Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Le Torri di Mezzanotte
Le Torri di Mezzanotte - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
1 ... 127 128 129 130 131 132 133 134 135 ... 267
Перейти на страницу:

«Gaul ha detto che sei stato molto cortese» osservò Edarra rivolta a Perrin. «Questo significa che vuoi da noi qualcosa che non vogliamo fare.»

Perrin sorrise. «Voglio che mi aiutiate a impedire questa battaglia.»

«Non desideri danzare le lance?» chiese Edarra. «Ho sentito qualcosa di ciò che questi uomini in bianco hanno fatto nelle terre bagnate. Penso che indossino il bianco per nascondere quello che c’è di oscuro dentro di loro.»

«Sono confusi» disse Perrin. «Be’, sono più che confusi. La Luce sa se sono snervanti. Ma non dovremmo combatterli, non con l’Ultima Battaglia alle porte. Se bisticciamo fra noi, permetteremo al Tenebroso di vincere.»

Edarra rise. «Mi piacerebbe vedere qualcuno dirlo agli Shaido, Perrin Aybara. O, piuttosto, vorrei avere visto qualcuno suggerirtelo quando avevano ancora tua moglie!»

«Be’, era necessario uccidere gli Shaido» disse lui. «Ma non so se valga lo stesso per questi Manti Bianchi. Forse hanno solo bisogno di un bello spavento. Voglio che voi e le Aes Sedai facciate scoppiare il terreno di fronte al loro esercito.»

«Chiedi qualcosa che non dovresti, Aybara» disse Seonid con severità. «Noi non prenderemo parte alla tua battaglia.» La minuta Verde incontrò i suoi occhi, la voce incisiva e brusca.

«Voi non prenderete parte alla battaglia» disse Perrin. «Ne impedirete una.»

Seonid si accigliò. «Temo che sarebbe lo stesso, in questo caso. Se attacchiamo la terra, equivarrebbe a usare l’Unico Potere come arma. Potremmo fare del male a quegli uomini. Mi dispiace.»

Perrin digrignò i denti, ma non le costrinse. Le Sapienti e gli Asha’man probabilmente sarebbero stati sufficienti. Si voltò verso gli uomini dei Fiumi Gemelli. «Tam, di’ agli uomini di incoccare le frecce e star pronti a lanciare una salva.»

Tam annuì, mandando un messaggero con l’ordine. Gli uomini dei Fiumi Gemelli si allinearono. Questo era oltre la gittata di parecchi archi, ma un buon tiro con un arco lungo dei Fiumi Gemelli poteva farcela.

Perrin annuì alle Sapienti, poi fece un gesto verso gli Asha’man. Prima che qualcos’altro potesse essere detto, la terra di fronte ai Manti Bianchi eruttò. Un rombo scosse il prato, il suolo che esplodeva nell’aria. Grady e Neald mossero i loro cavalli in avanti.

I destrieri dei Manti Bianchi si impennarono e uomini urlarono di terrore. Un gruppetto di quelli proprio di fronte non parve turbato dalle esplosioni e tenne i loro cavalli sotto controllo. Dovevano essere i capi. In effetti, gli occhi di Perrin potevano distinguere il lord Capitano Comandante in persona lì sulla sella.

Altra terra schizzò in aria, cadendo a bersagliare la trincea lì sotto. Le Sapienti avevano quell’espressione di concentrazione associata all’incanalare.

«Chi di voi può amplificare la mia voce?» chiese Perrin.

«Io posso» disse Grady. «Una volta ho visto il M’Hael farlo.»

«Bene» disse Perrin, voltandosi verso Tam. «Una volta che gli incanalatori si saranno fermati, ordina agli uomini di lanciare un paio di salve lunghe. Cercate di colpire quella trincea.»

Qualche momento più tardi, le esplosioni terminarono. Gli uomini dei Fiumi Gemelli approntarono una raffica e la scagliarono. Spessi strali si levarono in un arco e presto la fenditura fu irta di frecce. Perrin osservò l’esercito dei Manti Bianchi. Avevano rotto le file e adesso erano disordinati.

Un clangore di armature a cui corrisposero tonfi di zoccoli annunciò l’arrivo di Arganda. Il Primo Capitano di Ghealdan indossava il suo elmo piumato, i suoi occhi duri sotto di esso. «Qual era lo scopo di questo, se posso chiederlo, lord Aybara?» Odorava di ostilità. «Hai appena sprecato il nostro vantaggio! Un’imboscata avrebbe potuto ucciderne migliaia e rompere la loro carica iniziale.»

«Sì» disse Perrin. Faile cavalcava ancora all’altro suo fianco. «E loro lo sanno. Guarda le loro linee, Arganda. Sono preoccupati. I Manti Bianchi si stanno rendendo conto di quello che dovrebbero attraversare per caricarci. Se sono stato disposto a dar loro questo come colpo di avvertimento, cos’è che sto tenendo in serbo?»

