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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Aviendha guardò ai lati. Era un’imboscata? Oppure questa donna era uno spettro? Uno dei morti che camminavano? Perché Aviendha non l’aveva sentita avvicinarsi?

«Saluti, Sapiente» disse la donna, chinando il capo. «Posso condividere dell’acqua con te? Sto viaggiando lontano e ho visto il tuo fuoco.» La donna aveva la pelle rugosa e non poteva incanalare: Aviendha fu in grado di percepirlo facilmente.

«Non sono ancora una Sapiente» disse Aviendha, cauta. «Sto attualmente prendendo il mio secondo sentiero per il Rhuidean.»

«Allora presto troverai molto onore» disse la donna. «Io sono Nakomi. Prometto di non volerti fare alcun male, bambina.»

Tutt’a un tratto Aviendha si sentì sciocca. La donna si era avvicinata senza armi spianate. Aviendha era stata distratta dai suoi pensieri: ecco perché non aveva udito Nakomi avvicinarsi. «Ma certo, prego.»

«Grazie» disse Nakomi, entrando nella luce e posando il suo zaino accanto al fuocherello. Schioccò la lingua, poi tirò fuori qualche rametto dal suo zaino per alimentare le fiamme. Prese una teiera. «Potrei avere un po’ di quell’acqua?»

Aviendha tirò fuori un otre. Poteva a malapena privarsi di qualche goccia — era ancora a diversi giorni di distanza dal Rhuidean — ma sarebbe stata un’offesa non rispondere alla richiesta dopo l’offerta di condividere l’ombra.

Nakomi prese l’otre e riempì la sua teiera, che poi mise accanto al fuoco a riscaldare. «E un piacere inatteso» disse Nakomi, frugando nel suo zaino «incrociare la strada di una persona diretta al Rhuidean. Dimmi, il tuo apprendistato è stato lungo?»

«Troppo lungo» disse Aviendha. «Anche se principalmente per la mia stessa ostinazione.»

«Ah» disse Nakomi. «Hai l’aria di una guerriera, bambina. Dimmi, sei fra coloro che sono andati a Ovest? Coloro che si sono uniti a quello definito il Car’a’carn

«Lui è il Car’a’carn» disse Aviendha.

«Non ho detto che non lo fosse» replicò Nakomi, suonando divertita. Tirò fuori delle foglie di tè e altre erbe.

No. Non l’aveva detto. Aviendha rigirò il suo dorsoguscio e il suo stomaco brontolò. Avrebbe dovuto dividere anche il suo pasto con Nakomi.

«Posso chiedere» disse Nakomi «cosa ne pensi del Car’a’carn

Lo amo, pensò Aviendha immediatamente. Ma non poteva dirlo. «Ritengo che abbia molto onore. E, anche se ignora le usanze adeguate, sta imparando.»

«Hai passato del tempo con lui, allora?»

«Un po’» disse Aviendha. Poi, per essere più sincera, aggiunse. «Più di parecchi.»

«È un abitante delle terre bagnate» disse Nakomi, pensierosa. «E Car’a’carn. Dimmi, le terre bagnate sono magnifiche come dicono in molti? Fiumi così ampi che non puoi vedere l’altra sponda, piante così piene d’acqua che scoppiano se strizzate?»

«Le terre bagnate non sono magnifiche» disse Aviendha. «Sono pericolose. Ci rendono deboli.»

Nakomi si accigliò.

Chi è questa donna? Non era insolito trovare degli Aiel che viaggiavano per la Terra delle Tre Piegature; perfino i bambini imparavano a proteggersi. Ma Nakomi non avrebbe dovuto viaggiare con degli amici, dei familiari? Non indossava gli abiti di una Sapiente, ma in lei c’era qualcosa...

Nakomi mescolò il tè, poi rimise a posto il dorsoguscio di Aviendha, posizionandolo sopra i tizzoni perché si cuocesse in modo più uniforme. Dall’interno del suo zaino tirò fuori diverse radici di terrafonda. La madre di Aviendha le cucinava sempre. Nakomi le mise in una scatolina di ceramica per cuocere, poi la fece scivolare sui tizzoni. Aviendha non si era resa conto che il fuoco fosse diventato così caldo. Da dove provenivano tutti quei tizzoni?

