I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Nynaeve riuscì a mantenere il sorriso quando scoprì perché andavano a gonfie vele e le rive ondulate le sfrecciavano di fianco sotto al sole pomeridiano come un cavallo al trotto. Neres aveva fatto fermare i rematori; sembrava quasi contento. Quasi. Un basso pendio di argilla si trovava sulla riva dal lato dell’Amadicia, da quello del Ghealdan c’era un’ampia fascia di canne fra la riva e gli alberi, prevalentemente marroni dove non c’era acqua. Samara si trovava a solo qualche ora di distanza.
«Hai incanalato» disse a Elayne sibilando fra i denti. Si asciugò il sudore dalla fronte con il dorso della mano, e respinse il bisogno di correre sul ponte. Gli altri passeggeri avevano lasciato uno spazio di un paio di passi per loro due e Birgitte, ma Nynaeve mantenne comunque bassa la voce, affabile più che poteva. Le sembrava che lo stomaco seguisse il ritmo della nave, e questo non aiutava a migliorare il suo umore. «Il vento è opera tua.» Sperava di avere abbastanza finocchio rosso nella sacca.
A giudicare dall’apatica compostezza di Elayne e gli occhi sgranati, dalla bocca avrebbe dovuto spillare latte e miele. «Ti stai trasformando in un coniglio spaventato. Riprenditi. Samara si trova a diversi chilometri di distanza. Nessuno potrebbe percepire nulla così lontano. Dovrebbe trovarsi su questo veliero per accorgersene. Sono stata velocissima.»
Nynaeve pensava che le si sarebbe spaccato il viso se avesse ancora mantenuto il sorriso, ma con la coda dell’occhio poteva vedere Neres, che studiava i passeggeri e scuoteva il capo. Era talmente arrabbiata che riusciva anche a vedere il residuo quasi svanito della tessitura dell’altra donna. Lavorare con il tempo era come spingere un sasso in discesa: continuava a procedere dopo una prima spinta. Quando si fosse fermato, come sarebbe accaduto prima o poi, bisognava solo rimetterlo in carreggiata. Moghedien avrebbe captato un flusso di quella portata da Samara, forse, ma certo non abbastanza bene da dire dove era stato creato. Lei aveva la stessa forza di Moghedien, e se non era abbastanza forte per fare qualcosa, probabilmente non lo era nemmeno la Reietta. E voleva viaggiare alla massima velocità; proprio in quel momento un giorno vicina a quelle due era per lei attraente quanto condividere la cabina con Neres. Inoltre un altro giorno sull’acqua non era nulla da desiderare. Come poteva una barca muoversi a quel modo quando il fiume sembrava così calmo?
Sorridere cominciava a farle male alle labbra. «Avresti dovuto chiedere, Elayne. Fai sempre le cose senza chiedere, senza pensare. È ora che incominci a riflettere che se cadi in una fossa mentre corri alla cieca, la tua vecchia nutrice non verrà ad aiutarti e a lavarti il viso.» All’ultima parola gli occhi di Elayne erano grandi come tazze e i denti snudati sembravano pronti a mordere.
Birgitte mise una mano su ognuna di loro, inchinandosi e facendo cenni come se fosse felice. «Se non la smettete vi butto nel fiume tutte e due, così vi raffreddate. Vi state comportando come cameriere Shago con il male d’inverno!»
I volti sudati si guardarono amabilmente, poi le tre donne si allontanarono a grandi passi in diverse direzioni, il più lontano possibile fra loro quanto la nave consentiva. Era quasi il tramonto quando Nynaeve sentì Ragan dire che lei e gli altri dovevano essere contenti di essere lontano da Samara. Visti i gran sorrisi, gli altri uomini sembravano dello stesso parere; ma il resto delle donne a bordo le guardava con espressioni impassibili. Riconoscevano i guai quando li vedevano.
Eppure un poco alla volta quei problemi svanirono. Nynaeve non capì bene come avvenisse. Forse i volti gradevoli che Elayne e Birgitte assumevano per gli altri avevano prodotto il loro effetto. Forse l’aspetto ridicolo di tutto questo sforzo di sorrisi e gentilezza aveva inciso in profondità. Qualunque fosse la causa, non poteva lamentarsi del risultato. Lentamente, giorno dopo giorno, le parole e i toni di voce incominciarono a coincidere con i volti, e di tanto in tanto una di loro sembrava anche imbarazzata, ricordando bene come si era comportata. Nessuna rivolse le scuse all’altra, cosa che Nynaeve poteva capire bene. Se fosse stata sciocca e degenerata come loro, certamente non voleva ricordarlo a nessuno.
