Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]
La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]

Электронная книга - «La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]». Краткое содержание книги:

2047: l’America soffre le conseguenze di un attacco nucleare portato a termine in maniera insospettabile da esecutori di nazioni diverse. Da quasi sessant’anni la più grande potenza mondiale è regredita a un’economia di pura sussistenza, e le comunità vivono un’esistenza separata, ristretta ognuna ai propri confini. Lo stato subisce una quarantena mantenuta con ferrea disciplina dalle squadre di sorveglianza militare giapponese e avallata dalle Nazioni Unite.
È in questo scenario apocalittico che si svolge la vicenda di Henry Fletcher, un giovane della comunità californiana di San Onofre, che per il suo sostentamento dipende interamente dalla pesca e dai raduni di baratto che si svolgono periodicamente nella valle. Dopo l’arrivo di alcuni viaggiatori di San Diego che hanno osato sfidare la vigilanza dei guardiani giapponesi. Henry viene gradualmente a conoscenza del nuovo mondo e delle sue insidie. La sua guida spirituale è Tom, l’uomo più anziano della valle, sopravvissuto alla catastrofe tristemente nota come II Giorno.
La scoperta di un mondo da cui gli americani vengono ingiustamente esclusi, il contatto con gli “stranieri” che vivono a pochi chilometri di distanza, le testimonianze di chi è riuscito a sfuggire alla prigionia in patria trascinano il giovane in un’avventura che segna la fine dell’adolescenza e la transizione verso la maturità, a cui si accompagna la speranza della redenzione per il popolo americano.
1 ... 25 26 27 28 29 30 31 32 33 ... 101
Перейти на страницу:

Danforth si alzò di nuovo; guardò la carta geografica incorniciata, appesa alla parete laterale dello studio. Con tono appassionato disse: «Rendere di nuovo grande l’America, renderla quel che era prima della guerra: la nazione migliore del mondo. Questa è la nostra meta.» Nell’ombra, puntò il dito contro Tom. «Ci saremmo già riusciti, se avessimo fatto la rappresaglia contro i sovietici. Se il presidente Eliot, quel traditore, quel vigliacco, non si fosse rifiutato di difenderci. Ma possiamo ancora riuscirci. Lavoreremo duramente, pregheremo ferventemente, nasconderemo ai satelliti le nostre armi. Ne inventano di nuove, a Salt Lake e a Cheyenne, a quanto si dice. E un giorno… un giorno balzeremo di nuovo sul mondo, come una tigre. Una tigre uscita dal profondo della fossa…» La sua voce cambiò, divenne un gracchiare soffocato che non riuscivo a capire. Era girato a mezzo verso di noi e rimase in quella posizione per un bel pezzo, parlando fra sé, fra gemiti e sospiri. La luce della lampada da tavolo tremolò, una volta, due. Ben scattò dalla poltrona e andò in un angolo a prendere una lampada a cherosene.

Il Sindaco batté le nocche sulla scrivania, tornò ad alzare la voce. Sembrava rilassato e ragionevole. «Ecco di cosa volevo parlarle, Barbard. Sappiamo che, lungo questa costa, il gruppo di resistenza più numeroso è dislocato intorno a Santa Barbara. Abbiamo incontrato alcuni componenti del gruppo, al Salton Sea. Ci occorre un collegamento con loro, ci occorre presentare un’opposizione unificata contro i giapponesi, nelle isole di Catalina e Santa Barbara. La prima parte del compito consiste nel liberare da tutti i turisti giapponesi, e dai traditori che fanno loro da guida, l’Orange County e Los Angeles. Quindi abbiamo bisogno di voi. Abbiamo bisogno che Onofre si unisca alla resistenza.»

«Non posso parlare a nome degli altri» disse Tom. Quasi protestai e mossi le labbra: Ma certo che ci uniremo a loro! Mi morsicai la lingua e rimasi zitto. Tom aveva ragione: bisognava mettere ai voti la proposta. Tom gesticolò. «Sembra… be’, non so se saremo disposti.»

«Dovrete esserlo!» replicò fieramente il Sindaco, tendendo il pugno sulla scrivania. «I vostri desideri passano in secondo piano. Dica a tutti che possono riportare il loro paese com’era una volta. Possono collaborare. Ma dobbiamo lavorare tutti insieme. E il giorno verrà. Un’altra Pax Americana, automobili e aeroplani, razzi per la Luna, telefoni. Un paese unificato.» Di colpo, senza collera né mormorio appassionato, disse: «Torni lassù e lo dica agli abitanti della valle: o sono con la resistenza, o sono contro.»

«Un modo di esprimersi non molto amichevole» osservò Tom socchiudendo gli occhi.

«Lo esprima come preferisce! Ma glielo dica.»

«Glielo dirò. Ma vorranno sapere esattamente cosa pretendete da loro. E non posso garantire cosa risponderanno.»

«Nessuno le chiede di garantire niente. Sapranno quel che è giusto.» Il Sindaco lanciò a Tom una lunga occhiata, con occhietti ardenti. «Credevo che uno come lei, uno che ha conosciuto i vecchi tempi, avrebbe fatto salti di gioia a sentir parlare di resistenza.»

«Non salto molto, di questi tempi» ribatté Tom. «Male alle ginocchia.»

