituite, in modo che lui possa riposare a fianco di suo fratello e di sua sorella nelle cripte di Grande Inverno, come lui avrebbe voluto. I resti degli uomini della Guardia del Nord che sono caduti al suo servizio ad Approdo del Re devono parimenti essere restituiti.»
Uomini vigorosi erano andati al Sud, ma a ritornare al Nord sarebbero state fredde ossa. “Ned lo sapeva, lo aveva saputo fin dal principio” ricordò Catelyn. “Il suo posto era a Grande Inverno, lo aveva detto e ripetuto, ma io l’ho forse ascoltato? No, va’, gli ho detto. Devi essere il Primo Cavaliere di Robert. Per il bene della nostra nobile Casa, per il futuro dei nostri figli… È stata colpa mia… solo mia!”
«Punto terzo: Ghiaccio, la spada di mio padre, mi verrà restituita direttamente, qui a Delta delle Acque.»
Catelyn osservò suo fratello, ser Edmure Tully, i pollici infilati nel cinturone che reggeva la spada, il volto di pietra.
«Punto quarto: la regina ordinerà a suo padre, lord Tywin, di rilasciare i miei cavalieri e i lord alfieri catturati nella battaglia della Forca Verde del Tridente. Una volta che ciò sarà stato eseguito, io rilascerò i prigionieri da me presi nelle battaglie del bosco dei Sussurri e degli Accampamenti. Tutti tranne Jaime Lannister, il quale rimarrà mio ostaggio a garanzia del buon comportamento di lord Tywin.»
Catelyn studiò il sorriso astuto di Theon Greyjoy, domandandosi che cosa nascondesse. Dall’espressione di Theon, sembrava sempre che lui sapesse qualcosa di cui gli altri non erano a conoscenza. Un atteggiamento che a Catelyn non era mai piaciuto.
«Infine, re Joffrey e la regina reggente devono rinunciare a qualsiasi dominio territoriale sul Nord. Da questo momento in avanti, il Nord non fa più parte del loro reame, ma è un regno libero e indipendente, così com’era un tempo. Il nostro dominio comprenderà tutte le terre degli Stark a nord dell’Incollatura, a cui andranno ad aggiungersi le terre bagnate dal fiume Tridente e dai suoi affluenti. Il confine occidentale sarà la Zanna Dorata e quello orientale le montagne della Luna.»
«Vìva il re del Nord!» tuonò Grande Jon, il suo pugno, grosso come un prosciutto, martellava ritmicamente nell’aria. «Stark! Stark! Viva il re del Nord!»
«Maestro Vyman ha disegnato una mappa che illustra i nostri nuovi confini» proseguì Robb tornando ad arrotolare la pergamena. «Te ne verrà data una copia per la regina. Lord Tywin deve ritirarsi oltre questi confini, cessando le sue scorrerie, i suoi saccheggi e i suoi incendi. La regina reggente e suo figlio dovranno cessare qualsiasi richiesta di tributi, tasse e servizi presso il mio popolo. Dovranno sciogliere i miei lord e i miei cavalieri da tutti i giuramenti di fedeltà, gl’impegni, i debiti e gli obblighi verso il Trono di Spade e le Case Baratheon e Lannister. Inoltre, quale pegno di pace, i Lannister dovranno consegnare dieci ostaggi di alto lignaggio, sui cui nomi sarà raggiunto un mutuo accordo. Io tratterò queste persone quali ospiti onorati, come si confà al loro rango nobiliare. Fino a quando questi termini verranno rispettati fedelmente, io libererò due ostaggi ogni anno, garantendo il loro sicuro ritorno alle loro famiglie.» Robb gettò la pergamena ai piedi del cavaliere. «Queste sono le mie condizioni. Se Cersei Lannister le accetterà, le concederò la pace. Se invece non le accetterà…» emise un sottile sibilo e Vento grigio si fece avanti ringhiando «le darò un altro bosco dei Sussurri.»
«Stark!» rombò nuovamente Grande Jon, e questa volta molte altre voci si unirono alla sua. «Stark, Stark, re del Nord!»
Ser Cleos era pallido come latte cagliato. «La regina udrà il tuo messaggio, mio… maestà.»
«Bene» replicò Robb. «Ser Robin, provvedi che quest’uomo riceva un buon pasto e abiti puliti. Voglio che parta alle prime luci.»
«Come comandi, maestà» ubbidì ser Robin Ryger.
