Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]
- Автор: Силверберг Роберт
- Год: 1968
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Beata Della Frattina
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]». Краткое содержание книги:
«È un’informazione che costa molto» rispose Brogg. «Qual è il prezzo di un biglietto per l’epoca di Adriano?»
«Il martello di Quellen.»
«Non volete denaro?»
«Non da voi.»
«Possiamo trattare» disse Brogg. «Credo che ci metteremo d’accordo.»
Prima di sera, Helaine Pomrath era ormai convinta che suo marito fosse diventato un saltato.
Era un’intuizione telepatica. Norm non era tornato all’ora di pranzo; da parecchi giorni ritardava sempre, ma Helaine era certa che quella sera non sarebbe tornato. Sentiva la sua mancanza: aveva vissuto con lui abbastanza per abituarsi alla sua presenza, anche quando non le era vicino fisicamente. Adesso aveva la netta sensazione della sua assenza.
La stanza le pareva più buia e più piccola, i bambini la guardavano con gli occhi sgranati. Helaine cercò di rassicurarli. Cercò di non pensare a Beth Wisnack e alla sua triste profezia, secondo la quale anche Norman avrebbe saltato. Helaine chiese l’ora, e l’orologio a orecchio le disse che erano le diciotto e trenta. Fece mangiare i bambini, ma lei non toccò cibo.
Alle sette e un quarto, telefonò a casa di suo fratello.
«Mi dispiace disturbarti, Joe, ma si tratta di Norm. Non è ancora tornato a casa, e sono preoccupata.»
All’altro capo del filo ci fu un prolungato silenzio. Helaine fissava la faccia di suo fratello sullo schermo, ma non riuscì a capire niente dalla sua espressione. Quellen teneva le labbra serrate.
«Joe, cosa mi rispondi? Senti, so di essere una sciocca che si preoccupa per niente, ma non so cosa farci. Ho la sensazione che sia successo una cosa orribile.»
«Mi dispiace, Helaine. Ho fatto tutto il possibile.»
«Cosa stai dicendo?»
«Abbiamo catturato l’individuo che dirige l’organizzazione dei saltati. Ma non abbiamo fatto in tempo a fermare Norm. Ci è sfuggito.»
Helaine si sentì investire da un’ondata di gelo: «Joe, non ti capisco. Sai qualcosa di Norm?»
«Era sotto costante sorveglianza. Ieri, su mio ordine, gli era stato applicato un Orecchio. Stamattina è andato da Lanoy, il tizio di cui ti ho parlato prima.»
«Quello che avete arrestato?»
«Sì. Lanoy si occupa dei viaggi nel passato. Lo interrogherò domani mattina. Norm è andato da lui. È un posto lontano… ha impiegato tutta la mattina per arrivarci. Siamo riusciti ad acciuffare Lanoy localizzandolo coi televettori, ma non abbiamo fatto in tempo a impedire che Norman saltasse. Ho un nastro su cui è registrato tutto, grazie all’Orecchio.»
«È… andato?»
«Sì» confermò Quellen. «La sua destinazione è il 2050. Lanoy non era sicuro di riuscire a mandarlo proprio in quell’anno, ma ci sono molte probabilità favorevoli. Voglio che tu sappia, Helaine, che Norm pensava a voi, prima di partire. Se vuoi, puoi ascoltare i nastri. Ha detto di voler bene a te e ai bambini. Ha cercato di fare in modo che anche voi possiate seguirlo nel 2050. Lanoy era propenso ad accontentarlo. È tutto registrato.»
«Andato. È saltato così, come se niente fosse.»
«Era in pessime condizioni, Helaine. Stamattina parlava in un modo… pareva impazzito.»
«Lo so. Era così da giorni. Ho tentato di portarlo da un froidi, ma…»
«Posso fare qualcosa per te, Helaine? Vuoi che venga lì?»
«No.»
«Posso procurarti un servizio di consolazione registrato.»
«Non preoccuparti.»
«Helaine, devi credermi, ho fatto tutto quanto era in mio potere per evitare che saltasse. E se tu vorrai seguirlo, vedrò di accontentarti, ammesso che il Governo permetta ancora altre operazioni di salto, dopo l’arresto di Lanoy.»
«Ci penserò» disse Helaine. «Non so cosa farò. Per adesso, preferisco restare sola. Comunque, grazie di tutto, Joe.»
