Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
Il battello del delirio [Fevre Dream - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il battello del delirio [Fevre Dream - it]

Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:

Fiume Mississippi, 1857. Il ghiaccio di un gelido inverno ha appena distrutto la flotta commerciale del Capitano Abner Marsh. Privo di assicurazione, il vecchio armatore si ritrova solo, in bancarotta, disperato. Ma ecco che, inaspettatamente, un bizzarro straniero di nome Joshua York si offre di rilevare la metà della sua compagnia di navigazione in rovina, mettendo sul piatto una cifra spropositata. Ma non è tutto. York intende investire il proprio denaro nella costruzione del battello più lussuoso, più bello e soprattutto più veloce che abbia mai solcato le torbide acque del Mississippi, e per di più ne offre il comando al Capitano Marsh. L’unica condizione posta da York è semplice: gli ordini da lui impartiti saranno pochi, ma per quanto strani o assurdi possano sembrare, ogni qual volta verranno emanati, Marsh dovrà assicurarsi che essi vengano eseguiti alla lettera, senza fare domande. E così il nuovo gioiello del fiume, battezzato “Fevre Dream”, inizia il suo viaggio. Tuttavia, man mano che il battello discende il tortuoso corso del Mississippi, Marsh prende a insospettirsi sempre più. Perché il misterioso York si fa vedere soltanto di notte? Come mai lui e i suoi amici si dissetano ogni sera col disgustoso vino nerastro della sua riserva privata? Quando la verità sarà finalmente rivelata, il Capitano dovrà scegliere da che parte stare…
1 ... 23 24 25 26 27 28 29 30 31 ... 117
Перейти на страницу:

Poco dopo, Marsh stava chiacchierando con Jeffers nell’ufficio di bordo quando sentì la campana squillare tre volte, il segnale di attracco. Aggrottò le sopracciglia e guardò fuori dalla finestra di Jeffers. Oltre alle rive fittamente tappezzate di vegetazione, non vi scorse alcunché. «Mi chiedo come mai ci stiamo fermando,» disse Marsh. «Il prossimo scalo è a New Madrid. Non conoscerò questa parte del fiume, ma questa di sicuro non è New Madrid.»

Jeffers si strinse nelle spalle. «Forse qualcuno ci ha fatto cenno di fermarci.»

Marsh si allontanò scusandosi e raggiunse la cabina di pilotaggio. Al timone c’era Dan Albright. «Qualcuno ci ha fermati?» gli chiese Marsh.

«No, signore,» rispose il pilota. Era un tipo laconico, rispondeva a ciò che gli veniva chiesto senza aggiungere altro.

«Dove ci stiamo fermando?»

«A un deposito di legna, Capitano.»

Marsh vide che effettivamente c’era un deposito di legna poco avanti, sulla sponda occidentale. «Mister Albright, so di non sbagliarmi dicendo che abbiamo fatto rifornimento meno di un’ora fa. Non possiamo aver già consumato tutto quel legno. È stato Mike il Peloso a chiedervi di fermarvi?» Era compito del capitano in seconda controllare il fabbisogno di combustibile.

«No, signore. È un ordine del Capitano York. Mi è stato riferito di fermarmi a questo deposito di legname sia che avessimo bisogno di rifornirci sia che non ne avessimo.» Albright alzò gli occhi. Era un piccoletto sempre impeccabile nel presentarsi al prossimo, con i suoi sottili baffetti scuri, la cravatta rossa di seta e gli stivaletti di vernice. «Mi state dicendo di passar oltre?»

«No,» si affrettò a rispondere Abner Marsh. York avrebbe potuto avvertirlo, pensò, tuttavia il loro accordo consentiva a York di impartire ogni sorta di ordini, anche i più bizzarri. «Sapete quanto tempo sosteremo qui?»

«Ho sentito che York ha una commissione da sbrigare a terra. Se non si alza fino al tramonto, allora ci resteremo tutto il giorno.»

«Maledizione. Il nostro orario di viaggio — i passeggeri ci assilleranno con un’infinità di domande.» Marsh si rabbuiò. «Beh, credo che non vi siano alternative. Giacché ci siamo, ci conviene far rifornimento di legna. Vado giù ad occuparmene.»

Marsh si accordò per l’acquisto col ragazzo che gestiva il deposito, un negro snello con una sottile camicia di cotone. Il ragazzo non era abile nelle contrattazioni; Marsh ottenne da lui legno di faggio al prezzo del legno di pioppo nero, e vi si fece aggiungere anche qualche ramo di pino. Mentre gli scaricatori e i lavoranti si davano da fare a caricare la legna, Marsh guardò il ragazzo di colore dritto negli occhi, sorrise, e disse, «Sei nuovo del mestiere, eh?»

Il ragazzo annuì. «Sissignore, Capitano.» Anche Marsh annuì, e stava per girare sui tacchi per ritornare al battello, ma il ragazzo soggiunse, «Sto qui solo da una settimana. Il vecchio bianco che c’era prima è stato mangiato dai lupi.»

