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Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]

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Nel secondo capitolo della saga delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” una rossa cometa apparsa nel cielo dei Sette Regni sembra annunciare tremende sciagure. La lunga estate dell'abbondanza sta per finire, mentre quattro pretendenti, in aperta guerra gli uni contro gli altri, si contendono il Trono di Spade.
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«Ma tu naturalmente rifiuterai» disse ser Rodrik.

«Non abbiate alcun timore» li rassicurò il lord. «Re Robb non troverà servitore più fedele di Wyman Manderly. Tuttavia, detesto l’idea di vedere mio figlio languire a Harrenhal più a lungo del dovuto. È un posto lugubre, quello. Maledetto, dicono alcuni. Non che io sia il tipo da bersi storie simili, ma la trista fama rimane. Pensate solo a cos’è toccato in sorte a Janos Slynt. Innalzato a lord di Harrenhal dalla regina, e poco dopo abbattuto da suo fratello il Folletto. Si dice che l’abbiano spedito alla Barriera. Quello che mi auguro comunque è che un giusto scambio di prigionieri possa essere organizzato a breve. So che Wylis non vorrebbe passare il resto della guerra in una cella. Valoroso, quel mio figlio, e duro come un mastino.»

Quando l’udienza finalmente si concluse, Bran sentiva le spalle rigide per il troppo tempo trascorso seduto nella stessa posizione. Quella sera stessa, mentre era a cena, il suono di un corno annunciò l’arrivo di un altro ospite. Lady Donella Hornwood giunse senza cavalieri e senza scudieri: c’era soltanto lei, scortata da sei stanchi armigeri con il simbolo di una testa d’alce sulle impolverate livree arancione.

«Siamo desolati per quanto sei costretta a soffrire, mia signora» disse Bran quando la lady si presentò a lui per porgere i propri omaggi. Lord Hornwood era caduto nella battaglia della Forca Verde e il loro unico figlio era stato ucciso in combattimento al bosco dei Sussurri. «Grande Inverno non dimenticherà.»

«Lieto di sentirtelo dire, giovane principe.» Era una donna esile e pallida, ogni ruga del suo volto un solco scavato dalla sofferenza. «Mi sento molto stanca, mio lord. Se mi darai licenza di andare a riposare, te ne sarò grata.»

«Senz’alcun dubbio» intervenne ser Rodrik. «Ci sarà tempo domattina per parlare.»

La maggior parte della mattina seguente fu dedicata a discussioni su granaglie, verdure e carne salata. Ora che i maestri della Cittadella avevano proclamato l’arrivo del pruno autunno, gli uomini saggi mettevano da parte una porzione di ogni raccolto… Era l’ammontare di tale porzione a essere argomento di discussioni quanto mai accese. Lady Hornwood intendeva mettere in magazzino un quinto del raccolto. Seguendo il suggerimento di maestro Luwin, fu poi d’accordo nell’incrementare la quantità a un quarto.

«Il Bastardo di Bolton sta ammassando truppe a Forte Terrore» li avvertì la nobildonna. «Davvero mi auguro che intenda portarli a sud, andando a ingrossare le file dell’esercito di suo padre alle Torri Gemelle, ma quando ho mandato qualcuno a sondare le sue intenzioni, mi ha detto che nessun Bolton risponderà alle domande di una donna. Come se lui fosse di puro lignaggio e avesse il diritto di portare il nome della sua nobile Casa.»

«Per quanto ne so, lord Bolton non ha mai riconosciuto il ragazzo» disse ser Rodrik. «Lo confesso: io non lo conosco affatto.»

«Sono ben pochi a conoscerlo» ribatté lady Hornwood. «Ha vissuto con la madre fino a due anni fa, quando il giovane Domeric è morto lasciando Roose Bolton senza eredi. Fu a quel punto che lui portò il suo bastardo a Forte Terrore. Il ragazzo è un individuo che più sinistro non si può, e ha un servitore crudele quasi quanto lui. Reek, lo chiamano. Si dice che non si lavi mai. Vanno a caccia insieme, il Bastardo e questo Reek… e non a caccia di cervi. Mi sono giunte all’orecchio certe storie che stento a credere vere, perfino trattandosi di un Bolton. E adesso che il lord mio marito e il mio dolce figlio hanno entrambi raggiunto gli dei, il Bastardo guarda alle mie terre con cupidigia.»

Bran avrebbe voluto dare alla lady cento uomini per difendere le sue terre, ma ser Rodrik si limitò a dire: «Guardi pure quanto vuole, ma dovesse spingersi oltre andrebbe incontro a dure sanzioni, hai la mia promessa, mia lady. Sarai al sicuro, credimi… e forse, col tempo, quando il dolore che provi si sarà attenuato, potresti considerare prudente risposarti».

