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La compagnia della gloria [The Company of Glory - it]

Электронная книга - «La compagnia della gloria [The Company of Glory - it]». Краткое содержание книги:

La compagnia della gloria è l’ultimo romanzo scritto da Pangborn ed è stato pubblicato in America giusto un anno prima della sua morte. È un romanzo che per alcuni versi si riallaccia al suo celebre Davy: è ambientato anch’esso a pochi decenni di distanza dalla catastrofe, e ci presenta il personaggio di Demetrio il narratore, amato dal popolo per le sue affascinanti storie dei tempi antichi, piene di oggetti miracolosi come i telefoni e gli aeroplani, i televisori e le automobili; tutte cose che ormai la società non sa più costruire. Ma Demetrio è anche temuto dai potenti, perché un uomo che narra a tutti le antiche verità può diventare pericoloso. Così, egli è costretto a fuggire con i suoi compagni: insieme si avviano verso un viaggio pieno di dolori e di gioie inattesi, che tocca i reami della fantasia, della filosofia e delle possibilità umane.
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«Incontrai quel gruppo di fedeli nel frutteto di un certo Cecil Mason, oggi morto da parecchio tempo, che aveva permesso loro di accamparsi lì, dopo che erano stati fatti passare dagli sbarramenti e ammessi nella Città Esterna. Il frutteto c’è ancora, e lo coltiva il figlio di Ceciclass="underline" potete farvi mostrare il punto dove stava la tenda di Abraham. Fu in quel punto che il discepolo Jude condusse i poliziotti di Nuber, e in loro presenza accusò il profeta di tramare il rovesciamento dello stato. Io avevo parlato un po’ anche con Jude, quel giorno nel frutteto. Era allora un uomo interiormente straziato, benché allora non ne capissi la causa… e non la capisco neppure adesso. Ma credo che agisse non, come dicono taluni, per avidità di sporco danaro, ma per il desiderio di attirare l’attenzione del mondo, e persino la sua pietà, addossandosi la parte del più grande dei peccatori: per diventare il più odiato dei capri espiatori, per assumersi il peso del peccato peccando al massimo, per rifiutare il vino della vita e morire soffocato da un boccone di sozzura. come per dire: “Guarda, o Signore, che cosa ho fatto per Te!”

«Parlai anche con il discepolo Mathias di Gran Gor, il quale era convinto che Abraham l’avesse guarito dal vaiolo con l’imposizione delle mani, e credeva anche che Abraham fosse la seconda incarnazione di Gesù Cristo, figlio unigenito di Dio, ritornato dopo duemila anni per salvare il mondo. Mathias pensava anche di scrivere la storia della vita di Abraham sulla terra. Forse adesso lo starà facendo: lasciò Nuber dopo il martirio e non so che cosa ne sia stato di lui, né se crede che il mondo sia stato salvato.

«Abraham si era guadagnato da vivere facendo il carpentiere fino a ventotto anni. Viveva in una colonia piuttosto grossa di superstiti, nell’Ohio, di cui non mi disse il nome. Diceva che in quegli anni l’illuminazione lottava in lui con la follia; ma alla fine era risultato evidente che Dio e il Diavolo si battevano per il possesso della sua anima. Poi Abraham andò nella foresta, solo e nudo, per comando di Dio, e si tessé con le sue mani indumenti d’erba, sandali d’erba dalle suole di legno, intagliate con il coltello che era il suo unico utensile e che non aveva mai fatto scorrere sangue. In una radura della foresta si fece un riparo e un orticello sufficiente per le sue esigenze. Ho sentito la favola della volpe che lo guidava alle piante, alle bacche e ai funghi commestibili, ma il Predicatore Abraham non mi raccontò assurdità del genere. Conosceva e amava troppo gli animali per inventare falsità sul loro conto; ma poiché era silenzioso, innocuo e si muoveva lentamente, accorrevano a lui. Non mi sorprese che conoscesse la leggenda di san Francesco d’Assisi e che lo chiamasse “mio fratello”… e almeno con me non pretese mai di avere un’origine sovrannaturale. Penso che il suo unico scopo fosse dire a tutti che potevano vivere in modo da essere in pace con se stessi e con il Dio in cui egli credeva… Visse per tre anni in quel rifugio nella foresta, e fu raggiunto dal discepolo che si chiamava John, da un altro che prese il nome di Simon, e il terzo anno da Jude.»

