Presagi di tempesta
- Автор: Джордан Роберт, Сандерсон Брендон
- Серия: La Ruota del Tempo #12
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:
Аннотация
I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
Dopo oltre un’ora a cavallo, Gawyn trovò il suo vecchio insegnante dove avevano programmato di incontrarsi: uno dei posti di guardia esterni. Bryne stava conducendo un’ispezione non dissimile da quella che Gawyn aveva usato per camuffare la sua fuga dai Cuccioli. Il generale stava appena montando il suo castrone baio dal muso grosso quando Gawyn giunse al trotto, attraversando la prateria con i suoi smorti steli primaverili. Il posto di guardia era situato in un avvallamento sul fianco di un pendio dolce, con una buona visuale di chiunque si avvicinasse da nord. I soldati si alzarono in segno di rispetto alla presenza del loro generale e dissimularono la loro ostilità verso Gawyn. Era circolata la voce che era stato lui a guidare la forza che aveva effettuato con successo tante razzie contro di loro.
Uno stratega come Bryne poteva rispettare Gawyn per la sua abilità , a prescindere dal fatto che fossero su schieramenti opposti, ma questi uomini avevano visto dei loro compagni uccisi dalle truppe di Gawyn.
Bryne voltò il suo cavallo di lato, annuendo a Gawyn. «Sei in ritardo rispetto a quanto avevi detto, figliolo.»
«Ma non più in ritardo di quanto tu ti aspettavi?» disse Gawyn, facendo fermare Challenge.
«Niente affatto» ribatte l’uomo robusto, sorridendo. «Stavi facendo visita a delle Aes Sedai.»
Gawyn sogghignò a quelle parole, e i due voltarono i loro destrieri e iniziarono ad attraversare le colline verso nord. Bryne aveva in programma di ispezionare rutti i posti di guardia dal lato occidentale di Tar Valon, un compito che avrebbe richiesto una lunga cavalcata, perciò Gawyn si era offerto di accompagnarlo. Per fortuna aveva poco altro da fare: pochi dei soldati si esercitavano con lui, e quelli che lo facevano cercavano con un po’ troppa foga di causare un ‘incidente’. Le Aes Sedai avrebbero tollerato le sue punzecchiature fino a un certo punto, e Gawyn non era dell’umore adatto per una partita a sassolini, di recente. Era troppo teso, preoccupato per Egwene e frustrato per la sua mancanza di progressi. In verità non era mai stato molto bravo a quel gioco… non come sua madre. Bryne aveva insistito che Gawyn vi ci si esercitasse comunque come metodo per apprendere la strategia di un campo di battaglia.
I fianchi delle colline erano ricoperti in modo irregolare di erba gialla e sfiorallodola, con le sue minuscole foglie azzurrine e i ramoscelli nodosi. Ci sarebbero dovuti essere fiori selvatici ad ammantare le colline a chiazze, ma non ne sbocciava nemmeno uno. Il paesaggio aveva un aspetto malsano, con alcune parti gialle e altre di un azzurro biancastro, nonche con generose porzioni di bruni arbusti morti che non erano ricresciuti dopo il rigido inverno.
«E hai intenzione di dirmi com’è andato l’incontro?» chiese Bryne mentre cavalcavano, con una squadra di soldati che li seguiva come scorta.
«Immagino che tu abbia già indovinato anche quello.»
«Oh, non lo so» disse Bryne. «Sono tempi insoliti ed eventi strani sono all’ordine del giorno. Magari Lelaine ha deciso di lasciar perdere le macchinazioni per un po’ e ascoltare davvero le tue suppliche.»
Gawyn fece una smorfia. «Penso che avresti più probabilità di trovare un Trolloc che si è messo a tessere che non una Aes Sedai che ha lasciato perdere le macchinazioni.»
«Ritengo che tu fossi stato avvisato» disse Bryne.
Gawyn non aveva obiezioni da muovere, perciò cavalcarono semplicemente in silenzio per un po’, superando il fiume distante alla loro destra. Al di là sorgevano le torri e i tetti di Tar Valon. Una prigione.
«Prima o poi dovremo discutere di quel gruppo di soldati che ti sei lasciato indietro, Gawyn» disse Bryne tutta un tratto, tenendo gli occhi in avanti.
«Non vedo cosa ci sia da discutere» ribatte Gawyn, il che non era del tutto vero. Aveva dei sospetti su cosa avrebbe chiesto Bryne, e non aveva certo atteso con impazienza quella conversazione.
Bryne scosse il capo. «Mi serviranno informazioni, ragazzo. Ubicazioni, conteggi di truppe, liste di equipaggiamento. So che avete come base uno dei villaggi a est, ma quale? Di quanti uomini è composta la tua forza e che tipo di sostegno stanno fornendo le Aes Sedai di Elaida?»
