Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Серия: Cronache del ghiaccio e del fuoco #2
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-49654-1
- Переводчик: Sergio Altieri
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:
«Ho sempre saputo che Robb sarebbe diventato lord di Grande Inverno.»
Mormont lanciò un fischio e il corvo tornò ad appollaiarsi sul suo braccio. «Un lord è una cosa, un re è ben altra cosa» estrasse di tasca una manciata di chicchi di grano e la offrì all’uccello. «Vestiranno tuo fratello Robb di satin, sete e velluti di cento diversi colori, mentre tu vivrai e morirai in una cotta di maglia di ferro nera. Lui sposerà una qualche bella principessa e sarà il padre dei figli che lei gli darà. Tu non avrai mai moglie, né mai stringerai tra le braccia un figlio nato dal tuo sangue. Robb dominerà, tu servirai. Gli altri uomini ti chiameranno “corvo nero”, e chiameranno lui “maestà”. I menestrelli canteranno ogni sua più insignificante impresa, mentre tutte le tue più grandi gesta resteranno ignote. Allora, Jon Snow, dimmi che nulla di tutto questo ti turba… e io ti darò del bugiardo, sapendo che è la verità.»
Jon si erse, teso come una corda d’arco. «E se anche mi turbasse, che cosa potrei fare, da quel bastardo che sono?»
«Che cosa farai?» lo incalzò Mormont. «Da quel bastardo che sei?»
«Resterò turbato» rispose Jon. «E manterrò fede al mio giuramento.»
CATELYN
La corona di suo figlio era appena uscita dalla forgia, ma Catelyn Stark continuava ad avere l’impressione che fosse troppo pesante per la fronte di Robb. L’antica corona dei re dell’Inverno era andata perduta tre secoli prima, ceduta ad Aegon il Conquistatore quando Torrhen Stark si era inginocchiato sottomettendosi di fronte a lui. Che cosa Aegon ne avesse fatto, nessun uomo ne era a conoscenza. Il fabbro di lord Hoster aveva fatto bene il suo lavoro e la corona di Robb era molto simile a come doveva essere stata quella dei re Stark di un tempo: un anello aperto di bronzo battuto, con incise rune dei Primi Uomini, sormontato da nove rostri di ferro nero a forma di spade lunghe da battaglia. Niente oro e argento, niente gioielli. I metalli dell’Inverno erano il bronzo e il ferro, metalli duri e forti, capaci di combattere il gelo.
Mentre attendevano che il prigioniero venisse condotto davanti a loro nella sala grande di Delta delle Acque, Catelyn vide Robb spingere la corona all’indietro sui suoi folti capelli neri. Qualche momento dopo, tornò a spostarla in avanti. Poi le diede un quarto di giro, nel tentativo di sistemarla nella posizione più comoda. “Non esiste una posizione comoda per una corona” pensò Catelyn mentre continuava a osservarlo. “Soprattutto per un ragazzo di quindici anni.”
Quando le guardie portarono dentro il prigioniero, Robb chiese di avere la sua spada. A porgergliela, rigorosamente dalla parte dell’elsa, fu Olyvar Frey. Robb la sguainò e l’appoggiò in orizzontale sulle ginocchia, un segno di minaccia che chiunque era in grado di vedere.
«Maestà» annunciò ser Robin Ryger, comandante della Guardia della nobile Casa Tully «ecco l’uomo che hai chiesto di vedere.»
«In ginocchio di fronte al tuo re, Lannister!» gridò Theon Greyjoy. Ser Robin costrinse il prigioniero a genuflettersi.
“Non ha proprio l’aspetto di un leone” rifletté Catelyn. Ser Cleos Frey era figlio di lady Genna, sorella di lord Tywin Lannister, ma non aveva nulla della leggendaria bellezza dei signori di Castel Granito, né i capelli biondi né gli occhi verdi. Al contrario, aveva ereditato il mento sfuggente, i crespi capelli castani e la faccia scavata di suo padre, ser Emmon Frey, secondogenito del venerando lord Walder del Guado. I suoi occhi erano chiari e acquosi, e lui sembrava non riuscire a smettere di sbattere le palpebre, ma forse era solo a causa della luce. Le segrete di Delta delle Acque erano molto buie e umide e, in quei giorni, anche molto affollate.
«Alzati, ser Cleos.» La voce di Robb non era gelida quanto lo sarebbe stata quella di suo padre, ma nemmeno suonava come la voce di un ragazzo di quindici anni. La guerra lo aveva trasformato in un uomo ben prima del suo tempo. La luce del mattino scintillava debolmente lungo il filo dell’acciaio sulle sue ginocchia.