Spense lo schermo e interruppe il contatto. Adesso che il peggio si era avverato, Helaine si sentiva stranamente calma: glacialmente calma. Non aveva alcuna intenzione di andare nel passato a caccia di suo marito. Era la vedova Pomrath, tradita e abbandonata.
«Mamma, dov’è papà?» domandò Joseph.
«Se n’è andato, figliolo.»
«Tornerà presto?»
«Credo di no.»
«Vuoi dire che papà è morto?» saltò su Marina.
«Non proprio. È una cosa troppo complicata. Ve la spiegherò un’altra volta. Collegatevi alla macchina dei compiti, bambini. Fra poco è ora di andare a dormire.»
Aprì il cassetto dove teneva i tubetti di alcool, ne prese uno, e premette il tappo appuntito contro la pelle, iniettandosi l’alcool. L’iniezione non le fece alcun effetto: le sue emozioni restavano come congelate, zero assoluto.
Era la vedova Pomrath. Beth Wisnack sarà contenta, quando lo saprà, pensò. Non sopporta che le altre donne abbiano ancora un marito.
Helaine chiuse gli occhi cercando di immaginarsi Norm che arrivava nel 2050, solo ed estraneo. Però era sicura che se la sarebbe cavata. Era un bravo medico. In un’epoca primitiva come quella in cui era finito, avrebbe fatto una brillante carriera, magari nascondendo la sua identità di saltato… Altrimenti, se avesse detto chi era, il suo nome sarebbe comparso sull’elenco. Sarebbe diventato ricco e famoso. I pazienti sarebbero accorsi a frotte, specie le donne. Non avrebbe avuto più quella sua aria depressa, ma sarebbe stato allegro e soddisfatto. Chissà che donna avrebbe scelto per moglie… Ma in realtà si era già sposato. Ormai era tutto fatto. E questa era la parte più misteriosa della faccenda. Norm era già vissuto e morto, probabilmente verso il 2100, e il suo corpo era diventato polvere già da secoli, insieme a quello della seconda moglie e dei figli avuti da lei. Forse nell’epoca attuale vivevano numerosi suoi discendenti. Forse era un mio antenato, pensò Helaine. Il libro era scritto. Il destino di Norm era stato scritto secoli prima. Era destino che l’abbandonasse e tornasse nel passato per morire centinaia di anni prima di essere nato.
Con la testa che le turbinava, Helaine prese un secondo tubetto di alcool, che le diede un po’ di sollievo, ma non molto. I bambini, collegati alla macchina dei compiti, fingevano lodevolmente di studiare.
Sono perduta, pensò Helaine.
Sono niente.
Dopo il terzo tubetto, fu colpita da una nuova idea. Sono ancora giovane. Con qualche mese di riposo, sarò di nuovo attraente. Potrebbe pensarci Joe: il governo deve dare una pensione speciale alle mogli dei saltati. Andrò a riposarmi e metterò su un po’ di carne. Poi mi risposerò. Certo non potrò più avere figli, ma non importa. Troverò un uomo che non ci tenga a diventare padre. Adotterà Joe e Marina. Un uomo alto e bello, e di classe superiore. Magari di Sesta. Un vedovo, o uno la cui moglie sia saltata, se ce ne sono.
Farò vedere a Norm di cosa sono capace.
Le pareva già di sentir rifiorire il suo corpo. Da mesi, da anni, anzi, viveva in un arido inverno di terrore, aggrappandosi a suo marito e cercando di consolare la sua disperazione, per la paura di essere abbandonata. Adesso che se n’era andato, davvero non aveva più niente da temere. Poteva tornare a vivere. Si sentiva ringiovanire.
Gliela farò vedere io, a Norman Pomrath, pensò Helaine. Si pentirà di essersene andato!
13
Era mattina. Quellen aveva lasciato di proposito che Lanoy passasse la notte a languire nel serbatoio di custodia, così che avesse modo di riflettere sui suoi delitti. Il prigioniero privo di tutte le facoltà sensorie, fluttuava in un bagno caldo di sostanze nutritive, completamente isolato, costretto a pensare soltanto a se stesso. Questo trattamento aveva dato più volte ottimi risultati nei casi difficili. E a sentire Brogg, Lanoy rappresentava il caso più difficile che si fosse presentato da un bel pezzo a quella parte.