Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
Egwene colpì il tavolo con una mano, tanto forte da far sbatacchiare il calamaio di pietra e la boccetta di sabbia. «Hai dimenticato l’educazione nei confronti di una Aes Sedai, figlia?» disse bruscamente.
Emara impallidì – l’Amyrlin aveva una certa reputazione, dopotutto – e si affrettò a rivolgere una riverenza ancora più profonda a Theodrin, che l’accettò con un rigido cenno del capo prima di andare via dalla tenda molto più rapidamente di come era entrata.
Quello che Emara balbettò, in un accento illianese ancora più marcato per via del suo nervosismo, era una richiesta da parte di Lelaine di incontrarsi con l’Amyrlin. Romanda e Lelaine un tempo erano state molto meno formali, ma la dichiarazione di guerra a Elaida aveva cambiato un bel po’ di cose. Non tutto, ma quanto bastava per essere degno di nota. Egwene le disse di riferire a Lelaine la stessa cosa che aveva fatto comunicare a Romanda, anche se in un tono più brusco; Emara quasi capitombolò nel fare la sua riverenza e uscì dalla terra praticamente di corsa. Un altro chiodo ad assicurare la leggenda di Egwene al’Vere, l’Amyrlin Seat che faceva sembrare Sereille Bagand un cuscino di piume d’oca.
Non appena l’Ammessa se ne fu andata, Egwene sollevò la mano e si accigliò verso quello che aveva coperto. Il riquadro ripiegato di carta che Theodrin aveva depositato sul tavolo mentre le baciava l’anello. Il suo cipiglio si accentuò quando l’aprì. La calligrafia che ricopriva la piccola pagina riusciva a essere scorrevole e allo stesso tempo precisa, ma c’era una macchia d’inchiostro su un bordo. Theodrin era molto ordinata. Forse stava cercando di conformarsi alla reputazione generale delle Marroni.
Romanda ha mandato due Sorelle a Viaggiare a Cairhien per fare luce su una certa diceria che ha messo in agitazione le Adunanti Gialle. Non so quale sia questa diceria, Madre, ma lo scoprirò. Ho sentito una di loro menzionare Nynaeve, non come se fosse a Cairhien, ma come se la voce fosse in qualche modo connessa a lei.
Quella sciocca donna aveva perfino firmato il messaggio!
«Cos’è, Madre?»
Egwene sussultò per la sorpresa e riuscì a malapena ad afferrare la gamba della sedia che si piegava prima che questa la facesse finire sui tappeti. Reindirizzò il suo cipiglio su Siuan, che era appena entrata, a poca distanza dai lembi d’ingresso, con il suo scialle dalla frangia azzurra sulle braccia e le sue cartelle di cuoio premute contro il petto. Le sopracciglia della donna dagli occhi azzurri si sollevarono un poco alla reazione di sconcerto di Egwene.
«Ecco» disse Egwene in tono irritato, gettandole il foglio. Non era il momento di sobbalzare e agitarsi! «Sai di Kairen?» Ma certo, doveva saperlo, ma Egwene aggiunse comunque: «Hai fatto le variazioni necessarie?» Variazioni necessarie. Per la Luce, suonava pomposa quanto Romanda. Era davvero nervosa. Solo dopo pensò di abbracciare saidar e tessere una protezione contro orecchie indiscrete; solo dopo che la protezione fu al suo posto pensò che quello potesse non essere il momento più adatto perché qualcuno pensasse che aveva faccende private da discutere con Siuan.
Siuan non era nervosa. Era stata esposta alle tempeste. Ed era riuscita a riprendersi dall’annegamento, qualcuno avrebbe potuto dire. Quella, per lei, era solo una giornata un po’ ventosa. «Non ce n’è bisogno finché non siamo certe delle barche, Madre» replicò con calma, appoggiando i suoi plichi sul tavolo e collocandoli ordinatamente fra il calamaio e la boccetta di sabbia. «Quanto meno tempo Bode avrà per pensarci, tanto minore sarà la possibilità che si faccia prendere dal panico.» Placida come uno stagno. Perfino due Sorelle assassinate non potevano turbare Siuan. O il fatto di mandare una donna novizia solo da pochi mesi a rimpiazzare una di loro.
La sua fronte però si corruccio quando lesse la nota. «Prima Faolain si rende irreperibile,» borbottò verso il foglio «e ora Theodrin porta questo a te invece che a me. Quella sciocca ragazza ha meno cervello di un martin pescatore! Si potrebbe pensare che voglia che qualcuno scopra che sta tenendo d’occhio Romanda per te.» Tenendo d’occhio. Un modo educato per dire ‘spiando’. Erano entrambe pratiche di eufemismi. Era insito nell’essere Aes Sedai. Quel giorno gli eufemismi irritavano Egwene. «Forse vuole essere scoperta. Forse è stanca che Romanda le dica cosa fare, cosa dire, cosa pensare. Ho appena ricevuto qui un’Ammessa che ha guardato con sdegno lo scialle di Theodrin, Siuan.»
