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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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«Voglio che tu stia molto attenta» disse Egwene. «Sei l’unica qui che ha affrontato una dei Reietti direttamente e hai anche più esperienza col Tel’aran’rhiod delle altre. Se Mesaana arriverà, sarai tu a guidare l’attacco.»

«Penso di potercela fare» disse Nynaeve, gli angoli della sua bocca che si sollevavano. Sì, poteva farcela. Trattenere Nynaeve dall’attaccare, quello sarebbe stato un compito difficile.

Egwene annuì e Nynaeve scomparve. Sarebbe rimasta nascosta nel Consiglio della Torre, stando in guardia contro Mesaana o delle Sorelle Nere venute a spiare la finta riunione che avrebbe avuto luogo lì. Egwene si inviò in un altro posto in città, una sala dove si sarebbe tenuta la vera riunione tra lei, le Sapienti e le Cercavento.

Tar Valon aveva diverse sale riunione usate per esibizioni musicali o raduni. Questa, nota come La strada del musicista, era perfetta per le sue esigenze. Era decorata in modo preciso con pannelli in legno di ericacea intagliati per assomigliare a una foresta di alberi che fiancheggiavano le pareti. Le sedie erano di legno simile, cantato dagli Ogier, ciascuna un’opera d’arte. Erano disposte in cerchio e rivolte verso un podio centrale. Il soffitto a cupola era intarsiato di marmo intagliato per assomigliare a stelle nel cielo. La decorazione era notevole: bella senza essere troppo appariscente.

Le Sapienti erano già arrivate: Amys, Bair e Melaine, col pancione degli ultimi stadi della gravidanza. Questo anfiteatro aveva una piattaforma rialzata lungo un lato dove le Sapienti potevano sedere comodamente sul pavimento, tuttavia quelle che occupavano le sedie non le avrebbero guardate dall’alto in basso.

Leane, Yukiri e Seaine erano accomodate su sedie rivolte verso le Sapienti, ciascuna con indosso una delle copie di Elayne del ter’angreal del sogno, con un aspetto indistinto e privo di sostanza. Anche Elayne sarebbe dovuta essere qui, ma aveva avvisato che poteva avere dei problemi a incanalare abbastanza da entrare nel Tel’aran’rhiod.

Le Aes Sedai e le Sapienti si scrutarono a vicenda con un’aria quasi palpabile di ostilità. Le Aes Sedai consideravano le Sapienti selvatiche male addestrate; le Sapienti, a loro volta, ritenevano le Aes Sedai piene di sé.

Quando Egwene arrivò, un gruppo di donne con pelle scura e capelli neri comparve proprio al centro della stanza. Le Cercavento si guardarono attorno con sospetto. Siuan aveva detto, dal tempo che aveva trascorso a istruirle, che il Popolo del Mare aveva leggende sul Tel’aran’rhiod e sui suoi pericoli. Questo non aveva impedito alle Cercavento di imparare tutto quello che potevano sul Mondo dei Sogni nel momento in cui avevano scoperto che era reale.

A capo delle Cercavento c’era una donna alta e snella con occhi stretti e un lungo collo, con numerosi medaglioni sulla catenella che collegava il suo naso all’orecchio sinistro. Quella doveva essere Shielyn, una di quelle di cui Nynaeve aveva parlato a Egwene. Le altee tre Cercavento includevano una donna dignitosa con ciocche bianche intrecciate fra la sua chioma nera. Quella doveva essere Renaile, stando alle lettere che avevano mandato e a ciò che aveva detto Nynaeve. Egwene era stata portata a credere che sarebbe stata lei la più importante fra loro, ma pareva sottomessa alle altre. Aveva forse perso il suo posto come Cercavento per la Maestra delle Navi?

«Benvenute» disse loro Egwene. «Vi prego, sedetevi.»

«Rimarremo in piedi» disse Shielyn. La sua voce era tesa.

«Chi sono costoro, Egwene al’Vere?» chiese Amys. «Delle bambine non dovrebbero visitare il Tel’aran’rhiod. Non è una tana abbandonata di un tasso delle sabbie, da esplorare.»

«Bambine?» chiese Shielyn.

«Voi siete bambine, abitante delle terre bagnate.»

«Amys, per favore» si intromise Egwene. «Sono stata io a prestare loro i ter’angreal per venire qui. Era necessario.»