Gawyn strabuzzò gli occhi. «Sono venuto per aiutare Egwene. Non per tradire quelli che si fidavano di me.»
«Li hai già traditi.»
«No» ribatte Gawyn con fermezza. «Li ho abbandonati, ma non li ho traditi. E non intendo farlo.»
«E ti aspetti che io mi lasci sfuggire un potenziale vantaggio?» domandò Bryne, voltandosi verso di lui. «Quel lo che hai in quel cervello potrebbe salvare delle vite.»
«O costare delle vite,» ribatte Gawyn «se lo guardi dall’altra parte.»
«Non renderlo difficile, Gawyn.»
«O cosa?» chiese Gawyn. «Mi farai sottoporre a interrogatorio?»
«Soffriresti per loro?»
«Sono i miei uomini» disse Gawyn semplicemente. O, almeno, lo erano. A ogni modo, ne aveva abbastanza di essere comandato a bacchetta da circostanze e guerre. Non avrebbe offerto alcuna lealtà alla Torre Bianca, ma nemmeno a queste ribelli. Egwene ed Elayne avevano il suo cuore e il suo onore. E se non avesse potuto dare a loro l’onore, l’avrebbe dato all’Andor — e al mondo intero — mettendosi sulle tracce di Rand al’Thor ed eliminandolo.
Rand al’Thor. Gawyn non riusciva a credere che Bryne avesse preso le difese di quell’uomo. Oh, credeva che Bryne avesse detto quello che pensava… ma si sbagliava. Poteva accadere alle persone migliori, affascinate dal carisma di una creatura come al’Thor. Lui aveva ingannato la stessa Elayne.
L’unico modo per aiutare chiunque di loro sarebbe stato smascherare il Drago e sbarazzarsene. Scrutò Bryne, il quale si voltò. Probabilmente stava ancora pensando ai Cuccioli. Era inverosimile che Bryne potesse sottoporre Gawyn a interrogatorio. Lui conosceva troppo bene il generale e il suo senso dell’onore. Non sarebbe accaduto. Ma Bryne poteva decidere di imprigionare Gawyn. Forse sarebbe stato saggio offrirgli qualcosa.
«Sono giovani, Bryne» disse Gawyn. Bryne si accigliò.
«Giovani» ripete Gawyn. «A malapena addestrati. Il loro posto è sul campo per le esercitazioni, non su quello di battaglia. I loro cuori sono buoni e le loro capacità affidabili, ma ora che me ne sono andato per te non sono una minaccia come prima. Ero io a conoscere la tua strategia. Senza di me, avranno più difficoltà con le scorrerie. Sospetto che, se continueranno a colpire, riceveranno presto il conto del macellaio. Non c’è bisogno che io li acceleri su quella strada.»
«Molto bene» replicò Bryne. «Aspetterò. Ma se le loro scorrerie continueranno a essere efficaci, sentirai nuovamente questa domanda da me.»
Gawyn annuì. Il meglio che poteva fare per i Cuccioli sarebbe stato aiutare a porre fine a queste divisioni fra ribelli e lealiste. Ma quello pareva oltre la portata di ciò che poteva realizzare. Forse, una volta liberata Egwene, avrebbe potuto pensare a qualche modo per essere d’aiuto. Luce! Non potevano avere davvero intenzione di passare dalle parole ai fatti, vero? Le schermaglie seguite alla caduta di Siuan Sanche erano già state tremende. Cosa sarebbe successo se degli eserciti si fossero incontrati qui, appena fuori Tar Valon? Aes Sedai contro Aes Sedai, Custode contro Custode su un campo di battaglia? Un disastro.
«Non può arrivare a questo» si ritrovò a dire.
Bryne guardò Gawyn mentre i loro cavalli procedevano per il campo.
«Non puoi attaccare, Bryne» disse Gawyn. «Un assedio è una cosa. Ma cosa farai se ti ordinano di approntare un assalto?»
«Quello che faccio sempre» disse Bryne. «Obbedirò.»
«Ma…»
«Ho dato la mia parola, Gawyn.»
«E quante morti vale quella parola? Assaltare la Torre Bianca sarebbe un disastro. Non importa quanto si possono sentire offese queste Aes Sedai ribelli, non ci sarà riconciliazione con la spada.»
«Non è una nostra decisione» disse Bryne. Lanciò un’occhiata a Gawyn con un’espressione pensierosa sulla faccia.
«Cosa c’è?» chiese Gawyn.
«Mi sto domandando perché ti importa. Pensavo che fossi qui solo per Egwene.»