«Ho ormai superato i miei anni fertili, quale bellezza abbia avuto, si è dissipata…» Lady Hornwood fece un sorriso privo di calore. «Eppure gli uomini mi annusano attorno come mai hanno fatto quando ero in età nuziale.»

«Tu non vedi con favore questi pretendenti?» domandò ser Rodrik.

«Se sua maestà dovesse comandarlo, mi sposerò di nuovo» rispose la lady. «Ma Mors Crowfood è un bruto ubriacone, e più vecchio di mio padre. E per quanto riguarda il mio nobile cugino Manderly, il letto del mio defunto lord marito non è sufficientemente robusto per reggere il suo peso, e di certo io sono troppo piccola e fragile per giacere sotto di lui.»

Bran sapeva che gli uomini dormivano sopra le donne quando condividevano lo stesso letto. Immaginò che dormire sotto lord Manderly sarebbe stato come dormire sotto un cavallo schiantato. Ser Rodrik annuì alla vedova con fare indulgente. «Avrai di sicuro altri pretendenti, mia lady. Cercheremo di trovartene uno più consono al tuo gusto.»

«Forse, ser Rodrik, non sarà necessario cercare troppo lontano.»

Una volta che lady Hornwood si congedò, maestro Luwin non trattenne un sorriso: «Ser Rodrik, ritengo che tu non sia affatto indifferente alla nobile signora».

Ser Rodrik si schiarì la gola e apparve a disagio.

«Era molto triste» disse Bran.

«Triste e delicata» annuì ser Rodrik. «E anche attraente per una donna della sua età, pur con tutta la sua modestia. Tuttavia, rappresenta un pericolo per la pace del reame di tuo fratello.»

«Lei?» Bran era sbalordito.

«In assenza di un erede diretto» spiegò maestro Luwin «è certo che saranno in molti a bramare le terre degli Hornwood. I Tallhart, i Flint e i Karstark hanno tutti legami di parentela con la Casa Hornwood per linea femminile, e i Glover stanno allevando il figlio bastardo di lord Harys a Deepwood Motte. Forte Terrore non ha pretese, per quanto mi risulta, ma le terre degli Hornwood e dei Bolton confinano, e Roose Bolton non è uomo da lasciarsi sfuggire una simile occasione.»

Ser Rodrik si lisciò pensosamente i baffoni. «In questi casi, è compito del lord a cui ha giurato fedeltà trovarle un marito adeguato.»

«Ma perché non potresti essere tu quel marito adeguato?» domandò Bran. «Hai detto che è attraente, e tua figlia Beth avrebbe una madre.»

«Un pensiero gentile, mio principe.» L’anziano soldato gli pose una mano sul braccio. «Ma io sono soltanto un cavaliere, e troppo vecchio, per di più. Potrei tenere le sue terre per alcuni anni ma, alla mia morte, lady Hornwood si ritroverebbe nelle stesse difficoltà. E anche la situazione di Beth sarebbe pericolosa.»

«E allora, che sia il bastardo di lord Hornwood a diventare il suo erede» suggerì Bran, pensando al proprio fratellastro Jon.

«Qualcosa che farebbe piacere ai Glover» replicò ser Rodrik. «E forse anche allo spirito di lord Hornwood, ma non credo che lady Donella ne sarebbe troppo contenta. Il ragazzo non è del suo stesso sangue.»

«Cionondimeno, è un’eventualità da considerarsi» intervenne maestro Luwin. «Lady Donella ha superato i suoi anni fertili, è stata lei stessa a dirlo. Se non il bastardo, allora chi?»

«Posso essere scusato?» disse a questo punto Bran. Continuava a udire il cozzare di acciaio contro acciaio degli scudieri impegnati nell’addestramento alla spada, nel cortile del maniero.

«Come desideri, mio principe» concesse ser Rodrik. «Ti sei portato bene.»

Bran arrossì di soddisfazione. Essere il lord di Grande Inverno non era poi così noioso quanto aveva temuto. Lady Hornwood, poi, era stata molto più concisa di lord Manderly, e questo gli lasciava qualche ora di luce da passare con Estate. Cercava di stare un po’ di tempo con il suo meta-lupo ogni giorno, quando ser Rodrik e maestro Luwin lo permettevano.

Estate emerse dalle ombre che circondavano una delle grandi querce del parco degli dei nel momento stesso in cui Bran e Hodor arrivarono, quasi avesse presagito la loro venuta. Bran intravide anche una seconda sagoma scura scivolare nel sottobosco.

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