Le Torri di Mezzanotte
- Автор: Джордан Роберт, Сандерсон Брендон
- Серия: La Ruota del Tempo #13
- Год: 2012
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:
Аннотация
Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
Egwene trasse un profondo respiro e si preparò a tornare al combattimento. Esitò, però, pensando alla comparsa di Perrin. Si era comportato come se lei fosse una novizia. Come aveva fatto a diventare così fiducioso, così forte? Lei non era stata sorpresa dalle sue azioni quanto dal fatto che era stato lui a compierle.
La sua comparsa era una lezione. Egwene doveva stare molto attenta a non affidarsi ai suoi flussi. Bair non poteva incanalare, ma era efficace quanto le altre. Comunque pareva che, per alcune cose, i flussi fossero meglio. Far scoppiare il muro verso l’esterno, per esempio, era sembrato più facile con un flusso che immaginandolo, dove imporre la sua volontà contro una superficie così grande e spessa sarebbe potuto essere difficile.
Lei era Aes Sedai ed era una Sognatrice. Doveva usare entrambi. Egwene si inviò con cautela di nuovo alla stanza dove aveva visto Mesaana. Era vuota, anche se il muro era ancora macerie. Degli scoppi risuonarono da destra ed Egwene sbirciò dietro l’angolo. Palle di fuoco schizzavano avanti e indietro in quella direzione, flussi che volavano nell’aria.
Egwene si inviò dietro uno dei gruppi in lotta e creò attorno a sé uno spesso cilindro di vetro come protezione. Qui la Torre era rotta e segnata, i muri fumanti. Egwene si accorse di una figura china al di là di una sezione di macerie, con indosso un abito azzurro.
Nicola?, pensò Egwene con rabbia. Come ha fatto ad arrivare qui? Pensavo di potermi fidare di lei ora!
Quella sciocca ragazza doveva essersi procurata un ter’angreal del sogno da una delle altre che si era svegliata.
Egwene si preparò a balzare dall’altra parte e mandare via la ragazza, ma tutt’a un tratto la terra si squarciò sotto Nicola, del fuoco che avvampava. Nicola lanciò un urlo mentre veniva lanciata in aria, con pezzi di roccia fusa che zampillavano attorno a lei.
Egwene urlò, mandando sé stessa lì, immaginando un forte muro di pietra sotto Nicola. La ragazza atterrò e cadde su di esso, coperta di sangue, gli occhi persi nel vuoto. Egwene imprecò, inginocchiandosi. La ragazza non stava respirando.
«No!» disse Egwene.
«Egwene al’Vere! Attenta!» La voce di Melaine.
Egwene si voltò allarmata mentre un muro appariva accanto a lei, fatto di spesso granito, bloccando diverse esplosioni di fuoco provenienti da dietro. Melaine apparve accanto a Egwene, vestita tutta di nero, la sua stessa pelle colorata di scuro. Era rimasta nascosta nelle ombre accanto al corridoio.
«Questo posto sta diventando troppo pericoloso per te» disse Melaine. «Lascialo a noi.»
Egwene abbassò lo sguardo. Il corpo di Nicola svanì. Sciocca ragazza! Fece capolino oltre il muro e vide due Sorelle Nere — Alviarin e Ramola — che stavano schiena contro schiena e scagliavano flussi distruttivi in direzioni diverse. C’era una stanza dietro di loro. Egwene poteva fare come diverse altre volte, saltando nella stanza, distruggendo il muro e colpendole entrambe...
Sciocca bambina, aveva detto Bair, il tuo schema è ovvio.
Quello era ciò che Mesaana voleva che facesse. Le due Sorelle Nere erano un’esca.
Egwene balzò nella stanza ma si mise con la schiena contro il muro. Svuotò la sua mente, attendendo tesa.
Mesaana apparve come aveva fatto prima. La stoffa nera che turbinava era impressionante, ma anche da stupidi. Mantenerla richiedeva pensiero. Egwene fissò negli occhi sorpresi della donna e vide i flussi che aveva preparato.
Quelli non mi colpiranno, pensò Egwene fiduciosa. La Torre Bianca era sua. Mesaana e le sue servitrici l’avevano invasa, uccidendo Nicola, Shevan e Carlinya.
I flussi schizzarono avanti, ma si piegarono attorno a Egwene. In un istante, Egwene stava indossando gli abiti di una Sapiente. Blusa bianca, gonna marrone, scialle sulle spalle. Immaginò una lancia in mano, una lancia aiel, e la scagliò con un movimento preciso.
