Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Il cielo era pieno di navi [The Sky is Filled with Ships - it]
Il cielo era pieno di navi [The Sky is Filled with Ships - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il cielo era pieno di navi [The Sky is Filled with Ships - it]

Электронная книга - «Il cielo era pieno di navi [The Sky is Filled with Ships - it]». Краткое содержание книги:

Che cosa bolle ai confini della Galassia? Si parla di stragi “locali” e rappresaglie “limitate” su lontani pianeti come Odino, Cassandra, Antigone; si dice che la Lega dei Mondi Indipendenti voglia ribellarsi al governo centrale terrestre; si teme una guerra totale. Ma il solo a sapere come stanno realmente le cose è il capitano Robert Janas, un neutrale, un uomo di buona volontà e di buon senso, dal cui rapporto dipende il destino di miliardi di uomini. E Janas, come spesso accade a chi dice semplicemente la verità, non trova nessuno disposto a credergli.
1 ... 19 20 21 22 23 24 25 26 27 ... 35
Перейти на страницу:

“La Confederazione ha su­bito” scrisse Herrera “una sconfitta grave ma non fatale. Il nemico ha vinto, subendo però gravissime perdite. Ora, per sfruttare la vittoria ottenu­ta, i ribelli puntano sulla Ter­ra, ma la Terra non è una conquista facile, perché il pia­neta è validamente protetto dai Forti Orbitali, dalla Base Lunare, dalle Forze di Terra e dai resti dell’Armada che stan­no accorrendo in aiuto della madre patria. Inoltre, le navi della CNS fanno rotta verso il pianeta per collaborare a loro volta alla difesa della Terra. La Confederazione ha perso una battaglia, ma non la guerra. Il nemico, se vuole sfruttare la propria vittoria, deve conqui­stare la Terra, e questo è mate­maticamente impossibile. Le flotte dei ribelli si schianteran­no contro le rocce della Confe­derazione e così si concluderà la sfida che essi hanno portato all’ordine e alla legge della Terra.”

Il presidente Herrera infilò il testo nel copiatore e si ab­bandonò in poltrona. Aveva l’aria stanca, ma i suoi occhi erano carichi di odio. I ribelli non avevano ancora in pugno la Terra e non l’avrebbero mai avuta, finché lui, Jonal Herre­ra, era in vita, perché la Terra e tutta la Confederazione ap­partenevano a lui.

17

Nel vasto ed elegante ufficio del presidente della Compa­gnia di Navigazione Solare c’erano quattro uomini e una ragazza. Uno degli uomini era steso sul pavimento, con gli occhi aperti, ma incapace di parlare perché un bavaglio gli chiudeva la bocca. L’altro, sempre seduto dietro il tavolo, era ancora intontito dal raggio, ma già gli riaffiorava in corpo la rabbia. Infine, gli altri due uomini lo osservavano, dall’al­tra parte del tavolo. La ragazza era ritta, immobile e silenzio­sa, in attesa di ciò che sarebbe avvenuto. In uno stanzino atti­guo all’ufficio, c’era il cadave­re di un capitano delle guardie.

Janas, per qualche secondo, aveva temuto che il colpo della sua 45 facesse accorrere nel­l’ufficio tutti gli agenti di Cen­tral, e invece non era capitato niente. L’ufficio del presidente e il corridoio erano isolati acusticamente in modo così perfetto, che nessuno aveva sentito la detonazione. Janas, benché fosse ancora turbato dalla morte dell’agente della CNS, si sentiva già più tran­quillo.

«Chi fa quel mestiere cor­re il rischio di una morte violenta» gli aveva detto D’Lugan.

«Ma io non mi sento me­glio, per questo motivo» ave­va risposto Janas. «Era sem­pre un membro della CNS.»

«Già» aveva detto D’Lu­gan, senza aggiungere altro.

Mentre aspettavano che Franken si riavesse, D’Lugan mise Janas al corrente degli avvenimenti recenti. Come già aveva sospettato, tra loro c’era effettivamente una spia, per quanto Jarl Emmett non fosse riuscito a scoprire chi fosse. La spia, comunque, aveva riferito a Franken ciò che era avvenu­to la sera prima, e Franken aveva dato ordine di arrestare i cospiratori. A questo punto, una controspia di Emmett ave­va, a sua volta, avvertito il Settore Operazioni. Emmett aveva provveduto immediata­mente a tenere sotto controllo il centro Operazioni, che era un centro nevralgico della Compagnia, mentre avvertiva gli altri aderenti al complotto, informandoli che ormai era in atto uno dei piani proposti da D’Lugan. Non essendo riuscito a mettersi in contatto con Janas, Emmett aveva inviato D’Lugan perché lo mettesse in guardia. D’Lugan, che era sta­to fermato ed era riuscito a stento a sfuggire all’arresto, era arrivato appena in tempo per salvare Janas dai Neri.

