Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]
- Автор: Уиллис Конни
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Carla Meazza
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]». Краткое содержание книги:
Che accadrebbe se una donna dei nostri tempi scoprisse di poter viaggiare nel tempo grazie ai suoi poteri mentali, in particolare a una specie di ponte psichico stabilito con il generale Robert Lee, il grande sconfitto della guerra civile? Da questa premessa parte un romanzo appassionante, una cruda e realistica ricostruzione della guerra civile americana e del suo mondo, ma anche un’avventura ricca di imprevisti: per esempio; che ruolo ha nella vicenda il cavallo di Lee, Traveller? E perché un uomo dei nostri glomi sembra inspiegabilmente identificarsi con lui? Lo scoprirete con Connie Willis.
— Non sta morendo, Annie! — gridai. — È già morto. È morto da più di cento anni. Stai tenendo la mano di un cadavere. Non puoi fare nulla per lui! Non riesci a capire?
— L’ho promesso.
— Anch’io ho fatto delle promesse, ma che sia dannato se ti lascerò morire per una maledetta segreteria telefonica! Perché di questo si tratta, di una specie di messaggio pre-registrato che va in funzione quando stai per avere un attacco cardiaco e ti avverte di chiamare il dottore.
— No, non è così — rispose Annie. — Sono i sogni di Lee.
— I sogni di Lee — fece Broun. Si appoggiò allo stipite della porta come se non riuscisse a stare in piedi.
— Sono sogni prodromici, Annie! Sono causati dall’angina!
Broun fece un passo verso Annie. — Stai facendo i sogni di Robert E. Lee? — profferì con voce incerta, articolando le parole, come se non riuscisse a respirare.
— No — dissi io.
— Sì — disse Annie.
Broun tastò alla cieca dietro di sé per trovare una sedia e si lasciò cadere pesantemetne. — I sogni di Lee — ripeté.
— Annie, non riesci a capire? — la implorai. — Sei in pericolo. Devo portarti subito all’ospedale.
— Non posso. Ho promesso.
— Che cosa hai promesso? Di avanzare fino a quel dannato muro e farti uccidere? Tu non sei uno dei soldati di Lee! I suoi soldati dovevano stare con lui. Altrimenti sarebbero stati fucilati per diserzione.
— Non è per questo che rimanevano — disse Annie.
Era vero: scalzi e sanguinanti, non l’avevano abbandonato, nemmeno alla fine. Andremo avanti a combattere per te, generale Robert.
— I soldati di Lee sapevano nel momento in cui si erano arruolati che avrebbero potuto venire uccisi. Tu no. Tu non ti sci nemmeno arruolata.
— E invece mi sono arruolata — disse lei. — Quel giorno che andammo a Shenandoah. Allora mi resi conto che non potevo lasciarlo, che dovevo restare e aiutarlo ad avere i sogni.
— Quel giorno che andammo a Shenandoah non sapevi di avere l’angina!
— Sì, lo sapevo. — Posò i guanti in grembo. — L’avevo capito quella mattina in biblioteca. Mi faceva male il polso e io pensai che potesse essere un effetto delle medicine che avevo preso, così le cercai sul manuale. Diceva che l’Elavil era controindicato per pazienti con disturbi cardiaci.
— L’Elavil? — mormorai stupidamente.
— Un anno fa, quando andai dal mio medico per l’insonnia, mi disse che avevo il cuore in condizioni non perfette.
— Perché non me l’hai detto? Ti avrei portata da un dottore.
— Non potevo andare da un dottore. — Mi guardò negli occhi. — I sogni sono un sintomo. Se la malattia viene curata i sintomi spariscono. E io non posso lasciarlo.
— Perché non me l’hai detto? — ripetei. Non rispose. Rimase seduta con le mani in grembo.
— Perché avrei tentato di fermare i sogni — mi risposi da solo. Quello che stavo facendo ora.
Il campanello d’ingresso suonò. Broun poggiò le mani sui braccioli della sedia e fece l’atto di alzarsi, poi guardò Annie e si sedette di nuovo. Lei si alzò in piedi. I guanti caddero a terra, ma non se ne accorse. — Hai promesso — mi disse.
— Sto facendolo per il tuo bene — dissi, e aprii la porta a Richard.
Era senza cappotto. Aveva il maglione e i jeans inzuppati. Anche i capelli erano bagnati, e lui aveva l’aspetto stanco e preoccupato, come la sera del ricevimento. Quando era ancora il mio vecchio compagno di camera, il mio amico.
— Dov’è? — disse, e si slanciò oltre di me, nella veranda.