Marsh guardò il ragazzo intensamente. «Siamo solo un paio di miglia a nord di New Madrid, vero, ragazzo?»

«Esatto, Capitano.»

Quando Abner Marsh ritornò a bordo del Fevre Dream, era turbato da una profonda agitazione. Dannato Joshua York, pensava. Cosa diavolo aveva in mente, e perché dovevano sprecare un’intera giornata fermi vicino a quella stupida baracca? Marsh fu colto dall’impulso di precipitarsi nella cabina di York per dirgliene quattro. Considerò l’idea ma subito desistette. Il motivo di quella sosta non era affar suo — Marsh se lo rammentò coercitivamente. E si rassegnò all’attesa.

Le ore scivolarono lentamente mentre il Fevre Dream giaceva senza vita al largo del deposito di legname. Una dozzina di altri battelli gli passarono accanto proseguendo verso sud e irritando non poco il Capitano Marsh. Altrettanti risalirono faticosamente controcorrente. Un breve scontro a colpi di coltello tra due passeggeri del ponte di coperta, senza che nessuno riportasse ferite, ravvivò il tedioso pomeriggio. La maggior parte dei passeggeri e dell’equipaggio del Fevre Dream trascorsero le ore oziando sui ponti, le sedie reclinate verso il sole, a fumare o a masticar tabacco, oppure a discutere di politica. Jeffers e Albright giocarono agli scacchi nella timoniera. Framm raccontò storie impetuose nel salone. Alcune tra le signore presero a parlottare sull’eventualità di organizzare un ballo. E Abner Marsh divenne sempre più impaziente.

All’imbrunire, Marsh era seduto sul ponte di comando a bere caffè e schiacciare zanzare, quando volse casualmente lo sguardo verso la riva giusto in tempo per scorgere Joshua York scendere dal battello. C’era Simon con lui. Si fermarono presso la baracca e scambiarono poche battute con il ragazzo di colore, poi scomparvero tra i solchi di una strada fangosa che s’inoltrava nei boschi. «Ma tu guarda che roba,» disse Marsh a se stesso, alzandosi, «Se ne va senza neppure un arrivederci.» Aggrottò le sopracciglia. «Non ha neppure cenato.» Quel pensiero gli rammentò che neppure lui aveva mangiato, e pensò bene di rimediare subito scendendo nel salone.

Le ore notturne scorsero tra l’irrequietezza crescente dei passeggeri e dell’equipaggio. I gomiti si alzarono più del solito intorno al bar. Un piantatore diede inizio ad una partita di brag ed altri si misero a cantare; un giovanotto ostinato finì per buscarsi qualche bastonata per aver appoggiato il proibizionismo.

Poco prima di mezzanotte Simon ritornò da solo. Abner Marsh si trovava nel salone quando Mike il Peloso gli diede dei colpetti sulla spalla; Marsh aveva dato ordine che lo avvertissero non appena York fosse ritornato sul battello. «Chiamate a bordo gli scaricatori e dite a Whitey di accendere le caldaie,» comandò senza indugio al suo secondo, «abbiamo del tempo da recuperare.» Poi si avviò da York. Solo che York non c’era.

«Joshua vuole che proseguiate,» gli riferì Simon. «Lui viaggerà via terra e vi ricongiungerete a New Madrid. Aspettatelo.» La raffica di accalorate domande non valse a cavargli altre informazioni; Simon si limitò a fissare Marsh con i suoi occhi piccoli e freddi e ripeté il messaggio: il Fevre Dream doveva aspettare York a New Madrid.

Una volta partiti, il viaggio fu breve e piacevole. New Madrid distava solo poche miglia dal deposito di legname dove erano rimasti bloccati tutto il giorno. Marsh fu più che felice di dire addio a quel posto desolato mentre scivolavano sulle acque oscure, via nella notte. «Dannato Joshua,» borbottò.

A New Madrid persero quasi due intere giornate.

«È morto,» opinò Jonathan Jeffers dopo che aspettavano da un giorno e mezzo. New Madrid straripava di alberghi, sale da biliardo, chiese e diverse altre possibilità di svago che un deposito di legname non offriva, sicché il tempo trascorso all’attracco non fu altrettanto noioso, ciò nondimeno erano tutti ansiosi di ripartire. Una mezza dozzina di passeggeri, impazienti per il ritardo, considerarono che il tempo era buono, il battello sembrava in perfette condizioni ed il livello del fiume era alto, e, non giustificando il ritardo, si rivolsero a Marsh per ottenere il rimborso della somma pagata per il viaggio. Rimborso che fu rifiutato con indignazione, malgrado lo stesso Marsh ribollisse dalla rabbia e si domandasse ad alta voce dove diavolo fosse andato a ficcarsi Joshua York.

1 ... 23 24 25 26 27 28 29 30 31 ... 117
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)