Domani il mondo cambierГ [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it]
- Автор: Суэнвик Майкл
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Marco Pinna
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Domani il mondo cambierГ [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it]». Краткое содержание книги:
Anche pubblicato come Stazioni delle maree.
Vincitore del premio Nebula in 1991.
Nominato per i premi Hugo e Campbell in 1992.
Nominato per il premio di Arthur Clarke in 1993.
Il burocrate ebbe un attimo di esitazione. — Una volta… quando ero giovane.
— Allora non c’è bisogno che vi dica che si tratta di un gioco truccato. Chiunque sia abbastanza idiota da giocare seguendo le regole non può far altro che perdere. Io ero diventato maestro nei metodi standard per barare; inserire fonti di dati aggiuntive, ritrasmettere il segnale dell’avversario attraverso un circuito di ritardo calibrato sul millisecondo, eccetera. La solita roba, insomma. Grazie a questo, avevo una buona reputazione come guerriero mentale. Ciò nonostante, Gregorian mi batté tre volte di fila. Io avevo un’amante ai tempi, una puttanella del Cerchio Interno con quei lineamenti aristocratici quasi astratti ottenuti attraverso tre generazioni di rielaborazione genetica intensiva. Gregorian mi umiliò pubblicamente davanti a lei, a suo padre e a quei pochi amici che avevo.
— Avete conosciuto il padre di Gregorian? Che tipo era?
— Non ne ho idea. Venne cancellato dai registri prima che lasciassimo le sale. Suo padre era un personaggio importante che non poteva permettersi di essere coinvolto nei giochi. Ricordo solo che era li.
“Un anno dopo tornai a casa al Tidewater con Gregorian al mio fianco. Condividemmo una stanza presso l’albergo dei miei genitori come se fossimo vecchi amici. In quel periodo la nostra antipatia era sbocciata in odio puro. Ci accordammo per un duello fra stregoni; tre domande a testa, il vincitore prende tutto.
“Andammo in cerca della radice di mandragora in una notte umida e senza stelle. Scavammo presso il cimitero dei mendicanti, dove non ci avrebbe disturbato nessuno. Gregorian si rialzò per primo, con le mani tutte imbrattate di fango. ’L’ho trovata’, disse. Ruppe in due la radice e me la mise sotto il naso. La mandragora ha un odore molto caratteristico. Solo quando ebbi ingoiato la mia metà, vedendo quel suo strano sorriso, mi venne in mente che poteva essersi spalmato le mani di essenza di mandragora, rifilandomi una radice di mezzouomo, che è molto simile anche come effetto ma che può essere annullata con un semplice antidoto. Troppo tardi. Ormai dovevo fidarmi di lui. Attendemmo che gli alberi bruciassero di verde e il vento parlasse. Iniziamo, dissi.
“Gregorian balzò in piedi e si incamminò fra gli scheletri con le braccia allargate, facendo suonare le ossa. Naturalmente, gli scheletri non erano molto ben tenuti. La vernice era sbiadita e molte ossa cadute a terra si spezzavano sotto i nostri piedi. Sentii le forze della morte che le attraversavano e penetravano sotto la mia pelle, rendendomi più impavido che mai. Mi sentivo forte, rafforzato dalla morte. Voltati e affrontami, lo sfidai. O hai forse paura?
“Si voltò, e con mio grande orrore scoprii che aveva assunto le fattezze del Corvo. La sua testa era enorme e nera; becco nero, piume nere, occhi luminosi color ossidiana. Alla base del suo becco spuntavano quelle piumette simili a peli, e gli stretti canali delle narici si aprivano a metà del becco. Non avevo mai visto invocare uno spirito prima di allora. Quella era la tua prima domanda, disse Gregorian con la voce rauca del Corvo. No, non ho affatto paura.
“Diedi per scontato che si trattasse di un’illusione, di un effetto della mandragora. Con un impeto di rabbia, feci un passo avanti e gli afferrai le braccia. Le piccole morti fluivano in lui e combattevano sotto la sua pelle, facendo contorcere i suoi muscoli in piccoli spasmi. Strinsi forte. Dovete sapere che in quell’epoca ero piuttosto forte, e che la mia presa avrebbe dovuto arrestare il flusso del sangue, lasciandogli le braccia paralizzate. Le forze della morte avrebbero dovuto ucciderlo. Ma invece Gregorian mi scrollò di dosso senza alcuno sforzo, scoppiando in una risata.”
