Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Космическая фантастика » Orion tra le stelle [Orion Among the Stars - it]
Orion tra le stelle [Orion Among the Stars - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Orion tra le stelle [Orion Among the Stars - it]

Электронная книга - «Orion tra le stelle [Orion Among the Stars - it]». Краткое содержание книги:

`ORION — il semidio la cui sorte è crudelmente manipolatadai Signori del cosmo — viene scagliato in un futuro lontanissimo denso di insidie: in quel particolare segmento dello spazio-tempo è infatti in corso una ferocissima guerra spaziale fra le razze di discendenza terrestre e le più feroci creature dei mondi alieni. Al comando di una guarnigione di terrestri pronti a tutto, John O’Ryan alias ORION comincia la sua ltta disperata. Resta un solo interrogativo: a chi gioverà questa ennesima guerra?
1 ... 52 53 54 55 56 57 58 59 60 ... 65
Перейти на страницу:

Continuavamo a spostarci avanti e indietro, nel tentativo di schivare i colpi e di impedire che gli scudi protettivi dei motori si sovraccaricassero di energia. Ma era impossibile evitare il fuoco di sei incrociatori. L’Apollo sussultava e si dibatteva come un topo nelle fauci di un cane.

Uno degli incrociatori esplose, vittima dell’attacco di una stazione della Suprema Alleanza, ma quella perdita non servì che ad accrescere l’accanimento degli altri. Uno degli schermi tossì, poi si oscurò. Sopra le nostre teste, le luci cominciarono a tremolare. E Loris sembrava lontana milioni di anni-luce.

— La diminuzione di energia ha superato i limiti di sicurezza —annunciò Jerron con voce tesa. —Lo scudo non reggerà per più di quindici secondi.

— Altre testate nucleari in arrivo!

Tentai una manovra disperata per evitarli, ma i sensori nemici li avevano già diretti verso di noi.

— Tenetevi forte!

Tre esplosioni si verificarono simultaneamente. Gli schermi andarono in pezzi, le luci ci spensero e un fumo acre e denso riempì l’oscurità.

Poi si accesero le luci di emergenza. Nella penombra rossastra, vidi che erano tutti vivi.

— L’energia è esaurita —mormorò Jerron.

— Siamo fottuti.

— Non credo —obiettai. —Ci volevano vivi, no? Frede ebbe un sorriso cupo. —Prendiamo le ami leggere —propose. —Combatteremo con quelle.

Un pensiero folle mi attraversò la mente. Un ricordo dei tempi lontani in cui gli scontri navali erano diretti, e gli equipaggi andavano all’arrembaggio. Gli Skorpis sarebbero certamente saliti a bordo dell’Apollo. E se gli avessimo teso un agguato e poi distrutto la loro nave?

— Forza —esclamai balzando in piedi. —Non abbiamo molto tempo.

Stavamo distribuendo le armi, udimmo un colpo secco: un portellone che veniva aperto per agganciarlo al nostro.

— Se è uno shuttle, a bordo non ci saranno più di trenta persone —dissi.

— È più probabile che si tratti di uno degli incrociatori —obiettò Frede. —Dubito che si avventurerebbero nel mezzo di una battaglia con uno shuttle.

— E sanno bene che ci vorranno più di trenta soldati per catturarci —aggiunse Emon.

— Molto bene —intervenni. —E dopo aver spacciato la squadra che salirà a bordo, ci impadroniremo della loro nave.

Qualcuno rise e mormorò: —Sicuro. Trentacinque di noi contro duecento Skorpis.

Ma non c’era tempo per calcolare le probabilità. Ancora qualche istante, e gli Skorpis sarebbero arrivati. Feci disporre gli uomini in fondo al passaggio che collegava il portellone principale alla scaletta elettrificata che portava sul ponte-comandi.

— Lasciateli entrare, poi colpiteli prima che trovino dove nascondersi —li istruii.

Piazzai Emon e altri due uomini sui pioli della scala. Io mi appiattii sull’altro lato del portellone con due fucili, nascosto dietro a un tavolo prelevato da uno degli alloggi. Frede e gli altri erano concentrati in fondo al passaggio, vicino all’altra scaletta, pronti a sparare sugli Skorpis ed eventualmente a riparare sul ponte di comando, qualora i nemici avessero superato il primo sbarramento difensivo.

Gli Skorpis non persero tempo a sciogliere i sigilli del portello con il laser; li fecero saltare con una granata. Erano talmente grossi che furono costretti a passare uno alla volta. Dal fumo, vidi emergere il primo, la pistola spianata davanti a sé, il casco calato fin sugli occhi di gatto. Avremmo potuto colpirlo, ma aspettammo. Volevamo attirarne nella trappola quanti più possibile.

