La compagnia della gloria [The Company of Glory - it]
- Автор: Пенгборн Эдгар
- Год: 1977
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- Переводчик: Franco Storchi
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «La compagnia della gloria [The Company of Glory - it]». Краткое содержание книги:
— Dopo quei tre anni Abraham partì con i suoi discepoli per predicare la vita semplice. C’era da pensare che dopo quello che era accaduto nel 1993 gli esseri umani fossero ben disposti. Ma non era così. Era passata una generazione… trent’anni che comprendevano anche il periodo della Peste Rossa. Gli uomini e le donne dai venti ai trent’anni non ricordavano com’era stato il mondo, e credevano poco a quello che ne raccontavano i più vecchi. La gente, vecchia e giovane, voleva vivere… ecco, più o meno come ha sempre fatto la gente: arruffona, credula, egoista; scimmiotti semiistruiti con pochi pensieri per il domani e nessuno per il passato. (Non siamo fatti così, care anime? è una gran fatica essere un po’ più umani.) Quando Abraham predicava, molti ascoltatori spalancavano gli occhi, borbottavano e andavano via. Quei pochi che facevano eccezione diventavano fedeli seguaci.
«Abraham scoprì che quasi tutti i suoi ascoltatori erano bambini. Se anche si chiedeva perché, si dava la risposta più ovvia… che erano innocenti, avevano una mentalità aperta, e così via.
«Andò a nord, attraverso la Penn, nella nazione che oggi chiamiamo Moha, e attraversò il Mare di Hudson con la sua compagnia di zattere improvvisate, perché non c’erano veri traghetti in quegli anni a sud di Ticonderoga, e arrivò in quello che una volta chiamavamo New England. Là, egli convertì molti altri seguaci. Dovunque in quella terra, mi disse, trovò piccole comunità molto unite; alcune erano in declino, ma altre erano quasi prospere, nell’antica maniera che spingeva a contare solo su se stessi, emotivamente rifiutata dagli intellettuali egoisti negli ultimi, tristi giorni del Tempo “Antico. Ma i bambini che abbandonavano di nascosto le famiglie per seguirlo, e spesso gli andavano dietro furtivamente per i boschi fino a quando erano troppo lontani da casa per venir rimandati indietro, non provenivano tutti dalle file degli annoiati e degli scontenti; e molti avevano il vero slancio della fede… lo potei constatare io stesso. Presto Abraham smise di cercare di rimandarli a casa, e accettò la loro devozione come una manifestazione della volontà di Dio. Finirono per chiamarli l’Armata di Abraham, o i Piccoli Vagabondi, o la Crociata dei Bambini. Le comunità piccole e deboli temevano il loro avvicinarsi, perché dovevano pur mangiare. Non rubavano mai, non causavano disordini, non erano violenti. Prima dei guai che incontrarono sull’Isola Adirondack e più a sud, erano più di duecento.
«Il discepolo Andrew rimase nel Moha, a cercare un posto adatto per la Nuova Gerusalemme. C’era della campagna fertile, dappertutto, che stava per coprirsi di nuovo di boschi; ma quando Andrew raggiunse di nuovo Abraham al nord, gli descrisse anche la città di Nuber, e il profeta si avviò verso sud, avendo come meta la nostra città… guidato, mi disse, dalla voce di Dio udita in sogno.
«Arrivò nell’autunno di quell’anno, quando mancava poco al Giorno dell’Uscita, che commemora il giorno in cui la gente di Simon Bridgeman uscì dal rifugio nella montagna e scoprì che la terra non era andata completamente distrutta. A differenza delle altre città, Nuber si era preparata con paura e risentimento all’arrivo di Abraham. In particolare un certo Cephas, che era Maestro della Corporazione dei Carpentieri, aveva allarmato il popolo parlando della predicazione di Abraham; e aveva trovato un’antica ruota di quercia d’un carro, e proclamava che Abraham doveva pendere da quella nella Piazza della Forca, perché minacciava di sovvertire l’utopia. “Ha cancellato la ruota sul suo cuore,” diceva Cephas. “E allora che la porti sul dorso, e vedremo se lo condurrà nella Nuova Gerusalemme.”
