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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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«Lo farò» disse Mat.

«Non sono stato in grado di trovare nessuno che sia andato dentro» proseguì Noal.

«Alcuni dicono che è infestata» disse Thom, prendendo un sorso dal suo boccale. «Altri sostengono che è un vestigio dell’Epoca Leggendaria. Si dice che i lati siano di acciaio liscio, senza alcuna apertura. Ho trovato il figlio più giovane della vedova di un capitano che una volta ha sentito la storia di qualcuno che ha trovato grandi tesori nella torre. Non ha detto come il ragazzo ci fosse entrato, però.»

«Noi sappiamo come entrare» disse Mat.

«La storia di Olver?» chiese Noal scettico.

«È il meglio che abbiamo» disse Mat. «Ascoltate, il gioco e la poesia riguardano gli Aelfinn e gli Eelfinn. La gente sapeva di loro un tempo. Quelle dannate porte ne sono una prova. Perciò hanno lasciato il gioco e i versi come avvertimento.»

«Non si può vincere a quel gioco, Mat» disse Noal, sfregandosi il mento coriaceo.

«Ed è proprio questo il punto. Devi imbrogliare.»

«Ma forse dovremmo tentare un patto» disse Thom, giocherellando con la punta incerata di un baffo. «Ti hanno dato le risposte alle tue domande.»

«Risposte dannatamente frustranti» disse Mat. Non aveva voluto dire a Thom e Noal delle sue domande... ancora non aveva detto loro quello che aveva chiesto.

«Ma hanno risposto» disse Thom. «Sembra come se avessero qualche sorta di accordo con le Aes Sedai. Se sapessimo cosa avevano le Aes Sedai che i serpenti e le volpi volevano — la ragione per cui erano disposti a contrattare — allora forse potremmo fare uno scambio per Moiraine.»

«Sempre che sia ancora viva» disse Noal con aria cupa.

«Lo è» disse Thom, lo sguardo fisso in avanti. «Lo voglia la Luce. Lei deve essere viva.»

«Noi sappiamo cosa vogliono.» Mat lanciò un’occhiata a quelle fiamme.

«Cosa?» domandò Noal.

«Noi» replicò Mat. «Ascoltate, loro possono vedere cosa accadrà. L’hanno fatto con me, l’hanno fatto con Moiraine, se quella lettera è un indizio. Sapevano che lei avrebbe lasciato una lettera per te, Thom. Loro lo sapevano. E hanno comunque risposto alle sue domande.»

«Forse dovevano» disse Thom.

«Sì, ma non devono rispondere in modo chiaro» disse Mat. «Non l’hanno fatto con me. Hanno risposto sapendo che lei sarebbe tornata da loro. E mi hanno dato quello che mi hanno dato sapendo che anch’io sarei stato trascinato indietro. Loro vogliono me. Vogliono noi.»

«Non lo sai per certo, Mat.» Thom posò il suo boccale di birra sul pavimento in mezzo ai suoi piedi e tirò fuori la sua pipa. Alla destra di Mat, degli uomini esultavano per una partita a dadi. «Possono rispondere a delle domande, ma questo non significa che sappiano tutto. Potrebbe essere come le predizioni delle Aes Sedai.»

Mat scosse il capo. Le creature avevano messo dei ricordi nella sua testa. Lui supponeva che fossero i ricordi di persone che avevano toccato la torre o erano state lì dentro. Gli Aelfinn e gli Eelfinn avevano quei ricordi e, che fosse folgorato, probabilmente avevano anche i suoi. Potevano osservarlo, vedere attraverso i suoi occhi?

Desiderò ancora di avere il suo medaglione, anche se non sarebbe stato di nessuna utilità contro di loro. Non erano Aes Sedai; non avrebbero incanalato. «Loro sanno le cose, Thom» disse Mat. «Stanno osservando. Non li coglieremo di sorpresa.»

«Questo li rende difficili da sconfiggere, allora» disse Thom, accendendo un rametto con il fuoco, poi usandolo per accendersi la pipa. «Non possiamo vincere.»

«A meno che non infrangiamo le regole» ripeté Mat.

«Ma loro sapranno cosa stiamo facendo» disse Thom. «Se ciò che dici è vero. Perciò dovremmo trattare con loro.»

«E cosa ha detto Moiraine, Thom?» chiese Mat. «In quella lettera che leggi ogni notte.»

Thom tirò una boccata della sua pipa, sollevando una mano distratta alla tasca all’altezza del suo petto, dove teneva la lettera. «Ha detto di ricordare quello che sapevamo del gioco.»

