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La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]

Электронная книга - «La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]». Краткое содержание книги:

2047: l’America soffre le conseguenze di un attacco nucleare portato a termine in maniera insospettabile da esecutori di nazioni diverse. Da quasi sessant’anni la più grande potenza mondiale è regredita a un’economia di pura sussistenza, e le comunità vivono un’esistenza separata, ristretta ognuna ai propri confini. Lo stato subisce una quarantena mantenuta con ferrea disciplina dalle squadre di sorveglianza militare giapponese e avallata dalle Nazioni Unite.
È in questo scenario apocalittico che si svolge la vicenda di Henry Fletcher, un giovane della comunità californiana di San Onofre, che per il suo sostentamento dipende interamente dalla pesca e dai raduni di baratto che si svolgono periodicamente nella valle. Dopo l’arrivo di alcuni viaggiatori di San Diego che hanno osato sfidare la vigilanza dei guardiani giapponesi. Henry viene gradualmente a conoscenza del nuovo mondo e delle sue insidie. La sua guida spirituale è Tom, l’uomo più anziano della valle, sopravvissuto alla catastrofe tristemente nota come II Giorno.
La scoperta di un mondo da cui gli americani vengono ingiustamente esclusi, il contatto con gli “stranieri” che vivono a pochi chilometri di distanza, le testimonianze di chi è riuscito a sfuggire alla prigionia in patria trascinano il giovane in un’avventura che segna la fine dell’adolescenza e la transizione verso la maturità, a cui si accompagna la speranza della redenzione per il popolo americano.
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«Sta male davvero, eh?» disse Mando.

«Tuo padre dice che è polmonite» rispose Kathryn.

«Allora son contento che sia qui. Siediti, Henry. Sembri sfinito.»

«Esausto.»

Mando ci portò due bicchieri d’acqua. Era sempre un padrone di casa coscienzioso. Mentre Lui e Kristen non guardavano, Kathryn e io ci scambiammo un sorriso, nel vedere come si dava da fare. Ma fu un sorriso brevissimo: eravamo tristi davvero. Mando continuò a chiacchierare con Kristen e le mostrò alcuni disegni di animali.

«Hai visto davvero quell’orso, Armando?»

«Sì, certo… Del può confermarlo, era con me.»

Con la testa Kathryn indicò la porta. «Vieni fuori» mi disse.

Ci sedemmo sopra la panca ricavata da un tronco, nell’orto dei Costa. Kathryn emise un sospiro. Restammo seduti a lungo, senza parlare.

Mando e Kristen vennero fuori. «Papà dice di cercare Steve e di farlo venire qui a leggere un po’ di quel libro» disse Mando. «A Tom piacerebbe.»

«Sembra una buona idea» disse Kathryn.

«Sarà a casa» dissi. «O in fondo alla scogliera, accanto alla casa, sapete il posto.»

«Sì, proveremo a cercarlo lì.» Si avviarono lungo il sentiero, mano nella mano. Li guardammo finché non scomparvero, poi restammo a sedere in silenzio.

D’un tratto Kathryn diede una manata a una mosca. «È troppo vecchio, per questo» disse.

«Be’, è già stato malato.» Ma sapevo anch’io che stavolta era diverso.

Kathryn non rispose. I ciuffi ribelli si sollevavano e ricadevano nel vento pungente che soffiava dal mare. Sotto le nubi sempre più grosse, la foresta della valle splendeva di verde vivo. Tutta quella vita…

«Penso sempre che non abbia età» dissi. «Vecchio, ma… ecco, sempre uguale.»

«Capisco.»

«Ho paura, quando si ammala così!»

«Lo so.»

«Alla sua età. Insomma, è molto anziano.»

«Più di cento anni.» Kathryn scosse la testa. «Incredibile.»

«Mi chiedo perché invecchiamo. A volte mi sembra… innaturale.»

Intuii, più che vedere, la scrollata di spalle. «È la vita.»

Non era una gran risposta, per conto mio. Più profonda la domanda, più superficiale la risposta… fino al punto che le domande più profonde di tutte non ne avevano nessuna. Perché le cose sono così come sono, Kath? Un sospiro, braccia sfiorate, ricci svolazzanti sul viso, il vento, le nuvole in alto. Quale altra risposta, oltre questa? Mi sentivo soffocato, come se l’oceano o le nuvole mi riempissero fino a scoppiare. Un ciuffo di capelli di Kathryn mi rotolò su e giù per il naso; lo guardai con rabbia, notai ogni piega e ogni arricciamento, ogni filo rosso nel castano, come mezzo per controllarmi… per agguantare con i sensi il mondo, per tenerlo stretto a me e non lasciarlo scivolare via.

Passò il tempo. (È sempre il tempo, che ci manca.) Kathryn disse: «Steve è così teso, ultimamente, che rischia di spezzarsi. Come una corda d’arco da dieci chili in un arco da sessanta. Litiga in continuazione con suo padre. E tutte quelle stronzate sulla resistenza. Se non gli do sempre ragione, litiga anche con me. Comincio a essere stufa.»

Non seppi che cosa dire.

