I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
«È giunto a Samara nella notte,» mormorò Elayne, posando i fagotti in terra e appoggiando le mani sui fianchi mentre si guardava intorno con fare sprezzante «e voleva andare via di notte. Lo ho sentito dire a uno dei suoi uomini che intendeva navigare di notte qualsiasi cosa le... le serve... volessero. Pare non gli piaccia molto muoversi alla luce del sole.»
Pensando alle gomitate e ai piedi freddi dell’altra donna, Nynaeve si chiese se non avrebbe fatto meglio a dormire sul ponte con i rifugiati. «Cosa stai cercando di dirmi, Elayne?»
«Quell’uomo è un contrabbandiere, Nynaeve.»
«Con questo veliero?» Lasciando cadere in terra il suo fagotto, Nynaeve appoggiò la borsa di cuoio sul tavolo e si sedette sul bordo del letto. No, non avrebbe dormito sul ponte. Forse la cabina puzzava, ma fuori era troppo ventilato, e se il letto era troppo stretto, aveva comunque un bel materasso di piume d’oca. L’imbarcazione ondeggiava in maniera inquietante, tanto valeva che cercasse conforto dove poteva. Elayne non poteva cacciarla fuori da lì. «È una baracca. Saremo fortunate se riusciamo a raggiungere Boannda in due settimane. Solo la Luce sa quanto sia lontana Salidar.» Nessuna delle due sapeva veramente quanto fosse distante quel posto, e non era ancora giunto il momento di affrontare l’argomento con il capitano Neres.
«Tutto calza a pennello. Anche il nome, Serpente di fiume. Quale onesto commerciante chiamerebbe così la propria imbarcazione?»
«Be’, e se anche lo fosse? Non sarebbe la prima volta che ci serviamo di un contrabbandiere.»
Elayne alzò le mani al cielo esasperata. Credeva che obbedire sempre alla legge fosse importante, anche se la legge in questione era sciocca. Condivideva più cose con Galad di quanto fosse disposta ad ammettere. E Neres le aveva chiamate serve, eh?
Il secondo problema era lo spazio per gli altri. Il Serpente di fiume non era un gran veliero, anche se largo, e al momento trasportava più di cento persone. Una certa quantità di spazio doveva essere dedicata al lavoro della ciurma per remare, badare alle corde e alle vele, e non restava molto spazio per i passeggeri. Non era d’aiuto sapere che i rifugiati cercavano di tenersi alla larga dagli Shienaresi. Sembrava che ne avessero abbastanza di uomini armati. C’era poco spazio per far sedere tutti e nessuno per sdraiarsi. Nynaeve andò diretta da Neres. «Questa gente ha bisogno di più spazio. Specialmente le donne e i bambini. Visto che non hai altre cabine, dovremo usare i magazzini.»
Il volto di Neres s’incupì. Fissando davanti a sé, da qualche parte a un passo a sinistra di Nynaeve, gridò: «I magazzini sono pieni di carico di valore. Molto prezioso.»
«Mi chiedo se i guarda finanza siano attivi su questo lato dell’Eldar» disse pigramente Elayne, guardando le file di alberi sulle rive da entrambi i lati. Qui il fiume era largo solo un centinaio di passi, circondato da fango secco e argilla gialla. «Il Ghealdan da un lato e l’Amadicia dall’altro. Potrebbe sembrare strano che tu abbia dei beni provenienti dal Sud e ti diriga a sud. Chiaramente hai tutti i documenti che mostrano quanto hai pagato per il dazio. E potresti anche spiegare che non scarichi perché ci sono problemi a Samara. Ho sentito dire che gli esattori delle tasse sono uomini molto comprensivi.»
Con gli angoli della bocca rivolti all’ingiù, Neres si ostinava a non guardarle, motivo per il quale ebbe un’ottima visuale quando Thom aprì le mani vuote, fece uno svolazzo e si ritrovò a far roteare improvvisamente un paio di pugnali fra le dita prima di farne scomparire uno.
«Mi sto solo esercitando» disse Thom, grattandosi un lungo baffo con l’altra lama. «Mi piace mantenere certe... conoscenze.» Il taglio fra i capelli bianchi e il sangue fresco essiccato sul viso, aggiunti a una macchia di sangue sulla spalla della giubba tutta lacerata, gli davano un’aria furfantesca come fosse uno qualsiasi del gruppo di Uno. Non c’era traccia di allegria nel sorriso dello Shienarese, che anzi strideva con la lunga cicatrice bianca e il nuovo taglio sul viso, rosso e fresco. L’occhio rosso dipinto sulla toppa quasi svaniva a confronto.
