Il ragazzo aveva detto: — Ti incontrerai ancora qui con me? Domani, verso mezzogiorno? — Così adesso Demetrios si avviò verso i Giardini e il prato davanti al Paddy’s Place, da cui si poteva guardare, oltre un varco tra le colline, l’incontro del mare e del cielo. Sono in ritardo?
Gli occhi normali potevano scoprire quell’armonia all’orizzonte; ma non gli occhi grandi e miopi di Angus Bridgeman. Quegli occhi, pensò Demetrios, avevano un modo diverso di vedere: i suoi erano ancora 20-20, e la sua conoscenza dei difetti della vista era teorica. Sono in ritardo? Il Ventesimo Secolo aveva presunto automaticamente che la vista «normale» fosse «perfetta», l’unica e sola: la tipica mezza verità. E con quanta facilità la vecchia tecnologia avrebbe dato ad Angus un paio d’occhiali? Ma l’arte di molare le lenti era una di quelle date per scontate, quando Simon Bridgeman e i suoi colleghi si erano scavati la tana nella montagna. La vista normale avrebbe fatto molto comodo ad Angus, avrebbe aumentato la sua sicurezza in un mondo brulicante d’ombre furtive… beh, non molte ombre potevano essere abbastanza furtive da sfuggire agli occhi e al naso dell’incorruttibile Brand… quindi sì, veramente, quel ragazzo avrebbe dovuto avere gli occhiali. Non era stato Leeuwenhoek, l’illustre amico di Vermeer, a perfezionare le sue lenti prodigiose, nel secolo XVII? E con le lenti, presto Angus avrebbe disprezzato e dimenticato la vista speciale della sua miopia… Vermeer era miope? Nessuna risposta: la verità era inaccessibile sotto trecento e settantacinque anni di poltiglia storica, compresi quarantasette anni di barbarie moderna, e altri duecento durante i quali nessuno si era accorto che come pittore era piuttosto bravino.
Ma Angus non poteva avere le lenti. Sono in ritardo? Mentre attendeva sconsolato sul prato, un verme di dolore si agitò nella regione vaga del suo cuore, o del suo stomaco, e gli strisciò verso le viscere, dove il suo percorso, apparentemente, finì. Non poteva essere in ritardo, naturalmente. Il Palazzo del Comune era stato scosso dai fremiti delle undici del mattino durante l’angoscioso colloquio con il tenente, meno di un’ora prima, e lassù, nei Giardini che distavano solo mezzo miglio, non avrebbe potuto fare a meno di udire la prodigiosa campana di bronzo annunciare mezzogiorno. Preoccuparsi del ritardo era da vecchio rimbambito. Si appoggiò a uno degli splendidi aceri che orlavano il prato. Al Tempio s’erano radunati alcuni sfaccendati, e Angus non era tra loro.
A mezzogiorno e a mezzanotte l’intera città pulsava dolorosamente ai dodici rintocchi di quella voce soverchiante. Le mani nodose del campanaro cieco, Bailey, venivano guidate fino alla corda dal Piccolo Reuben… Bailey non aveva bisogno di guida: era solo uno dei loro gesti d’amore. Per buona parte della notte, diceva la gente, Bailey il Cieco stava seduto a gambe incrociate con la corda della campana vicino alla spalla, in modo che il Piccolo Reuben potesse dormire. Bailey seguiva un orologio che aveva nel cervello e che era esatto come una meraviglia meccanica: a lui le ore cedevano i secondi e i minuti con la pazienza di ghiaccioli che sgocciolano al sole.
La gente non parlava di quello che sarebbe accaduto quando Bailey il Cieco fosse morto: era vecchio, e poteva capitare da un momento all’altro, e allora a suonare la campana in modo efficiente e moderno sarebbe stato qualche individuo comune, come voi e me. Certuni dicevano che il Piccolo Reuben poteva arrangiarsi da solo, perché in realtà non era scemo, ma solo un po’ debole di cervello: sarebbe stato felice, teorizzavano alcuni, di continuare il lavoro dì Bailey. Altri dicevano che non sarebbe stato possibile.
UNO…. Il rintocco dell’ora lo raggiunse sul rialzo del terreno ed una BUE… una figura biancovestita, semplificata dalla distanza attraversò l’erba dorata vicino al Tempio TRE… ma quell’uomo non era accompagnato da un cane e non aveva la grazia fulgida di Angus QUATTRO… Angus e la luce del giorno… Oh, lui non CINQUE… non verrà da me. Si è dimenticato anche se è stato lui, proprio lui, a parlare di SEI incontrarci ancora, come se mi amasse. E cosa posso dare, io, che lo induca SETTE… lo induca a mantenere la promessa? Pani aridi di saggezza, niente vino di OTTO… della giovinezza per addolcirli. La promessa è stata fatta durante un momento nel NOVE… nel paese inesplorato dell’incontro. Può l’amore essere uno scambio? Questo DIECI… questo lo prendo io, questo lo do… che follia! L’amore non è una cosa, l’amore (se UNDICI… l’amore esiste) deve essere quel paese dove noi andiamo per trovare… trovare… DODICI… dove andiamo per trovare l’unica misericordia che salva…
Demetrios si avviò verso il Tempio, abbastanza vicino per accertare una volta di più quello che già i suoi occhi sapevano bene: Angus non c’era. Demetrios l’avrebbe trovato subito, come l’occhio non può lasciarsi sfuggire l’improvviso fulgore rosso d’un cardinale tra le fronde. Un altro verme di dolore strisciò dietro al primo e si dileguò nell’oblio. Aveva bisogno di starnutire, di tossire, di rotolarsi sul fieno. Aveva bisogno di bere qualcosa.
Entrò nel Paddy’s Place, scrutando il locale fresco, i piccoli scomparti, i tavolini sulla segatura fresca sparsa sul pavimento; e subito registrò la tristezza già nota: Angus non c’è. Paddy, che stava strofinando il banco, l’osservò con curiosità cortesemente silenziosa, con un sorriso che allargava modestamente la bocca da ranocchio… ti aspettavi che si aprisse alla vista di un insetto-soldino, con un guizzo fulmineo della lingua.
Due uomini qualsiasi, probabilmente viaggiatori fermatisi per passare la notte, stavano pranzando o facendo colazione in ritardo a uno dei tavoli, discutendo sottovoce qualcosa di personale. Paddy’s Place era una prospera locanda, abbastanza vicina al Muro di Re Brian per attirare la clientela della Città Interna e di quella Esterna, e collegata da una lunga via dignitosa alla Grande Strada del Sud, che arriva dal nord, passa attraverso Maplestock e Kingstone toccando Nuber e proseguendo verso sud attraverso Nupal, e poi arriva fino a Sofran, passando per luoghi desolati. A Sofran si volge verso ovest, evitando le zone devastate dai veleni, e raggiunge Penn, che è una Repubblica, ma non una Repubblica del Re. C’era solo un altro cliente, un vecchio che cominciava allora a tuffarsi nella birra di Paddy. — Bella giornata, Paddy, — disse Demetrios. Il suo piede trovò il sostegno della traversa. — Se tu sai che cos’ha di bello.