«A questo punto» concluse il re del Nord «abbiamo finito.»
I cavalieri e i lord alfieri riuniti in assemblea s’inginocchiarono mentre Robb si voltava per andarsene, Vento grigio che lo seguiva da presso. Ser Olyvar Frey corse avanti ad aprirgli la porta. Catelyn si accodò, il fratello Edmure al suo fianco.
«Ti sei condotto bene.» Catelyn raggiunse Robb nella galleria che si diramava dal retro della sala. «Per quanto quell’esibizione con il lupo sia stata consona più a un ragazzo che a un re.»
Robb diede una grattata a Vento grigio dietro l’orecchio: «Ma hai visto che faccia ha fatto ser Cleos, madre?». Sorrise.
«Quello che ho visto è stato lord Karstark che se ne andava.»
«L’ho visto anch’io.» Con entrambe le mani, Robb si tolse la corona dal capo e la consegnò a Olyvar. «Riporta questo aggeggio nelle mie stanze.»
«Immediatamente, maestà.» Lo scudiero si dileguò.
«Sono pronto a scommettere che c’erano anche altri della stessa opinione di lord Karstark» dichiarò Edmure. «Come possiamo parlare di pace mentre i Lannister continuano a dilagare come una pestilenza sulle terre di mio padre, depredando i suoi raccolti e massacrando la sua gente? L’ho detto e lo ripeto: dobbiamo marciare su Harrenhal.»
«Non abbiamo le forze per farlo» replicò cupamente Robb.
«Forse le otterremo standocene seduti qui?» insistette Edmure. «Il nostro esercito si assottiglia ogni giorno che passa.»
«E questo a chi è imputabile?» scattò Catelyn contro il fratello.
Era stato Edmure a fare pressioni su Robb perché acconsentisse ai lord dei fiumi di andarsene dopo la sua incoronazione, in modo che potessero difendere le loro terre. Ser Marq Piper e lord Karyl Vance erano stati i primi a lasciare Delta delle Acque. Lord Jonos Bracken li aveva seguiti poco dopo, giurando di tornare in possesso delle rovine annerite del suo castello e di seppellire i suoi morti. E ora, anche lord Jason Mallister aveva annunciato la sua intenzione di rientrare a Seagard, ancora miracolosamente scampata alla guerra.
«Non puoi chiedere ai miei lord dei fiumi di rimanere inerti mentre i loro campi vengono saccheggiati e le loro genti passate a fil di spada» si difese ser Edmure. «Ma lord Karstark è un uomo del Nord. Se anche lui dovesse lasciarci, sarebbe un duro colpo.»
«Gli parlerò» rispose Robb. «Ha perduto due dei suoi figli al bosco dei Sussurri. Chi può biasimarlo se non vuole fare pace con chi li ha uccisi… Con chi ha ucciso mio padre…»
«Nuovi spargimenti di sangue non lo riporteranno indietro» intervenne Catelyn. «Né riporteranno indietro i figli di Karstark. Un’offerta di pace doveva essere fatta, per quanto sarebbe stato saggio offrire condizioni più miti.»
«Qualsiasi offerta più mite sarebbe stata un suicidio per noi.»
Robb si era fatto crescere la barba, più tendente al rosso rispetto al castano ramato dei suoi capelli. Sembrava convinto che la barba lo rendesse più temibile, più regale… e più vecchio. Ma barba o no, rimaneva un ragazzo di quindici anni e continuava a essere pieno di desiderio di vendetta tanto quanto lo era Rickard Karstark. Convincerlo a presentare quelle condizioni, per quanto dure, non era stata impresa da poco.
«Cersei Lannister non acconsentirà mai a scambiare le tue sorelle contro un paio di cugini» gli disse Catelyn. «È suo fratello che rivuole, e tu lo sai molto bene.» Questo glielo aveva detto e ripetuto fino alla noia, rendendosi però conto che i re prestano molto meno ascolto dei figli.
«Non potrei rilasciare lo Sterminatore di re nemmeno se lo volessi. I miei lord non lo permetteranno mai.»
«I tuoi lord ti hanno fatto re.»
«E possono togliermi la corona con la medesima facilità.»
«Se il prezzo da pagare per riavere Arya e Sansa è la tua corona, allora dovresti pagarlo senza esitare. Metà dei tuoi lord vorrebbero scendere nella cella di Jaime Lannister e tagliargli la gola. Se dovesse morire mentre è tuo prigioniero, si direbbe che…»