L’altra donna fece un gesto noncurante. «Romanda cerca di dire a tutti cosa fare. E cosa pensare. Per quanto riguarda il resto, le cose cambieranno una volta che Theodrin e Faolain potranno giurare sul Bastone dei Giuramenti. Non ritengo che qualcuna insisterà davvero che vengano sottoposte alla prova per lo scialle adesso. Fino ad allora, devono adattarsi.»
«Questo non è sufficiente, Siuan.» Egwene riuscì a mantenere il suo tono inespressivo, ma ciò le richiese uno sforzo. Quando aveva detto loro di stare attaccate a Romanda e Lelaine aveva perlomeno sospettato quello in cui le stava cacciando. Aveva avuto bisogno di sapere cosa stavano pianificando le Adunanti, e ce l’aveva ancora, tuttavia era in debito nei loro confronti. Erano state le prime a giurarle fedeltà, e di loro spontanea volontà. E inoltre... «Molto di ciò che si dice di Theodrin e Faolain può essere detto anche di me. Se le Ammesse possono dimostrarsi irrispettose verso di loro...» Be’, lei non aveva paura di quello. Le Sorelle erano un altro paio di maniche. In particolar modo le Adunanti. «Siuan, non ho la minima speranza di riunificare la Torre se le Aes Sedai dubitano di me.»
Siuan sbuffò rumorosamente. «Madre, a questo punto perfino Lelaine e Romanda sanno che sei Amyrlin Seat a pieno tìtolo, che lo ammettano oppure no. Quelle due non avrebbero mostrato rispetto a Deane Aryman. Penso che comincino a considerarti come un’altra Edarna Noregovna.»
«Può darsi» disse Egwene in tono asciutto. Deane era considerata la salvatrice della Torre Bianca, dopo il disastro di Bonwhin con Artur Hawkwing. Edarna veniva ritenuta la donna politicamente più abile che avesse mai portato il bastone e la stola. Entrambe erano state Amyrlin molto forti. «Ma come tu mi hai ricordato, devo accertarmi di non finire come Shein Chunla.» Shein aveva iniziato come un’Amyrlin forte, stabilmente al comando della Torre e del Consiglio, ed era finita come una marionetta che faceva esattamente ciò che le veniva detto. Siuan annuì, d’accordo e con approvazione. Stava davvero insegnando a Egwene la storia, e spesso tirava in ballo delle Amyrlin che avevano commesso errori fatali. Inclusa sé stessa. «Questa è un’altra faccenda, però» borbottò, picchiettando le dita contro la nota. «Quando metterò le mani su Theodrin, le farò desiderare di essere una novizia. E su Faolain! Se pensano di potersi tirare indietro ora, lo giuro, le sbudellerò tutte e due come un grugnitore sul molo!»
«Chi è che sbudellerai?» chiese Sheriam mentre entrava attraverso la protezione insieme a una raffica di aria fredda.
La sedia di Egwene per poco non la fece cadere di nuovo sui tappeti. Aveva bisogno di una sedia che non cercasse di ripiegarsi ogni volta che si muoveva. Era disposta a scommettere che Edarna non sobbalzava mai come se avesse polvere pruriginosa nella schiena.
«Nessuno che ti riguardi» replicò Siuan con calma, avvicinando il foglio alla fiamma di una delle lampade da tavolo. Bruciò in fretta fino alla punta delle sue dita, poi lei lo polverizzò fra le mani e sfregò via le ceneri. Solo Egwene, Siuan e Leane sapevano la verità su Faolain e Theodrin. E le due Sorelle stesse, ovviamente. Anche se c’erano molte cose che nessuna di loro due sapeva.
Sheriam accettò il rimprovero con serenità. La donna con i capelli color fiamma sembrava essersi ristabilita del tutto dal suo mancamento nel Consiglio. Perlomeno aveva riacquistato la sua dignità esteriore, per la maggior parte. Osservando Siuan bruciare la nota, i suoi verdi occhi obliqui potevano essersi serrati un poco, e non si toccò la stretta stola azzurra che le pendeva dalle spalle come per ricordarsi che si trovava lì. Non doveva accettare gli ordini di Siuan – mettere la sua Custode degli Annali in quella posizione era sembrato troppo severo a Egwene, tutto sommato – ma Sheriam sapeva molto bene che neanche Siuan doveva accettare i suoi, di ordini – cosa che doveva irritarla – ora che Siuan era così inferiore a lei nel Potere. Anche sapere che c’erano dei segreti di cui lei non veniva messa a parte doveva irritarla. Sheriam avrebbe dovuto conviverci, però.