Il lungo ritorno [Homegoing - it]
- Автор: Пол Фредерик
- Год: 1996
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Marco Pinna
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:
— Corrispondono alla realtà, antico maschio — disse Sandy massaggiandosi il sedere. I possenti pollici di Polly erano in grado di rifilare pizzicotti molto dolorosi. Nel frattempo, Sandy notò con la coda dell’occhio che tutte le femmine del gruppo si stavano lentamente avvicinando a Obie.
— Abbiamo osservato il tuo pianeta fin dal momento in cui siamo entrati nel suo sistema solare, e abbiamo registrato una serie di fatti degni di interesse. Innanzitutto, i segnali elettromagnetici che sono stati il motivo del nostro iniziale interessamento per questo particolare sistema solare, segnali che nel corso del nostro primo approccio hanno fatto registrare un aumento esponenziale dal punto di vista sia del numero sia della forza di emissione, sono attualmente quasi inesistenti. Non riusciamo più a ottenere alcun tipo di informazione sulle lunghezze d’onda precedentemente usate dai terrestri per la trasmissione di ciò che chiamano radio e televisione. Questo fatto potrebbe essere dovuto a una netta diminuzione del numero dei terrestri esistenti sul pianeta, oppure a un improvviso decadimento della loro tecnologia. In entrambi i casi, supponiamo che ciò dipenda dal risultato di questa guerra. Tuttavia, potrebbe dipendere anche da altri fattori a noi sconosciuti.
Il Primo Grande Anziano si concesse una pausa, intrecciando le dodici dita davanti allo stomaco con espressione meditativa. Nessuno disse nulla. La Quarta Grande Anziana, con fare assente, si alzò dal suo scranno sopraelevato e si avvicinò alla coorte, mantenendo lo sguardo fisso su Obie.
— Un altro nuovo fatto senz’altro degno di interesse — continuò il Primo Grande Anziano — è che non abbiamo ricevuto alcuna indicazione sulla presenza di veicoli spaziali all’interno del sistema solare in questione. Questo ci porta a concludere inevitabilmente che i terrestri non sono ancora riusciti a risolvere i problemi connessi all’accesso allo spazio circostante il loro pianeta.
Questa affermazione venne seguita da un altro sospiro generale da parte di tutti i componenti della coorte.
— Oh, che noia! — sussurrò Demmy, che venne immediatamente colpito da un calcio proveniente da Chiappa. Nessuno dei Grandi Anziani diede segno di aver sentito. A parte il Primo, tutti gli altri stavano osservando con interesse la Quarta, che stava annusando la schiena di Obie. Le sue sacche labiali si erano visibilmente gonfiate.
— Ciò nonostante — continuò il Primo Grande Anziano — saremo comunque in grado di compiere un atterraggio sulla superficie del pianeta con una delle nostre navette esplorative passando attraverso una finestra d’entrata polare. La gran parte dei relitti spaziali terrestri infatti orbitano sul piano equatoriale del pianeta, e per quanto ve ne siano significative quantità anche su altre orbite, i nostri esperti hanno individuato una serie di intervalli temporali nel corso dei quali sarà possibile effettuare un approccio sicuro. I costi dell’operazione dal punto di vista del consumo di carburante saranno molto elevati, dato che non avremo modo di sfruttare la velocità di rotazione del pianeta e che saremo costretti a impiegare i propulsori sia per la discesa sul pianeta sia per il viaggio di ritorno. In ogni caso, riteniamo che l’atterraggio sul pianeta Terra sia un’operazione fattibile.
Dando prova di coraggio, Polly si mise in mezzo fra Obie e la Quarta Grande Anziana. L’Anziana però si sollevò minacciosamente sulle zampe posteriori e la fissò, facendola indietreggiare impaurita.
A quel punto la Quarta Grande Anziana si rivolse al gruppo dei Grandi Anziani alle sue spalle. — Vogliate scusarmi e non rimanere offesi — disse in tono formale mentre prendeva Obie da dietro il collo e lo trascinava via con sé.