Ma non era la spada a rendere ansioso ser Cleos: era la belva. Vento grigio, l’aveva chiamata suo figlio. Un meta-lupo grosso il doppio di un mastino, muscoli asciutti e mantello nero come il fumo, occhi come oro liquido. E quando la belva venne avanti ad annusare il cavaliere prigioniero, tutti nella sala percepirono il lezzo acre della paura. Ser Cleos era stato catturato nella battaglia del bosco dei Sussurri, durante la quale Vento grigio aveva squarciato la gola a una mezza dozzina di uomini.
Il cavaliere balzò in piedi e si portò a distanza di sicurezza con tale folgorante velocità da strappare parecchie risate. «Grazie, mio lord.»
«Maestà» tuonò lord Umber, detto Grande Jon, il più roboante degli alfieri che avevano giurato fedeltà a Robb, e anche il più onesto e il più fiero… così almeno diceva lui. Era stato Grande Jon il primo a proclamare il figlio di Catelyn re del Nord, e sembrava deciso a ribadire il primato di quella nuova sovranità a ogni occasione.
«Maestà» si corresse in fretta ser Cleos. «Chiedo venia.»
“Non è un coraggioso” rimuginò Catelyn. Più un Frey che non un Lannister, a dire il vero. In quella stessa situazione, suo cugino lo Sterminatore di re sarebbe stato di tutt’altra pasta. Mai e poi mai il fatidico “maestà” sarebbe uscito dalla perfetta dentatura di ser Jaime Lannister.
«Ti ho fatto rilasciare dalla tua cella, ser Cleos» gli comunicò Robb «perché tu porti un messaggio a tua cugina Cersei Lannister ad Approdo del Re. Viaggerai sotto un vessillo di pace, e con la scorta di trenta dei miei uomini migliori.»
Ser Cleos apparve visibilmente sollevato: «Sarò onorato di essere latore del messaggio di sua maestà alla regina.»
«Sia chiara una cosa, ser Cleos» proseguì Robb. «Io non ti sto concedendo la libertà. Tuo nonno, lord Walder, mi ha garantito il suo appoggio, e anche l’appoggio della nobile Casa Frey. Molti dei tuoi cugini e dei tuoi zii hanno cavalcato con noi al bosco dei Sussurri, mentre tu hai scelto di batterti sotto i vessilli del leone. Questo ti rende un Lannister, non un Frey. Per cui io ora voglio il tuo solenne giuramento, sul tuo onore di cavaliere, che dopo aver consegnato il messaggio farai ritorno qui con la risposta della regina. E ridiventerai mio prigioniero.»
Ser Cleos rispose senza esitazione: «Hai il mio giuramento».
«Ogni uomo in questa sala ti ha udito» ammonì ser Edmure Tully, fratello di Catelyn, il quale parlava a nome di Delta delle Acque e dei lord del Tridente in luogo del padre morente. «Qualora tu non dovessi tornare, tutti i Sette Regni sapranno che sei uno spergiuro.»
«Rispetterò il mio giuramento» replicò rigidamente ser Cleos. «Qual è il messaggio?»
«Un’offerta di pace.» Robb si alzò, la spada lunga in pugno. Vento grigio si avvicinò al suo fianco. Nell’intera sala calò un silenzio assoluto. «Dirai alla regina reggente che, qualora ella accettasse le mie condizioni, io rinfodererò questa spada e porrò fine alla guerra tra di noi.»
Sul fondo della sala, Catelyn ebbe le fugace visione dell’alta, scarna figura di lord Rickard Karstark aprirsi un varco tra i ranghi delle guardie e andarsene. Nessun altro si mosse.
Robb ignorò quell’interruzione. «Olyvar, il documento» ordinò. Lo scudiero prese da lui la spada lunga e gli porse una pergamena arrotolata.
Robb la dispiegò: «Punto primo: la regina deve rilasciare le mie sorelle Arya e Sansa e provvedere al loro trasporto per mare da Approdo del Re a Porto Bianco. Resta inteso che il fidanzamento tra Sansa e Joffrey Baratheon è da considerarsi annullato. Quando il mio castellano mi comunicherà che le mie sorelle saranno giunte sane e salve a Grande Inverno, io rilascerò i cugini della regina, lo scudiero Willem Lannister e tuo fratello, Tion Frey, garantendo loro il passaggio sicuro a Castel Granito o in qualsiasi altro luogo la regina indicherà».