Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci Editore
- ISBN: 978-88-347-0400-4
- Переводчик: Ornella Ranieri Davide
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:
«Ora?»
«Volevate imparare a conoscere il fiume, no? Non imparerete di certo standovene seduto a tavola, lasciatevelo dire.»
York finì il brandy, ed insieme salirono alla cabina di pilotaggio. Karl Framm era di turno. Sdraiato sul divano, col fumo che si levava in riccioli dalla sua pipa, si beava nell’ozio mentre il suo apprendista — un giovane alto e con i capelli biondi e lisci che gli ricadevano sul colletto — stava alla ruota del timone. «Capitano Marsh,» disse Framm, annuendo. «E voi dovete essere il misterioso Capitan York. Lieto di fare la vostra conoscenza. Prima d’ora non ero mai stato su di un battello con due capitani.» Sorrise, un largo sorriso obliquo dal quale baluginò il lampo giallo di un dente d’oro. «I capitani di questo battello sono quasi tanti quante le mogli che ho io. Naturalmente, ve ne sono buone ragioni. Su questo legno ci sono più caldaie, più specchi e più argenti che in qualsiasi altro battello che abbia mai visto, perciò, suppongo che sia giusto che abbia anche più capitani.» L’allampanato pilota cadetto si sporse in avanti e lasciò cadere una pioggerella di cenere dalla sua pipa nella pancia della grande stufa di ferro. Questa era fredda e oscura essendo la notte calda e afosa. «Cosa posso fare per voi, signori?» chiese Framm.
«Insegnateci il fiume,» rispose Marsh.
Le sopracciglia di Framm si sollevarono. «Insegnarvi il fiume? Ho già un allievo. Giusto, Jody?»
«Certamente, Mister Framm.»
Framm sorrise e si strinse nelle spalle. «Vedete, sto insegnando il mestiere a Jody, ed è già tutto concordato, riceverò seicento dollari dai primi stipendi che si guadagnerà quando lo avrò istruito e sarà entrato a far parte dell’associazione. Se gli ho fatto questo prezzo così economico è perché conosco la sua famiglia. Quanto a voi, però, non posso dire di conoscere le vostre famiglie, non posso dirlo affatto.»
Joshua York si sbottonò il panciotto grigio scuro. Indossava una cintura portasoldi. Ne tirò fuori un pezzo d’oro da venti dollari e lo depose in cima alla stufa, l’oro luccicò fievolmente sul ferro nero. «Venti,» disse York, e depose un’altra moneta sopra la prima. «Quaranta,» disse. Una terza. «Sessanta.» Quando ebbe raggiunto la somma di trecento dollari, York si riabbottonò il gilet. «Temo che questo sia tutto ciò che ho con me al momento, Mister Framm, ma vi assicuro che non sono a corto di fondi. Fissiamo un compenso di settecendo dollari per voi, ed un eguale ammontare per Mister Albright, se entrambi mi istruirete nei rudimenti del pilotaggio, e rinverdirete le conoscenze del Capitano Marsh mettendolo in grado di pilotare il suo battello. Pagamento immediato, beninteso; non dovrete aspettare di detrarlo da futuri compensi. Cosa ne dite?»
A Marsh parve che Framm fosse rimasto un po’ freddo a quell’offerta. Lo vide aspirare pensosamente fumo dalla pipa per qualche istante, come se stesse valutando a dovere la proposta, ed infine allungare una mano sulla pila di monete d’oro. «Non posso parlare per conto di Mister Albright, ma per conto mio, ho sempre apprezzato il colore dell’oro. Vi istruirò. Che ne dite di venir su domani con la luce del giorno, quando inizio il turno?»
«Sarà forse una buona soluzione per il Capitano Marsh,» disse York, «ma io preferisco iniziare immediatamente.»
Framm lanciò occhiate intorno. «Diavolo,» disse. «Ma non vedete? È notte. È quasi un anno che sto insegnando a Jody, e soltanto da un mese lo lascio pilotare di notte. Guidare un battello di notte non è mai facile. No.» Il suo tono era fermo. «Cominceremo di giorno, quando un uomo vede dove sta andando.»
«Io imparerò di notte. Oh, i miei orari sono un po’ strani, Mister Framm. Ma non dovete preoccuparvi, ho un’ottima vista notturna, e sospetto che sia migliore della vostra.»
