La prima indagine di Montalbano
- Автор: Камиллери Андреа
- Год: 2009
- Язык: итальянский
- Год: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano
- ISBN: 978-88-04-55020-4
- Жанр: Полицейские детективы
Электронная книга - «La prima indagine di Montalbano». Краткое содержание книги:
«Perché non l’hai seguito?»
«Perché non ce n’era più di bisogno. Le foto le avevo fatte e avevo macari saputo per chi Arena travagliava stabile, c’era scritto nell’insegna supra il magazzino.»
«Che c’era scritto?»
«Elettrodomestici Infantino.»
«Embè?»
«Dottore, se lo scordò? L’altra volta gliene parlai. Calogero Infantino è quel signore incensurato, commerciante di elettrodomestici, maritato con Angelina Cuffaro, che compare nei nuovi consigli d’amministrazione delle società rilevate da Balduccio junior.»
Montalbano lo taliò ammammaloccuto.
«Ma come? Arena ora si mette a travagliare con la famiglia Cuffaro, quelli che gli hanno ammazzato il padre?»
«Dottore, ma non lo disse lei stesso che i tempi sono cangiati? Ora si ragiona solo in termini di bisinissi.»
Inaspettatamente, Montalbano sorrise. Macari Fazio.
«Dottore, la vinsi la scommessa?»
«Sì.»
«Allora mi paghi un cafè che ne ho di bisogno.»
«Macari io» fece il commissario sbadigliando.
In tarda matinata, Montalbano addecise di riunire lo stato maggiore del commissariato che consisteva, oltre a lui, in Augello e Fazio.
«Le cose, per come la penso io, sono andate così» esordì. «Balduccio junior torna dall’America per riciclare legalmente denaro mafioso. Siccome appartiene alla nuova generazione, invece di dichiarare guerra ai Cuffaro si allea con loro stabilendo una certa divisione negli utili. Gli affari gli vanno bene perché agisce sott’acqua, impadronendosi di società che sono sull’orlo del fallimento. Ma quando vuole estendere il suo campo d’azione al mercato all’ingrosso del pesce, si trova di fronte a due difficoltà. La prima è che la società di Belli, la Vigamare, va benissimo e quindi i metodi devono essere diversi da quelli fino a quel momento usati, la seconda è che Fernando Belli è un uomo onesto che è difficile da piegare. Balduccio però non tarda a individuare la maglia lenta della Vigamare, vale a dire l’altro socio, il cognato di Belli, Gerlando Mongiardino. L’avvicina, o lo fa avvicinare, e gli prospetta i vantaggi che potrebbero venirgli se in qualche modo lui, Balduccio, riuscisse a infilarsi nella società. Evidentemente Gerlando Mongiardino ne parla al cognato, ma questi lo manda a farsi fottere. Da qui le liti che tutti conosciamo. Altro che diversità di opinioni sulla conduzione dell’azienda!»
«Scusami se t’interrompo» fece Mimì. «Ma che interesse ha Gerlando Mongiardino a cangiare socio e a mettersi con uno come Balduccio junior?»
«Non sappiamo quello che Balduccio junior gli ha promesso. O forse pensa che avrà maggiore libertà di movimento nel mettersi in sacchetta i soldi della società.»
«Scommettiamo che appena sgarra, Balduccio junior lo fa mangiari vivo dai pisci?» disse Fazio.
«Vado avanti» ripigliò Montalbano. «La partita è in situazione di stallo quando a Balduccio viene in mente un modo per forzare la mano a Belli. Il rapimento della figlia. Allora…»
«Un momento» interruppe Mimì. «Non mi torna.»
«Che cosa?»
«Questa storia del rapimento. è un metodo vecchio, un metodo mafioso all’antica. Tu stesso, Salvo, hai sostenuto che questi mafiosi nuovi sono dei colletti bianchi che usano altri mezzi di pressione e solo quando non possono farne a meno… Il rapimento non coincide col modus operandi di Balduccio junior.»
