Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci Editore
- ISBN: 978-88-347-0400-4
- Переводчик: Ornella Ranieri Davide
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:
Joshua York non negava la sua collaborazione; ogni sera saliva alla cabina di pilotaggio per fare il proprio turno come un apprendista diligente. «Gli avevo detto che in un notte così non era possibile farlo stare al timone,» disse una volta Framm rivolgendosi al Capitano Marsh mentre pranzavano. «Come facevo ad insegnargli delle marche che neppure io riuscivo a vedere? Ebbene, non ho mai conosciuto in vita mia un uomo che abbia occhi come i suoi. E diabolico come vedono al buio. Delle volte giurerei che quello riesce a vedere dentro l’acqua, non importa quanto sia nera. Lo faccio venire vicino a me e gli dico dove sono i segnali, e quello nove volte su dieci li vede prima di me. Stanotte, a metà del turno lungo, se non fosse stato per Joshua avrei fermato il battello.»
Ma York riusciva altrettanto bene a rallentare la navigazione. Sei soste fuori programma furono effettuate su suo comando; a Greenville e in due città più piccole, ad un molo privato nel Tennessee e due volte ai depositi di legname. In due di quelle occasioni, York fu assente per tutta la notte. A Memphis non fu impegnato da alcuna incombenza, ma altrove fece protrarre le soste in maniera intollerabile. Quando giunsero a Helena passò la notte a terra, e a Napoleon li tenne bloccati per tre giorni, lui e Simon, per fare Dio sa che cosa. A Vicksburg fu anche peggio; vi restarono quattro notti prima che Joshua York si decidesse a far ritorno al Fevre Dream.
Il giorno in cui partirono da Memphis il tramonto ebbe un incanto del tutto speciale. I pochi fiocchi di nebbia che ancora indugiavano nel cielo assunsero un dorato lucore arancione, e le nuvole ad occidente si tinsero via via d’un vivido rosso di ferina intensità, finché il cielo stesso fu tutto un divampare di fiamme. Ma Abner Marsh, da solo in piedi sul ponte del texas, dove si trovava la sua cabina, aveva occhi solo per il fiume. Non c’erano altri battelli in vista. L’acqua davanti a loro era calma; piccole onde s’increspavano là dove il vento la carezzava, e la corrente sciabordava lievemente intorno ai rami neri e sinistri di qualche albero che caduto sporgeva dalla riva, ma per lo più il vecchio diavolo scorreva placido. E mentre il sole calava, l’acqua melmosa prendeva una tinta rossiccia, una tinta che s’intensificava, si espandeva e si oscurava fino a dar l’impressione che il Fevre Dream si stesse muovendo sopra un fiume di sangue. Poi il sole scomparve dietro gli alberi e le nuvole, e lentamente il flusso di sangue s’incupì, e divenne rugginoso come quando il sangue si secca, per farsi infine nero, nero come la morte, nero come una tomba. Marsh contemplò gli ultimi gorghi cremisi svanire. Le stelle non si accesero quella notte. Scese nel salone per la cena, e l’immagine del sangue gli riempiva la mente.
Erano trascorsi alcuni giorni dallo strano episodio di New Madrid, e Abner Marsh non aveva fatto niente, non aveva detto niente. Aveva, tuttavia, meditato a lungo su ciò che aveva visto, o non aveva visto, nella cabina di Joshua. Naturalmente non poteva essere sicuro di aver visto quel che pensava. Oltretutto, seppure non si fosse sbagliato, che significato poteva mai trarne? Forse Joshua si era tagliato nei boschi… anche se, per la verità, la notte seguente Marsh aveva scrutato attentamente le mani di York e non vi aveva scorto segni di tagli o croste. Forse aveva ucciso un animale o aveva dovuto difendersi dall’assalto di qualche ladro; una dozzina di buone ragioni ai affacciavano alla sua logica, ma tutte crollavano, invariabilmente confutate dal silenzio di Joshua. Se York non aveva nulla da nascondere, perché allora si ostinava in quella maledetta segretezza? E quanto più Abner Marsh rifletteva su queste cose, tanto meno esse gli piacevano.
Marsh aveva già visto il sangue prima d’allora, fiumi di sangue: combattimenti corpo a corpo, sfide a colpi di bastone, duelli e sparatorie. Il Mississippi scorreva nella terra degli schiavi, ed il sangue sgorgava facilmente per coloro la cui pelle era nera. Negli stati liberi non si poteva dire che la situazione fosse di gran lunga migliore. Marsh aveva vissuto per un po’ nel sanguinoso Kansas, aveva visto uomini bruciati, fucilati. Da giovane aveva prestato servizio nella milizia dell’Illinois e aveva combattuto nella guerra contro Falco Nero. A volte gli capitava ancora di sognare la battaglia dell’Ascia Nera, quando avevano massacrato il popolo di Falco Nero, compresi donne e bambini, mentre tentavano di attraversare il Mississippi per trovare la salvezza sulla sponda occidentale. Era stato un giorno cruento, ma era stato necessario; d’altra parte lo stesso Falco Nero non esitava a far ferro e fuoco nel territorio dell’Illinois.
Tuttavia, in un certo qual modo, il sangue che imbrattava, forse, le mani di Joshua York era qualcosa di diverso. Esso aveva lasciato in Marsh un turbamento, un’inquietudine.
Marsh continuava a ripetere a se stesso che esisteva un patto tra loro due. E per Abner Marsh un patto era un patto, un vincolo che legava un uomo indissolubilmente, nel bene e nel male, poco importava con chi il patto fosse stato stretto, fosse un prete, un imbroglione o il diavolo stesso, esso andava rispettato. Joshua York, ricordava Marsh, aveva fatto menzione di certi nemici, ed i rapporti di un uomo con i propri nemici erano una faccenda privata e personale. York era stato abbastanza onesto con Marsh.
Così il Capitano andava ragionando, e si sforzava di scacciare dalla sua mente l’intera faccenda.
Ma il Mississippi si tinse del colore del sangue, ed allo stesso modo, il sangue intrise anche i sogni del Capitano. A bordo del Fevre Dream noia e tetraggine appesantirono l’umore generale. Un fuochista commise un’imprudenza e si ustionò col vapore, e si fu costretti a farlo sbarcare a Napoleon. Uno scaricatore abbandonò il battello a Vicksburg, il che fu una vera follia trovandosi in territorio schiavista ed essendo lui un uomo di colore libero. Risse scoppiarono tra i passeggeri del ponte di coperta. Era colpa della noia e dell’afa umida e soffocante di quell’agosto — così disse Jeffers al Capitano. «La marmaglia impazzisce,» gli aveva fatto eco Mike il Peloso. Ma Abner Marsh non ne era tanto sicuro. A lui pareva piuttosto che stessero subendo una sorta di punizione.