Neres chiuse gli occhi e sospirò.
Aprì le porte e ceste e barili finirono in acqua; alcuni erano pesanti, altri leggeri e odorosi di spezie. Neres sobbalzava ogni volta che uno di questi oggetti affondava. Si riprese, per così dire, quando Nynaeve ordinò di lasciare sulla nave i rotoli di seta, i tappeti e le balle di ottima lana. Ma poi si rese conto che voleva usarle per farci dormire sopra le persone. Se il viso prima era cupo, adesso avrebbe potuto cagliare il latte nella stanza accanto. Anche se durante tutto il processo non aveva detto una parola. Quando le donne incominciarono a raccogliere secchi d’acqua per lavare i bambini proprio lì sul ponte, Neres si diresse a poppa con le mani dietro la schiena e rimase a fissare le poche ceste galleggianti che rimanevano indietro.
In un certo modo fu il comportamento particolare di Neres nei confronti delle donne che tenne a freno la lingua acida di Elayne e quella di Birgitte. Nynaeve la vedeva a quel modo. Lei naturalmente aveva mantenuto la solita disponibilità. A Neres non piacevano le donne. La ciurma parlava velocemente quando doveva rivolgersi a una delle donne, mentre lanciava continuamente occhiate al capitano fino a quando non potevano ritornare ai loro doveri. Neres urlava ordini a chiunque sembrava non aver nulla da fare o si fermava a parlare con una donna. I loro commenti frettolosi e gli avvisi sussurrati rendevano l’opinione di Neres perfettamente chiara.
Le donne per un uomo costavano, litigavano come gatti selvatici ed erano fonte di problemi. Qualsiasi guaio avesse un uomo, poteva essere imputato a una donna, in un modo o nell’altro. Neres si aspettava che la metà di loro si sarebbe messa a rotolare sul ponte e ad azzuffarsi prima del tramonto. Avrebbero tutte amoreggiato con la ciurma e causato discordia se non addirittura scatenato delle liti. Se avesse potuto mandare via tutte le donne dalla sua barca, per sempre, sarebbe stato felice.
Nynaeve non aveva mai incontrato un tipo così. Certo aveva sentito gli uomini lamentarsi delle donne e del denaro, come se loro non sprecassero denaro — erano meno adatte di Elayne a maneggiarlo — e li aveva anche sentiti incolparle di ogni tipo di problema, di solito quando erano stati loro stessi a causarli. Ma non riusciva a ricordare di aver mai incontrato un uomo al quale davvero non piacevano le donne. Fu una sorpresa scoprire che Neres aveva una moglie e un’orda di bambini a Ebou Dar, ma rimaneva a casa solo il tempo necessario per un nuovo carico. Non voleva nemmeno parlare a una donna. Era semplicemente sconcertante. A volte lei lo guardava di traverso, come se stesse osservando uno strano animale. Ben più strano degli s’redit o di qualsiasi altra bestia nel serraglio di Luca.
Naturalmente non c’era modo per Elayne o Birgitte di manifestare la loro bile quando l’uomo poteva sentire. Roteare gli occhi e lanciare occhiate significative fra Thom e gli altri non era bello da vedere, ma almeno loro facevano lo sforzo di nascondere i propri sentimenti. L’aperta soddisfazione di Neres vedendo le sue ridicole aspettative compiute, cosa di cui certo si sarebbe preso cura, sarebbe stato insopportabile. Non lasciava loro alcuna scelta tranne ingoiare il rospo e sorridere.
Nynaeve si sarebbe accontentata di trascorrere un po’ di tempo con Thom, Uno e Juilin, lontano dagli occhi di Neres. Stavano di nuovo dimenticando i loro ruoli, che dovevano fare quello che lei voleva. Il risultato non importava. Dovevano tutti aspettare. E per qualche motivo sconosciuto avevano tutti iniziato a tormentare Neres, sorridendogli in modo tetro o facendo commenti su teste spaccate o gole squarciate. Il solo posto dove era certa di poter evitare Neres era la sua cabina. Non erano uomini particolarmente grossi, anche se Thom era alto e Uno abbastanza massiccio, ma tutti ammucchiati riempivano lo spazio angusto, torreggiando su di lei. Non cooperavano molto sapendo che li aspettava una ramanzina. Dai a un uomo la possibilità di guardarti dall’alto in basso, e lui ha già parzialmente vinto la battaglia. Per cui la donna assunse un’espressione piacevole, ignorando gli sguardi stupiti di Thom e Juilin, increduli di Uno e Ragan, e si godette il buon umore che le altre due donne erano state costrette ad adottare.