Apportando una leggera va­riante al piano, lui e Janas dovevano catturare Altho Franken e suo fratello Bilthor, e tenerli sotto controllo fin­ché, dal Settore Operazioni, fosse arrivato Jarl Emmett.

«Per prima cosa occorre modificare la politica della so­cietà» disse D’Lugan. «E quindi bisogna modificare i programmi dei calcolatori di Central, e soprattutto quelli del computer del Settore Ope­razioni, sostituendo al pro­gramma di collaborazione sta­bilito da Franken uno di stret­ta neutralità. Ora, la cosa si può fare in due modi. O co­stringiamo il Consiglio di Dire­zione a firmare il contrordine, ma non credo che ce la fare­mo, o emaniamo un ordine d’emergenza con priorità asso­luta, firmato dal presidente e dal vice-presidente del Settore Operazioni. Questo è il proget­to di Jarl.»

Dopo una breve pausa, D’Lugan riprese: «Perché il cervello elettronico accetti un cambiamento di indirizzo ad alto livello, bisogna che Franken e suo fratello firmino e sottopongano le impronte digi­tali e retinali al calcolatore. Una volta compiuto questo passo, Jarl potrà affidare al computer i nuovi ordini.»

«Ma dobbiamo portare gli ordini al Settore Operazio­ni?» chiese Janas. «Non è possibile fare tutto qui?»

«Be’» disse D’Lugan «a Central, secondo Jarl, ci sono solo sei calcolatori in grado di accettare mutamenti di politi­ca ad alto livello. Tutti, ad eccezione di uno, si trovano in questo edificio, ma secondo Jarl, ci sarà impossibile rag­giungerli. Il sesto calcolatore, invece, si trova al Settore Ope­razioni, che in questo momen­to è ancora in mano di Jarl. È indispensabile portare laggiù i due Franken, se vogliamo inse­rire il nuovo programma nel calcolatore.»

Franken, finalmente, si riebbe dal colpo ricevuto.

«Cosa è capitato, Bob?» chiese.

Janas non parlò immediata­mente. Dopo alcuni secondi di silenzio, disse: «Sei stato tu a costringerci, Al. Dovevamo fa­re qualcosa.»

«Ma è una follia!» scat­tò Franken. «Cosa sperate di fare? Spiegatemelo!»

«Speriamo di salvare la vostra pelle» rispose D’Lu­gan, con lo stordigente punta­to su Franken. «E anche la nostra.»

«Vi farò fucilare tutti» scattò Franken. «Anche te, Bob. Eri un mio amico, ma ti farò fucilare lo stesso!»

«Può darsi» disse Janas «ma forse, prima, riusciremo a salvare qualcosa dal pasticcio in cui ci troviamo.»

«Sei pazzo, Bob» gridò Franken. «L’unico modo per salvare la Terra è aiutare la Confederazione.»

«Salvare la Terra!» disse Janas. «Niente può più sal­vare la Terra, niente nell’uni­verso può impedire che la Con­federazione sia distrutta e che la Terra cada in mano ai ri­belli. È solo una questione di tempo; si tratta di aspettare che Henri Kantralas arrivi a Ginevra, ammesso che prima non la rada al suolo. È per questo che noi dobbiamo cer­care di salvare la CNS.»

«E come?» disse amara­mente Franken. «Come pen­sate, con i vostri progetti da cavalieri erranti, di salvare la CNS?»

«Bene» disse Paul D’Lugan, gelido. «Per prima cosa dobbiamo avere qui vostro fra­tello Bilthor.»

«E come ci riuscirete?» chiese Franken.

«Lo chiamerete voi» ri­spose D’Lugan. Apri il carica­tore dello stordigente, modifi­cò un aggeggio e lo richiuse. «Cittadino Franken» conti­nuò, piano. «Questa non è una normale pistola a raggio. È un modello speciale, che hanno in dotazione gli ufficiali della flotta della Cintura. For­se la riconoscerete. In questo momento, il raggio è molto più potente di prima, e se io lo usassi contro di voi, non si limiterebbe a paralizzare tem­poraneamente il vostro sistema nervoso, ma lo distruggerebbe. Mi capite?»

Franken divenne color cene­re, ma non disse niente.

«Ripeto: mi capite cittadi­no Franken?»

Franken, finalmente, accen­nò di si.

«E non esiterò a farlo.»

Janas guardò il giovane e capì che diceva sul serio. Con un semplice gesto del suo indi­ce, Altho Franken sarebbe di­ventato un corpo inerte, in preda a crudeli sofferenze.

«Cittadino Franken» continuò D’Lugan. «Noi, or­mai, non abbiamo più niente da perdere. Se non collaborate con noi, farò quanto ho detto.»

Franken, spaventato e sup­plicante, si voltò verso Janas.

«Lo farà, Al» gli disse Janas.

«E tu lo lascerai fare?» gridò Franken. «Credevo che fossi mio amico.»

1 ... 19 20 21 22 23 24 25 26 27 ... 35
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)