Il Sindaco girò intorno alla scrivania; si chinò sulla poltrona di Tom, lo fissò. Gli bloccò fra le sue la mano. «Non perda la sensibilità per l’America, vecchio» disse, rauco. «È la parte migliore di lei, quella che l’ha tenuta in vita per tutto questo tempo, che lo sappia o meno. Dovrà lottare per mantenerla, altrimenti è condannato.»

Tom ritrasse la mano. Il Sindaco si raddrizzò, tornò zoppicando dietro la scrivania. «Allora, Ben! Questi signori meritano di approfittare un poco della festa, prima di ritirarsi, non credi?» Ben annuì e ci sorrise. «So che avete passato una notte dura, ieri» continuò Danforth. «Ma mi auguro che abbiate ancora la forza di unirvi alla gente qua fuori, almeno per un poco.»

Assentimmo.

«Prima di uscire, allora, lasciate che vi mostri un piccolo segreto.» Ci alzammo e lo seguimmo fuori della stanza. Danforth zoppicò per il corridoio fino a un’altra porta; estrasse dal taschino una chiave. «La chiave di un mondo nuovo» disse. Aprì la serratura e ci precedette nella stanza, che conteneva solo parti di macchinari disseminate sopra tre tavoli. Sul tavolo più grande c’era una scatola metallica grossa come lo stipetto di una barca, piena di manopole e quadranti e indicatori; cavi elettrici uscivano da due aperture.

«Radio a onde corte?» disse Tom.

«Esatto» rispose Ben, con un sorriso d’approvazione.

«Dal Salton Sea verrà uno ad aggiustarla» mormorò il Sindaco. «Allora saremo in contatto con tutto il paese. Con ogni gruppo della resistenza. Sarà l’inizio di una nuova epoca.»

Restammo a guardare per un poco, poi uscimmo in punta di piedi dalla stanza. Il Sindaco serrò la porta; allora uscimmo sull’autostrada, dove la banda suonava ancora. Subito il Sindaco fu circondato da ragazze che volevano a tutti i costi ballare con lui. Tom si allontanò verso la ringhiera ovest e io mi diressi al tavolo bar. L’uomo al banco mi riconobbe: ci aveva aiutati a ormeggiare la barca, al nostro arrivo sull’isola. «Offre la casa» dichiarò, versandomi una tazza di ponce alla tequila. Lo presi e girai attorno alla pista da ballo. Le donne ballavano con il Sindaco, si tenevano strette a lui; si muovevano lentamente in cerchio, eseguivano passi diversi dalla polka che si ballava intorno a loro. Sentivo l’effetto dell’alcol. La musica, il riflesso di lampadine elettriche sul cemento, i tappeti dai colori vivaci, la brezza fresca, il cielo notturno, i lugubri grattacieli in rovina che si ergevano più neri delle tenebre intorno a noi… l’incredibile notizia della resistenza americana… tutto si combinava per infiammarmi d’eccitazione. Ero davvero sull’orlo di un mondo nuovo. Mi aprii la strada fra la folla, in direzione di Tom che, appoggiato alla massiccia ringhiera, guardava l’acqua più in basso.

«Tom, non è straordinario? Non è meraviglioso?»

«Lasciami riflettere, ragazzo» rispose lui, piano.

Allora tornai accanto alla banda, mogio mogio per un momento. Ma non durò. La ragazza che danzava con il Sindaco era la bionda che aveva servito a tavola durante il banchetto. Quando lasciò posto a un’altra ragazza, mi avvicinai in fretta fra i ballerini e la strinsi in un abbraccio.

«Balla anche con me» le dissi. «Vengo dal nord.»

«Lo so» rispose lei. E rise. «Non sei certo un ragazzo di queste parti, è chiaro.»

«Dal gelido nord» dissi, guidandola goffamente nei passi della polka. Mi sentivo un po’ stordito. «Dai ghiacciai e dai crepacci e dalle grandi distese di neve sono venuto nella vostra magnifica e civile città.»

«Come?»

«Qui, dal barbaro nord, a conoscere il vostro Sindaco, il profeta di un’epoca nuova.»

«Assomiglia a un profeta, vero? Come quelli della chiesa. Mio padre dice che è stato lui a fare di San Diego la città che è.»

«Ci credo. Ha fatto un mucchio di cambiamenti, da quando ha assunto la carica?»

«Oh, è sempre stato sindaco da quando mi ricordo. Da quando avevo due anni, mi pare abbia detto papà.»

«Un mucchio di tempo.»

«Quattordici anni…»

Le diedi un rapido bacio; ballammo tre, quattro volte, finché non mi tornò lo stordimento. Avevo difficoltà a muovermi. Lei mi accompagnò ai tavoli e ci sedemmo a chiacchierare. Chiacchierai come il più fantasioso contaballe della California; lo stesso Steve non sarebbe riuscito a battermi, quella notte. La ragazza rise e rise. Più tardi arrivarono Jennings e Tom; mi dispiacque vederli. Jennings disse che ci avrebbe accompagnati al nostro alloggio per la notte, all’altro capo della piattaforma. A malincuore salutai la ragazza e li seguii a passo da ubriaco giù per l’autostrada, canticchiando fra me: «Um-pap-pà» e salutando quasi tutti quelli che incontravo. Jennings ci sistemò in un bungalow nella parte sud della piattaforma; continuai a parlare a Tom per un paio di minuti, anche se lui stava in silenzio, prima di perdere conoscenza.

1 ... 25 26 27 28 29 30 31 32 33 ... 101
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)