L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
Senza girare la testa, Lan disse: «Ci sono Trolloc, qui intorno.» Arrivarono in cima all’altura e iniziarono la discesa. «Esploratori in avanscoperta, probabilmente» proseguì il Custode. «Se ci imbattiamo in loro, rimanete con me a tutti i costi e fate come faccio io. Non dobbiamo allontanarci dal percorso.»
Boschetti sparsi di sempreverdi offrivano l’unico vero riparo, ma Rand cercò di scrutare in tutte le direzioni nello stesso tempo: la sua immaginazione mutava in Trolloc i grigi tronchi intravisti con la coda dell’occhio. E i corni echeggiavano più vicino. Proprio alle loro spalle.
Arrivarono in cima a un’altra collina.
In basso, numerosi Trolloc, disposti in una lunga linea, iniziavano la salita del pendio; portavano pali con in cima un grande cappio o un grosso uncino. Al centro, proprio di fronte a Lan, cavalcava un Fade.
Il Myrddraal parve esitare, quando in cima alla collina vide comparire il gruppetto, ma l’istante successivo estrasse la spada dalla lunga lama nera che Rand ricordava con orrore e l’agitò in alto. La fila di Trolloc si lanciò alla carica.
Ancora prima che il Myrddraal si muovesse, Lan aveva in pugno la spada. «Seguitemi!» gridò, lanciando Mandarb al galoppo giù per il pendio. «Per le Sette Torri!»
Rand deglutì e spronò il grigio; senza rendersene conto, aveva già impugnato la spada di Tam. Contagiato dal grido di Lan, ne trovò uno per sé: «Manetheren! Manetheren!»
Perrin lo riprese: «Manetheren! Manetheren!»
Mat invece gridò: «Carai an Caldazar! Carai an Ellisande! Al Ellisande!»
Il Fade girò la testa verso i cavalieri che venivano alla carica. La spada nera rimase immobile in aria, mentre l’apertura del cappuccio girava qua e là, come se cercasse qualcuno in particolare.
Poi Lan fu addosso al Myrddraal, mentre gli altri si avventavano sui Trolloc. La lama del Custode incontrò l’acciaio nero proveniente dalle fucine di Thakan’dar, con il clangore d’una grande campana: il rintocco echeggiò nella valle e un lampo di luce azzurra riempì l’aria, simile a un fulmine diffuso.
Creature semi-umane dal busto d’animale sciamarono intorno ai cavalieri, agitando lacci e uncini. Evitavano soltanto Lan e il Myrddraal, che combattevano in uno spazio sgombro, scambiandosi colpo su colpo. L’aria lampeggiava e scrosciava.
Cloud roteò gli occhi e nitrì, impennandosi e scalciando con gli anteriori le creature zannute e ringhianti che lo circondavano. Corpi massicci si affollarono spalla a spalla intorno a lui. Spronando senza pietà, Rand spinse avanti il grigio e mulinò la spada senza badare alle tecniche insegnategli da Lan: vibrò fendenti come se spaccasse legna. Egwene! La cercò disperatamente, senza smettere di aprirsi un varco fra i corpi irsuti come fra gli arbusti del sottobosco.
La giumenta di Moiraine saltava e scartava al più lieve tocco delle redini; con viso duro come quello di Lan, l’Aes Sedai vibrò il bastone. Le fiamme avvolsero i Trolloc e divamparono con un ruggito, lasciando immobili sul terreno parecchie creature deformi. Nynaeve e Egwene galoppavano dietro Moiraine e mostravano i denti in un ringhio feroce quasi quanto quello dei Trolloc. Impugnavano il coltello. Quelle corte armi sarebbero state inutili, se un Trolloc si fosse avvicinato. Rand cercò di spingere Cloud nella loro direzione, ma il grigio non si attaccava più al morso. Nitriva, scalciava e andava avanti, per quanto Rand tirasse le redini.
Intorno alle tre donne si aprì uno spazio, perché i Trolloc cercavano di sottrarsi al bastone, ma Moiraine non dava tregua. Le fiamme ruggivano, i Trolloc ululavano di rabbia e di furia. Sopra ogni rumore risuonavano i rintocchi della spada di Lan contro quella del Myrddraal; intorno a loro l’aria mandava in continuazione lampi azzurrastri.
Un cappio volò contro la testa di Rand. Con un goffo fendente il ragazzo tagliò in due il palo e colpì il viso da capro del Trolloc. Da dietro, un uncino lo colpì alla spalla e s’impigliò nel mantello, strattonandolo. Freneticamente, rischiando di lasciar cadere la spada, Rand si afferrò al pomo della sella per restare in arcione. Cloud scartò, nitrendo. Rand si aggrappò disperatamente alle redini e alla sella; si sentì scivolare, un dito alla volta, tirato dall’uncino. Cloud girò in tondo; per un istante Rand vide che Perrin, sbilenco sulla sella, cercava di liberare l’ascia da tre Trolloc: l’avevano afferrato per il braccio e per le gambe. Cloud si lanciò avanti e solo Trolloc riempirono gli occhi di Rand.