«Sembri turbata» disse Nakomi. «Non sia mai che io metta in discussione un’apprendista Sapiente. Ma vedo preoccupazione nei tuoi occhi.»

Aviendha represse una smorfia. Avrebbe preferito essere lasciata in pace. Eppure era stata lei a invitare questa donna a condividere la sua acqua e la sua ombra. «Sono preoccupata per il nostro popolo. Giungono tempi pericolosi.»

«L’Ultima Battaglia» disse Nakomi piano. «La cosa di cui parlano gli abitanti delle terre bagnate.»

«Sì. Ma la mia preoccupazione va ancora oltre. Le terre bagnate, che corrompono la nostra gente. La rendono molle.»

«Ma le terre bagnate sono parte del nostro destino, giusto? Le cose che si dice che il Car’a’carn abbia rivelato... ci collegano alle terre bagnate in modi curiosi. Sempre che quello che ha detto sia vero.»

«Lui non mentirebbe su questo» disse Aviendha.

Un piccolo stormo di poiane gracchiò e volò sopra di loro nello scuro cielo notturno. La storia del popolo di Aviendha — le cose che Rand al’Thor aveva rivelato — causavano ancora dolore in molti Aiel. Al Rhuidean, Aviendha presto avrebbe visto questa storia con i suoi occhi: che gli Aiel avevano infranto i loro voti. Il popolo di Aviendha un tempo aveva seguito, poi abbandonato, la Via della Foglia.

«Sono pensieri interessanti quelli che sollevi, apprendista» disse Nakomi, versando il tè. «La nostra terra qui è chiamata la Terra delle Tre Piegature. Tre Piegature per le tre cose che ha fatto a noi. Ci ha punito per il nostro peccato. Ha messo alla prova il nostro coraggio. Ha formato un’incudine per forgiarci.»

«La Terra delle Tre Piegature ci rende forti. Così, nel lasciarla, diventiamo deboli.»

«Ma se siamo dovuti venire qui per essere forgiati in qualcosa di forte,» disse Nakomi «questo non lascia intendere che le prove che dovevamo affrontare — nelle terre bagnate — fossero altrettanto pericolose quanto la Terra delle Tre Piegature stessa? Così pericolose e difficili che siamo dovuti venire qui per prepararci a esse?» Scosse il capo. «Ah, ma non dovrei discutere con una Sapiente, nemmeno con un’apprendista. Io ho toh

«Non c’è mai toh nel pronunciare parole sagge» disse Aviendha. «Dimmi, Nakomi, dov’è che viaggi? Qual è la tua setta?»

«Sono lontana dal mio tetto,» disse la donna, malinconica «eppure niente affatto lontana. Forse è il tetto a essere lontano da me. Non posso rispondere alla tua domanda, apprendista, poiché non sta a me darti questa verità.»

Aviendha si accigliò. Che genere di risposta era quella?

«A me sembra» disse Nakomi «che infrangendo i nostri antichi giuramenti di non usare violenza, il nostro popolo abbia ottenuto enorme toh

«Sì» disse Aviendha. Cosa facevi quando il tuo intero popolo aveva commesso qualcosa di così terribile? Questa comprensione era ciò che aveva fatto sì che molti Aiel cadessero preda della tetraggine. Avevano gettato via le loro lance o si erano rifiutati di togliere il bianco dei gai’shain, lasciando intendere che il loro popolo aveva un toh talmente grande che non avrebbero potuto mai assolverlo.

Ma si sbagliavano. Il toh degli Aiel poteva essere assolto... doveva essere assolto. Era quello lo scopo del servire il Car’a’carn, che rappresentava coloro a cui gli Aiel avevano originariamente prestato i loro giuramenti.

«Noi assolveremo il nostro toh» disse Aviendha. «Combattendo nell’Ultima Battaglia.»

Così gli Aiel avrebbero riguadagnato il loro onore. Una volta assolto il toh, te ne dimenticavi. Ricordare uno sbaglio che era stato ripagato era da arroganti. Avrebbero finito. Sarebbero potuti tornare e non provare più vergogna per quello che era successo in passato. Aviendha annuì fra sé.

«E così,» disse Nakomi, porgendole una tazza di tè «la Terra delle Tre Piegature è stata la nostra punizione. Siamo venuti qui per crescere in modo da poter assolvere il nostro toh

«Sì» disse Aviendha. Lo percepiva con chiarezza.

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