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Il lungo ritorno [Homegoing - it]

Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:

Sono gli Hakh’hli. Sono alieni. Si nutrono di carne umana. Il lungo viaggio nello spazio era alla fine. Sandy, l’umano cresciuto su un’astronave degli extraterrestri Hakh’hli, era pronto al ritorno sulla Terra. Gli alieni erano animati dalle migliori intenzioni.. Solo la scienza Hakh’hli poteva risolvere il problema di trasformare i pianeti. I terrestri avevano bisogno di quel contatto. Ma c’era da fidarsi?
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— Anch’io voglio liberarmi degli spiccioli — disse, piangendo lacrime di trionfo.

Non era giusto, pensò Sandy. Era quasi sicuro che i commessi di ristoranti fast food non potessero liberarsi degli spiccioli a quel modo. Comunque fosse, non aveva alcuna intenzione di litigare con Demmy, quindi prese il suo vassoio e si accomodò a un tavolo, dove rimase seduto per un po’ a esaminare il cibo. L”‘hamburger” non era male; si trattava semplicemente di carne di hoo’hik tritata. Il “formaggio” però era tutt’altra faccenda. Basandosi sui programmi di cucina delle televisioni terrestri, gli studiosi hakh’hli erano riusciti a determinare che il “formaggio” era un alimento che si otteneva lasciando acidificare il latte e facendogli poi una serie di cose. Tuttavia, nessuno era mai riuscito a determinare quali fossero i microorganismi che causavano l’acidificazione, e di conseguenza, come sempre, Sandy tolse con estrema cautela la fetta di “formaggio” dalla sua carne e la depositò su un bordo del vassoio. In quanto al “panino”, non si trattava affatto di un vero panino. Tutti gli esperimenti fatti sulla nave per produrre qualcosa di commestibile da carboidrati macinati erano risultati infruttuosi. Alla fine i tecnici hakh’hli avevano optato per una semplice fetta di tubero, tagliata a forma di grossa pastiglia arrotondata e riscaldata. Il risultato non era del tutto sgradevole. Le “patatine fritte” non erano altro che lo stesso tubero, tagliato a fettine lunghe e sottili e cucinato nel grasso bollente, ma per Sandy erano sicuramente la parte migliore del pasto. Il “ketchup” e la “senape” non li metteva mai, perché a prescindere da come potessero essere gli originali terrestri, le loro imitazioni hakh’hli erano veramente disgustose.

Il “milkshake” invece era proprio scoraggiante. L’unica cosa certa era che fosse a base di latte di hoo’hik. Per il resto, era del tutto incomprensibile. Sfortunatamente, questa volta aveva più o meno lo stesso sapore del “formaggio”.

Sandy mandò giù il tutto a fatica, sperando di non sentirsi male in seguito. Non era previsto alcun periodo di intontimento dopo un pasto così leggero, e questo era un bene. Non appena ebbero finito, entrò Chin-Tekki-tho, il loro Tutore Primario. Dimostrando una certa audacia, Polly lo fermò prima che potesse rivolgersi alla coorte per fargli vedere la poesia di Sandy. Il tutore però non la rimproverò. Sembrava essere di ottimo umore, e infatti dopo aver letto la poesia fece i suoi complimenti a Sandy. — È un’ottima poesia, Lisandro. Soprattutto viste le difficoltà: è molto difficile scrivere una bella poesia in una brutta lingua. In ogni caso — aggiunse — non è questo il motivo per cui sono venuto a disturbare il vostro pasto serale. Non ho potuto essere con voi stamattina poiché sono molto occupato con la stesura dei piani finali. Entro breve dovrete apparire di fronte ai Grandi Anziani! — L’intera coorte venne percorsa da un brivido di eccitazione; non era certo da tutti avere la possibilità di vedere i Grandi Anziani! — Nel frattempo — continuò il tutore — vi ho portato degli “orologi”.

— Orologi? — ripeté Polly dubbiosa, ma intanto questi venivano già distribuiti. I membri della coorte esaminarono con curiosità gli strani oggetti metallici dotati di cinturini.