Uno gli afferrò la gamba, strappandogli il piede dalla staffa. Rand lasciò la presa per colpirlo di punta. All’istante l’uncino lo tirò sui quarti posteriori del cavallo; solo la stretta sulle redini gli impedì di cadere a terra. Cloud s’impennò e nitrì. In quell’attimo Rand sentì cessare la trazione. Il Trolloc che l’aveva afferrato per la gamba alzò le mani e urlò. Tutti i Trolloc urlarono, un ululato come se tutti i cani del mondo fossero impazziti.
Da ogni parte i Trolloc caddero al suolo: si contorcevano, si strappavano i capelli, si artigliavano il muso. Dal primo all’ultimo, mordevano il terreno, azzannavano l’aria, ululavano, ululavano, ululavano.
Allora Rand vide il Myrddraaclass="underline" ancora ritto sulla sella del cavallo che si agitava all’impazzata, ancora con la spada mulinante... ma privo di testa.
«Non morirà fino al calar della notte» gridò Thom, per superare le urla incessanti. «Non del tutto. Così dicono.»
«Correte!» gridò Lan rabbiosamente. Aveva già radunato Moiraine e le altre due donne e le aveva spinte quasi a metà del pendio. «Ce ne sono altri!» E infatti i corni lanciarono di nuovo il loro lamento funebre che superò le urla dei Trolloc distesi a terra, da levante e da ponente e da meridione.
Tanto per cambiare, Mat era stato l’unico a essere disarcionato. Rand gli si avvicinò, ma con un brivido Mat gettò lontano un cappio, raccolse l’arco e risalì in sella senza farsi aiutare, anche se si massaggiava la gola.
I corni latravano come segugi che avessero fiutato l’usta di un cervo. Segugi sempre più vicini. Se prima Lan aveva imposto un’andatura sostenuta, ora la raddoppiò, finché i cavalli si arrampicavano più velocemente di quanto non scendessero prima e poi si lanciavano quasi a capofitto lungo il pendio successivo. Ma i corni continuavano a farsi più vicini, tanto che nei momenti di pausa si udivano le grida gutturali degli inseguitori. Alla fine i fuggitivi raggiunsero la cima di una collina proprio mentre i Trolloc comparivano su quella appena lasciata. La cima si annerì di Trolloc dal muso deforme che ululavano in continuazione. E in prima fila c’erano tre Myrddraal.
Il cuore di Rand si rattrappì come un grappolo appassito. Tre!
Le spade dei tre Myrddraal si alzarono come una sola; i Trolloc ribollirono giù per il pendio, lanciando rauche grida di trionfo e agitando i pali muniti di cappio,
Moiraine scese da cavallo. Con calma trasse di tasca un involto e lo scartò. Per un attimo Rand scorse avorio scuro. L’angreal. Con l’angreal in una mano e il bastone nell’altra, l’Aes Sedai si eresse, fronteggiando i Trolloc e le spade nere dei Myrddraal; sollevò in alto il bastone e con forza lo conficcò nel terreno.
La terra risuonò come caldaia di ferro percossa da un mazzuolo. Il sordo clangore diminuì, svanì. Per un istante regnò il silenzio. Il vento morì. Le grida dei Trolloc cessarono; anche la loro carica rallentò, si fermò. Ogni cosa rimase come in attesa. Piano piano il clangore sordo tornò, si mutò in un rombo basso, crebbe fino a far gemere la terra.
Sotto gli zoccoli di Cloud il terreno tremò. Il tremito divenne una scossa che fece vibrare gli alberi circostanti. Cloud inciampò e quasi cadde. Perfino Mandarb e Aldieb barcollarono e chi era in sella fu costretto ad afferrarsi alle redini e alla criniera per non cadere.
L’Aes Sedai era sempre immobile, stringendo l’angreal e il bastone conficcato nel terreno; né lei né il bastone si mossero di un dito, per quanto la terra tremasse. Il terreno s’increspò a partire dal bastone; le increspature, simili a onde di lago, si mossero verso i Trolloc e si alzarono, abbattendo vecchi arbusti e scagliando in aria foglie secche; divennero ondate di terra, rotolarono verso i Trolloc. Nella valle gli alberi si piegarono come verghe in mano a bambini. Sul pendio opposto i Trolloc caddero a mucchi, ruzzolando sul terreno infuriato.