(E adesso devo fare un po’ di spazio per la mia Madam Estelle, e per commentare che c’è più di un modo per scuoiare l’ecologia. La definizione più dotta che riesco a trovare per la parola «impratico» è «pertinente a qualcosa che non funziona perché noi non ce ne occupiamo)). Sarebbe pratico vivere secondo i principi di Abraham, anche se un po’ noioso, se fossimo tanti Abraham, anziché affamati di proteine, di spassi e di sesso, come voi e me e il cuginetto Jasper che, quando era troppo giovane per venire citato, si divertiva virilmente dietro al granaio con la precoce Lily Littlejohn, la figlia del vicino. Non era solo sesso: Jas aveva preso un pezzo di focaccia, che divideva con lei, e la piccola diabolica Lily aveva portato un paio di cosce di tacchino. Era anche dimestichezza. Adesso lascio la parola a Estelle.)

(Ancora venerdì 19 luglio)

È in ritardo, lui, ma si è ricordato di mungere Julia prima di uscire, ha detto Babette. Non berrò più Tè fino a quando sentirò Solitaire scendere per mettere in ordine la cucina. Voglio cominciare a trasformare questo Libro nella Storia della mia Vita, non solo in un Diario. Se scrivi quello che succede ogni Giorno è come guardare solo fuori dalla Finestra, ma l’altra cosa, la Storia della Vita, è come salire su un Poggio, come quello dietro alla nostra Casa di Raeburn vicino al Sottopassaggio, bene, una volta lì c’era stato un Parco, mi ricordo quella Panchina rotta, e di lassù potevi guardarti intorno per Miglia e Miglia.

Così quando la Casa vicino al Sottopassaggio venne buttata giù da quello che dicevano era l’Esplosione avvenuta a New York City Quarantacinque Miglia più in là, io ero giù in Cantina a cercare un Barattolo di Conserva di Pesche. L’avevo fatta io, piaceva a Tutti. Rimasi bloccata da metà del Pavimento che mi era caduto addosso, e una delle Travi mi bloccò la Gamba e così mi ci volle un’Ora o due per Liberarmi. Sapevo che la gamba non era rotta, ma qualcosa teneva sollevata la Trave dì sei Pollici, ma non potei liberarmi fino a che non riuscii a prendere un Bastone che si era staccato da Qualchecosa e a sollevare un po’ la Trave così da potere strisciare fuori. C’erano Ragnatele su tutta la Trave e quella roba grigia sì mischiava con il Sangue delle mie Dita, che mi ero ferita con il Bastone, e da quella maledetta trave spuntava fuori un chiodo che si era piantato nella mia Gamba, e mi aveva lacerato profondamente il Polpaccio mentre cercavo di Liberarmi, e per tutto quel tempo sentivo le Sirene che ululavano e la gente che gridava ma come da Lontano, e una volta credo che passò un’auto dei Pompieri, tanto non sarebbe servito a niente, ma in Casa nostra Niente di niente, e io sapevo però, Gesù Dio, che erano tutti là, dovevano essere Là, Stevie e Sam e Leda e io continuavo a chiedere, Gesù Dio, perché il mio piccolo Marcus non piange, perché? Non c’era niente che potevo adoperare per tagliarmi via il Piede, e dovevo continuare a far forza con quel fottuto Bastone e così quando mi liberai dopo un’ora, due ore, non so, giuro che dovetti raccogliere quel Barattolo dì Conserva di Pesche dal Pavimento della Cantina perché ce l’avevo in mano quando salii le Scale tutte sfasciate e scoprii quello che era Successo. Non so dure buttai quel maledetto Barattolo. C’era la tivù, vedete, che era volata attraverso tutta la stanza, l’aveva colpito dietro la testa, Marcus, la sua Faccia non aveva neanche un segno, Sam aveva la Gola tagliata dalle schegge di vetro e non si vedeva che fosse successo niente a Stevie e a Leda, ma erano tutti e due Morti, doveva essere stata l’Esplosione. Io portai Marcus in cima del Poggio, con la sua Faccia che non aveva neanche un Segno, e prima non sapevo che dal Poggio si poteva vedere così lontano, mi sedetti li con la mia Gamba che sanguinava e faceva una strana Pozza rossa, Gesù Dio si poteva vedere per miglia e miglia.

Cosi dopo quando lavoravo in questa Casa che era allora di Mister Fleur fino a quando poi morì e la lasciò a me, gli Uomini mi domandavano cos’era quella lunga Cicatrice che avevo alla Gamba. Non glielo dissi mai, non lo dissi mai a Nessuno tranne Babette che è come parlare con il battito del mio Cuore. Forse non dovrei cercare di scrivere delle Cose del Passato che sono successe, ma in un certo modo devo farlo perché quel tipo di Mondo non tornerà più e magari la Gente dovrebbe sapere — immaginare che qualcuno legga Questo! io penso che dovrebbe sapere che non era Tutto Bello.

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