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Orion tra le stelle [Orion Among the Stars - it]

Электронная книга - «Orion tra le stelle [Orion Among the Stars - it]». Краткое содержание книги:

`ORION — il semidio la cui sorte è crudelmente manipolatadai Signori del cosmo — viene scagliato in un futuro lontanissimo denso di insidie: in quel particolare segmento dello spazio-tempo è infatti in corso una ferocissima guerra spaziale fra le razze di discendenza terrestre e le più feroci creature dei mondi alieni. Al comando di una guarnigione di terrestri pronti a tutto, John O’Ryan alias ORION comincia la sua ltta disperata. Resta un solo interrogativo: a chi gioverà questa ennesima guerra?
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“Questo è stato fatto in altre galassie da intelligenze molto simili alla vostra” raccontarono gli Antichi. “Qui non può essere consentito. Non abbiamo alcun desiderio di diventare i vostri angeli custodi, Orion, ma saremo i vostri angeli sterminatori se tenterete di distruggere le stelle.”

Aprii gli occhi e mi ritrovai nella cella, solo, abbandonato dagli Antichi, evitato dai Creatori, senza neanche un topo a tenermi compagnia. Da qualche parte, i Tsihn stavano interrogando Frede e gli altri, ne ero certo. Da qualche parte, un plotone di esecuzione ci stava aspettando. Mi chiesi se il capitano Perry sarebbe stato invitato a godersi lo spettacolo.

Anya. Feci lo sforzo di raggiungerla nella criocapsula dove dormiva, l’attività cerebrale ridotta al minimo, e talmente debole che non riuscii a percepire neppure un alito della sua presenza. Percepii invece la presenza di una squadra di tecnici che esaminava la capsula, cercando di decidere se tentare di rianimare Anya oppure chiudere i sistemi crionici e lasciarla morire.

— Qualcuno ha lavorato molto per niente —disse uno di loro. —La capsula è vuota.

— Vuota!

— Com’è possibile? —proruppe il supervisore. —Quei soldati hanno detto di averla trasportata qui da Prime.

— Dia un’occhiata. Raggi X, risonanza magnetica, analisi del neutrino… Non c’è niente qui dentro. La capsula è vuota.

Esplosi in un ruggito di rabbia. Ancora una volta, il Radioso si era preso gioco di me. Aveva estratto dalla capsula il corpo morente di Anya, che adesso era nelle sue mani… forse già morta.

Mi aggiravo per la cella come un animale in gabbia. Con un grido, mi gettai contro la pesante porta. Non tremò neppure sotto la disperata gragnuola di pugni. Quello che avevamo sopportato, il sangue e i morti, le nostre sofferenze… tutto inutile. Aton aveva Anya, e noi saremmo finiti davanti a un plotone d’esecuzione senza che nessuno, nell’intero continuum, muovesse un dito per aiutarci.

“Usa il cervello, amico Orion” udii gli Antichi sussurrare. “La forza bruta non ti sarà di alcuna utilità in questo momento. È alla tua intelligenza che devi ricorrere.”

Ottimo consiglio! Chiuso in una minuscola cella, abbandonato e impotente. Picchiai la testa contro la porta. Come potevo uscire? E che cosa avrei dovuto fare, se anche ci fossi riuscito?

Potevo trasportarmi in un altro punto dello spazio-tempo, viaggiare attraverso il continuum verso un’altra era, ad anni luce da lì. Dovevo salvare i miei compagni. Dovevo far cessare la guerra. Doveva salvare Anya, ammesso che fosse ancora viva.

Chiusi gli occhi. In qualche posto della galassia, mi dissi, doveva esserci un teletrasportatore che i Creatori usavano per muoversi nello spazio-tempo, e certo molto più potente di quelli impiegati in questa era. Alimentato da una stella, ipotizzai, o forse da più d’una. Non lo avevo usato io stesso, pur senza saperlo? Le magie dei Creatori altro non erano se non strumenti di altissima tecnologia, dopotutto.

E ciò che potevano fare loro, potevo farlo anch’io.

“Davvero?” mi sfidò una voce sarcastica nella mia mente. Era l’eco dello sdegno di Aton.

Raddrizzai le spalle. —Davvero —risposi ad alta voce. Speravo con tutto il cuore che mi sentisse. Volevo sapesse cosa mi accingevo a fare.

Sentivo la meravigliosa energia dell’immenso teletrasportatore pulsare attraverso le onde dello spazio-tempo, irradiarsi nel continuum come un battito cardiaco forte e regolare. E a quella energia mi collegai; non ciecamente come avevo fatto in precedenza, ma in piena consapevolezza.