«Mimì, dato che ti butti sulla citazione dotta, voglio fare il sapiente macari io. Una volta ho letto un romanzo, mi pare che si chiamava Dimenticare Palermo, ma forse ha un altro titolo, faccio confusione. Ad ogni modo, questo romanzo conta la storia di un discendente di ima famiglia di mafiosi, come il nostro Balduccio junior, nato e cresciuto in America, che studia, diventa una persona colta e dai modi fini, entra a far parte della buona società e si marita con una ricca americana. Vanno a fare una vacanza a Palermo. Qui un atto d’ammirazione di un tale verso la moglie viene da lui interpretato male. Rapidamente, il rapporto tra il marito e quel tale diventa una sfida. E mano a mano che questa sfida si fa sempre più pericolosa, addirittura mortale, il marito perde progressivamente cultura, finezza, eleganza per acquistare astuzia, violenza, volontà omicida. Insomma, regredisce. Palermo lo fa tornare alle sue origini, alle sue radici. Bene, Balduccio junior si è trovato davanti a qualcuno che lo sfidava ed è rapidamente, e sia pure per poco, tornato alle origini. Ma questo breve viaggio all’indietro lo fotterà. Si tratta di sequestro di persona, e non conta che sia stato fatto a scopo di riscatto o per esercitare una forte pressione su qualcuno. Non conta nemmeno la durata del sequestro, che sia un’ora o un anno sempre sequestro è. E il sequestro di persona, a quanto mi risulta, ancora non è stato derubricato.»
«Mah!» fece dubitoso Mimì.
«Vedrai. Andiamo avanti. Balduccio junior convince Gerlando a segnalargli i movimenti di Belli e della sua famiglia quando verranno a Vigàta per la Pasqua. E gli spiega che si tratterà di un finto rapimento, alla picciliddra non verrà fatto alcun male. Male che invece sarà fatto in futuro a qualcuno dei familiari se Belli non aderirà alle sue richieste. Balduccio junior, per effettuare materialmente il sequestro, si rivolge al complice Calogero Infantino e questi passa l’incarico a Giacomo Arena che Balduccio junior ha messo a lavorare nel suo magazzino. Da tempo i Mongiardino con i Belli hanno deciso di trascorrere la pasquetta a Marina Sicula. E di questo Gerlando ha debitamente avvertito Balduccio junior. Senonché Belli non vuole più fare quella scampagnata, si convince solo domenica a tarda sera, ma desidera cangiare destinazione, andranno a Piano Torretta. Questa decisione, sempre a tarda sera, viene comunicata dalla sorella a Gerlando. Il quale è costretto ad avvertire Balduccio junior, che aveva fatto preparare il rapimento a Marina Sicula, del cangiamento di destinazione. Devono quindi in qualche modo improvvisare. Gerlando, arrivato per primo a Piano Torretta, dispone i tavoli in un punto strategico, a ridosso delle siepi e vicino a un varco. Informa col cellulare Balduccio dell’esatta posizione nella quale si ritroveranno a mangiare. Balduccio a sua volta trasmette l’informazione a Giacomo Arena. Questi arriva sul posto, del resto abita nelle vicinanze, e si mette ad aspettare l’occasione buona. Che finalmente si presenta quando la bambina perde la palla. La costringe a salire in macchina e la tiene prigioniera nel garage di casa sua, a poche decine di metri. Dopo due ore Laura viene ritrovata, ma Belli è persona troppo intelligente, ha capito quello che c’è sotto. Credo che abbia macari ricevuto un’esplicita telefonata di Balduccio junior. Sconvolto, sdegnato più che intimorito, cede la sua metà al cognato che oramai sa essere non solamente un ladro, ma macari un delinquente che non arretra manco davanti al rapimento di una picciliddra che oltretutto è la sua nipotina, e se ne torna a Roma. Deciso a non rimettere mai più piede a Vigàta.»
«Bella ricostruzione» fece Mimì. «Perfettamente plausibile. E più convincente del romanzo che ci hai contato. Ma dove stanno le prove? Che elementi abbiamo in mano? Chiacchiere e tabaccheri di ligno.»
Montalbano stava per arrispunnirgli, quanno tuppiarono alla porta.
«Avanti!»
Trasì l’agente Alfano. Aviva in mano una busta che pruì a Fazio.
«Le fotografie» disse.
E sinni niscì. Fazio raprì la busta. Le foto che aviva scattato ad Arena erano una vintina, ma due in particolare, indovi la faccia di Alfano arrisultava in primo piano, erano nitide, perfettamente definite.
«Eccole qua, le prove» fece Montalbano taliandole.
Da quello che gli aviva detto Fazio, la casa di Giacomo Arena distava un mezzo chilometro da quella dei Carmona. Quanno ci passò davanti, diretto a Gallotta, Montalbano rallentò. Più che una casa, era un piccolo casolare di campagna, malo tenuto, con pezzi d’intonaco caduti e le persiane che necessitavano da anni di una passata di colore. Il garage, con la saracinesca abbassata, era una costruzione rettangolare allocata allato al casolare. Evidentemente in origine doviva essere stata una stalla.