Arrancarono all’interno, protetti dalle loro tute, silenziosi come felini. La testa bassa, Emon e i suoi due compagni erano in attesa di vederli mettere piede sui pioli. Invisibile dietro al tavolo, io trattenevo il respiro.

Una volta dentro, gli alieni restarono immobili per alcuni secondi, come in attesa. Echeggiò un’esplosione, subito seguita da un’altra. Stavano facendo saltare i portelli ausiliari!

Il mio piano era saltato. Ora saremmo stati costretti a scendere in sala-comandi e affrontare contemporaneamente tre squadre.

— Fuoco! —gridai. Sparai inginocchiato e tagliai a metà il primo Skorpis.

Come sempre in circostanze estreme, il mondo intorno a me parve rallentare e scivolare in un torpore di sogno. Vidi Emon e i suoi fare fuoco a loro volta. Lampi luminosi di luce si incrociavano sulla mia testa e su quella di Frede. Gli Skorpis, enormi e goffi nello spazio angusto, morivano lì dove si trovavano. Le loro grida di agonia avevano un che di soprannaturale, riecheggiate dalle pareti metalliche del passaggio. I cadaveri ingombravano l’apertura, impedendo ai compagni di entrare.

Ma, cadendo, continuavano a sparare. Morivano combattendo.

— Tutti giù! —gridai.

Troppo tardi. Benché ferito a morte, uno dei guerrieri si sganciò una granata dalla cintura e la lanciò contro il portello. Vidi la piccola sagoma descrivere pigramente un arco sopra le teste di Emon e dei suoi. Presi la mira e sparai. La bomba esplose in una pioggia di shrapnel incandescenti. Ululati di dolore si levarono dalla scala.

Mi accovacciai a terra e feci fuoco sugli Skorpis che si facevano scudo dei compagni morti. Raggiunsi la scala e aggrappandomi al corrimano mi lasciai scivolare fin sul ponte di comando.

Emon aveva la testa e le spalle coperte di sangue. Non era solo suo: uno dei suoi compagni giaceva a terra, immobile; l’altro teneva una mano sul braccio dilaniato.

— Sto bene —mi rassicurò Emon. —Posso ancora sparare. —Ma quando fece per alzarsi si accasciò tra le mia braccia.

Lo trascinai lontano dalla scala per adagiarlo contro il portello di un compartimento. Poi tornai a recuperare l’altro ferito.

— Gli Skorpis arriveranno tra pochi istanti —dissi a Emon.

— Li terrò lontani —replicò lui, mostrandomi la pistola che stringeva tra le mani insanguinate.

— Fa’ tutto quello che puoi. —Poi corsi a raggiungere Frede e gli altri.

— Hanno fatto saltare i portelli ausiliari —dissi.

Frede annuì. —Ho sentito.

— Portali di sotto. —Indicai gli uomini che in cima alla scala stavano ancora sparando —Ci ritiriamo nel compartimento di carico.

— D’accordo.

Gli Skorpis dovevano sapere che Anya era a bordo, e per motivi che io ignoravo la volevano viva. Non volevano che si arrendesse alla Suprema Alleanza, ma se possibile avrebbero preferito riportarla nel territorio controllato dall’Egemonia.

Passai oltre un mucchio di cadaveri e scesi nel compartimento di carico, dov’era il sarcofago.

Quattro guerrieri Skorpis stavano già aprendo il portello. Non mi sentirono arrivare. Estrassi la pistola e corsi verso di loro, aprendo il fuoco. Colpii le bombole di ossigeno che esplosero, riducendoli in brandelli.

Ma già altri dodici risalivano il passaggio dalla estremità in cui si apriva il portello della camera di decompressione. Troppi, perché potessi affrontarli da solo. Indietreggiai, poi mi volsi e mi tuffai nel portello più vicino. Mi ritrovai nella stazione di teletrasporto, un vano aperto con una piccola consolle su un lato.

Usando il portello del corridoio come scudo, sparai agli Skorpis vicini all’ingresso del bacino di carico. Ne vidi uno scivolare lentamente lungo la parete, il casco che fumava. Lentissimamente, vidi gli altri girarsi verso di me e rispondere al fuoco. Sparai due volte, mandando in frantumi una visiera e aprendo un buco nel braccio di un altro guerriero. Senza smettere di sparare, indietreggiarono. Io riparai di nuovo nella sala-teletrasporto.

Eravamo arrivati a un punto morto: loro non potevano entrare nel compartimento di carico e io neppure. Mi chiesi se stessi ancora viaggiando verso Loris, e se il sistema difensivo del pianeta avrebbe distrutto i velivoli dei nostri nemici e noi con loro. Oppure gli Skorpis avevano già provveduto ad allontanarci dalla rotta?

1 ... 52 53 54 55 56 57 58 59 60 ... 65
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)