Raggiunsi le celle in cui erano rinchiusi i miei compagni, frugai ogni angolo della capitale alla ricerca dei membri che componevano il Gran Consiglio della Suprema Alleanza. Poi mi spostai su Prime e localizzai tutti i componenti del Comando Centrale dell’Egemonia.

Li portai tutti nel luogo e nel tempo che preferivo: l’antica foresta del Paradiso sulla Terra, sul finire dell’ultima Era Glaciale.

Mentre traslavo i miei soldati, li vestii con uniformi blu e oro e a ognuno diedi una pistola infilata in una fondina di pelle bianca. I capi della Suprema Alleanza e dell’Egemonia erano vestiti come quando li avevo sorpresi: alcuni in abiti da passeggio, altri con la sola biancheria. Non tutti erano umani, naturalmente. All’incontro parteciparono anche rettili Tsihn, generali degli Skorpis, e diverse altre razze aliene, compresa una rappresentanza di Aracnidi.

Collocai un grande tavolo da riunioni in una radura vicina e i grandi vi presero posto: da una parte i membri della Suprema Alleanza, dall’altra quelli dell’Egemonia. Ai piedi del tavolo, sistemai una rete alta dieci metri per gli Aracnidi. Sul tavolo deposi blocchi per appunti per gli Skorpis e nebulizzatori per le specie anfibie.

All’inizio, regnò un comprensibile trambusto. Umani e alieni sbraitavano, stridevano, ruggivano e si bombardavano di domande. Ignorato da tutti, io stavo in piedi al capo del tavolo con indosso un’uniforme rosso sangue e le braccia incrociate sul petto. E i miei soldati non erano meno confusi e sorpresi degli altri.

Lasciai i politici alle loro beghe e chiamai Frede accanto a me.

— Che cosa significa tutto questo? —quasi mi aggredì. Aveva il fiato corto e un’espressione choccata sul viso. —Come hai fatto…

— Te lo spiegherò più tardi —la interruppi. —Ora voglio che tu e gli altri facciate da guardie d’onore. Assicuratevi che nessuno lasci il tavolo.

Mi guardò sbattendo le palpebre, e nei suoi occhi lessi migliaia di domande. Ma si voltò senza dire una parola e andò a impartire le necessarie istruzioni agli altri.

Estrassi la pistola dalla fondina di pelle rossa e diressi un raggio verso il tavolo che sfrigolò minacciosamente. Ogni voce si spense e sul tavolo cadde il silenzio più assoluto.

Sorrisi mentre rimettevo via la pistola. —Probabilmente vi starete chiedendo perché vi ho convocato qui questa mattina —esordii.

— Chi sei?

— Dove siamo?

Alzai la mano per indurii al silenzio. —Siamo sulla Terra, in un’era anteriore di dodici millenni alla vostra era.

— Sciocchezze!

— È una menzogna! Non è possibile viaggiare nel tempo. I nostri scienziati hanno tentato di…

— Silenzio! —intimai.

Ammutolirono.

— Siete padroni di non credere a nulla di quanto sto per dire —proseguii. —Non ha importanza. Ciò che invece importa è che resterete seduti a questo tavolo fino a quando non avrete stipulato un trattato di pace.

Li vidi irrigidirsi.

— Che ci vogliano giorni o anni, mi è indifferente. Nessuno lascerà questo tempo e questo luogo fino a che non avrete accettato di porre fine alla guerra. Solo allora sarete ricondotti nei luoghi e nelle epoche da cui siete stati prelevati.

— E se ci rifiutassimo? —saltò su il più grande dei Tsihn presenti, un autentico drago dalle scaglie multicolori.

— Vi ucciderò, uno alla volta, finché non vi deciderete ad avviare una discussione proficua.

Metà dei presenti balzò in piedi.

— Come osi? —sbraitò qualcuno.

E: —Non hai il diritto…!

Poi si accorsero dei soldati alle loro spalle, videro le pistole appese ai cinturoni. I loro volti giovani e sorridenti, ma segnati dalla guerra.

— Troverete un accordo, o morirete —ribadii in tono grave. —Voi che mandate i vostri soldati a morire in battaglia, guardate la morte in faccia ora!

— Chi ucciderebbe dei civili disarmati?

— Chi ha ucciso gli abitanti di Yellowflower? —rilanciai. —Chi ha annientato le colonie dell’Egemonia? Chi ha dato gli ordini?

Ricaddero sulle sedie.

— Ascoltatemi bene —ripresi. —Se la guerra continua, presto una delle due fazioni userà il distruttore di stelle. E allora le razze più antiche della galassia annienteranno voi, senza pietà e senza rimorsi. Sarete schiacciati come vermi.

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