I bambini ebbero un ruolo considerevole per riappacificare Elayne e Birgitte, anche se tutto era iniziato con Nynaeve che curava le ferite degli uomini quella prima mattina sul fiume. Aveva preso la sacca con le erbe, preparato poltiglie e unguenti, tagliato le bende. Quelle ferite l’avevano resa abbastanza furiosa per guarire, la malattia e le ferite la facevano sempre arrabbiare, curò quelli nelle condizioni peggiori, anche se doveva essere prudente. La scomparsa delle ferite poteva far parlare la gente e solo la Luce sapeva cosa Neres avrebbe fatto se pensava di avere delle Aes Sedai a bordo. Molto probabilmente avrebbe fatto scendere un uomo di nascosto in Amadicia durante la notte e avrebbe cercato di farle arrestare. Per dirla tutta, forse alcuni dei rifugiati avevano già cambiato idea.
A Uno per esempio. Aveva spalmato un po’ di linimento di radichetta pungente sulle spalle molto livide, aveva tamponato con unguento di guariscitutto il taglio fresco sul volto; non aveva senso sprecare gli unguenti e gli aveva avvolto il capo nelle bende fino a quando non poté muovere la mandibola prima di guarirlo. Quando l’uomo sussultò agitando le braccia, la donna disse vivacemente: «Non fare il bambino, non credevo che un po’ di dolore avrebbe dato noia a un uomo così forte. Adesso non le toccare. Se lo fai nei prossimi tre giorni, ti somministro qualcosa che non dimenticherai presto.»
L’uomo annuì lentamente guardandola con tale incertezza che era chiaro non sapesse cosa gli aveva fatto. Forse se ne sarebbe reso conto una volta tolte le fasce; ma se avevano fortuna nessun altro si sarebbe ricordato di quel taglio e comunque avrebbe avuto abbastanza buon senso da tenere la bocca chiusa.
Una volta iniziato le era sembrato naturale proseguire con il resto dei passeggeri. Erano pochi i rifugiati senza lividi o graffi, e alcuni dei bambini mostravano segni di febbre o vermi intestinali. Questi poteva guarirli senza problemi, i bambini facevano sempre molta confusione quando veniva somministrato loro qualcosa che non sapesse di miele. Se avessero detto alle madri che avevano provato sensazioni strane, be’, i bambini hanno molta fantasia.
Lei non si era mai sentita a suo agio con loro. Era anche vero che voleva avere dei figli da Lan. Una parte di lei lo voleva. I bambini potevano fare una gran confusione per nulla. Sembravano avere l’abitudine di fare l’opposto di quello che dicevi non appena voltavi le spalle, solo per vedere come avresti reagito. Eppure si ritrovò a lisciare i capelli scuri di un ragazzo che le arrivava alla vita e la fissava con dei grandi occhi azzurri. Assomigliavano molto a quelli di Lan.
Elayne e Birgitte si unirono a lei, all’inizio solo per aiutarla a mantenere l’ordine, ma in un modo o nell’altro si tenevano anche loro vicine ai bambini. Stranamente, Birgitte non sembrava affatto a disagio con un piccolo di tre o quattro anni appoggiato sui fianchi, circondata da altri bambini, mentre cantava una canzoncina senza senso su alcuni animali danzanti. Ed Elayne distribuiva sacchetti di caramelle rosse. Solo la Luce sapeva dove le aveva trovate, o perché. Non aveva affatto l’aspetto colpevole quando Nynaeve la colse a mangiarsene una, si limitò a sorridere, rimosse gentilmente il dito dalla bocca di una bambina e lo rimpiazzò con un’altra caramella. I bambini ridevano come se si stessero ricordando in quel momento come si faceva e si nascondevano fra le gonne di Nynaeve, Elayne o Birgitte, come in quelle delle madri. Era molto difficile rimanere arrabbiate in queste circostanze. Anche lei non poteva fare altro che tirare su con il naso, piano stavolta, quando Elayne riprese a studiare l’a’dam nella riservatezza della cabina durante il secondo giorno di viaggio. La donna sembrava sempre più convinta che il braccialetto, il collare e il guinzaglio creavano una sorta di legame. Nynaeve si sedette anche con lei un paio di volte, la vista di quell’oggetto vile era abbastanza da permetterle di abbracciare saidar e proseguire.