La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]
- Автор: Робинсон Ким Стэнли
- Серия: Tre Californie #1
- Год: 1990
- Язык: итальянский
- Год: Interno Giallo
- ISBN: 88-356-0035-9
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]». Краткое содержание книги:
È in questo scenario apocalittico che si svolge la vicenda di Henry Fletcher, un giovane della comunità californiana di San Onofre, che per il suo sostentamento dipende interamente dalla pesca e dai raduni di baratto che si svolgono periodicamente nella valle. Dopo l’arrivo di alcuni viaggiatori di San Diego che hanno osato sfidare la vigilanza dei guardiani giapponesi. Henry viene gradualmente a conoscenza del nuovo mondo e delle sue insidie. La sua guida spirituale è Tom, l’uomo più anziano della valle, sopravvissuto alla catastrofe tristemente nota come II Giorno.
La scoperta di un mondo da cui gli americani vengono ingiustamente esclusi, il contatto con gli “stranieri” che vivono a pochi chilometri di distanza, le testimonianze di chi è riuscito a sfuggire alla prigionia in patria trascinano il giovane in un’avventura che segna la fine dell’adolescenza e la transizione verso la maturità, a cui si accompagna la speranza della redenzione per il popolo americano.
La casa degli Shanks era una delle più vecchie: Add l’aveva costruita prima ancora che qualcuno si stabilisse a Onofre. Come intelaiatura aveva sfruttato un traliccio elettrico, per cui la casa era piccola, ma alta e robusta come un albero. Le pareti a scandole s’inclinavano leggermente verso l’interno; i quattro montanti del traliccio spuntavano dagli angoli del tetto e si univano in un intrico metallico molto più in alto.
«Entra» mi disse Add in tono ospitale, mentre toglieva di tasca una chiave e apriva la porta. All’interno, strofinò un fiammifero e accese una lanterna: l’odore d’olio di balena bruciato riempì la stanza. C’erano scatole e utensili ammucchiati contro le pareti, ma niente mobili.
«Abitiamo di sopra» disse Melissa, mentre Add ci precedeva su per la ripida scala di assi nell’angolo. Ridacchiò e mi spinse per il sedere, salendo dietro di me; quasi sbattei la testa in un grosso montante di ferro del vecchio traliccio.
Per quanto ne sapevo, ero il primo abitante dì Onofre a vedere il piano superiore. Ma non c’era niente di speciale: cucina in un angolo, tavolo di legno chiaro, un vecchio divano e alcune poltrone. Tutta roba da sciacalli. Una scaletta e una botola indicavano la presenza di un altro piano. Add posò la lanterna sopra il fornello e cominciò ad aprire le finestre togliendo le imposte di protezione. Ce n’erano un mucchio. Quando terminò, avevamo un bel panorama nelle quattro le direzioni: scure cime d’albero, da ogni parte.
«Avete un mucchio di finestre» dissi, sotto la spinta del rum.
Add annuì. «Siediti» m’invitò.
«Vado a cambiarmi» disse Melissa; salì la scaletta del piano superiore.
Mi accomodai in una delle grosse poltrone imbottite, di fronte al divano. «Dove ti sei procurato tutto questo vetro?» chiesi, con la speranza di arrivare così all’argomento che mi premeva. Ma Add sapeva che sapevo la provenienza del vetro e mi sorrise storto.
«Oh, qua e là» rispose. «Tieni, prendi un bicchiere di rum. Il mio è migliore di quello dei Nicolin.»
Avevo già bevuto a sufficienza, ma accettai il bicchiere.
«Siediti qui sul divano» disse Add, reggendomi il bicchiere mentre mi spostavo. «Da lì c’è la vista migliore. Se l’aria è chiara, si vede Catalina. Se no, il mare. Stava per diventare la tua seconda casa, a quanto dicono.»
«Seconda e ultima, a momenti.»
Rise forte e a lungo. «Ho sentito, ho sentito. Bene.» Bevve un sorso. «Una bella serata. Mi piacciono le storie di Tom.»
«Anche a me.» Sorseggiammo il rum; per un momento parve che non avessimo più niente da dire. Per fortuna Melissa scese, in un vestito da casa bianco che le stringeva il seno. Con un sorriso prese un bicchiere di rum e venne a sedersi accanto a me sul divano, premendomi braccio e gamba. La cosa mi rendeva nervoso, ma Add ci rivolse quel suo sorriso di storto (molto diverso da quello di Tom, causato da una cicatrice: Add sollevava solo un angolo delle labbra) e annuì, quasi fosse soddisfatto nel vederci in quella posizione intima. Si allungò contro la spalliera, posò il bicchiere in equilibrio sul bracciolo consunto della poltrona.
