L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
Tuttavia, come se intorno a loro il terreno non si sollevasse, i Myrddraal avanzarono in linea, con i cavalli che muovevano all’unisono gli zoccoli senza sbagliare un passo. I Trolloc rotolavano intorno ai neri destrieri, ululando e artigliando il terreno che li sollevava, ma i Myrddraal avanzarono lentamente.
Moiraine sollevò il bastone e la terra rimase immobile; ma l’Aes Sedai non aveva terminato. Puntò il bastone contro l’avvallamento tra le colline e dal terreno sgorgarono fiamme, una fontana alta venti piedi. Moiraine spalancò le braccia e le fiamme corsero a sinistra a destra fin dove l’occhio arrivava, si allargarono in una muraglia che separava i Trolloc dagli esseri umani. Il calore costrinse Rand e ripararsi il viso, persino in cima alla collina. I destrieri dei Myrddraal, pur dotati di poteri, nitrirono e s’impennarono, rifiutando di ubbidire ai loro padroni, anche se i Myrddraal li frustavano per spingerli a passare tra le fiamme.
A un tratto Moiraine barcollò e sarebbe caduta, se Lan non fosse balzato da cavallo a sorreggerla. «Proseguite» disse agli altri il Custode. L’asprezza della voce contrastò con la gentilezza con cui sollevò l’Aes Sedai per metterla in sella. «Il fuoco non durerà per sempre. Presto! Ogni minuto è importante!»
La muraglia di fuoco ruggì come se dovesse davvero ardere per sempre, ma tutti si lanciarono al galoppo spingendo i cavalli al limite delle possibilità. In lontananza i corni mandarono squilli di delusione, come se già sapessero che cos’era avvenuto, poi tacquero.
In breve Lan e Moiraine raggiunsero gli altri, ma Lan reggeva per la briglia Aldieb e l’Aes Sedai si teneva aggrappata con tutt’e due le mani al pomo della sella. «Presto mi riprenderò» disse Moiraine, nel vedere l’espressione preoccupata degli altri. Pareva esausta, ma fiduciosa, e aveva lo sguardo autoritario di sempre. «Terra e Fuoco non sono il mio forte. Ma non c’è da preoccuparsi.»
Lei e Lan si misero di nuovo all’avanguardia, al piccolo trotto. Rand non credeva che Moiraine si sarebbe retta in sella, se fossero andati più svelti. Nynaeve si mise a fianco dell’Aes Sedai e l’aiutò a sorreggersi. Per un poco, mentre il gruppetto superava un’altura dopo l’altra, le due donne parlottarono, poi la Sapiente frugò nel mantello e porse a Moiraine un pacchetto. L’Aes Sedai l’aprì e inghiottì il contenuto. Nynaeve disse ancora qualcosa, poi restò un po’ più indietro con gli altri, senza badare alle loro occhiate di curiosità. Rand pensò che, nonostante la situazione, avesse una certa aria soddisfatta.
A dire il vero, non gli importava che cosa combinasse la Sapiente. Lisciava in continuazione l’elsa della spada e, quando se ne accorgeva, la guardava con stupore. Aveva scoperto che cosa sono le battaglie. Non ricordava molto, nessun particolare preciso. Ogni cosa si accavallava, nella sua mente, in una massa di facce irsute e di paura. Paura e calore. Si era sentito accaldato come in un mezzogiorno d’estate, durante lo scontro. Gli riusciva incomprensibile. Il vento freddo gli gelava goccioline di sudore sul viso e tutto il corpo.
Lanciò un’occhiata ai due amici. Mat usava l’orlo del mantello per asciugarsi il viso. Perrin fissava con una smorfia qualcosa in lontananza e pareva non accorgersi delle goccioline che gli luccicavano sulla fronte.
Le colline divennero più basse e il territorio cominciò ad appiattirsi; invece di procedere, Lan si fermò. Nynaeve si mosse per andare accanto a Moiraine, ma l’occhiata del Custode la bloccò. Lan e l’Aes Sedai si allontanarono di qualche passo e accostarono la testa; dai gesti di Moiraine fu chiaro che discutevano. Nynaeve e Thom li fissarono: la Sapiente corrugò la fronte, preoccupata; il menestrello borbottò sottovoce e si girò a fissare la strada appena percorsa. Ma tutti gli altri evitarono di guardare Lan e Moiraine. Chissà cosa poteva venir fuori da una discussione fra un’Aes Sedai e un Custode.
