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Pianeta di caccia [Grass - it]

Электронная книга - «Pianeta di caccia [Grass - it]». Краткое содержание книги:

Marjorie Westriding Yrarier è stata inviata sul pianeta Grass per rispondere a un misterioso interrogativo: un contagio si sta spargendo fra le stelle, un’epidemia mortale che minaccia di distruggere la razza umana. Nessun pianeta ne è rimasto immune, tranne Grass. Perché?
Poco si conosce di Grass, se non che si tratta di un luogo idilliaco, dove la natura è assolutamente intatta e l’ambiente conserva un perfetto equilibrio. Interamente coperto dalle più strane varietà di vegetazione che si possano immaginare, il pianeta è un’autentica anomalia cosmica. Un gruppo di famiglie giunte secoli prima per colonizzarlo hanno edificato rapidamente una nuova società, ignorando la presenza aliena e creando un’aristocrazia che ruota attorno all’evento della Caccia. Con il passare delle generazioni, la vita su Grass e i vari usi e costumi sono sempre più sprofondati nel mistero e la Caccia, evento già ben noto sulla Terra, si è ora trasformato in uno strano rito, tremendo e inquietante. Già, perché qual è la vera natura e la vera funzione delle creature che partecipano alla Caccia, che cosa si nasconde dietro questo ciclico rituale e soprattutto... qual è la preda? Come ben presto intuisce Lady Westriding, su questo strano pianeta lontano milioni di chilometri vi sono più misteri di quanti se ne possano immaginare.

Nominato per i premi Hugo e Locus in 1990.
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— Dev’essere l’arma che il fragras ha usato contro le cavalcature — mormorò Taronce, massaggiandosi la spalla all’articolazione del braccio artificiale. — Ha mozzato loro le zampe e le teste, come fanno loro con noi. Come hanno fatto loro con me! — E guardò attorno, con imbarazzo: — Nascondi quell’arma, prima che qualcuno la veda.

— Cosa dice Lancel?

— È morto. Gerold è vivo perché non cavalcava.

— Ma com’è stato possibile tutto questo? — chiese Figor, gesticolando. — Al mio arrivo, gli Hippae stavano già attaccando Yrarier.

— Stamane gli Hippae erano già nel cortile ad aspettare. Semplicemente, hanno preso in groppa i cavalieri: Stavenger appena è arrivato, e anche bon Haunser.

— Io non sono stato convocato.

— Nessun altro Io è stato. Soltanto dodici cavalieri, più Stavenger e Jerril. E adesso sono tutti morti.

— E con loro sono morte quattro cavalcature — sussurrò Figor. — Devo nascondere quest’arma: non devono sapere che l’abbiamo.

— La useresti, vero?

— E tu?

— Credo proprio di sì. È così piccola, maneggevole, eppure potente. Si può tenere in tasca, senza che loro lo sappiano. E poi, se uno di loro aggredisce…

— Se l’aveva Yrarier, probabilmente è facile da ottenere. Forse si può comprare al Comune.

— Perché non lo abbiamo mai saputo?

— Perché loro ce lo hanno impedito. O forse, non abbiamo mai voluto saperlo.

Arrivati a Collina d’Opale, Persun e Sebastian lasciarono Rigo nel velivolo, privo di conoscenza, perché non potevano far nulla per lui, se non trasportarlo subito all’ospedale del Comune. Prima, però, fecero una cosa ancor più importante: chiamarono al dimmi il padre di Pollut e gli dissero che intendevano evacuare l’estancia.

— Cosa?! — rispose Hime Pollut. — Stai scherzando, Pers?

— Ascolta, papà. Rigo Yrarier ha ucciso almeno due Hippae. Senza dubbio alcuni bon sono morti dopo la nostra fuga, anche se non so precisamente quanti. Se ben ricordo, l’estancia Darenfeld fu incendiata dopo che qualcuno aveva ferito un Hippae, e tutta la popolazione del villaggio perì. Ebbene, i villici di Collina d’Opale e i servi della villa appartengono alla nostra gente, papà: sono gente del Comune.

— Quanti sono?

— Poco più di un centinaio. Puoi mandare Roald Few con alcuni aviocarri?

— La gente sarà pronta?

— Sebastian è già andato al villaggio. Se manderete aviocarri come quelli che si usano per il trasferimento al Comune in inverno, i villici potranno portare anche i loro animali: ne avranno bisogno.

Dopo un lungo silenzio, Hime domandò: — Porterete via anche gli stranieri?

— Certo. Sua Eccellenza, la sua segretaria e la sorella, il vecchio prete. Non c’è nessun altro.

— Dove sono la moglie, i figli, l’altro prete, e l’amante di Yrarier?

— Stamane Asmir Tanlig ha portato Eugenie al Comune. Gli altri non sono più qui, ma adesso non ho tempo di spiegarti tutto. — Lasciato il dimmi, Persun corse ad avvertire i servi, che erano tutti villici, e ne mandò alcuni ad informare padre Sandoval e le sorelle Chapelside. A tutti, lasciò soltanto un’ora di tempo per fare i bagagli. Anche così, la vita di Rigo era in pericolo. Tuttavia, la gente non poteva abbandonare ogni loro avere: in particolare, le donne avevano sempre bisogno di parecchie cose.