«Buon rum, vero?» disse Melissa. Riconobbi che era vero. «L’abbiamo scambiato con due dozzine di granchi. Vogliamo solo il rum migliore.»
«Mi piacerebbe fare scambi con San Diego» disse Add, irritato. «Davvero è grande come dice Tom?»
«Certo. Forse anche più grande.»
Melissa mi posò la testa sulla spalla. «Ti è piaciuto, laggiù?»
«Direi di sì. Un gran bel viaggio, lo ammetto.»
Cominciarono a chiedermi i particolari. Quanti villaggi c’erano? Erano tutti collegati dalla ferrovia? Il Sindaco era benvoluto? Quando raccontai che la mattina il Sindaco si allenava al tiro al bersaglio, si misero a ridere.
«Tutte le mattine?» chiese Add, alzandosi a riempire di nuovo i bicchieri.
«Così dicono.»
«Significa che hanno un mucchio di munizioni» borbottò fra sé, nell’angolo cucina. «Ehi, la bottiglia è vuota.»
«Ne hanno di sicuro» dissi. Mi parve che ci fosse il modo di portare presto la conversazione sugli sciacalli. Mi rilassai e cominciai a gustare la visita. «La zona è piena di magazzini navali e il Sindaco li ha fatti esplorare tutti.»
«Ah-hah. Un momento, scendo di sotto a prendere un’altra bottiglia.»
L’istante in cui la testa di Add sparì sotto il livello della botola, Melissa e io ci baciammo. Le sentivo il rum sulla lingua. Le posai la mano sul ginocchio; lei si tirò su il vestito, così toccavo la coscia nuda. Altri baci. Avevo il fiato corto. Spinsi il vestito sempre più su, finché scoprii che Melissa non portava niente sotto. Per la sorpresa il sangue mi rimbombò nelle orecchie. Il ventre le pulsava. Lei mi prese la mano, se la premette sul ventre. Ci baciammo più forte; lei mi strinse l’uccello nei pantaloni. Il fiato mi mancò del tutto, whoosh, whoosh!
Thump, thump, risposero gli stivali di Add sulla scala. Melissa si staccò da me e si tirò giù il vestito. Per lei andava benissimo, ma il rigonfio nei calzoni tradiva la mia erezione. Melissa mi diede un’altra strizzatina maliziosa che rese ancora più evidente il rigonfio e ridacchiò alla mia aria costernata. Bevvi il rum e mi rannicchiai nell’angolo del divano. Add entrò nella stanza, ruppe il sigillo della bottiglia. A questo punto ero presentabile, anche se il cuore batteva due volte più in fretta.
Bevemmo ancora. Melissa mi lasciò la mano sul ginocchio. Add si alzò e girò per la stanza in penombra, a scrutare dalle finestre; ne aprì prima una, poi un’altra, per regolare la circolazione d’aria, disse. Il rum mi dava alla testa.
«Il fulmine non colpisce mai la casa?» chiesi.
«Certo» risposero insieme e risero. Add aggiunse: «A volte ci colpisce e fa saltare via le scandole da tutta una parete. Quando le controllo, sono tutte bruciacchiate.»
«E a me si rizzano i capelli» disse Melissa.
«Non avete paura dell’elettrocuzione?» chiesi, compitando con cura l’ultima parola.
«No, no» disse Add. «Qui siamo bene a massa.»
«Cosa vuol dire?»
«Il fulmine corre lungo i montanti d’angolo e si scarica nel terreno. Ho chiesto a Rafe di dare un’occhiata e lui ha confermato che non corriamo alcun pericolo. Il suo parere mi consola, quando il fulmine ci colpisce e squassa la casa, e scintille azzurre ronzano come mosconi da tutte le parti.»
«A me piace» disse Melissa. «È eccitante.»
Add continuò a giocherellare con le finestre. Quando lui guardava da un’altra parte, Melissa mi prendeva la mano e se la posava in grembo, bloccandola fra le cosce. Quando Add si girava, lei allentava la stretta e io tiravo via di scatto la mano. Mi sembrava d’impazzire. Arrivai al punto da non aspettare che fosse Melissa a prendermi la mano: mi tuffavo su di lei alla minima occasione. Bevemmo ancora. Finalmente le finestre furono disposte in modo da soddisfare Add, che venne a fermarsi davanti al divano e mi guardò come se sapesse cosa succedeva alle sue spalle.
«Secondo te, cosa cerca in realtà il Sindaco di San Diego?» mi chiese.
«Non so» risposi. Ero confuso… impaziente di allungare la mano sotto il vestito di Melissa, ma consapevole della presenza di Add, proprio di fronte a me.