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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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«Qualche idea di cosa significhi?»

Lei scosse il capo.

«Dovremmo nasconderla nuovamente» disse Cadsuane. Quel giorno indossava marrone e verde, colori terrei attenuati dagli ornamenti dorati tra i suoi capelli. Se ne stava in piedi con le braccia incrociate, la schiena dritta. «Puah! Tirare fuori quest’oggetto ora è azzardato, ragazzo.»

«La tua obiezione è annotata» disse Rand. Prese il sa’angreal da Min, poi se lo fece scivolare sopra la spalla in un fodero sul la schiena. Al suo fianco portava ancora l’antica spada con i draghi rosso e oro dipinti sul fodero. Aveva detto prima che la considerava una sorta di simbolo. Rappresentava il passato per lui, mentre Callandor — in qualche modo — rappresentava il futuro.

«Rand» disse Min, prendendogli il braccio. «La mia ricerca... ricorda, Callandor pare avere un difetto più profondo di quanto abbiamo scoperto. Questa visione non fa che rafforzare quello che ho detto prima. Mi preoccupa che possa essere usata contro di te.»

«Sospetto che lo sarà» disse Rand. «Ogni altra cosa in questo mondo è stata usata contro di me. Narishma, un passaggio, per favore. Abbiamo tenuto gli uomini delle Marche di Confine ad attendere abbastanza.»

L’Asha’man annuì, i campanellini fra i suoi capelli che tintinnavano.

Rand si voltò verso Naeff. «Naeff, non ci sono ancora notizie dalla Torre Nera?»

«No, mio signore» disse l’alto Asha’man.

«Non sono stato in grado di Viaggiare lì.» disse Rand. «Questo indica un grosso problema, peggio di quello che avevo temuto. Usa questo flusso. Può mascherarti. Viaggia verso un posto a un giorno di distanza a cavallo e poi cavalca fin lì, nascondendoti. Vedi quello che riesci a scoprire. Aiuta se puoi, e quando trovi Logain e quelli leali a lui, consegnagli un messaggio per me.»

«Che messaggio, mio signore?»

Rand parve distante. «Di’ loro che mi sbagliavo. Di’ loro che non siamo armi. Siamo uomini. Forse aiuterà. Fai attenzione. Questo potrebbe essere pericoloso. Torna da me con delle notizie. Avrò bisogno di aggiustare le cose, ma potrei facilmente finire in una trappola più pericolosa di quelle che ho evitato finora. Problemi... così tanti problemi da aggiustare. E io sono uno solo. Va’ al mio posto, Naeff, per ora. Ho bisogno di informazioni.»

«Io... Sì, mio signore.» Pareva confuso, ma si precipitò fuori dalla stanza per obbedire.

Rand trasse un respiro profondo, poi si sfregò il moncherino del braccio sinistro. «Andiamo.»

«Sei certo di non voler portare altra gente?» chiese Min.

«Sì» disse Rand. «Cadsuane, sta’ pronta ad aprire un passaggio e a portarci via, se necessario.»

«Stiamo andando dentro Far Madding, ragazzo» disse Cadsuane. «Di sicuro non hai dimenticato che la Fonte ci è preclusa mentre siamo lì.»

Rand sorrise. «E tu indossi una rete di paralis completa fra i capelli, che include un Pozzo. Sono certo che lo tieni pieno, e quello dovrebbe essere sufficiente a creare un unico passaggio.»

Il volto di Cadsuane divenne inespressivo. «Non ho mai sentito di una rete di paralis.»

«Cadsuane Sedai» disse Rand piano. «La tua rete ha pochi ornamenti che non riconosco: sospetto che sia una creazione dell’Epoca della Frattura. Ma ero lì quando furono progettati i primi e indossavo la versione originale maschile.»

Tutta la stanza rimase immobile.

«Be’, ragazzo» disse infine Cadsuane. «Tu...»

«Hai intenzione di smetterla con quella ostentazione, Cadsuane Sedai?» chiese Rand. «Chiamarmi ragazzo? Non m’importa più, anche se dà una sensazione strana. Avevo quattrocento anni il giorno in cui morii durante l’Epoca Leggendaria. Sospetto che questo ti renda più giovane di me di diversi decenni almeno. Io ti mostro rispetto. Forse sarebbe appropriato che lo ricambiassi. Se desideri, puoi chiamarmi Rand Sedai. A quanto ne so, sono l’unico Aes Sedai maschio ancora vivo che è stato innalzato in modo adeguato ma che non è mai passato all’Ombra.»