«Lei sa che non c’è modo di vincere quando si tratta con loro» disse Mat. «Niente trattative, Thom, niente accordi. Andiamo dentro combattendo e non usciamo finché non abbiamo lei.»

Thom esitò per un momento, poi annuì, con la sua pipa che cominciava a sbuffare.

«Coraggio per rinforzare» disse Noal. «Be’, di quello ne abbiamo abbastanza, con la fortuna di Mat.»

«Sai che non devi far parte di questo, Noal» disse Mat. «Non hai motivo di rischiare la vita in questa storia.»

«Io verrò» disse Noal. «Ho visto parecchi posti. Quasi tutti, in effetti. Ma mai questo.» Esitò. «E qualcosa che devo fare. E questo è quanto.»

«Molto bene» disse Mat.

«Fuoco per accecare» disse Noal. «Cosa abbiamo?»

«Lanterne e torce» disse Mat, sbattendo il piede contro il sacco accanto alla sua sedia. «E alcuni di quei bastoncini di fuoco di Aludra, così possiamo accenderle. Anche alcune sorprese da parte sua.»

«Fuochi d’artificio?» chiese Noal.

«E alcuni di quei cilindri esplosivi che abbiamo usato contro i Seanchan. Lei li chiama bastoncini ruggenti.»

Thom fischiò. «Ti ha permesso di prenderne alcuni?»

«Due. Quando le ho detto che Elayne aveva acconsentito, era pronta a farmi avere quasi tutto quello che le avessi chiesto.» Mat fece una smorfia. «Voleva venire con noi per accenderli. Di persona! Che io sia folgorato, quella è stata una discussione difficile da vincere. Ma abbiamo un’intera scorta di fiori notturni.» Picchiettò il sacco accanto alla sua sedia col bordo del piede.

«Tu li hai portati?» chiese Thom.

«Volevo tenerli vicini» disse Mat. «E lei me li ha dati solo oggi. Non scoppieranno accidentalmente, Thom. Non accade molto spesso.»

«Be’, almeno spostali dal focolare!» disse Thom. Lanciò un’occhiata alla sua pipa e imprecò, poi spostò la sua sedia a pochi pollici da Mat.

«Poi,» disse Noal «musica per stordire.»

«Ne ho una varietà» disse Thom. «Porterò la mia arpa e il mio flauto, ma ho trovato dei tamburelli e dei cimbali. Possono essere legati al lato della gamba e colpiti con una mano. Ho portato anche un flauto in più.» Squadrò Mat. «Uno semplice, fatto per quelli con dita tozze e lente.»

Mat sbuffò.

«E infine, ferro per legare» disse Noal, facendo scivolare avanti un pacchetto. Tintinnò piano mentre slegava la parte superiore, con i contenuti che riflettevano la luce del focolare arancione intenso. «Un completo di coltelli da lancio per ciascuno di noi e due spade corte. Tutti di ferro puro, niente acciaio. Ho procurato anche delle catene e una banda di ferro da chiudere attorno al fondo della lancia di Mat. Potrebbe sbilanciarla un po’, però.»

«La prendo» disse Mat.

Noal richiuse il suo pacchetto e i tre sedettero davanti al focolare per un po’. In un certo senso, queste cose che avevano raccolto erano un’illusione. Un modo per rassicurarsi che stavano facendo qualcosa per prepararsi.

Ma Mat ricordava quei posti contorti oltre i passaggi, gli angoli che non erano giusti, il paesaggio innaturale. Le creature chiamate serpenti e volpi poiché sfidavano una normale descrizione.

Quel posto era un altro mondo. I preparativi che faceva con Thom e Noal potevano essere d’aiuto, ma potevano anche essere inutili. Non si poteva stabilirlo finché non fossero entrati in quella torre. Sembrava come non sapere se avevi l’antidoto giusto fin dopo che i denti del serpente erano già conficcati nel tuo braccio.

Alla fine augurò agli altri due una buona notte. Noal voleva tornare all’accampamento della Banda, che adesso si trovava solo a dieci minuti a cavallo dalla città. Thom acconsentì ad andare con lui e presero il sacco di Mat pieno di fiori notturni, anche se pareva che entrambi avrebbero preferito portare un sacco pieno di ragni.

Mat si allacciò la spada sopra la giacca, prese il suo bastone, poi si diresse di nuovo verso la sua locanda. Non ci andò direttamente, però, ma si ritrovò a trascinarsi per i vicoli e le strade. Catapecchie e tende erano spuntate accanto a edifici solidi man mano che la città si estendeva lungo le mura, come muffa che cresceva su una pagnotta.

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