Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]
- Автор: Бенфорд Грегори, Брин Дэвид
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0182-2
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]». Краткое содержание книги:
Una tavoletta per appunti comparve dal nulla. Il mastro meccanico sorrise mentre s'infilava un paio di bifocali ed esaminava la lista.
STIAMO CONTROLLANDO, SIGNORINA.
I RISULTATI PRELIMINARI SEMBRANO MOLTO BUONI.
LA CONDIZIONE DELL'INSIEME DEI SISTEMI È TORNATA NORMALE.
LE ROUTINES DI AUTOCORRELAZIONE ADESSO FUNZIONANO SULLA BASE DEL «DIMMELO TRE VOLTE» RILASCIATO DAL CONTROLLO QUINTUPLO RICHIESTO DURANTE L'EMERGENZA.
IL SERVIZIO MANUTENZIONE SOFTWARE RIFERISCE CHE I PROGRAMMI GIRANO SECONDO L'EFFICIENZA NORMALE O MIGLIORE.
ADESSO SEMBRA CHE CI SIANO PROBLEMI SERI IN UNA SOLA AREA.
Be'? Di che si tratta? chiese.
Il signor Riparatutto la fissò da sopra il bordo degli occhiali.
HO QUALCHE POESIA PER TE, VIRGINIA.
Per la sorpresa, la sua testa ebbe uno scatto. Le stesse esatte parole…
Qui stava succedendo qualcosa.
— Cosa c'è, Ginnie? — chiese Saul, percependo parte della sua preoccupazione attraverso il collegamento.
— Niente, probabilmente… — borbottò Virginia. Si concentrò, per inviare delle sonde lungo parecchi percorsi contemporaneamente, per scoprire da sola cosa c'era dietro a tutta quella storia.
Pareva così facile! Era forse un confronto che stava facendo con il precedente stato lesionato di JonVon? Oppure adesso le sembrava più facile che mai incrociare per quei canali, in mezzo a quei fiumi di dati? Era quasi come se potesse entrarvi con il pensiero vero e proprio, invece di usare le simulazioni che il computer forniva per mimare l'esperienza. I blocchi di memoria erano rappresentati da metafore: schede di catalogo, classificatori, scaffali di libri lunghi molti chilometri, e file di vecchi e rugosi narratori di storie…
Ecco. S'imbatté in una barriera. Qualcosa di custodito dietro un alto muro ed una porta sbarrata. Un blocco. Un grande accumulo di dati, nascosti, inaccessibili.
— Credo sia soltanto un pochino costipato — disse. Saul esplose in un'improvvisa risata abbaiante, ma s'interruppe con altrettanta prontezza quando avvertì la serietà della sua voce.
È grosso… Cos'è mai, che JonVon ha ammucchiato qui dentro?
Cercò d'introdursi in quell'ingorgo con leve metaforiche che in realtà erano subroutine matematiche abilmente elaborate.
Prova con una Trasformazione Kleinfeld… una mappatura ruotante… sì.
Una routine ricorrente si manifestò come una chiave che continuava a cambiare forma fino a quando non scivolò dentro la serratura, e girò. Un fiotto di luce sgorgò fuori.
Oh, che io sia una mangusta dal naso azzurro!
— Cinquecento terabyte di poesia — rantolò Virginia ad alta voce. — E la metà è contrassegnata con dati di priorità tripla-A!
— Poesia? Dati prioritari? — domandò Saul. — Non capisco.
— Neppure io. — Virginia tacque, poi: — Oh!
Stupita, si girò verso Saul e aprì gli occhi. Lui la guardò a sua volta.
— JonVon sapeva di star male! E così ha isolato parte di se stesso per mettere in salvo delle informazioni importanti per me. Ha usato una submemoria-cache che io già avevo doppiamente salvaguardato… le mie poesie!
Virginia risollevò lo sguardo mettendosi a fissare il soffitto. — Cinquecento terabyte… l'eccedenza si è riversata dentro qualunque cosa JonVon facesse. Non c'è da stupirsi che Carl continuasse a incappare in quelle che parevano poesie aleatorie, mentre faceva calcoli di routine.
La voce di Saul suonò confusa: — Ma… poesie!
Virginia annuì. — Vediamo cosa sono tutti questi urgenti scarabocchi.
Presentarci un campionario di poesie con priorità triplo-A, per favore chiese al signor Riparatutto.
La figura in tuta scrollò le spalle.
GRAZIE, SIGNORINA. COMINCIAVA AD ESSERE AFFOLLATO QUA DENTRO.
La figura svanì, e d'un tratto cominciarono a scorrere le parole:
Per Virginia era una delle più bizzarre versificazioni che avesse mai visto. Era come se la macchina avesse intrecciato la poesia con una specie di documento. Stava cominciando a preoccuparsi, pensando che questo potesse essere il segno di un'altra malattia ancora, rimasta fino a quel momento nascosta, ma poi sentì Saul che scoppiava sonoramente a ridere, battendo le mani.
— Ma certo! — esclamò Saul. — I dati urgenti sono stati mescolati alla poesia per proteggerli.
— Sìììì — annuì lei, afferrando subito quello che lui voleva dire. — Ma… ma cosa sono i dati? Cosa c'era di così importante da doverlo nascondere nella mia speciale memoria, per tenerlo al sicuro?
— Guarda i dati, cara. Soltanto sette anni fa. Questa roba è stata spedita da casa! E così, a occhio, pare siano molti volumi, biblioteche intere di questa roba!
Virginia si sentì confusa. — Carl non ha mai detto niente di tutto questo.
— Non lo sapeva. Era Ould-Harrad al comando, allora, e Carl era ancora nel colombario. Ould-Harrad deve averlo semplicemente ignorato. Già allora cominciava a voltarsi al mistico.
— Ma il Controllo Terrestre è stato così avaro di aiuti…
— Chi ha mai parlato del Controllo Terrestre? — Saul scoppiò in un'altra risata. — Ecco qua, scommetto che posso darci una scorsa e trovare la lettera di copertura.
— La lettera di copertura?
Ma Saul era già al lavoro. Trasmetteva gli ordini così in fretta, con tanta destrezza, che Virginia avvertì una strana contraddizione, una punta di gelosia per il fatto che qualcun altro fosse familiarizzato con il suo regno tanto quanto lei… ma questo si combinava con l'orgoglio che Saul avesse appreso così bene a farlo. Pagine singole, fascicoli, interi volumi guizzarono via davanti a loro in un vaglio automatico che tirava fuori i dati da risme e risme di poesie.
Alcune guizzanti strofe poetiche attirarono il suo sguardo. Non sono male pensò. JonVon ha migliorato, perfino quand'era malato. Se le trasmettessimo sulla Terra, qualcosa potrebbe anche venir pubblicato… ancora un altro test di Türing fallito.
— Ecco, ecco qui! — annunciò Saul. — È una lettera in forma video.
Vi fu una confusa macchia multicolore, e poi una nuova immagine tremolò davanti a loro. Virginia seppe subito che quella non era un'altra simulazione di JonVon. Quella era reale, una trasmissione registrata.
Una donna con i capelli tagliati corti sedeva a una consolle: indossava una pelletuta attillatissima. Il suo viso aveva quel gonfiore agli alti zigomi dovuto ad un lungo soggiorno a bassa gravità. Era abbigliata in modo strano, pennellate di colore simili a lampi le segnavano la fronte partendo dalle tempie secondo una moda che doveva essere stata corrente quand'era stato spedito il messaggio.