Pianeta di caccia [Grass - it]
- Автор: Tepper Sheri S.
- Серия: Arbai (it) #1
- Год: 1991
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0220-9
- Переводчик: Alessandro Zabini
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Pianeta di caccia [Grass - it]». Краткое содержание книги:
Poco si conosce di Grass, se non che si tratta di un luogo idilliaco, dove la natura è assolutamente intatta e l’ambiente conserva un perfetto equilibrio. Interamente coperto dalle più strane varietà di vegetazione che si possano immaginare, il pianeta è un’autentica anomalia cosmica. Un gruppo di famiglie giunte secoli prima per colonizzarlo hanno edificato rapidamente una nuova società, ignorando la presenza aliena e creando un’aristocrazia che ruota attorno all’evento della Caccia. Con il passare delle generazioni, la vita su Grass e i vari usi e costumi sono sempre più sprofondati nel mistero e la Caccia, evento già ben noto sulla Terra, si è ora trasformato in uno strano rito, tremendo e inquietante. Già, perché qual è la vera natura e la vera funzione delle creature che partecipano alla Caccia, che cosa si nasconde dietro questo ciclico rituale e soprattutto... qual è la preda? Come ben presto intuisce Lady Westriding, su questo strano pianeta lontano milioni di chilometri vi sono più misteri di quanti se ne possano immaginare.
Nominato per i premi Hugo e Locus in 1990.
— Non capisco, padre.
— Talvolta mi chiedo se questo non sia proprio quello che Dio ha fatto con noi.
Marjorie si sforzò di comprendere: — Ma questo non significherebbe appunto che la potenza di Dio è limitata?
— Forse no. Potrebbe essere anzi una manifestazione di onnipotenza. Forse Egli si serve, per necessità o per scelta, di organismi che lo assistano nel microcosmo. Forse, creando noi, ha creato l’equivalente biologico del microscopio o degli antibiotici.
— State dunque dicendo che Dio non può eliminare la peste?
Invisibile a Marjorie, padre James sospirò: — Sto dicendo che forse Dio ha creato noi, come suoi strumenti, proprio allo scopo di fermare la peste. Forse Egli ha affidato a noi il compito di fare quello che noi preghiamo che faccia Lui. Ci ha creati con uno scopo particolare e ci ha inviati a combattere. Ma noi non traiamo particolare gioia dalla guerra, quindi continuiamo a pregarlo di richiamarci, e Lui ci ignora perché non ci segue individualmente, non sa quanti siamo, né in che parte del corpo ci troviamo con precisione, e non controlla se disperiamo o perseveriamo. Soltanto se il corpo dell’universo guarirà, Dio saprà che abbiamo compiuto la missione affidataci! — E il giovane prete parve tossire.
Dopo un momento, Marjorie si accorse che padre James stava ridendo, ma non capì se di lei, oppure di se stesso.
— Conosci il principio di indeterminazione, Marjorie?
— Sono abbastanza istruita — ella ribatté, molto irritata.
— Allora sai che, secondo il principio di indeterminazione, non possiamo conoscere esattamente, in un certo momento, sia la posizione sia l’attività di una particella, poiché se conosciamo con precisione l’una, ci risulta del tutto indeterminata l’altra: l’osservazione stessa influisce sempre sull’attività delle particelle. Forse Dio non ci osserva individualmente, perché così facendo interromperebbe la nostra opera e interferirebbe col nostro libero arbitrio.
Dubbiosa e annoiata, Marjorie chiese: — Ma questa è dottrina, padre? — Ancora non riusciva a capire dove volesse arrivare il prete.
Di nuovo, padre James sospirò: — Niente affatto, Marjorie. Si tratta soltanto dei discorsi a vanvera di un sacerdote che ha nostalgia di casa. E poi, tu stessa sei abbastanza esperta di teologia per sapere che questa non è certo dottrina. — Ben contento di essere nascosto dal confessionale, padre James si grattò la testa. A parte il fatto che Marjorie avrebbe dovuto prendersi molto meno sul serio, quello che egli aveva appena detto non avrebbe certo riscosso l’approvazione di padre Sandoval.
— Se la peste ci sterminerà tutti, sarà a causa dei nostri peccati — insistette Marjorie, ostinata. — Non sarà certo perché non ci siamo battuti abbastanza. Inoltre, le nostre anime sono immortali.