’Non puoi battere il Corvo con i tuoi stupidi trucchetti.’
“’Come fai a sapere che vedevo il Corvo?’ domandai. In quel momento provai l’orrore che si prova quando ci si rende conto che si è completamente fuori dal gioco.
“’Questa era la tua seconda domanda.’ Il Corvo toccò un cranio nudo con il becco, facendo oscillare lo scheletro. ’Io so tutto di te. Ho un informatore che mi dice tutto. La Bestia Nera.’
“’Chi è la Bestia Nera?’ urlai.
“’E questa è la tua terza domanda.’ Il Corvo infilò il becco in un’orbita del cranio, tirandone fuori un bocconcino di carne. ’Ho già risposto a due domande, e ora tocca a me. Innanzitutto dimmi, che cosa significa quando dico che Miranda è nera?’
“Ero molto arrabbiato per il modo in cui mi aveva estorto le domande, ma lo scopo del duello è proprio quello di mettere alla prova la propria volontà contro quella dell’avversario; in fondo si era svolto regolarmente. ’Un centimetro più in giù’, dissi, ’il globo del mondo non è che un uovo di oscurità. La luce delle stelle non lo può toccare, e solo Prospero, Ariel e Caliban se lo contendono fra loro. Il mistero è così vicino. Dovete sapere che questo era tutto catechismo, roba da ragazzini, il che mi fece riprendere il mio ottimismo. Allo stesso modo, la mente sotto il cranio è nera. Il mago capisce questo e combatte per ottenere la sua influenza.’
“Il Corvo arruffò le piume, quindi aprì il becco per sputare fuori qualche frammento immondo. ’Quella linguaccia nera! Che cosa sono le costellazioni nere?’
“’Sono forme foggiate dagli spazi vuoti fra le costellazioni luminose. Coloro che non sono iniziati non possono vederle e non credono nella loro esistenza, ma una volta individuate non possono essere dimenticate. Si tratta di misteri emblematici che chiunque può padroneggiare, solo che ben pochi si rendono conto della loro esistenza.’
“Il Corvo frugò fra i denti dello scheletro con il suo becco accuminato. ’Ti offrirei un cagnotto, disse, ma ce n’è appena a sufficienza per me. Un’ultima domanda. Chi è la Bestia Nera?’
“’Cosa vuoi dire?’ sbottai con rabbia. ’Ti ho posto quella stessa domanda, e tu non hai voluto rispondere. Io non credo affatto nella tua Bestia Nera.’
“A quel punto, il Corvo sollevò il capo e cacciò un grido di trionfo. I suoi occhietti erano come delle stelle scure e malvage. Mostrò il pollice e l’indice allargati e disse: ’Tu sei lungo così, da eretto. La tua amante era coinvolta con il Comitato per la Liberazione dell’Informazione ed è riuscita a evitare lo scandalo solo grazie ai soldi di sua madre. Sospetti che lei ti sia infedele perché non dice nulla a proposito delle tue infedeltà nei suoi confronti. Hai bagnato il tuo letto a lungo quando eri un adolescente, e sei diventato apprendista della tua pharmacienne dopo che lei ha curato il tuo problema di ritenzione. La Bestia Nera mi ha raccontato tutto di te. Tu ti fidi della Bestia Nera, ma fai molto male. La Bestia Nera non è amica tua, è solo amica mia.’
“Con questo, si incamminò. Io gli gridai dietro che il duello non era finito, che non vi era stato un vincitore. Ma ormai se ne era andato. Dissi ai miei genitori che era stato chiamato in servizio.”
Il dottor Orphelin emise un sospiro. — Da allora in avanti, Gregorian scomparve dalla mia vita. Forse si trasferì in un’altra estensione. Tuttavia, non riuscivo a togliermi dalla testa la sua domanda. Chi era la Bestia Nera? Quale amico fasullo aveva rivelato a Gregorian tutti i miei segreti? Un mattino mi svegliai e trovai il disegno di un corvo in volo appeso alla parete. Svegliai la mia amante e glielo indicai. “Che cos’è quella roba?” le domandai.