Annie era indietreggiata fino al tavolo delle violette e stava là in piedi, le braccia lungo i fianchi. Aveva urtato uno dei vasi e l’acqua fangosa stava colando giù dal tavolo, sul pavimento.
— Grazie a Dio stai bene! — disse, e le afferrò un polso. — Ho chiamato l’ospedale, e quando arriveremo ci sarà una stanza pronta. Senti dolore da qualche parte?
— Sì — disse lei, e attraversò la stanza e mi fissò. Broun si alzò in piedi.
— Dove? Al braccio?
— No — disse lei, sempre guardandomi — non al braccio.
— Bene, e allora dove? La schiena, la mandibola, dove? È importante! — gridò irritato, ma non attese la risposta. Si voltò verso Broun, e nel far questo trasse con sé Annie, il cui braccio si alzò di scatto, come quello di un cadavere.
— Chiami un’ambulanza — disse.
— No — fece Annie, a Broun, non a me. — Per favore.
Avevo pensato di poterlo fare. Era già sopravvissuta a un’altra resa. Non avevo pensato che questa sarebbe stata così drammatica. Ma quella prima resa era stata diversa, Lincoln aveva detto a Grant di “lasciarli andar via bene”, e Grant aveva ubbidito. Non aveva preso prigioniero Lee, ad Appomattox. Non gli aveva nemmeno chiesto la spada. Aveva concordato di fornire razioni di cibo agli uomini e aveva lasciato i cavalli anche agli ufficiali, e poi aveva lasciato andare Lee.
Guardai Broun che stava in piedi nella sua giacca nera, le braccia pendenti ai lati come se fosse sopraffatto dalla fatica o dal dolore, e poi guardai di nuovo Richard, Avrei potuto arrendermi a Lincoln, pensai. Avrei potuto arrendermi a Grant, Ma non a Longstreet. A Longstreet no.
— Lasciala andare — dissi. Richard si girò a fissarmi. — Non c’è bisogno dell’ambulanza, Siamo già stati da un medico. A Fredericksburg. Il dottor Barton.
— Che cosa ha detto? Perché non l’ha fatta ricoverare subito?
— L’ha fatta. L’ha ricoverata e le ha fatto eseguire l’ECO e le analisi del sangue. Le ha chiesto se avesse recentemente preso medicine e lei gli ha detto l’Elavil. — Aspettai per vedere l’effetto di quelle parole.
— Non hai detto nulla di tutto questo al telefono.
— Il dottor Barton voleva sapere perché qualcuno avesse prescritto l’Elavil a un paziente in condizioni cardiache critiche.
Annie e Broun erano immobili e lo fissavano. La stanza era così silenziosa che si poteva sentire lo sgocciolio dell’acqua delle violette sul pavimento.
— Un leggero sedativo è indicato per il paziente che soffra d’insonnia — disse con la voce del Buon Psichiatra. — Gli esami del medico di famiglia non indicavano nient’altro che un soffio cardiaco funzionale e l’ECO lo confermava. Non c’erano sintomi di malattia cardiaca, e l’Elavil è controindicato solo in casi di dosaggio alto o prolungato. Io ho prescritto una dose leggera, ho controllato la paziente con attenzione e l’ho sospesa immediatamente quando osservai che non c’erano gli effetti desiderati sui suoi sintomi.
— I suoi sintomi — feci. — Vuoi dire i sogni?
— Sì — rispose. Ancora non lasciava il polso di Annie.
— Ho parlato al dottor Barton dei sogni — dissi. — Mi disse che non sapeva da che cosa fossero causati, finché questa mattina non ha visto le analisi del sangue. C’erano tracce di Thorazine, Allora ha detto che probabilmente era il Thorazine a causarli. Ha chiesto ad Annie chi le avesse prescritto il Thorazine, e lei ha detto nessuno. Ha detto che non sapeva a che cosa si riferisse, e che lei non aveva mai preso il Thorazine.
— Il Thorazine era indicato — disse lui. — È abitualmente prescritto in caso di disordini del sonno.
— Il dottor Barton ha detto che il Thorazine viene prescritto ai pazienti psichiatrici internati, non alla gente che fa brutti sogni.
— E qui che vogliamo parare, vero? Tu credi ancora che lei stia facendo i sogni di Robert Lee.
— Il dottor Barton ha detto che è un crimine per un medico dare al paziente una medicina senza dirglielo. Ha detto che un medico potrebbe perdere l’autorizzazione a esercitare per una cosa del genere. È vero, Richard? È vero che potresti perdere la tua autorizzazione?