— Ma certamente — disse il Primo Grande Anziano, rivolto ormai alla schiena della sua collega. — In ogni caso — continuò — penso che non vi sia altro da aggiungere. E tu, Lifandro, ricordati sempre che pur essendo un essere umano del pianeta Terra, sei anche un hakh’hli. Siamo stati noi hakh’hli a darti la vita, e ora non desideriamo altro che aiutare i terrestri a correggere gli errori provocati dalla loro stessa follia. Ciò nonostante dobbiamo agire con grande cautela, quindi desideriamo che voi portiate a termine la vostra missione al meglio, in maniera precisa e senza alcun tipo di insuccesso. Sei tu, Lifandro, disposto a fare ciò?
— Lo sono — disse Lisandro, sperando che il colloquio fosse finalmente giunto al termine.
Ma non ebbe questa fortuna. A quel punto infatti intervenne la Seconda Grande Anziana. — Lifandro — disse con tono severo — devi essere saggio, sincero e leale. I tuoi terrestri sono persone vanitose, indolenti, incuranti e ingannevoli. Sono dei veri irresponsabili, e sono riusciti a rovinare completamente il loro pianeta. Quindi mi raccomando, quando ti troverai sul pianeta Terra, dovrai essere come noi, e non come loro.
— Va bene — borbottò Sandy spostando nervosamente il peso da un piede all’altro.
Il Primo Grande Anziano gli concesse una piccola lacrima di consolazione. — Tu non hai alcuna responsabilità o colpa per ciò che queste persone hanno fatto e continuano a fare sul loro pianeta, Lifandro — disse con grande sfoggio di generosità. — Non c’è bisogno che tu ingoi la tua stessa saliva per questo. E ora, potete andare.
Questa volta non vi fu alcun tipo di litigio nella sala d’attesa. Vi fu solo attesa; attesa che Obie portasse a termine la sua anfilassi con la Quarta Grande Anziana e facesse ritorno al suo gruppo. E l’attesa non fu affatto gradevole, poiché le tre femmine della coorte erano fuori di sé dalla rabbia.
Quando Obie fece ritorno, tutto allegro e soddisfatto, le femmine sembravano sul punto di scoppiare. — Oberon, non sei altro che un escremento di hoo’hik! — esclamò Polly non appena lo vide entrare.
— Come hai potuto? — gli domandò Elena con tono piagnucoloso.
— Con una Grande Anziana! — aggiunse Tania con indignazione.
Ma Obie non sembrava affatto pentito. — Vi siete accorte subito di quel che stava succedendo, no? — disse. — Perché non vi siete messe in mezzo, allora?
— Mettersi contro una Grande Anziana?
Obie scrollò le spalle. — Ci saranno altre occasioni — concesse con generosità. — Gente, come era grande! Non lo avevo mai fatto con una Grande Anziana prima d’ora! Vi assicuro che non riuscivo a far altro che tenermi forte!
— C’erano molte uova? — domandò Chiappa con invidia.
— Tu cosa dici? — rispose Obie con orgoglio. — Voglio dire, con una di quelle dimensioni… Stava giusto iniziando a deporle quando me ne sono andato e… A proposito, qualcuno deve andare a portarle al reparto classificazione per farle contrassegnare e congelare. Non vorrete mica che ci vada lei?
In realtà non esisteva alcun motivo particolare per il quale uno di loro, piuttosto che chiunque altro, dovesse portare a termine quel compito. Tuttavia, come aveva detto Obie, qualcuno doveva pur farlo. Solo che le tre femmine della coorte erano gelose della Quarta Grande Anziana, gli altri due maschi erano gelosi di Obie, e lo stesso Obie era troppo pieno di sé in quel momento per potersene occupare. Insomma, in un modo o nell’altro, sarebbe stato comunque Sandy a doversi assumere lo sgradito compito di raccogliere gli ammassi ovulari usciti dall’ovipostor dilatato della Quarta Grande Anziana.
Era un compito che non gli era mai stato assegnato in precedenza, e in effetti Sandy lo trovò piuttosto interessante. Le uova assomigliavano a ciò che i terrestri dei film chiamavano “caviale”, e avevano un odore aspro-salato che gli procurò subito una leggera nausea.