Il lungo ritorno [Homegoing - it]
- Автор: Пол Фредерик
- Год: 1996
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Marco Pinna
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:
Nella sala di attesa però non veniva proiettato nulla di simile. Tanto più che la stanza non era affatto grande, e i sottili odori emessi da Obie stavano monopolizzando sempre di più l’attenzione delle femmine del gruppo. Fortunatamente, a un certo punto Tania riuscì a trovare un canale che trasmetteva un evento sportivo: i campionati di lotta libera della nave erano attualmente in corso, e in qualche settore della zona ricreativa due enormi hakh’hli si stavano affrontando nei quarti di finale. La coorte si radunò immediatamente davanti allo schermo, dividendosi in due tifoserie. Persino un terrestre sarebbe stato in grado di seguire l’azione, se vi fosse stato qualche terrestre oltre a Sandy Washington ad assistere al combattimento, dato che in effetti quello sport rappresentava un’innovazione di origine terrestre per gli hakh’hli. Era stato copiato da alcune trasmissioni terrestri sui campionati di sumo giapponese, e in sostanza consisteva in un combattimento fra due giganti che si piombavano addosso a vicenda con tutto il loro peso.
Indubbiamente, si trattava di uno sport emozionante e spettacolare. Obie si rivolse a Sandy con tono entusiasta. — Se anche i tuoi terrestri non ci dessero nient’altro, per me questo è già più che sufficiente — disse.
Polly però non era d’accordo, e Tania non era d’accordo con Polly. Così, mentre il combattimento sullo schermo continuava, un nuovo combattimento ebbe inizio all’interno della sala di decompressione.
Quando i Grandi Anziani giunsero finalmente a decidere che fosse il caso di concedere udienza alla coorte di Sandy, il combattimento era già finito da tempo. Obie perdeva ancora un po’ di sangue da una ferita sotto l’occhio, ma Demmy aveva strappato una striscia di tessuto dai suoi pantaloncini per bendarlo (indossare abiti umani in fondo poteva anche risultare utile in alcune occasioni). Così, quando si sistemarono tutti e sette in fila davanti ai sei enormi Grandi Anziani, i componenti della coorte apparivano abbastanza presentabili. In ogni caso, i Grandi Anziani avevano deciso di comportarsi in maniera molto cordiale con loro, e di conseguenza era probabile che non avrebbero detto nulla anche se avessero notato qualche cosa di insolito. — Allora, come fanno oggi i nostri terrestri? — domandò la Quarta Grande Anziana (in hakh’hli, naturalmente). Sandy notò che era riuscita a versare una benevola lacrima di benvenuto.
La Grande Anziana si era rivolta al gruppo nel suo complesso, anche se tutti sapevano che la domanda era stata posta soprattutto a Sandy. — Mangiamo e defechiamo molto bene, antica femmina — disse quindi in tono rispettoso nella stessa lingua. Per continuare però dovette ricorrere ad alcuni termini inglesi, poiché non esisteva nessun equivalente hakh’hli per certe parole. — Stiamo studiando la guida delle automobili, l’uso delle carte di credito, la musica popolare terrestre della fine del ventesimo secolo, e ieri abbiamo giocato per ben due volte a pallacanestro. — Sandy era felice di poter parlare in hakh’hli, dato che era stato appena proibito loro di farlo. Tuttavia, il fatto che i suoi compagni di coorte parlassero l’inglese meglio di quanto lui non parlasse l’hakh’hli lo infastidiva un poco. Loro però erano stati avvantaggiati dalla manipolazione delle corde vocali voluta dagli esperti hakh’hli, che in alcuni era avvenuta chirurgicamente, mentre in altri era avvenuta addirittura geneticamente, prima ancora della loro nascita. Il risultato era che loro erano in grado di produrre tutti i suoni della lingua inglese senza alcuna difficoltà, mentre Sandy poteva parlare l’hakh’hli solo per un breve periodo, poiché dopo un po’ i continui schiocchi e i molti suoni gutturali gli causavano un certo dolore alla gola.
— Soddisfacente, soddisfacente — mormorò con tono affabile la Grande Anziana. — Il Primo Grande Anziano ti informerà ora e non in seguito.
Tutti sapevano che il Primo Grande Anziano lo faceva sempre, ma nonostante ciò si udì un leggero sbuffo di rassegnazione proveniente dalle narici dei componenti della coorte. Infatti, quando il Primo Grande Anziano “informava” qualcuno, iniziava sempre dal principio e non tralasciava mai nulla. Rivolgendosi direttamente a Sandy, diede conferma di questa regola.
— Uomo terrestre Lifandro Washington — esordì, rivolgendo lo sguardo vacuo verso il grigio del soffitto della sala delle udienze — il tuo genitore di sesso femminile e il tuo genitore di sesso maschile sono stati abbandonati su un veicolo spaziale nel corso di una guerra fra terrestri. Nel corso di questa guerra, sono stati prodotti diversi danni con l’uso di raggi fotonici, nonché attraverso l’impatto cinetico di oggetti solidi o di esplosioni di origine chimica o atomica. I tuoi genitori non potevano ritornare a casa. Li abbiamo accolti sulla nave, ma si trovavano in cattivo stato, non erano in buona salute. Non siamo stati in grado di salvarli, ma tu eri già un uovo quasi maturo, pronto alla nascita, e siamo riusciti a mantenerti in vita. Ti abbiamo fornito quanto necessario per la tua sopravvivenza, oltre che la compagnia di altri elementi della tua età, e nel frattempo ci siamo dedicati all’investigazione…
— Antico maschio — intervenne Sandy con poca convinzione — queste informazioni mi sono già state fornite… — Non pensava che le sue parole sarebbero riuscite a interrompere il Primo Grande Anziano, o anche solo a fargli sbattere le palpebre, e infatti non accadde nulla di tutto ciò. L’unica cosa che accadde fu che Polly si staccò dalla sua posizione al lato di Obie giusto quanto bastava per rifilare a Sandy un forte pizzicotto sul sedere. Contemporaneamente, la Quarta Grande Anziana alzò lo sguardo con interesse verso il quasi tumescente Obie.
— …di varie stelle fra le più prossime, inclusa Alfa Centauri — continuò la profonda voce del Primo Grande Anziano — la quale non è risultata di alcuna utilità o interesse. Ora siamo tornati al sistema nel quale si trova il tuo pianeta natale, e tu sei ormai un elemento adulto a cui è stata fornita un’educazione. Ti prego di confermarmi che queste informazioni corrispondano alla realtà e non siano errate.