Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Le Torri di Mezzanotte
Le Torri di Mezzanotte - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
1 ... 185 186 187 188 189 190 191 192 193 ... 267
Перейти на страницу:

La gente urlava mentre alcuni cadevano nella terribile fenditura, bruciando fino a essere annichiliti. All’improvviso il terreno fu disseminato di corpi. Alla sua destra, uno stupendo edificio con finestre ad arco iniziò a fondersi, le rocce che diventavano liquide, lava che trasudava tra le pietre e fuori dalle aperture.

Perrin si rialzò in piedi. Non è reale.

«Tarmon Gai’don» urlava la gente. «L’Ultima Battaglia è arrivata! Tutto finisce! Luce, finisce!»

Perrin barcollò, tirandosi su contro un pezzo di roccia, cercando di stare in piedi. Il braccio gli faceva male e non riusciva a stringere le dita, ma la ferita peggiore era alla gamba, dove la freccia aveva colpito. Pantaloni e giacca erano intrisi di sangue e l’odore del suo stesso terrore era potente nel suo naso.

Sapeva che questo incubo non era reale. Eppure, come poteva una persona non provare orrore per quello? A ovest, Montedrago stava eruttando, con pennacchi di fumo rabbioso che si levavano nel cielo. L’intera montagna sembrava in fiamme, con fiumi di rosso che colavano lungo le sue pendici. Perrin poteva percepirla tremare, morire. Gli edifici si incrinavano, tremavano, si liquefacevano, andavano in frantumi. La gente moriva, schiacciata da pietre o arsa viva.

No. Non si sarebbe fatto trascinare dentro. Il terreno attorno a lui cambiò da selciato rotto a piastrelle ordinate: l’ingresso di servizio della Torre Bianca. Perrin si costrinse a mettersi in piedi, creando un bastone da usare per zoppicare.

Non distrusse l’incubo; doveva trovare l’Assassino. In questo posto terribile, Perrin poteva riuscire a ottenere un vantaggio. L’Assassino era molto esperto nel Tel’aran’rhiod, ma forse — se Perrin aveva la fortuna dalla sua — l’uomo era abbastanza abile da aver evitato gli incubi in passato. Forse sarebbe rimasto spaventato da questo, assorbito dentro.

Con riluttanza, Perrin indebolì la propria determinazione, lasciandosi attirare dentro l’incubo. L’Assassino doveva trovarsi nelle vicinanze. Perrin attraversò la strada con passo incerto, rimanendo lontano dall’edificio con la lava che ribolliva alle finestre. Era difficile trattenersi dal cedere alle urla di paura e dolore. Le richieste d’aiuto.

Là, pensò Perrin, raggiungendo un vicolo. L’Assassino era lì dentro, la testa china e una mano contro un muro. La terra accanto all’uomo terminava in una fenditura, con magma che ribolliva sul fondo. La gente era aggrappata al bordo dello squarcio, urlando. L’Assassino li ignorava. Dove la sua mano toccava il muro, quello iniziò a cambiare da mattoni intonacati alla pietra grigia dell’interno della Torre Bianca.

Il ter’angreal era ancora appeso alla cintura dell’Assassino. Perrin doveva muoversi rapidamente.

Il muro si sta liquefacendo per il calore, pensò Perrin, concentrandosi sulla parete accanto all’assassino. Qui era più facile cambiare cose del genere: stava giocando nel mondo che l’incubo creava.

L’Assassino imprecò, tirando indietro la mano mentre il muro diventava rovente. La terra sotto di lui rombò e l’Assassino sgranò gli occhi allarmato. Si girò mentre una fenditura si apriva accanto a lui, proiettata lì da Perrin. In quel momento, Perrin vide l’Assassino credere — solo per una frazione di secondo — che l’incubo fosse reale. L’Assassino indietreggiò dalla fenditura, sollevando una mano contro il calore, ritenendolo vero.

Svanì in un batter d’occhio, apparendo accanto a quelli sospesi sopra la fenditura. L’incubo lo incorporò, risucchiandolo nei suoi capricci, facendogli giocare un ruolo nei suoi terrori. Per poco non prese anche Perrin. Si sentì vacillare, quasi reagendo al calore. Ma no. Hopper stava morendo. Lui non avrebbe fallito!

