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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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L’uomo che aveva salvato arrancò in avanti su piedi tremanti. Pareva confuso da quello che aveva detto Mat, ma barcollò in piedi, prendendo la mano di Mat. «Grazie!» Aveva una voce nasale. «Grazie, grazie tante.» Nella fioca luce lunare, Mat riuscì a stento a distinguere un volto ampio con dei dentoni sopra un corpo goffamente magro.

Mat scrollò le spalle, mettendo da parte il bastone e slacciando la scarpa — che si stava inzuppando — per strizzarla. «Io mi asterrei dall’andare in giro tutto solo di notte, se fossi in te, amico.»

L’uomo sbatté le palpebre nell’oscurità. «Tu!» disse, la sua voce quasi uno squittio.

Mat grugnì. «Sangue e dannate ceneri! Non posso andare da nessuna parte senza che...»

Si interruppe quando l’uomo gli si avventò contro, con un coltello che balenava nella fioca luce lunare. Mat imprecò e fece schioccare la sua sciarpa di fronte a sé. Il coltello colpì la stoffa invece della pancia di Mat e lui rigirò rapidamente la mano, legando il pugnale dell’assassino in lembi di stoffa.

L’uomo guaì e Mat lasciò andare la sciarpa e tirò fuori un paio di coltelli, uno in ciascuna mano, lanciandoli di riflesso. Colpirono l’assassino agli occhi. Uno per ogni occhio. Luce! Mat non aveva mirato agli occhi.

L’uomo crollò sulle pietre umide del selciato.

Mat rimase immobile, inspirando ed espirando. «Per il latte acido di mia madre! Per il dannato latte acido di mia madre!» Afferrò il suo bastone da guerra, guardandosi attorno, ma la strada buia era vuota. «Io ti ho salvato. Ti ho salvato e tu cerchi di accoltellarmi?»

Mat si inginocchiò accanto al cadavere. Poi, cupamente certo di quello che avrebbe trovato, rovistò nella tasca dell’uomo. Tirò fuori un paio di monete — monete d’oro — e un pezzo di carta ripiegato. La luce della luna rivelò la faccia di Mat su di esso. Accartocciò il foglio e se lo ficcò in tasca.

Uno in ciascun dannato occhio. Meglio di quello che l’uomo si meritava. Mat si riannodò la sciarpa, afferrò i suoi coltelli, poi uscì di nuovo in strada, augurandosi di aver lasciato l’assassino al suo fato.

Birgitte incrociò le braccia, appoggiandosi contro un pilastro di marmo e osservando mentre Elayne se ne stava seduta a godersi una presentazione serale di "attori". Gruppi come questo — che rappresentavano storie — erano diventati molto popolari a Cairhien e adesso stavano cercando di ottenere lo stesso successo nell’Andor. Uno dei saloni del palazzo, dove si esibivano i bardi, era stato adattato per permettere agli attori di recitare le loro storie.

Birgitte scosse il capo. A cosa serviva mettere in scena storie finte? Perché non andare a vivere alcune storie per conto proprio? Inoltre lei avrebbe preferito un bardo sempre e comunque. C’era da sperare che questa moda di vedere 'attori’ sarebbe morta rapidamente.

Questa storia particolare era un’ulteriore narrazione del tragico matrimonio e della morte della principessa Walishen, uccisa dalle bestie dell’Ombra. Birgitte aveva familiarità con la ballata che gli attori avevano adattato per sviluppare la loro storia. In effetti, ne cantavano delle parti durante l’esibizione. Era notevole quanto quella canzone fosse cambiata poco nel corso degli anni. Qualche nome diverso, qualche nota diversa, ma tutto sommato la stessa.

Proprio come le sue stesse vite. Ripetute più e più volte, con minime variazioni. A volte lei era un soldato. A volte era una boscaiola, senza nessun addestramento militare formale. Era stata un generale una volta o due, purtroppo. Avrebbe preferito lasciare quel particolare lavoro a qualcun altro.

Era stata una guardia, una ladra altolocata, una nobildonna, una popolana, un’assassina e una salvatrice. Ma non era mai stata una Custode. La poca dimestichezza non la turbava; nella maggior parte delle sue vite non aveva alcuna conoscenza di quello che era venuto prima. Quello che poteva attingere dalle sue vite precedenti ora era un vantaggio, sì, ma lei non aveva diritto a quei ricordi.

