Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci Editore
- ISBN: 978-88-347-0400-4
- Переводчик: Ornella Ranieri Davide
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:
«Dov’è questo Julian?» grugnì Tom Johnston.
«Arriva subito, Tom,» disse Billy. «Aspettate.»
Per quasi dieci minuti nessuno parlò. Poi Jim Johnston mandò un sonoro singulto. «Papà,» disse, «guarda. C’è qualcuno laggiù, in piedi vicino a quella porta!»
La porta dava in cucina. Ed era buio pesto là dietro. Era ormai notte piena e la sola illuminazione in quell’ala della casa proveniva dal lume ad olio poggiato nel mezzo al tavolo. Oltre la porta della cucina non si vedeva nulla, se non delle vaghe ombre minacciose — e qualcosa i cui contorni ricordavano una forma umana, una sagoma ritta e immobile.
Lily ricominciò a piagnucolare ed il negro Sam le si strinse ancora più vicino. Tom Johnston si levò in piedi e la sedia sgraffiò rumorosamente il pavimento. Con il volto atteggiato in un’espressione arcigna, estrasse la pistola e ne sollevò la canna. «Chi è là?» domandò. «Vieni fuori!»
«Non c’è bisogno che vi allarmiate,» disse Damon Julian.
Tutti si volsero, e Johnston trasalì come se qualcuno gli avesse fatto prendere uno spavento. Julian stava in piedi nel vano della porta che dava accesso al foyer. La sua figura si stagliava nell’oscurità, ed egli, vestito di un abito nero dalla lunga marsina con una cravatta di seta rossa che gli scintillava al collo, esibiva il suo sorriso pregno di un fascino accattivante. Il lucore della lampada si specchiava nei suoi occhi ed il riverbero li mostrava oscuri e divertiti. «È solo Valerie,» disse Julian.
Accompagnata dal fruscio delle sottane, ella emerse dal buio e sostò sulla soglia della porta della cucina, pallida e silente, eppure ancor dotata di stupefacente bellezza. Johnston la guardò e rise. «Ah,» disse, «solo una donna. Scusatemi, Mister Julian. Le ciarle di quei negri mi hanno messo in tensione.»
«Comprendo perfettamente,» disse Damon Julian.
«Ci sono degli altri dietro di lui,» bisbigliò Jim Johnston. Ora li videro tutti; oscure sagome indistinte, confuse nell’oscurità alle spalle di Julian.
«Sono solo i miei amici,» disse Damon Julian, sorridendo. Una donna con una veste azzurra emerse alla sua destra. «Cynthia,» la presentò. Un’altra donna, in verde, gli stava a sinistra. «Adrienne,» soggiunse Julian. Sollevò il braccio in un gesto languido e svogliato. «E questi sono Raymond, Jean e Kurt.» I tre si fecero avanti simultaneamente con la silente agilità dei gatti, emergendo da altre porte che si succedeveno nella lunga sala. «Ed ecco Alain, Jorge e Vincent dietro di voi.»
Johnston si voltò di soprassalto, ed essi erano lì, che avanzavano dalle ombre. Altri ancora apparvero alla vista dietro Julian. A parte il sussurrare della stoffa che strusciava contro altra stoffa, nessun suono giungeva da loro mentre si muovevano. E tutti fissavano davanti a sé, e sorridevano in maniera invitante.
Billy non sorrideva, benché lo divertisse immensamente il modo in cui Tom Johnston stringeva la pistola e scoccava intorno a sé sguardi febbrili al pari di un animale spaventato. «Mister Julian,» disse, «ho il dovere di dirvi che Mister Johnston qui presente non intende essere ingannato. Ha una pistola, Mister Julian, ed anche suo figlio ce l’ha, e tutti e due sanno usare bene il coltello.»
«Ah,» fece Damon Julian.
I negri incominciarono a pregare. Il giovane Jim Johnston guardò Damon Julian ed estrasse anche lui la pistola. «Vi abbiamo portato i vostri negri,» disse. «Non vogliamo neppure disturbarvi per avere una ricompensa. Ce ne andiamo e basta.»
«Andare?» disse Julian. «Possibile che io vi lasci andare senza una ricompensa? Dopo che avete fatto tutta questa strada fin dall’Arkansas solo per riportarmi un paio di negri? Non sia mai.» Attraversò la stanza. Jim Johnston, rapito dalla tenebra di quegli occhi, sollevò la pistola e non si mosse. Julian gliela tolse di mano e la depose sul tavolo. Toccò la guancia del giovane. «Sotto questa sporcizia sei un bel ragazzo,» disse.
«Cosa state facendo a mio figlio?» sbottò Tom Johnston. «State lontano da lui!» La canna della pistola si agitò minacciosamente.