— Li dovete fissare sulle vostre braccia per misurare il tempo — spiegò il Tutore Primario. — A partire da questo momento, inizierete a misurare il tempo secondo i canoni dell’ora terrestre. La sezione ricerche mi ha appena informato del fatto che, secondo questi canoni, nel punto in cui atterrerete sono attualmente le quattro e ventitré “minuti” del giorno chiamato “mercoledì 12 luglio”. I vostri orologi sono stati regolati di conseguenza. — Si concesse una breve pausa mentre i componenti della coorte esaminavano i quadranti, quindi aggiunse con tono pacato: — Atterrerete sul pianeta Terra il giorno lunedì 24 luglio.

3

L’astronave hakh’hli è molto più grande di qualsiasi nave spaziale che i terrestri abbiano mai sognato di costruire; le sue dimensioni infatti sono di poco inferiori a quelle delle superpetroliere che solcavano i mari della Terra nel ventesimo secolo. La sua forma è quella di un tozzo cilindro, lungo 330 metri e largo 150, e il suo volume complessivo corrisponde a circa 50 milioni di metri cubi, due terzi dei quali sono occupati dai serbatoi di carburante e dai propulsori che la spingono attraverso lo spazio interstellare. La densità media della nave è di poco inferiore a quella dell’acqua, soprattutto perché la maggior parte del carburante in essa contenuta non è altro che idrogeno; se la nave venisse in qualche modo appoggiata delicatamente su un oceano terrestre, con ogni probabilità galleggerebbe. Gli abitanti della nave, 22.000 hakh’hli più Sandy Washington, hanno a disposizione poco più di 200 metri cubi di spazio a testa, contando non solo lo spazio riservato agli alloggi personali (che comunque sono quasi tutti dormitori comuni) ma anche quello riservato alla ricreazione e al lavoro. Duecento metri cubi a testa non sono molti. Fino a pochi dodigiorni prima, quando la nave si era avvicinata al Sole per cambiare la sua orbita, la situazione era anche peggiore. In quei giorni infatti gran parte dello spazio “inutilizzato” era stato lasciato surriscaldare, affinché il grande impianto di raffreddamento potesse mantenere il resto della nave a una temperatura accettabile. Ora gli hakh’hli sono molto felici di poter finalmente riutilizzare i settori della nave che erano stati chiusi in quell’occasione. In ogni caso, sulla grande astronave vi è comunque un certo affollamento, almeno rispetto agli standard terrestri. La cosa, però, non infastidisce in maniera particolare gli abitanti della nave, poiché nessuno di loro ha mai avuto modo di provare di persona quali possano essere gli standard di densità di popolazione terrestri.

Il giorno seguente, i componenti della Coorte Missione Terra vennero esentati dal loro turno di lavoro quotidiano; naturalmente, l’udienza con i Grandi Anziani aveva la priorità assoluta su qualsiasi altro compito. Ciò nonostante, ChinTekki-tho li sottopose tutti e sette a un lungo dodicesimo di giorno di interrogazioni e prove; era infatti impensabile che anche solo uno di loro dicesse o facesse qualcosa di sbagliato davanti ai Grandi Anziani.

Faceva ancora abbastanza caldo nella sala comune, ed erano tutti piuttosto irritabili per via del fatto che stavano cercando di adattarsi agli strani orari terrestri sui quali ChinTekki-tho aveva tanto insistito. Inoltre, la presenza di Obie li distraeva un po’ tutti quanti. Persino Lisandro riusciva a sentire l’odore nell’aria, segno che Obie stava ormai entrando nel suo periodo di fertilità; in più occasioni ChinTekki-tho fu costretto a richiamare le femmine del gruppo, che sembravano essere decisamente più interessate a Obie stesso che alle sue parole. — Dovete ascoltarmi con grande attenzione! — intimò loro il tutore. — Soprattutto tu, Lisandro!

Le “s” di ChinTekki-tho erano secche e precise come quelle di tutti i membri della coorte. Il loro Tutore Primario infatti era il più grande esperto di linguaggio e costumi terrestri presente sulla nave, ed era proprio questo il motivo per cui gli era stato affidato quel compito. Ciò nonostante, ChinTekki-tho non era sempre del tutto giusto e obiettivo.

— Ma io sto ascoltando — protestò Lisandro in tono risentito. — Non sono mica io quello che vuole fare sesso con Obie.

— Lo spero bene — ribatté seccamente ChinTekki. — Ma ora osservate attentamente! — Indicò una sezione di superficie terrestre sullo schermo. — Questo è il punto in cui atterrerete. È nella parte settentrionale del continente americano ed è facile da raggiungere dato che entrerete nell’atmosfera terrestre passando sopra il Polo nord.

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