«Ma quello era tutto ciò che possiamo fare» disse Faile.

«Loro non lo sanno.» Perrin sogghignò. «Sarebbe stupido da parte nostra impegnare tutto ciò che abbiamo in un’esplosione di avvertimento come quella.»

Arganda trattenne la lingua, anche se evidentemente stava pensando la stessa cosa. Era un soldato fino al midollo. Un’ascia. Non c’era nulla di sbagliato in quello, ma Perrin doveva essere il martello. Quando lui indicava, uomini come Arganda uccidevano.

«Grady» disse Perrin. «La mia voce, per favore? Non mi dispiacerebbe se anche il nostro esercito potesse udire quello che dico.»

«Posso farcela» disse Grady.

Perrin trasse un profondo respiro, poi parlò. «Io sono Perrin Aybara!» riecheggiò la sua voce per la pianura. «Sono amico del Drago Rinato e servo qui su suo ordine. Sto marciando verso l’Ultima Battaglia. Lord Capitano Comandante, tu prima hai preteso che mi incontrassi con te secondo i tuoi termini, e io sono venuto. Ti chiedo di restituire l’onore qui e incontrarti con me come io richiedo. Se sei determinato a uccidermi prima che io cavalchi contro l’Ombra, almeno rendimi il servizio di darmi un’ultima opportunità per impedire di versare sangue quest’oggi!»

Lui annuì a Grady e l’uomo lasciò andare il suo flusso. «Abbiamo un padiglione che possiamo montare per dei negoziati?»

«È al campo» disse Faile.

«Posso tentare un passaggio» disse Neald, lisciandosi con le nocche i baffi... o perlomeno quel poco di pelo sulla sua faccia che lui chiamava baffi, incerati in punte.

«Provaci.»

Lui si concentrò. Non accadde nulla. Il giovane arrossì violentemente. «Non funziona. Né Viaggiare  Volo Aleggiato.»

«Vedo» disse Perrin. «Be’, mandiamo indietro un cavaliere. Dovremmo essere in grado di avere la tenda montata qui in pochi minuti. Non so se acconsentiranno all’incontro, ma voglio prepararmi, in caso lo facciano. Porta anche Berelain e Alliandre e forse qualcuno con bevande, e sedie e tavoli per la mia tenda.»

Furono dati gli ordini appropriati e un uomo dei Fiumi Gemelli — Robb Solter — cavalcò via, con delle Fanciulle che lo seguivano. Pareva che i Manti Bianchi stessero considerando la sua proposta. Bene.

Arganda e molti degli altri si sparpagliarono per passare parola su quello che stava succedendo, anche se di certo l’annuncio di Perrin non poteva essere sfuggito. Sembrava che tutti stessero facendo quello che dovevano, così Perrin si rilassò sulla sua sella per aspettare.

Faile lo affiancò sul suo destriero. Odorava di curiosità.

«Cosa c’è?» chiese Perrin.

«È cambiato qualcosa in te. Sto cercando di capire cosa.»

«Sto prendendo tempo» disse Perrin. «Non ho ancora preso nessuna decisione. Ma non voglio uccidere questi uomini. Non ancora. A meno che non sia costretto.»

«Non hanno intenzione di cedere terreno, marito» disse Faile. «Ti hanno già giudicato.»

«Vedremo» disse lui. Alzò lo sguardo verso il cielo, pensando allo strano odore e al fatto che i passaggi degli Asha’man non stavano funzionando. L’Assassino si aggirava in questa zona nel sogno del lupo e c’era quel muro di vetro. C’era qualcosa di molto sbagliato nel vento e i suoi sensi gli pizzicavano. Stai cauto. Stai pronto.

Il martello poteva uccidere o creare. Lui non sapeva ancora quale fosse questa situazione. Non aveva intenzione di colpire finché non l’avesse capito.

Galad sedeva sulla piana erbosa che sarebbe dovuta essere un campo di battaglia, guardando la trincea squarciata nel terreno, irta di centinaia di frecce.

Era preparato per le Aes Sedai. Una Aes Sedai non poteva far del male a qualcuno a meno che lei o il suo Custode non fossero in pericolo, e Galad aveva dato ai suoi uomini ordini molto specifici di non ingaggiare — o nemmeno avvicinare — le Aes Sedai. Se i Figli avessero visto delle Aes Sedai, dovevano fermarsi, fare un cenno col capo e voltare le armi dall’altra parte. Se i suoi uomini avessero mostrato chiaramente che non avrebbero fatto del male alle Aes Sedai, allora le Sorelle sarebbero state inutili in battaglia.

1 ... 127 128 129 130 131 132 133 134 135 ... 267
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)