Dopo qualche minuto, Egwene si rivolse a bassa voce a Rand, con un’occhiata ai due ancora immersi nella discussione. «Quelle grida che avete lanciato contro i Trolloc» disse. Si fermò, come se non sapesse come continuare.
«Non andavano bene?» domandò Rand. Si sentì un po’ goffo: il grido di guerra andava bene per i Custodi; la gente dei Fiumi Gemelli non faceva cose del genere, qualsiasi cosa Moiraine avesse detto; ma se Egwene l’avesse preso in giro... «Mat avrà raccontato quella storia dieci volte.»
«E sempre malamente» commentò Thom. Mat brontolò di protesta.
«Comunque, la conosciamo tutti» continuò Rand. «E poi, dovevamo pur gridare qualcosa. Voglio dire, è quel che si fa in circostanze del genere. Avete udito Lan.»
«E ne abbiamo il diritto» aggiunse Perrin, pensieroso. «Moiraine dice che discendiamo tutti da quel popolo, i Manetheren. Loro hanno combattuto il Tenebroso, noi combattiamo il Tenebroso. Questo ce ne dà il diritto.»
Egwene sbuffò, come per mostrare che cosa ne pensasse, di quei diritti. «Non mi riferivo a questo. Cosa... cosa gridavi, Mat?»
Mat scrollò le spalle a disagio. «Non ricordo.» Li fissò, sulla difensiva. «Be’, davvero. Ho la testa annebbiata. Non so che grido era, né da dove veniva, né cosa significava.» Ridacchiò. «Non credo che abbia un significato.»
«Invece credo di sì» disse lentamente Egwene. «Quando hai gridato, per un momento, solo per un momento, ho creduto di capire. Ma ormai l’attimo è passato.» Sospirò e scosse la testa. «Forse hai ragione. È strano cosa ci si immagina in certe circostanze, vero?»
«Carai an Caldazar» disse Moiraine. Si girarono a guardarla. «Carai an Ellisande. Al Ellisande. Per l’onore dell’Aquila Rossa. Per l’onore della Rosa del Sole. La Rosa del Sole. L’antico grido di guerra di Manetheren del suo ultimo re. Eldrene era chiamata la Rosa del Sole.» Il sorriso di Moiraine fu rivolto a Egwene e a Mat insieme, anche se forse lo sguardo si era soffermato un po’ più a lungo su di lui. «Il sangue della stirpe di Arad è ancora forte, nei Fiumi Gemelli. L’antico sangue canta ancora.»
Mat e Egwene si guardarono, mentre tutti gli altri guardavano loro due. Egwene, con occhi sgranati, continuava a muovere le labbra in un sorriso che soffocava sempre sul nascere, come se non sapesse quale significato dare a questi discorsi sul sangue antico. Mat, a giudicare dal cipiglio, lo sapeva.
Rand era sicuro di sapere che cosa pensasse Mat in quel momento. La stessa cosa che pensava anche lui. Se Mat era un discendente degli antichi re di Manetheren, forse in realtà i Trolloc davano la caccia a lui e non a tutt’e tre. Arrossì, vergognandosi di quel pensiero; e quando notò la smorfia di colpevolezza sul viso di Perrin, capì che anche lui l’aveva avuto.
«Non mi pare d’averne sentito parlare» disse Thom, dopo un momento. Si scosse e divenne brusco. «In un’altra occasione potrei farne una storia, ma in questo momento... Vuoi fermarti qui per tutto il giorno, Aes Sedai?»
«No» rispose Moiraine, prendendo le redini.
Quasi a sottolineare la risposta, da meridione provenne il suono d’un corno Trolloc. Altri corni risposero, da levante e da ponente. I cavalli nitrirono e scartarono, innervositi.
«Hanno oltrepassato la barriera di fuoco» disse Lan, calmo. Si girò verso Moiraine. «Non hai le forze necessarie per quel che intendi fare, se prima non ti riposi. E lì Myrddraal e Trolloc non entreranno.»
Moiraine alzò la mano, come per zittirlo, poi sospirò e la lasciò ricadere. «E va bene» disse, irritata. «Hai ragione, penso; ma vorrei che ci fosse un’alternativa qualsiasi.» Tolse il bastone dal sottopancia della sella. «Stringetevi tutti intorno a me. Il più possibile. Ancora più vicino.»