Perrin immaginò sé stesso come qualcun altro. Azi al’Thone, uno degli uomini dei Fiumi Gemelli. Perrin si mise vestiti come quelli che aveva visto per la strada, un farsetto e una camicia bianca, pantaloni più eleganti di quelli che qualunque uomo a Emond’s Field avrebbe indossato per lavorare. Questo passo fu quasi troppo per lui. Il suo cuore batté più veloce e lui barcollò mentre la terra tremava. Se si fosse lasciato catturare completamente nell’incubo, sarebbe finito come l’Assassino.

No, pensò Perrin, costringendosi a trattenere nel suo cuore il ricordo di Faile. La sua casa. La sua faccia poteva cambiare, il mondo poteva tremare, ma quella era ancora la sua casa.

Corse fino all’orlo della fenditura, sopra il calore, comportandosi come se fosse solo un altro elemento dell’incubo. Urlò di terrore, allungando la mano per aiutare quelli che stavano cadendo. Anche se si protese verso qualcun altro, l’Assassino imprecò e gli afferrò il braccio, usandolo per issarsi su.

E, mentre passava, Perrin afferrò il ter’angreal. L’Assassino strisciò sopra di lui, raggiungendo la relativa sicurezza del vicolo. Di nascosto, Perrin creò un coltello nell’altra mano.

«Che io sia folgorato» mugugnò l’Assassino. «Odio queste cose.» La zona attorno a loro cambiò all’improvviso in piastrelle.

Perrin si alzò in piedi, reggendosi a un bastone per stabilizzarsi e cercando di apparire terrorizzato: non fu difficile. Iniziò ad arrancare oltre l’Assassino. In quel momento, l’uomo dal volto duro abbassò lo sguardo e vide il ter’angreal tra le dita di Perrin.

Sgranò gli occhi. Perrin piantò la mano avanti, conficcando il coltello nello stomaco dell’Assassino. L’uomo urlò, sussultando all’indietro, la mano sulla pancia. Le sue dita erano bagnate di sangue.

L’Assassino serrò i denti. L’incubo si piegò attorno a lui. Presto sarebbe scoppiato. L’Assassino si mise dritto, abbassando la sua mano insanguinata, gli occhi ardenti di rabbia.

Perrin si sentì malfermo sui suoi piedi, perfino col bastone. Era stato ferito in modo così grave. La terra tremò. Un precipizio si aprì nel terreno accanto a lui, fumando di calore e lava, come...

Perrin sussultò. Come Montedrago. Abbassò lo sguardo verso il ter’angreal tra le sue dita. I sogni-paura delle persone sono forti. La voce di Hopper sussurrò nella mente di Perrin. Così forti...

Mentre l’Assassino avanzava verso di lui, Perrin digrignò i denti e gettò il ter’angreal nel fiume di lava.

«No!» urlò l’Assassino, la realtà che ritornava attorno a lui. L’incubo esplose, i suoi ultimi resti che svanivano. Perrin rimase inginocchiato sulle fredde piastrelle del pavimento in un piccolo corridoio.

A poca distanza alla sua destra, un grumo di metallo fuso si trovava per terra. Perrin sorrise.

Come l’Assassino, il ter’angreal era qui dal mondo reale. E, come una persona, poteva essere spezzato e distrutto qui. Sopra di loro, la cupola viola era scomparsa.

L’Assassino ringhiò, poi venne avanti e diede un calcio nello stomaco a Perrin. La sua ferita al petto avvampò. Seguì un altro calcio. A Perrin cominciava a girare la testa.

Vai, Giovane Toro, trasmise Hopper, la sua voce così debole. Fuggi.

Non posso lasciarti!

Eppure... io devo lasciare te.

No!

Tu hai trovato la tua risposta. Cerca Sconfinato. Lui... spiegherà... quella risposta.

Perrin sbatté le palpebre su occhi pieni di lacrime mentre un altro calcio lo colpiva. Urlò con voce roca mentre il messaggio — così confortante, così familiare — svaniva dalla sua mente.

Andato.

Perrin urlò di dolore. Con voce roca e occhi macchiati di lacrime, desiderò uscire dal sogno del lupo e andare lontano. Fuggendo come un completo codardo.

1 ... 185 186 187 188 189 190 191 192 193 ... 267
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)