Damon Julian si guardò attorno. «Tuo figlio possiede una rozza bellezza,» disse. «Tu, invece, hai un porro.»
«Lui è un porro,» suggerì Billy Tipton.
Tom Johnston mandò dagli occhi lampi infuocati e Damon Julian sorrise. «Davvero,» approvò. «Divertente, Billy.» Julian rivolse un cenno a Valerie e Adrienne. Entrambe avanzarono silenziosamente verso il giovane e ciascuna lo prese per un braccio.
«Vi occorre aiuto?» si offrì Billy.
«No,» rispose Julian, «grazie.» Con un gesto aggraziato, quasi casuale, sollevò la mano e la posò delicatamente sul lungo collo del ragazzo. Jim Johnston emise un suono liquido, soffocante. Una sottile riga rossa gl’imporporò improvvisamente la gola, una collanina scarlatta le cui perle dal fulgore vermiglio si dilatavano sotto gli occhi dei presenti, per poi esplodere una per una disegnando rivoletti lungo il suo collo. Jim Johnston tentò di divincolarsi, ma l’abbraccio ferreo delle due pallide dame lo costringeva all’immobilità. Damon Julian si sporse in avanti e premette la bocca aperta sul flusso scarlatto per accogliere il sangue vivido e caldo.
Un suono animalesco, incoerente, scaturì dalle profondità toraciche di Tom Johnston, che reagì a quella visione con una lentezza inverosimile. Finalmente sollevò la canna della pistola e mirò. Alain si pose nella sua traiettoria, e d’improvviso Vincent e Jean gli furono accanto, e Raymond e Cynthia lo toccarono da tergo con mani bianche e fredde. Johnston sputò imprecazioni contro di loro e fece fuoco. Un lampo ed un alito di fumo dall’odore pungente, ed Alain, sottile come un filo d’erba, barcollò all’indietro e cadde, abbattuto dalla forza del proiettile. Un fiotto di sangue bruno trapelò dalla camicia bianca merlettata che aveva indosso. Semisdraiato sul pavimento, Alain si toccò il petto e la mano si tinse di sangue.
Ora Raymond e Cynthia avevano imprigionato Johnston nella loro morsa possente e Jean gli tolse la pistola dalla mano con una mossa agile e disinvolta. L’omaccione dalla faccia rossa non oppose resistenza. I suoi occhi erano fissi su Alain. Il flusso emorragico era cessato. Alain sorrise, snudando denti lunghi e candidi, terribili e affilati. Si alzò e gli si avvicinò. «No,» gridò Johnston, «no, io ti ho sparato, devi essere morto, ti ho sparato.»
«A volte i negri dicono la verità, Mister Johnston,» disse Billy Tipton la Serpe. «La pura verità. Dovevi dargli ascolto.»
Raymond allungò una mano fin sotto il cappello floscio di Johnston e guadagnò una salda presa dei suoi capelli. Un violento strattone e Johnston fu costretto a reclinare il capo all’indietro esponendo in bella vista il collo grosso e rosso. Alain rise e affondò i denti nella gola di Johnston lacerandone la carne. Poi gli altri si strinsero intorno a lui. Billy Tipton allungò una mano dietro la schiena ed estrasse il coltello, si affrettò quindi verso i due negri. «Forza,» disse, «stasera Mister Julian non ha bisogno di voi, ma state certi che non fuggirete più. Giù. in cantina. Forza, spicciatevi, se non volete che vi lasci con loro.» Ciò li spronò a muoversi all’istante, come Billy aveva previsto.
La cantina era piccola e fetida di rancido. Per accedervi bisognava infilarsi in una botola nascosta sotto un tappeto. La terra intorno era troppo umida perché potessere funzionare effettivamente da cantina. Ma questa non era una cantina vera e propria. Cinque centimetri di acqua stagnante ricoprivano il pavimento, il soffitto era così basso che un uomo non poteva starci ritto, e le pareti erano verdi di muffa. Billy incantenò i negri per bene, abbastanza vicini da toccarsi. E ciò gli parve una gentilezza da parte sua. Portò loro anche un pasto caldo.
Lui mangiò dopo ed annaffiò la sua cena con ciò ch’era rimasto della seconda bottiglia di brandy che avevano aperto i Johnston. Aveva quasi finito quando Alain entrò in cucina. Il sangue si era seccato sulla camicia ed un buco nero e bruciacchiato era rimasto là dove il proiettile lo aveva trapassato. A parte ciò, l’incidente non aveva avuto altre conseguenze sulla sua persona. «Abbiamo finito,» disse Alain a Billy. «Julian vuole che lo raggiunga nella biblioteca.»