«Ci saremmo potute incontrare fuori dal Mondo dei Sogni» disse Bair. «Scegliere il centro di un campo di battaglia sarebbe potuto essere più sicuro.»

In realtà, le Cercavento avevano molta familiarità con il funzionamento del Tel’aran’rhiod. I loro abiti sgargianti cambiavano periodicamente colore: in effetti, mentre Egwene osservava, la blusa di Renaile svanì del tutto. Egwene si ritrovò ad arrossire, anche se Elayne aveva menzionato che, quando si trovavano fra le onde, gli uomini e le donne del Popolo del Mare lavoravano entrambi senza indossare nulla sopra la vita. La blusa tornò un momento dopo. Anche i loro gioielli parevano mutare in modo quasi costante.

«Ci sono dei motivi per cui ho fatto quello che ho fatto, Amys» disse Egwene, venendo avanti e mettendosi a sedere. «Shielyn din Sabura Acque Notturne e le sue sorelle sono state informate dei pericoli di questo posto e hanno accettato la responsabilità per la propria sicurezza.»

«Un po’ come dare un tizzone ardente e un barilotto d’olio a un bambino» borbottò Melaine «e affermare che è stata data a lui la responsabilità della propria sicurezza.»

«Dobbiamo sopportare questi bisticci, Madre?» chiese Yukiri.

Egwene prese un respiro tranquillizzante. «Vi prego, siete a capo dei vostri rispettivi popoli, donne con reputazione di grande saggezza e acume. Non possiamo almeno essere civili fra noi?» Egwene si voltò verso il Popolo del Mare. «Cercavento Shielyn, hai accettato il mio invito. Di certo ora non rifiuterai la mia ospitalità stando in piedi per l’intero incontro?»

La donna esitò. Aveva un’aria orgogliosa; recenti interazioni fra le Aes Sedai e il Popolo del Mare l’avevano resa audace. Egwene ricacciò indietro una punta di rabbia; non le piacevano i dettagli dell’accordo riguardante la Scodella dei Venti. Nynaeve ed Elayne avrebbero dovuto fare di meglio. Loro...

No. Egwene e Nynaeve avevano fatto del loro meglio, ed erano state sotto uno sforzo inusitato. Inoltre si diceva che negoziare con il Popolo del Mare fosse solo di poco più sicuro che negoziare con il Tenebroso in persona.

Shielyn diede infine un brusco cenno col capo, anche se la sua blusa cambiò colore diverse volte mentre rifletteva, stabilizzandosi sul cremisi, e i suoi gioielli continuarono a scomparire e riapparire. «Molto bene. Siamo in debito con te per il dono di questo posto e acconsentiremo alla tua ospitalità.» Si mise a sedere su una sedia lontana da Egwene e dalle altre Aes Sedai, e quelle con lei fecero lo stesso.

Egwene lasciò andare un sommesso sospiro di sollievo e fece apparire diversi tavolini con tazze di tè caldo e fragrante. Le Cercavento sobbalzarono, anche se le Sapienti non batterono ciglio. Amys, però, allungò una mano verso la sua tazza e cambiò il tè color rosa-bocciolo in qualcosa dalla tonalità molto più scura.

«Forse ci dirai lo scopo di questo incontro» disse Bair, sorseggiando il suo tè. Il Popolo del Mare non prese le rispettive tazze, anche se le Aes Sedai cominciarono a bere.

«L’abbiamo già indovinato» disse Shielyn. «Questo confronto è inevitabile, anche se vorrei per i venti che non fosse così.»

«Bene, parla, dunque» disse Yukiri. «Di che si tratta?»

Shielyn si concentrò su Egwene. «Per molte stagioni e maree abbiamo nascosto la natura delle nostre Cercavento alle Aes Sedai. La Torre Bianca inspira, ma non espira... a quello che è portato dentro non è mai concesso di uscire. Ora che ci conoscete, ci volete, poiché non potete sopportare l’idea di donne che incanalano fuori dalla vostra stretta.»

Le Aes Sedai si accigliarono. Egwene colse Melaine che annuiva in assenso. Le parole erano piuttosto vere, anche se solo un lato del problema. Se avessero saputo quanto sarebbe stato utile l’addestramento della Torre Bianca e quanto era importante per le persone sapere che le donne che incanalavano venivano seguite e addestrate...

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