«Perché non gli parli tu, Henry? Non riesci a trovare un modo per scoraggiarlo, su questa faccenda della resistenza?»

«Da quando sono tornato, non mi permette più di discutere con lui.»

«Già. Me ne sono accorta. Ma ci sarà un modo. Anche tu sei favorevole alla resistenza, però capisci che non è il caso di dare i numeri per l’entusiasmo.»

Annuii.

«Un modo che non comporti discussioni. Tu sei bravo con le parole, Henry, potresti trovare un sistema per smorzare il suo entusiasmo.»

«Può darsi.» “E il mio, di entusiasmo?” avrei voluto replicare; ma, guardandola, mi mancò il coraggio. E poi, non avevo anch’io i miei dubbi?

«Per favore, Henry.» Mi posò la mano sul braccio. «Questa storia ci rende solo infelici, lui e me. Se sapessi che ti adoperi per calmarlo, mi sentirei meglio.»

«Oh, Kath, non so!» Ma lei mi strinse il braccio. Aveva gli occhi umidi. Questa era Kathryn, la ragazza che mi aveva comandato a bacchetta: ora mi chiedeva aiuto, da amica. Sotto il tocco della sua mano, mi sentii collegato a tutto il mondo che si precipitava su di noi, freddo e bellissimo. «Gli parlerò» continuai. «Farò del mio meglio.»

«Grazie, Henry, grazie. Steve ascolta più te di ogni altro, qualsiasi cosa tu dica.»

Rimasi sorpreso. «Credevo che ascoltasse te.»

Lei mise il broncio, ritrasse la mano. «Non andiamo d’accordo come una volta, te l’ho detto. A causa di questa storia.»

«Ah!» E le avevo assicurato il mio aiuto nella faccenda (l’avrei aiutata sempre, se me l’avesse chiesto), proprio quando in ogni momento libero cospiravo con Steve per condurre quelli di San Diego nell’Orange County! Nel pensare a quel che avevo combinato, mi venne la nausea. Il senso di comunanza con la foresta, le nuvole, il profumo del mare, la voce degli alberi, svanì di colpo; quasi dissi a Kathryn che non potevo farlo, che ero in combutta con Steve. Ma rimasi zitto. Sentivo un nodo dentro di me, alla bocca dello stomaco.

Steve comparve sul sentiero in basso, seguito da Mando, Kristen e Gabby; in una mano reggeva il libro e agitò l’altra a salutarci. Mando e Kristen andavano a passo svelto, per stargli alle calcagna.

«Ehilà!» gridò Steve allegramente. «Ehi lassù!»

Ci alzammo e lo aspettammo sulla soglia.

«Così Doc l’ha portato qui, eh?» disse Steve.

«Pensa che abbia la polmonite» spiegò Kathryn.

Steve trasalì. Sotto i capelli neri e folti, la fronte mostrava una ruga di preoccupazione. «Andiamo a tenergli compagnia, allora.»

Dentro casa, il nodo allo stomaco cominciò a sciogliersi. Quando Steve e Tom fecero la solita scena, risi anch’io insieme con gli altri.

«Cosa ci fai in ospedale, vecchio pelandrone? Hai già morsicato le infermiere?»

«Solo perché non allunghino troppo la mano quando mi lavano» disse Tom, con un debole sorriso.

«Certo, certo. E il cibo è orribile? E il… come lo chiami… Il pappagallo, va bene?»

«Attento, ragazzo, che te ne rovescio uno sulla testa. Pappagallo, proprio…»

Quando terminarono di rimbeccarsi, Steve aveva messo Tom a sedere sul letto, contro i bidoni. Ci radunammo nella stanza ospedale, seduti sull’altro letto o per terra; ridevamo come se fossimo alla festa intorno al falò di Tom. Steve riusciva a tirarci su di morale. Perfino Kathryn rideva. Solo Doc era rimasto serio, lo sguardo fisso su Tom. Lì era responsabile del vecchio e già mostrava i segni della tensione. Non credo che a Doc piacesse essere il nostro medico. Avrebbe preferito dedicarsi all’orto, se avesse potuto fare a modo suo. Ma era consuetudine che si occupasse lui dei malati; anche se aveva addestrato Kathryn perché lo aiutasse, anche se giurava che lei ne sapeva ormai quanto lui, Doc era il solo a cui si affidavano gli ammalati, nella valle. L’unico che avesse la conoscenza dei vecchi tempi. Era il suo lavoro. Ma non gli piaceva, neppure nei casi più semplici; e ora, costretto a curare il suo migliore amico, l’unico altro sopravvissuto dei dintorni, Doc sembrava davvero preoccupato.

Mando andava matto per Un americano intorno al mondo, anche più di Steve: cominciò a protestare perché ancora la lettura non iniziava. Steve sedette sul letto, ai piedi di Tom; Kathryn per terra, accanto alle gambe di Steve, dove lui poteva accarezzarle i capelli mentre leggeva. Gabby, Doc e io ci accomodammo sulle sedie prese in cucina; Mando e Kristen occuparono il letto vuoto, tenendosi di nuovo per mano.

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