Il pianeta del miraggio [Job: A Comedy of Justice - it]
- Автор: Хайнлайн Роберт Энсон
- Год: 1990
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 978-88-04-33638-9
- Переводчик: Riccardo Valla
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il pianeta del miraggio [Job: A Comedy of Justice - it]». Краткое содержание книги:
Nominato per il premio Nebula per il miglior romanzo in 1984.
Nominato per il premio Hugo per il miglior romanzo in 1985.
«Esodo, 22, 18.»
«Proprio quello. La parola ebraica che è tradotta con “strega” nella versione di re Giacomo, in realtà significa “avvelenatrice”. L’idea di togliere di mezzo le avvelenatrici non mi sembra del tutto sbagliata. Ma mi chiedo quante povere vecchie siano state uccise per un errore di traduzione.»
(Che fosse vero? Ma la versione di re Giacomo non era stata ispirata da Dio?)
«Allora, quella sera non siete andati al sabba. Cosa avete fatto?»
«Non quello che pensi; io e Israfail non siamo così intimi. Amici, sì, ma niente di più.»
«Israfail? Non è un angelo in Cielo?»
«No, quello è il suo padrino, il trombettiere. L’Israfail che hai visto tu è stonato come una campana. Però, mi ha pregato di dirti una cosa, la prima volta che ne avevo occasione: non è stupido come fingeva di essere nei panni di “Roderick Lyman Culverson III”.»
«Lieto di saperlo. Nel recitare la parte di un giovane insopportabile, ti assicuro che è stato perfetto. Non capivo come la figlia di Kate e di Jerry… o solo di Kate?… potesse andare in giro con un giovanotto come quello. Non Israfail, intendo dire, ma il personaggio che recitava.»
«Oh. Meglio chiarire anche questo. Kate, che rapporto di parentela c’è, tra noi due?»
«Penso che neppure il dottor Darwin riuscirebbe a trovare una relazione, cara. Ma io sono orgogliosa di te come se fossi veramente tua madre.»
«Grazie!»
«Ma siamo tutti parenti!» obiettai io «attraverso la comune derivazione da Eva. E dato che Kate, rughe e tutto il resto, è nata quando i figli di Israele vagavano nel deserto, ci sono solo ottanta generazioni tra Eva e Kate, che si riducono anche a meno se si considera il diluvio universale. Basta la tua data di nascita e qualche calcolo per accertare il grado di parentela tra voi.»
«Oh, ecco che ci risiamo. Sant’Alec, Kate discende da Eva, ma io no. Specie diverse. Io sono una diavolessa. Un’ifrit, se ti interessa saperlo con precisione.»
Fece di nuovo svanire i vestiti ed effettuò una trasformazione corporea. «Visto?»
«Ehi!» feci io. «Non eri al banco del portiere del Sans Souci Sheraton quando sono arrivato all’inferno?»
«Certo. E sono lieta che tu mi abbia notato nella mia forma autentica.» Riprese l’aspetto umano, oltre al piccolo bikini. «Ero laggiù perché ti conoscevo di vista. Jerry non ha voluto correre rischi.»
Kate si alzò. «Usciamo. Volevo fare un tuffo prima di cena.»
«Io devo sedurre sant’Alec.»
«Illusa. Continua in piscina.»
All’esterno regnava un incantevole pomeriggio texano, con le ombre già lunghe. «Kate, per favore, una risposta esatta. Siamo in inferno o nel Texas?»
«Tutt’e due le cose.»
«Ritiro la domanda.»
«Alec» rispose lei, nel vedere la mia irritazione «non scherzo. Per molti secoli Lucifero ha mantenuto dei pied-à-terre qua e là, in varie parti del mondo. In ciascuno di essi ha una sua personalità di copertura. Dopo l’Armageddon, quando suo fratello si è instaurato sul trono come re della terra per il millennio, Lucifero non è più stato in grado di raggiungerli. Ma alcuni di quei posti erano la sua casa, e perciò li ha presi e se li è portati qui. Capisci?»
«Sì, più o meno come una scimmia potrebbe capire i logaritmi.»
«Non capisco neanch’io il meccanismo di questi trasferimenti; sono operazioni al livello divino. Ma tutti i cambiamenti incontrati da te e da Marga durante la vostra persecuzione, secondo te, che profondità avevano? Pensi che si estendessero ogni volta all’intero pianeta?»
«Kate» dissi «non saprei dirlo. Ero troppo occupato a sopravvivere. Ogni cambiamento copriva l’intero pianeta Terra e circa un secolo della sua storia. Ho sempre controllato nelle biblioteche. Inoltre c’erano vasti cambiamenti culturali. Cambiava tutta la società.»
