Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Pianeta di caccia [Grass - it]
Pianeta di caccia [Grass - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Pianeta di caccia [Grass - it]

Электронная книга - «Pianeta di caccia [Grass - it]». Краткое содержание книги:

Marjorie Westriding Yrarier è stata inviata sul pianeta Grass per rispondere a un misterioso interrogativo: un contagio si sta spargendo fra le stelle, un’epidemia mortale che minaccia di distruggere la razza umana. Nessun pianeta ne è rimasto immune, tranne Grass. Perché?
Poco si conosce di Grass, se non che si tratta di un luogo idilliaco, dove la natura è assolutamente intatta e l’ambiente conserva un perfetto equilibrio. Interamente coperto dalle più strane varietà di vegetazione che si possano immaginare, il pianeta è un’autentica anomalia cosmica. Un gruppo di famiglie giunte secoli prima per colonizzarlo hanno edificato rapidamente una nuova società, ignorando la presenza aliena e creando un’aristocrazia che ruota attorno all’evento della Caccia. Con il passare delle generazioni, la vita su Grass e i vari usi e costumi sono sempre più sprofondati nel mistero e la Caccia, evento già ben noto sulla Terra, si è ora trasformato in uno strano rito, tremendo e inquietante. Già, perché qual è la vera natura e la vera funzione delle creature che partecipano alla Caccia, che cosa si nasconde dietro questo ciclico rituale e soprattutto... qual è la preda? Come ben presto intuisce Lady Westriding, su questo strano pianeta lontano milioni di chilometri vi sono più misteri di quanti se ne possano immaginare.

Nominato per i premi Hugo e Locus in 1990.
1 ... 62 63 64 65 66 67 68 69 70 ... 131
Перейти на страницу:

Sylvan era già balzato in piedi e corso fuori.

Alle prime luci del giorno, Sebastian Mechanic si recò a Collina d’Opale, dove trovò Marjorie già intenta a far colazione. In risposta alla sua domanda, indicò una direzione, seppur con riluttanza, poi le sconsigliò di addentrarsi da sola nella prateria.

Quantunque sembrasse molto stanca e nervosa, molto magra, forse addirittura malata, Marjorie fu ragionevole: ammise che in effetti sarebbe stata una sciocchezza allontanarsi dall’estancia, quindi chiese a Sebastian come stesse la sua famiglia e cominciò a conversare del più e del meno, con pazienza e fascino disarmanti.

Quando Sebastian, convinto che ella avesse chiesto informazioni per pura curiosità, fu tornato al suo lavoro, Marjorie si recò alle stalle, sellò Don Chisciotte, e lasciò un messaggio ad uno stalliere, benché non intendesse rivelare a nessuno la propria meta: — Se non tornerò entro il crepuscolo, dite a mio marito, o a mio figlio, di venire a cercarmi con l’aeromobile. Non dovrebbe essere difficile trovarmi, perché ho con me un radiosegnale. — Sarebbe bastato un urto violento, come una caduta da cavallo o una percossa, per attivare il radiosegnale applicato a una gamba di Marjorie, sotto i pantaloni.

Spiegandone la funzione, ella mostrò allo stalliere gli strumenti di cui si era fornita: un coltello laser per aprirsi la via fra le erbe, se necessario, e un registratore di rotta da cartografo, che poteva servire anche da radiogoniometro. Voleva far capire di essere consapevole del rischio, nonché del tutto intenzionata a tornare. Ad ogni modo, se le fosse accaduto qualcosa, tutti i problemi si sarebbero risolti: quello di Rigo, quello di Stella, e anche il suo. Risolutamente, non pensò a Tony.

Per sfogare una strana agitazione, Don Chisciotte scalpitava, coi muscoli guizzanti. A lungo Marjorie lo accarezzò e gli parlò, cercando di capire la causa del suo turbamento. Dal modo in cui si strusciava a lei, ebbe l’impressione che desiderasse conforto e aiuto. Quando ella montò in sella, tuttavia, lo stallone partì al trotto nella prateria come per una normalissima cavalcata: sì fidava così tanto di lei, da essere disposto a compiere qualcosa che ripugnava alla sua stessa natura, anche a rischio della vita.

Dopo aver percorso un breve tragitto, Marjorie continuò a sentire il tremito nervoso di Don Chisciotte e arrossì, vergognandosi di approfittare tanto di lui. Nell’accarezzarlo, mormorò: — Padre James dice che Dio ci ha creati come se fossimo microrganismi, per servirsi di noi, ma io credo che i microrganismi si possano amare a vicenda, o essere amici di altri tipi di microrganismi. Non ti farò correre alcun perìcolo, amico mio. — Poi pensò: E io? Metterò a repentaglio la mia vita? Il suicidio è proibito, ma i martiri conquistano la gloria. Se morirò, Dio se ne accorgerà? Secondo quello che ha detto padre James, Egli probabilmente non sa quale dei Suoi microrganismi è impegnato a compiere la Sua opera. Agli occhi di Dio, io non ho nome, né individualità. Se morissi, Egli non lo saprebbe neppure. Ma se anche lo sapesse, che importanza avrebbe? E quando mi ha creata, ha forse provveduto anche per la salvezza della mia anima? Ammesso e non concesso che i microrganismi abbiano l’anima.