Il pilota distese le lunghe gambe, si alzò, fece alcuni passi e prese il timone. «Va’ di sotto, Jody,» disse al suo apprendista. E quando il ragazzo se ne fu andato, Framm disse, «Nessun uomo vede abbastanza bene per pilotare al buio in un tratto impervio del fiume.» Stava ritto in piedi e volgeva loro le spalle, mentre gli occhi studiavano le nere acque rischiarate dalle stelle. Le luci lontane di un altro battello si scorgevano avanti. «Stanotte il cielo è sereno, non ci sono nuvole, c’è una buona mezza luna ed il livello del fiume è sicuro. Guardate l’acqua laggiù. Una lastra di vetro nero. Guardate le rive. Davvero facile individuarle, non è così?»
«Sì,» confermò York. Marsh, sorridendo, non disse parola.
«Bene,» riattaccò Framm, «non è sempre così. Certe volte non c’è la luna, e le nuvole coprono ogni cosa. Allora diventa tutto nero, terribilmente. Tanto che un uomo non riesce a vedere più nulla. Le rive scompaiono, come risucchiate, e se uno non sa bene il fatto suo c’è il rischio di andarci a sbattere contro. Altre volte ci si trova di fronte ad ombre torreggianti che ti danno l’illusione d’esser fatte di solida terra, cosicché è necessario conoscerne l’autentica natura se non si vuole passare metà della nottata a scansare ostacoli che non esistono. A parer vostro, Capitan York, come fa un pilota a sapere queste cose?» Framm non gli diede il tempo di replicare che subito incalzò rispondendo egli stesso, «Grazie alla sua memoria,» disse picchiettandosi sulla tempia. «Ecco come. Vedendo il fiume alla luce del giorno e ricordandolo, imprimendoselo tutto nella memoria, ogni ansa ed ogni casa lungo la riva, ogni deposito di legna, ogni punto in cui l’acqua è profonda ed ogni punto in cui il livello si abbassa, ed ancora ogni punto in cui bisogna traversare. Un battello si guida sulla scorta di ciò che si conosce, Capitan York, e non sulla scorta di ciò che si vede. Ma per poter sapere è necessario prima vedere, e ciò che si può vedere di notte non è sufficiente a tale scopo.»
«È la verità, Joshua,» confermò Abner Marsh, posando una mano sulla spalla di York.
Al che York replicò senza scomporsi, «Il battello che ci precede ha le ruote laterali, e tra i fumaioli c’è una grossa K decorata; la cabina di pilotaggio ha il tetto a cupola. In questo momento sta passando accanto ad un deposito di legna. C’è una vecchia scialuppa fradicia laggiù, e un uomo di colore vi sta seduto ad un’estremità, guarda verso il fiume.»
Marsh sollevò la mano dalla spalla di York e si portò alla finestra, socchiuse gli occhi per aguzzar la vista. L’altro battello li precedeva di molte lunghezze. Non gli costò fatica individuare le due ruote laterali, ma il fregio tra i fumaioli… i fumaioli erano neri sopra un cielo nero, riusciva appena ad intravederli, e solo grazie alle scintille che baluginavano da essi. «Dannazione,» mugugnò.
Framm si girò a guardare York con occhi stupefatti. «Io non riesco a vedere nemmeno la metà di quella roba,» ammise, «ma non dubito che siate nel giusto.» Poco dopo il Fevre Dream passò davanti al deposito di legname e vi scorsero il vecchio di colore, proprio come aveva descritto York. «Sta fumando la pipa,» disse Framm, sogghignando, «questo non lo avevate detto.»
«Vogliate scusarmi,» disse Joshua York.
«Bene,» disse Framm con aria meditabonda, «bene.» Trasse una lunga boccata dalla pipa, gli occhi fissi sul fiume che si allungava davanti a loro. «Indubbiamente siete dotato di un’eccezionale vista notturna, ve lo riconosco. Tuttavia, continuo ad avere qualche perplessità. Non è poi un’impresa tanto strabiliante riuscire a vedere un capanno di legna in una notte chiara. Scorgere un vecchio negro, beh, questo è già un po’ più difficile, per come si fondono con l’oscurità che li circonda, ciò nondimeno, avere la vista lunga è una cosa e conoscere il fiume è un’altra. Ci sono tanti piccoli particolari che un pilota deve vedere e che un passeggero non noterebbe mai e poi mai. Per esempio, l’aspetto che assume l’acqua quando un tronco o qualche altro ostacolo si nasconde al di sotto. Vecchi alberi morti che rivelano quale sarà il livello del fiume cento miglia più avanti. Il modo in cui si può distinguere uno spuntone di roccia da un cumulo di sabbia. Bisogna esser capaci di leggere il fiume come se fosse un libro, e le parole sono piccole onde e mulinelli, parole talora così sbiadite da non riuscire a distinguerle per quello che sono, ed allora è necessario affidarsi a ciò che si ricorda dall’ultima volta che si è letta quella stessa pagina. Ora ditemi, voi non ci provereste a leggere un libro al buio, è così?»