«La leggenda di Abraham era cresciuta, care anime. La sua orda di bambini affamati… adesso erano soltanto cinquanta, dopo l’incontro con il vaiolo a Gran Gor… era temuta come uno sciame di cavallette: ma questo non basta a spiegare ciò che avvenne. Perché era odiato Cristo, che non faceva male a nessuno? Perché continuiamo a chiedere che venga crocifisso? È possibile, care anime, che questo avvenga perché disse Ama il tuo prossimo?… Pilato non vide alcuna colpa in Gesù, ma cedette al tumulto e l’abbandonò alla folla. Abraham, è vero, fu ufficialmente condannato dal magistrato del Palazzo del Comune a un’ora di pubblica disciplina, quale nemico dello Stato; eppure il Giudice Bruecke dice ancora oggi che non aveva affatto pensato di condannare Abraham a morte. Voleva che quell’uomo stesse per un’ora alla gogna… e questo, dice, solo per placare l’inquietudine del popolo.
«Oh, lasciamo che la gente ne discuta, come discute i pensieri di Pilato, o quelli degli arconti di Atene. Il discepolo Jude condusse i poliziotti nel frutteto, e si fermò davanti alla tenda di Abraham e lo chiamò. E quando Abraham uscì, Jude lo baciò in fronte dicendogli “O mio Maestro!” Allora il sergente della polizia chiese: “È questo l’uomo che dichiara che la città deve essere distrutta per costruirne un’altra?” E Jude disse: “È lui”.»
Demetrios vide delle facce nuove al Tempio: non molte. Altri stavano arrivando attraverso i Giardini, e tra questi c’erano due uomini in uniforme da poliziotto. Un po’ più lontano, veniva in fretta, da quando aveva visto la folla, un ragazzo o un giovane con la camicia verde. Non era Angus: troppo tozzo. Garth? Garrii in quel momento doveva lavorare nella stalla. Forse aveva un lungo intervallo, a mezzogiorno. Era Garth. Avvertilo in qualche modo.
— E condussero Abraham davanti al magistrato, il quale lo interrogò… parlando ragionevolmente, mi hanno detto, arrivando persino a spiegare ad Abraham perché lo Stato giudicava necessario punirlo se non riconosceva il proprio errore. Abraham tacque.
«E mentre lo conducevano via dal Palazzo del Comune una folla guidata da Cephas sopraffece i poliziotti e si impadronì di lui, e gli legò le braccia alla ruota cui erano attorte ghirlande di spine, e lo costrinse a portarla fino alla Piazza della Forca. Questo io lo vidi, care anime, con i miei occhi, e vidi il Giudice Bruecke affacciarsi al balcone del Palazzo del Comune e gridare alla folla: “Niente disordini, niente disordini!” Pochi altri, oltre me, riuscirono a sentirlo.
«Abraham portò la ruota fino alla Piazza della Forca. C’erano due malfattori alla gogna: uno un ladro, l’altro un mendicante senza licenza. Allora la folla issò la ruota e l’appese alla traversa della croce, e lapidò Abraham. Il mendicante lo chiamò dalla gogna: “Signore, ricordati di me!” Ma se anche Abraham rispose, le sue parole furono spezzate da una pietra.
«Io parlai con un cristiano, sulla Piazza della Forca, e mi ricordò un versetto del Vangelo di Matteo: Ma tutto questo fu fatto perché si compissero le scritture dei profeti. Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono. Io gli chiesi: “Quante volte, quante volte Cristo deve venire crocefisso?” Si mostrò addolorato della mia domanda e se ne andò senza rispondermi.
«Nella prima ora della sera, Abraham gridò: “Dov’è la Nuova Gerusalemme?” Io udii una voce rispondergli, dalla massa scura della folla: “Non qui, o mio amato Signore, non qui!”
«E durante quell’ora Abraham morì.»
CAPITOLO 8
IL GIORNO PIÙ AVVENTUROSO DELLA MIA VITA
Molti eroi vissero prima di Agamennone, ma tutti sono perduti nella lunga notte, illacrimati e ignoti, perché non ebbero un sacro poeta.