— Così sostengono sia la Santità sia gli Ammuffiti — mormorò padre James. — Questi ultimi sono convinti che lo sterminio dell’umanità sia necessario, affinché le nostre anime possano vivere nella Nuova Creazione.
— Non intendo sostenere che siamo esentati dal combattere la peste — obiettò Marjorie — ma semplicemente che essa è una punizione per i nostri peccati.
— I nostri peccati? I tuoi e i miei, Marjorie?
— Il peccato originale — ella bisbigliò — commesso dai capostipiti del genere umano. — Adamo ed Eva avevano agito seguendo esclusivamente l’impulso della passione, senza riflettere, proprio come agivano sempre Rigo e Stella, che forse erano capaci persino di ridere nel provocare una catastrofe, e non erano mai sereni, tranquilli, rispettosi come avrebbero dovuto essere. Così riflettendo, Marjorie sospirò.
— Il peccato originale? — chiese padre James, incuriosito. Ormai da molto tempo non era più privo di dubbi a proposito del peccato originale, né questa era la sua unica incertezza riguardo la dottrina. Ciò dovrebbe significare che la mia fede è in crisi, pensò. Eppure sento che ora essa è forte come non mai. Quindi soggiunse: — Credi dunque al peccato originale, Marjorie?
— Ma padre! è dottrina!
— Ebbene, dimmi: credi alla colpa collettiva?
— Cosa intendete dire?
— Pensi che i bon, considerati come collettività, siano colpevoli di quello che è accaduto a Janetta bon Maukerden?
— È una domanda che concerne la dottrina? — chiese Marjorie, perplessa.
— E i santificati? Possono essere considerati collettivamente colpevoli di condannare i loro figli maschi a una sorta di schiavitù, com’è accaduto per esempio al giovane Rillibee? Dobbiamo forse credere che il ragazzo sia stato asservito a causa della colpa collettiva, ossia del peccato originale?
— Io sono un’antica cattolica, quindi so che in generale la Santità è in errore! Non spetta a me stabilire dove sbaglia in modo particolare!
Trattenendosi a stento dal ridere, padre James pensò: Oh, se soltanto Marjorie avesse maggior senso dell’umorismo, e Rigo più pazienza, e Stella maggior perspicacia, e Tony più fiducia, ed Eugenie maggior intelligenza! Anziché ascoltare la confessione dei loro peccati, dovremmo dar loro quello di cui hanno più bisogno! Con un sospiro, sì massaggiò le tempie per scacciare una vaga emicrania, quindi concesse a Marjorie l’assoluzione e le assegnò una ragionevole penitenza: accettare che Rigo cavalcasse al seguito dei veltri e tentare di non giudicarlo troppo aspramente.
Pentita, eppure pronta finalmente a ribellarsi a un’altra penitenza simile a quella che da molti anni le era invariabilmente inflitta da padre Sandoval, la quale consisteva nel garantire al marito un affetto e un sostegno incondizionati, Marjorie rimase così sorpresa dalla ben più mite penitenza scelta da padre James, che non protestò: poteva certo astenersi dal giudicare Rigo, se non era obbligata ad assecondarlo. In seguito rammentò il discorso di padre James sui microrganismi, la colpa, il peccato, e non riuscì più a toglierselo dalla mente.
Intanto, nella cappella, padre James s’inginocchiò ad implorare perdono per se stesso. Aveva sbagliato nello sfidare la fede di Marjorie per puntellare la propria. Non era affatto sicuro che fosse un bene, per lei, astenersi dal giudicare il marito. Sebbene il suo vero movente fosse probabilmente la superbia, Rigo si era convinto che fosse il senso del dovere a spingerlo a condividere l’ossessione dei bon. Ma se costoro peccavano, egli avrebbe dovuto ben guardarsi dall’imitarli.
Poiché padre Sandoval era troppo dogmatico per fornire consigli che non fossero frasi fatte, padre James desiderò consultare frate Mainoa, o magari frate Lourai, con cui sentiva di avere in comune molto più dell’età.
Quella notte, destata da un ritmico tuonare, Marjorie si recò a passeggiare per la villa e incontrò Persun Pollut, il quale, al pari di lei, era intento a una nervosa perlustrazione, titillandosi le lunghe orecchie e tormentandosi la barba folta.