«Ogni cambiamento arrivava poco più in là della punta del tuo naso, Alec, e soltanto tu e Marga ve ne accorgevate. Tu non hai mai controllato la storia. Hai solo controllato libri di storia. Almeno, così ha sempre fatto Lucifero, quando ha organizzato lui questo genere di illusioni.»
«Uh… Kate, ti rendi conto quanto tempo ci vorrebbe per preparare un’intera enciclopedia falsa come quelle che consultavo io?»
«Alec, ti ho già detto che il tempo e lo spazio non sono mai un problema, a livello divino. È stato preparato tutto quel che serviva a ingannarvi. Ma niente di più. È il principio dell’economia nell’arte, che domina al livello divino. Io non sono in grado di fare queste cose, perché non ho natura divina, ma l’ho visto fare molte volte. Un abile Artista in forme e apparenze non fa più del minimo strettamente necessario per creare i suoi effetti.»
Rahab si sedette sul bordo della piscina e tuffò i piedi nell’acqua. «Siediti qui. Pensa al margine in dilatazione del “big bang”, dove lo spostamento verso il rosso indica che la velocità di espansione dell’universo è pari a quella della luce… cosa c’è dietro?»
Risposi, leggermente seccato: «Kate, la tua domanda ipotetica è priva di significato. Mi sono sempre tenuto aggiornato con i concetti astrofisici del tipo “big bang” e “universo in espansione” perché un predicatore deve conoscerli per poterli combattere. Le teorie di cui parli richiedono intervalli di tempo che hanno lunghezze impossibili… perché il mondo è stato creato circa seimila anni fa. Dico “circa” perché la data della creazione è difficile da calcolare, e anche perché non so in che anno siamo adesso. Ma è dell’ordine delle migliaia di anni, e non del miliardo che pretendono i fautori del big gang.»
«Alec… il tuo universo ha un’età di circa 23 miliardi di anni.»
Feci per ribattere, ma poi chiusi la bocca. Non è educazione rimbeccare la padrona di casa.
Kate aggiunse: «E il tuo universo è stato creato nel 4004 a.C.»
Fissai a lungo l’acqua della piscina. Sybil riemerse dal tuffo e ci schizzò tutt’e due.
«Allora, Alec?»
«Non so cosa dire.»
«Ma pensa con attenzione alle mie parole. Non ho detto che il mondo è stato creato 23 miliardi di anni fa; ho detto che la sua età è questa. L’universo è stato creato già vecchio. Creato con i fossili nelle rocce e i crateri nella luna: tutte cose che comprovano la sua età. Creato così da Yahweh, perché in quel momento l’idea gli piaceva. Uno dei vostri scienziati ha detto: “Non posso credere che Dio giochi a dadi con l’universo”. Sbagliato! Yahweh gioca a dadi con il suo universo, e per di più truccati… per ingannare le sue creature.»
«Ma perché mai dovrebbe fare una cosa simile?»
«Lucifero dice che lo fa perché è un Artista mediocre, del tipo che cambia sempre idea e continua a dipingere e poi a cancellare quello che ha dipinto. E perché gli piace fare scherzi sadici. Ma io non posso dare un giudizio: non sono al loro livello. E Lucifero è alquanto prevenuto, quando si tratta di suo fratello Yahweh. Te ne sarai accorto anche tu. Però, non ti sei accorto della vera meraviglia.»
«Non l’avrò vista.»
«No, credo che tu abbia taciuto per buona educazione. La meraviglia è che una vecchia sgualdrina ti venga a raccontare di cosmologia e di teologia e di escatologia e tutte quelle altre cose che terminano in -ologia e che hanno dentro le parole greche. Non è una meraviglia?»
«Be’, Rahab, ero talmente occupato a contarti le grinze, che non ti sono stato a sen…»
Questa battuta mi costò un tuffo involontario. Quando riemersi sputacchiando e fregandomi gli occhi per togliermi l’acqua, tutt’e due le donne ridevano a più non posso. Tornai a sedere sul bordo e chiesi: «Cosa stavamo dicendo?»
«Alec, leggere e scrivere è una cosa meravigliosa: tu forse non te ne sei mai accorto, perché ti hanno insegnato da bambino; ma quando facevo la meretrice nella terra di Canaan, quattro millenni or sono, io non ne ero capace. Quel poco che sapevo lo imparavo dai clienti, dai vicini, dai pettegolezzi che ascoltavo al mercato. Ma non erano sistemi con cui ci si potesse fare una cultura, e a quell’epoca anche i giudici e gli scribi erano piuttosto ignoranti.