Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]
Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]

Электронная книга - «Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]». Краткое содержание книги:

Ai suoi colleghi che non hanno fatto carriera il poliziotto Quellen sembra un uomo molto fortunato. Non tanto per il prestigio del grado, o per lo stipendio più alto, quanto perchè dopo l’ultimo avanzamento Quellen ha diritto a una stanza tutta sua. Ma a lui questo lusso non basta ancora. Quellen trova che al mondo c’è troppa gente. E nel mondo dove vive Quellen sono in molti a pensarla come lui.
1 ... 30 31 32 33 34 35 36 37 38 ... 41
Перейти на страницу:

Quellen dovette ammettere che aveva ragione. Fece uno sforzo per ritrovare la calma, ma invano. Gli pareva che i muscoli della gola si fossero induriti. Sbottò: «Vi terrò a marcire nel serbatoio!»

«E a cosa vi servirebbe? Io diventerei un ammasso di carne molliccia, ma voi non riuscireste a ottenere il segreto del sistema dei viaggi nel tempo. Per favore, potreste immettere un po’ di ossigeno? Mi sento soffocare.»

Tanto fu lo stupore per l’impudente richiesta, che Quellen aprì al massimo la bocchetta. Leeward rimase sdegnato dalla maleducazione di Lanoy, mentre gli osservatori della stanza vicina dovevano essere stati soprattutto impressionati dall’arrendevolezza di Quellen.

«Se mi arrestate, vi distruggerò, Quellen» proseguì Lanoy. «Vi ripeto che nelle mie azioni non c’è niente d’illegale. Guardate, sono un malfattore patentato» e gli mostrò un biglietto da visita.

Quellen era sbalordito. Lanoy lo aveva letteralmente sconvolto. Di solito sapeva come trattare i criminali, ma gli avvenimenti degli ultimi giorni avevano minato il suo equilibrio. Mordicchiandosi le labbra, fissò attentamente l’ometto rimpiangendo in cuor suo di non essere sulle rive del suo fiume congolese infestato di coccodrilli.

«Comunque sia, farò cessare il vostro traffico» disse.

«Non ve lo consiglierei, Quellen» ribatté Lanoy con un risolino.

«Sovrintendente Criminale, per voi.»

«Non vi consiglierei di darmi dei fastidi, Quellen» ripeté Lanoy. «Se interromperete adesso il flusso dei saltati, sconvolgerete il corso degli eventi. I saltati sono già tornati nel passato, lo dice la storia. Alcuni si sposarono ed ebbero dei figli, i cui discendenti vivono oggi.»

«Lo so già. Abbiamo discusso la teoria nei minimi particolari.»

«Per quel che ne sapete, voi potreste essere il discendente di un saltato che dovrà partire la settimana prossima, Quellen. E se non partisse, voi scomparireste in un baleno. Può darsi che sia un modo piacevole di morire. Quellen. Ma voi volete morire?»

Quellen lo guardò imbronciato. Le parole di Lanoy continuavano a riecheggiare nella sua testa dolorante. Gli pareva che tutta quella faccenda fosse un complotto per farlo impazzire. Marok, Koll, Spanner, Brogg, Judith, Helaine, e adesso Lanoy… tutti decisi a vedere Quellen nelle peste. Era una cospirazione tacita, e tacitamente lui maledisse le centinaia di milioni di persone che si ammassavano in Appalachia, chiedendosi se sarebbe mai più riuscito ad assaporare un momento di solitudine.

«Il passato non cambierà, Lanoy» disse, dopo un sospiro profondo. «Vi metteremo al fresco e sequestreremo la vostra macchina, ma provvederemo noi a far partire i saltati. Non siamo pazzi. Provvederemo affinché tutto proceda come deve procedere.»

Lanoy lo guardò per un momento con aria di compassione, come chi osserva una farfalla particolarmente bella, fissata su una tavoletta con uno spillone.

«È questo il vostro progetto, Sovrintendente? Credete davvero di riuscire a far funzionare la macchina?»

«Ne sono sicuro.»

«In tal caso, devo fare dei passi per proteggermi.»

«Che cosa potete fare?» domandò Quellen, turbato.

«Vedrete. Supponiamo che voi vogliate farmi rimettere nel serbatoio, che facciate quel che avete detto prima e che poi torniate a parlarmi. Avrei delle cosette interessanti da dirvi. Però non voglio che nessun altro le ascolti.»