Questo non impediva che le si straziasse il cuore ogni volta che uno di quei ricordi svaniva. Luce! Se non poteva essere con Gaidal questa volta, poteva almeno ricordarlo? Era come se il Disegno non sapesse cosa fare con lei. Era stata costretta in questa vita, spintonando da parte altri fili, prendendo un posto inatteso. Il Disegno stava cercando di tesserla dentro. Cosa sarebbe accaduto quando tutte le memorie fossero scomparse? Si sarebbe svegliata con ricordi come un’adulta senza alcuna storia? Quel pensiero la terrorizzava come non aveva mai fatto nessun campo di battaglia.

Annuì a una delle donne della guardia, Kaila Bent, che passò accanto alla fila posteriore del teatro improvvisato e le rivolse il saluto.

«Ebbene?» chiese Birgitte, svoltando l’angolo per parlare con Kaila.

«Nulla da riferire» disse Kaila. «Tutto a posto.» Era una dinoccolata donna dai capelli color fuoco e si era abituata molto facilmente ai pantaloni e alla giacca di una donna della Guardia. «O perlomeno è tutto a posto quanto potrebbe essere mentre si deve soffrire ad assistere a La morte della principessa Walishen.»

«Smettila di lamentarti» disse Birgitte, reprimendo una smorfia mentre la diva — così la chiamavano gli attori — iniziava un assolo particolarmente acuto, come loro chiamavano una canzone eseguita tutta da soli. Perché gli attori avevano bisogno di così tanti nuovi nomi per le cose? «Potresti essere fuori di pattuglia nella pioggia.»

«Potrei?» chiese Kaila, suonando speranzosa. «Perché non l’hai detto prima. Magari verrò colpita da un fulmine. Quello potrebbe essere preferibile.»

Birgitte sbuffò. «Torna ai tuoi giri.»

Kaila le rivolse il saluto e si allontanò. Birgitte si concentrò di nuovo sul teatro, appoggiandosi contro il pilastro. Forse avrebbe dovuto portare della cera da ficcarsi nelle orecchie. Lanciò un’occhiata verso Elayne. La regina sedeva con un atteggiamento composto, osservando la recita. A volte Birgitte si sentiva più simile a una bambinaia che a una guardia del corpo. Come facevi a proteggere una donna che a volte sembrava così determinata a farsi uccidere?

Eppure Elayne era anche così capace. Come quella notte; in qualche modo aveva convinto la sua rivale più accanita a partecipare a questa rappresentazione. Seduta sulla fila a est c’era Ellorien: l’ultima volta che quella donna aveva lasciato il palazzo era stata così amara che Birgitte non si aspettava che tornasse se non in catene. Eppure eccola qui. Lasciava intendere una manovra politica da parte di Elayne che era tredici passi più sottile di quanto Birgitte potesse immaginare.

Scosse il capo. Elayne era una regina. Volubilità e tutto quanto. Sarebbe andata bene per l’Andor. Sempre che Birgitte potesse impedire che quella testa dai capelli biondi le fosse spiccata dal collo.

Dopo qualche tempo a sopportare le cantate, Kaila si avvicinò di nuovo. Birgitte si mise dritta, incuriosita dal passo rapido della donna. «Cosa c’è?» domandò piano.

«Sembravi annoiata,» sussurrò Kaila «così ho pensato di venirti a riferire questo. Problemi alla Porta Prugna.» Quello era l’ingresso sudorientale ai terreni del palazzo. «Qualcuno ha cercato di intrufolarsi.»

«Un altro mendicante in cerca di avanzi? Oppure una spia di uno dei nobili minori, che sperava di origliare?»

«Non lo so» disse Kaila. «Ho sentito le notizie di terza mano da Calion mentre passavamo di pattuglia. Ha detto che gli uomini della Guardia hanno l’intruso in custodia al cancello.»

Birgitte lanciò un’occhiata di lato. Pareva che stesse per iniziare un altro assolo. «Hai il comando qui; tieni questa posizione e ricevi i rapporti. Io andrò a sgranchirmi le gambe e controllare il problema.»

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