Cadsuane impallidì visibilmente.

Il sorriso di Rand divenne affabile. «Volevi venire e danzare col Drago Rinato, Cadsuane. Sono quello che è necessario che sia. Sta’ serena: tu affronti i Reietti, ma hai uno antico quanto loro al tuo fianco.» Si voltò, i suoi occhi che diventavano distanti. «Ora, se solo l’età fosse un indicatore di grande saggezza. Semplice come desiderare che il Tenebroso ci lasciasse semplicemente in pace.»

Prese Min per il braccio e assieme attraversarono il passaggio di Narishma. Al di là, un piccolo capannello di Fanciulle attendeva in una radura boscosa, sorvegliando un gruppo di cavalli. Min si mise in sella, notando quanto Cadsuane pareva riservata. E faceva bene a esserlo. Quando Rand parlava così, turbava Min più di quanto lei volesse ammettere.

Cavalcarono fuori dal piccolo boschetto, giù verso Far Madding, una città impressionante che sorgeva su un’isola nel mezzo di un lago. Un grosso esercito che sventolava centinaia di stendardi si estendeva attorno allo specchio d’acqua.

«È sempre stata una città importante, sai» disse Rand da vicino a Min, i suoi occhi distanti. «I Guardiani sono più recenti, ma la città era qui molto tempo fa. Aren Dashar, Aren Mador, Far Madding. Sempre una spina nel nostro fianco, quello era Aren Dashar. L’enclave degli Incastar, quelli timorosi del progresso, delle meraviglie. A quanto pare avevano il diritto di essere spaventati. Come vorrei aver dato ascolto a Gilgame...»

«Rand?» disse Min piano.

Questo lo fece uscire dalla sua fantasticheria. «Sì?»

«È davvero come hai detto? Hai quattrocento anni

«Quasi quattrocentocinquanta, suppongo. I miei anni in quest’Epoca si aggiungono a quelli che avevo prima?» Rand la guardò. «Sei preoccupata, vero? Che non sia più me stesso, l’uomo che conoscevi, lo sciocco pastore?»

«Hai tutto questo nella tua mente, così tanto passato

«Solo ricordi» disse Rand.

«Ma tu sei anche lui. Parli come se fossi stato tu a cercare di sigillare il Foro. Come se conoscessi i Reietti di persona.»

Rand cavalcò in silenzio per un po’. «Suppongo di essere lui. Ma, Min, quello che ti sfugge è questo: io posso essere lui ora, ma anche lui è sempre stato me. Io sono sempre stato lui. Non sto per cambiare solo perché ricordo: io ero lo stesso. Sono me. E sono sempre stato me.»

«Lews Therin era pazzo.»

«Alla fine» disse Rand. «E sì, commise errori. Io ho commesso errori. Sono diventato arrogante, disperato. Ma c’è una differenza stavolta. Una notevole.»

«Che differenza?»

Lui sorrise. «Stavolta sono stato allevato meglio.»

Anche Min si ritrovò a sorridere.

«Tu mi conosci, Min. Be’, te lo assicuro, mi sento più me stesso ora di quanto non mi capiti da mesi. Mi sento me stesso più di quanto abbia mai fatto come Lews Therin, se questo sembra un poco sensato. E per via di Tam, per via delle persone attorno a me. Tu, Perrin, Nynaeve, Mat, Aviendha, Elayne, Moiraine. Lui ha cercato con tutte le sue forze di spezzarmi. Penso che, se fossi stato quello che ero così tanto tempo fa, ci sarebbe riuscito.»

Cavalcarono per il prato che circondava Far Madding. Come in ogni altro luogo, il verde qui era scomparso, lasciando giallo e marrone. Stava peggiorando sempre più.

Fingi che stia sonnecchiando, si disse Min. La terra non è morta. Sta solo aspettando che finisca l’inverno. Un inverno di tempeste e guerra.

Narishma sibilò piano, cavalcando dietro di loro. Min gli lanciò un’occhiata. Il volto dell’Asha’man era diventato duro. A quanto pareva erano entrati nella bolla d’influenza del Guardiano. Rand non diede alcuna indicazione di averlo notato. Non pareva avere più problemi con la nausea quando incanalava, cosa che per lei era un sollievo. Oppure lo stava solo nascondendo?

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