La lancia penetrò i flussi di Fuoco e Aria, facendoli saltar via, poi colpì qualcosa di spesso. Un muro d’Aria davanti a Mesaana. Egwene si rifiutò di permetterlo. Il posto di quel muro non era qui. Non esisteva.
La lancia smise di rallentare e schizzò in avanti, colpendo Mesaana al collo. La donna strabuzzò gli occhi e si afflosciò all’indietro, del sangue che sprizzava dalla ferita. Le strisce nere che turbinavano attorno a lei scomparvero completamente, così come il vestito. Dunque era stato un flusso. Il volto oscurato di Mesaana si trasformò in quello di...
Katerine? Egwene si accigliò. Mesaana era stata Katerine fin dall’inizio? Ma lei era stata Nera, ed era fuggita dalla Torre. Non era rimasta, e questo voleva dire...
No, pensò Egwene. Sono stata giocata. Lei è un...
In quel momento, Egwene avvertì qualcosa schioccarle attorno al collo. Qualcosa di freddo e metallico, qualcosa di familiare e terrificante. La Fonte la abbandonò in un attimo, poiché lei non era più autorizzata a trattenerla.
Si voltò in preda al terrore. Una donna con capelli scuri lunghi fino al mento e profondi occhi azzurri era in piedi accanto a lei. Non sembrava molto imponente, ma era davvero forte nel Potere. E al polso aveva un braccialetto, connesso da un guinzaglio alla fascia attorno al collo di Egwene.
Un a’dam.
«Eccellente» disse Mesaana. «Siete delle bambine davvero indisciplinate.» Schioccò la lingua dalla disapprovazione. In un attimo, traslò da qualche parte, portando Egwene con sé. Una camera senza finestre, che sembrava intagliata direttamente dalla roccia. Non c’era nemmeno una porta.
Alviarin attendeva lì, indossando un vestito bianco e rosso. La donna si inginocchiò immediatamente di fronte a Mesaana, anche se riservò un’occhiata soddisfatta a Egwene.
Egwene la notò a malapena. Era in piedi, rigida, con una marea di pensieri spaventati che le affollava la mente. Era intrappolata di nuovo! Non poteva sopportarlo. Sarebbe morta prima di consentire che questo accadesse. Delle immagini le guizzarono nella testa. Intrappolata in una stanza, incapace di muoversi di più di pochi piedi senza essere sopraffatta dall’a’dam. Trattata come un animale, con una sensazione strisciante che prima o poi si sarebbe spezzata, sarebbe diventata esattamente quello che loro volevano che fosse.
Oh, Luce. Non poteva subire questo di nuovo. Non questo.
«Di’ a quelle di sopra di ritirarsi» stava dicendo Mesaana ad Alviarin, la sua voce calma. Egwene si rese conto a stento delle parole. «Sono delle sciocche e la loro dimostrazione qui è stata patetica. Verranno inflitte punizioni.»
Questo era stato il modo in cui Moghedien era stata catturata da Nynaeve ed Elayne. Era stata tenuta prigioniera, costretta a fare come domandavano. Egwene avrebbe patito lo stesso! In effetti, probabilmente Mesaana avrebbe usato la Coercizione su di lei. La Torre Bianca sarebbe stata totalmente nelle mani dei Reietti.
Le emozioni sgorgarono. Egwene si ritrovò ad artigliare il collare, cosa che le procurò uno sguardo divertito da Mesaana mentre Alviarin scompariva per riferire il suo ordine.
Questo non poteva succedere. Era un incubo. Un...
Tu sei Aes Sedai. Una parte tranquilla di lei sussurrò quelle parole, eppure, nonostante tutta la loro delicatezza, erano forti. Ed erano radicate in profondità dentro di lei. Quella voce era più intensa del terrore e della paura.
«Ora» disse Mesaana. «Parleremo dell’onirichiodo. Dove posso trovarlo?»
Una Aes Sedai è calma, una Aes Sedai è controllo, a prescindere dalla situazione. Egwene abbassò le mani dal collare. Non si era sottoposta alla prova e non aveva in programma di farlo. Ma se l’avesse fatto, cosa sarebbe successo se fosse stata costretta ad affrontare una situazione come questa? Si sarebbe spezzata? Si sarebbe dimostrata indegna del manto che sosteneva di portare?