Uno squarcio si spalancò nel cielo, come se avessero abbassato una cerniera lampo. E Norman Pomrath precipitò in quello squarcio, sentendosi rivoltare lo stomaco mentre cadeva a velocità vertiginosa, senza preavviso. Lanoy avrebbe anche potuto dirmelo che mi sarei trovato a precipitare nel vuoto pensò. All’ultimo momento si rigirò e toccò terra con un fianco e con la gamba sinistra. Batté la rotula e gli mancò il fiato per il dolore. Ma sapeva che non avrebbe dovuto fermarsi a lungo lì, semisdraiato per terra. Si riprese, con uno sforzo, e si alzò vacillando e spazzolandosi alla meglio. La strada era molto sporca. Pomrath si sentiva tutto indolenzito. Si appoggiò al muro di una casa, e, stringendo i denti, eseguì un esercizio che stimolava la circolazione del sangue. Dopo un po’, il dolore incominciò a diminuire e i capillari che si erano rotti si vuotarono.

Ecco, così andava meglio. Sarebbe rimasto indolenzito per qualche ora, ma non si era fatto niente di serio.

Adesso poteva finalmente dare per la prima volta un’occhiata al mondo del 2050.

Non gli fece poi molto effetto. Le case erano addossate le une alle altre, come sapeva che sarebbe stato ancora per qualche secolo, ma i gruppi erano asimmetrici; non esistevano rampe di taxiespressi né cavalcavia sulle strade. Il fondo era sconnesso. Le strade erano piene di pedoni, ma molti di meno di quanti fosse abituato a vederne, dato che la popolazione mondiale assommava a un terzo di quella della sua epoca. Lo colpì lo stile degli abiti. Malgrado fosse primavera e l’aria fosse tiepida, tutti erano vestiti in modo da essere completamente coperti. Le donne erano infagottate dal mento alle caviglie, e gli uomini portavano mantelli sciolti che nascondevano la forma del corpo. Dalla moda, capì che Lanoy l’aveva mandato nell’epoca giusta.

Pomrath si era informato, prima di partire. Sapeva che verso la metà del ventunesimo secolo c’era stato un periodo di reazione neopuritana contro gli eccessi sessuali del passato. L’idea gli piaceva. Niente lo disgustava di più di un’epoca in cui le donne ostentavano il seno e gli uomini il loro sesso. Sapeva che la vera sensualità fioriva solo nelle epoche di repressione erotica: e la sensualità era appunto una delle cose che lui cercava. Dopo dieci anni passati a fare il maritò e il padre fedele, Pomrath desiderava divertirsi un po’.

Sapeva inoltre che l’epoca neopuritana sarebbe finita presto, e così gli sarebbe toccato godersi il meglio di tutte e due le tendenze: prima, i piaceri nascosti della rivolta sotterranea contro la moralità pubblica, poi, la gioia di assistere al completo crollo del codice moralistico. Aveva scelto una bellissima epoca. Niente guerre né crisi. C’era da divertirsi, specie se uno era intelligente e preparato, e fornito di un’esperienza medica come la sua, che l’avrebbe fatto eccellere in quell’epoca di medicina primitiva.

Nessuno l’aveva visto arrivare. O se qualcuno l’aveva visto, aveva fatto finta di niente e aveva tirato di lungo. Benone.

Adesso doveva orizzontarsi.

Si trovava in una città, probabilmente New York. Si vedevano negozi e uffici. Pomrath si mescolò alla folla dei passanti. Su un chiosco, all’angolo, stavano appesi dei fogli che dovevano essere i giornali dell’epoca. Pomrath si fermò a leggere. Portavano la data: 6 maggio 2051. Bravo Lanoy! Aveva sgarrato solo di un anno. Il foglio giallo usciva dalla fessura della macchina. Pomrath faticava a leggere quella stampa antiquata e senza rilievo. Le lettere avevano una forma diversa da quella cui era abituato, ma pensò che con un po’ di pratica si sarebbe abituato.

Bene. Adesso gli occorreva del denaro, un’identità, un posto dove vivere. Pensò che nel giro di una settimana si sarebbe inserito senza difficoltà nella vita di quell’epoca.

Respirò a pieni polmoni. Si sentiva fiducioso, pieno di baldanza e di energia. Qui non esistevano macchine del lavoro. Poteva guadagnarsi da vivere grazie alla sua intelligenza e capacità, combattendo la sua battaglia solitaria contro le forze inesorabili dell’universo e riuscendo magari a renderlo un po’ più malleabile. Nell’epoca in cui era nato, era stato solo un numero su di una scheda perforata, una striscia di ioni su un nastro magnetico. Qui era libero di scegliere il ruolo che preferiva, e viverlo con soddisfazione.

Pomrath entrò a caso in un negozio. Erano in vendita dei libri: non bobine, proprio libri. Li guardò con meraviglia. Carta di cattiva qualità, scadente; legature inconsistenti. Prese un romanzo, ne sfogliò le pagine, lo rimise a posto. Trovò poi un libro che pareva un’enciclopedia medica popolare. Poteva servirgli. Pomrath pensò al modo di impadronirsene, non avendo denaro per acquistarla. Non voleva confessare di essere un saltato, e voleva riuscire a farsi una posizione con le sue sole risorse.

1 ... 30 31 32 33 34 35 36 37 38 ... 41
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)