Non se la sentiva di andare di proposito incontro alla morte, proprio perché secondo l’educazione che aveva ricevuto, il suicidio era peccato; però poteva correre un rischio calcolato. Se fosse rimasta uccisa, sarebbe stato un evento indipendente dalla sua volontà, e Don Chisciotte sarebbe sopravvissuto. È rapido come il vento, Don Chisciotte: senza me in groppa, saprebbe sfuggire al demonio in persona, pensò Marjorie, prima di sforzarsi di liberare la mente dall’angoscia.

Se lei non fosse tornata, Rigo avrebbe detto: — Quella stupida, sciocca donna! Non mi ha mai amato come meritavo! — Eppure Marjorie lo amava, o desiderava amarlo, come desiderava amare Stella. Era un desiderio doloroso, spossante. Sulla Terra non aveva mai neppure incontrato Eugenie, né la precedente amante di Rigo. E Stella, dedita agli svaghi e alle amicizie, aveva trascorso parecchio tempo fuori casa. Ma lì, su Grass, vivendo ogni giorno a stretto contatto con entrambe, Marjorie era tormentata dalle loro frustrazioni e non riusciva a reagire: diventava sempre più debole e più irresoluta, non riusciva a dormire, sentiva sempre una minaccia di morte alle proprie spalle. Negli ultimi tempi aveva perduto persino la speranza: rammentava a stento, ormai, il fanciullesco ottimismo con cui per tutta la vita aveva superato le continue delusioni.

Oltre il prato per l’allenamento dei cavalli, che distava poco dalla villa, ma era così isolato da sembrare remoto, Marjorie varcò per la prima volta i confini di Collina d’Opale e, con una vaga tristezza, guardando fisso innanzi, si lasciò alle spalle i giardini d’erba per addentrarsi sempre più nelle praterie selvagge del pianeta, dove le persone, i loro veicoli e i loro animali erano considerati intrusi.

D’improvviso si udì un ululato.

Scosso da un tremito, Don Chisciotte rizzò le orecchie e s’immobilizzò. Col fiato sospeso, Marjorie rammentò Janetta bon Maukerden e si rese conto, con vergogna e terrore, che gli Hippae, se l’avessero trovata, avrebbero potuto farle ben altro che ucciderla: a questo non aveva pensato, pur essendo pronta ad accettare la morte.

Abbandonato il tortuoso sentiero di erba corta che aveva seguito fino a quel momento, si addentrò fra le erbe alte, smontò di sella e nascose le tracce del passaggio di Don Chisciotte, agendo con lentezza e determinazione per padroneggiare la paura. La creatura che ha ululato, pensò, non può fiutarmi perché sono sottovento. Però qualche altra potrebbe. Sopraffatta dalla consapevolezza della propria temerarietà, tornò indietro fra le erbe alte, orientandosi col registratore di rotta.

Poco più tardi, l’ululato si ripeté, più vicino, dalla direzione di Collina d’Opale.

Dopo una breve sosta, Don Chisciotte tornò con calma sulle proprie tracce. Marjorie fece di tutto per guidarlo di nuovo verso l’ambasciata, ma fu ignorata. Dopo un momento di panico si calmò, lasciandolo fare: Dunque sa qualcosa che io ignoro. Ha fiutato, ha sentito, qualcosa che io non posso percepire. Rimase immobile, nel vano tentativo di ricordare un atto di contrizione che sapeva a memoria da quando era bambina. D’altronde, non poteva certo pentirsi sinceramente per aver offeso Dio, visto che, a quanto ne sapeva, stava proprio eseguendo il Suo volere!

Sempre al passo, senza fretta ma all’erta, con le orecchie ritte come se qualcuno sussurrasse il suo nome, Don Chisciotte valicò alture e costeggiò versanti; poi rallentò, nell’udire vari rumori dinanzi a sé; infine si fermò e si coricò su un fianco, senza attendere alcun segnale. Quando Marjorie sfilò la gamba da sotto il suo corpo e si alzò, lo stallone, sempre all’erta, la scrutò.

— Bene — bisbigliò Marjorie, guardandolo a sua volta. — E adesso cosa succede?

In silenzio, tutto tremante, Don Chisciotte sferzò la coda come per scacciare insetti molesti: pericolo, tutt’intorno.

Anche Marjorie percepiva il pericolo, con tutti i sensi. Consultando il registratore di rotta, constatò di aver seguito la direzione indicatale da Sebastian. Poi Don Chisciotte guardò attorno per individuare la sorgente di un suono ripetitivo, diverso dal rombo della notte precedente, più debole, simile a un coro che alternava ritmicamente gemiti e grida. Con la pelle contratta come per un tremendo prurito, lo stallone dilatò le narici, mentre il vento rendeva più limpido quel suono strano e recava un profumo del tutto alieno, non attraente né repellente.

In pochi istanti, Marjorie coprì Don Chisciotte con bracciate d’erba falciate a colpi di coltello laser, sia per nasconderlo, sia nella speranza di celarne l’odore; quindi strisciò bocconi nell’erba alta in direzione dei suoni. Raggiunto un crinale, rimase immobile a scrutare fra gli steli, verso il profumo recato dal vento. Respirò a pieni polmoni e balzò verso il cielo, ricadde a schiantarsi al suolo, sentì il braccio schiacciarsi sotto il mento fino a diventare sottile come un foglio di carta, ebbe la testa fracassata ma senza provare dolore, mentre il suo corpo svaniva. Invano cercò di muovere un dito.

1 ... 62 63 64 65 66 67 68 69 70 ... 131
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)