Pensando che ciò valesse anche per Marjorie, incaricò tre cameriere di farle i bagagli: — Prendete i suoi vestiti e i suoi effetti personali. — Poi pensò: E Stella? Sarà mai ritrovata? Quali sono le cose a cui teneva di più?

— Quanto tempo abbiamo, Persun? Cosa dobbiamo prendere, esattamente?

— Al diavolo! — ribatté Pollut, frustrato. — Fate voi: prendete un po’ di vestiti per Marjorie e per Stella, i loro gioielli, le cose di valore, e lasciate perdere il resto! — Quindi pensò: Forse è soltanto paranoia. Forse gli Hippae non assaliranno Collina d’Opale. Forse la gente è al sicuro. D’un tratto fu colto dal panico: O forse no! E tornò di corsa al dimmi.

— Roald Few sta arrivando con quattro aviotreni presi in prestito al cosmodromo — comunicò Hime. — È d’accordo con te sull’importanza di salvare il bestiame.

Allora non è soltanto la mia paura, pensò Persun, correndo allo studio per prendere quello che Marjorie poteva desiderar di conservare. O, se lo è, sono riuscito a diffonderla. Si soffermò ad osservare i pannelli che lui stesso aveva intagliato: in ognuno era raffigurata una gentildonna che passeggiava in un bosco, talvolta nascosta fra gli alberi, con il bel viso sempre un poco distolto, inafferrabile come un sogno. Accarezzando un pannello, pensò: Ho il tempo di staccarli e portarli via? Poi, di scatto, arretrò di un passo, esclamando: — Non c’è tempo!

Salvato tutto il possibile, Persun partì in aeromobile con Sebastian, per trasportare subito Rigo all’ospedale. Quindi accompagnò le sorelle Chapelside e padre Sandoval al vicino Albergo dell’Astroporto, dove trovò Asmir e gli chiese: — Dov’è Eugenie?

— Non so — rispose Asmir. — Non era con voi?

— Pensavo che fosse venuta al Comune, stamane.

— Mi ha detto di aver cambiato idea. Io sono venuto soltanto ad acquistare un po’ di provviste.

In breve, Persun interrogò padre Sandoval e le sorelle Chapelside: nessuno sapeva dove fosse Eugenie. Ansioso di sfruttare le restanti ore di luce, tornò subito a Collina d’Opale, dove alcuni aviotreni, atterrati presso il villaggio, stavano caricando persone, bestiame e masserizie. Poco dopo, quando arrivò un altro aviotreno, Persun vide Sebastian al posto di pilotaggio: — Non riesco a trovare Eugenie! — gli gridò.

— L’amante di Sua Eccellenza? Ma Asmir non l’aveva accompagnata al Comune?

— No, Eugenie aveva cambiato idea!

— Allora chiedi a Linea, la sua cameriera!

In breve, Persun trovò e interrogò la ragazza, la quale non sapeva nulla: — Non vedo Eugenie da stamattina presto. Sarà in casa, o forse in giardino.

Imprecando sottovoce, Persun corse a controllare, ma trovò soltanto le soffici tendine rosa aleggianti nel vento di primavera e un profumo di fiori sconosciuti: la casetta era deserta. Allora andò a cercare per i sentieri dei giardini, nella brezza mite, tra la fragranza inebriante delle erbe: — Eugenie! — gridò ripetutamente. Tanta confidenza gli sembrava sconveniente, ma tutti la chiamavano così, semplicemente. — Eugenie!

Con un ruggito di motori, gli aviotreni decollarono. Ritornato al villaggio, Persun vi trovò un gruppetto di persone, pochi maiali, qualche gallina, e una mucca solitaria che muggiva al cielo, mentre l’occhio caldo del sole ardeva all’orizzonte occidentale: — Gli aviotreni torneranno? — domandò ai villici rimasti.

— Cosa credi? Non vogliamo mica star qui da soli! — ribatté una vecchia. — Ma cosa è successo? Sembra che nessuno sappia niente. a parte il fatto che gli Hippae stanno per arrivare con l’intento di massacrarci nel sonno.

Senza rispondere, Persun corse via per un estremo tentativo. Perquisì la villa stanza per stanza, poi di nuovo la casetta, ma senza trovare Eugenie. Non pensò neppure a cercare nella cappella, perché al Comune la religione era scarsamente diffusa e le chiese non esistevano affatto.

Trasportando la vecchia villica e i suoi polli nelle stie, Persun ripartì in aeromobile e volò a bassa quota sui giardini di erba, sempre alla ricerca di Eugenie. Di nuovo la cercò al Comune, pensando che potesse essere salita a bordo di un aviotreno. Era già buio, quando disse a Sebastian, che era appena tornato dall’ultimo viaggio con l’aviotreno: — Devo tornare! Eugenie dev’essere ancora all’estancia!

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