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Mutazione pericolosa

Электронная книга - «Mutazione pericolosa». Краткое содержание книги:

Un uomo che ha buone probabilità di morire per una malattia ereditaria del sistema nervoso. Uno scienziato premio Nobel che è forse un ex-torturatore nazista. Una società di assicurazioni interessata ai clienti con difetti genetici. Ce n’è quanto basta per capovolgere il mondo normale di Pierre Tardivel e il suo lavoro al Progetto Genoma Umano. E il figlio che Pierre sta per avere sarà il primo, concreto annuncio dell’incubo biologico... Ritorna Robert J. Sawyer, l’acclamato autore di Starplex, con un romanzo di straordinaria suspense.
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— Lo sta pensando — disse Molly. — Posso sentire le parole. «Da-da, Da-da». Riesce ad articolare il pensiero.

Pierre si sentì pungere gli occhi. Amanda poteva pensare quelle parole, e Molly poteva udire il pensiero, ma per Pierre da sua figlia veniva solo silenzio.

Il tempo passò.

Pierre aveva passato una mattinata lunga ed estremamente infruttuosa tentando di elaborare diversi schemi computerizzati per codificare i suoi studi sul «DNA intronico». Si appoggiò allo schienale della sua sedia, intrecciò le dita dietro la testa, e arcuò la spina dorsale. La sua lattina di Diet Pepsi era vuota; pensò di andare al distributore automatico a prenderne un’altra.

La porta si aprì, ed entrò Shari Cohen. — Finalmente ho avuto gli ultimi di quei rapporti, Pierre — disse. — Mi spiace di averci messo tanto.

Pierre le fece cenno di avvicinarsi e glieli fece posare sulla sua scrivania. La ringraziò, aggiunse i nuovi rapporti alla pila di altri test genetici di vittime di omicidio che gli erano stati consegnati prima, poi iniziò a esaminarli.

Niente di insolito sulla prima pagina. Nulla sulla seconda. Zero sulla terza. Oh, eccone uno… il gene dell’Alzheimer. Nada sul numero cinque. Nicht sul sei. Ah, finalmente un gene del cancro al seno. Ed ecco un povero disgraziato che aveva sia il gene dell’Alzheimer che quello della neurofibromatosi. Altri tre senza niente. Poi uno con un gene di disturbi cardiaci, e un altro con una predisposizione al cancro del retto…

Pierre segnò delle note. Quando ebbe vagliato tutti i 117 rapporti, inarcò di nuovo la schiena, sbigottito.

Ventidue delle vittime di omicidio avevano rilevanti tare genetiche. Valeva a dire, rovistò sulla scrivania ingombra in cerca del suo calcolatore, poco meno del diciannove per cento. Solo il sette per cento della popolazione in generale possedeva le tare genetiche che Pierre aveva chiesto agli studenti di cercare.

I campioni forniti da Helen erano stati tutti etichettati, ma Pierre non riconobbe nessuno dei 117 nomi, per non parlare dei 22 di loro che avevano avuto gravi tare genetiche. Aveva sperato che alcuni fossero state persone che conosceva nella comunità dell’UCB/LBNL, o gente che aveva sentito Klimus menzionare di sfuggita.

E c’era ancora il problema di Bryan Proctor. Il solo delitto indiscutibilmente collegato all’agguato subito da Pierre era quello di Proctor; Chuck Hanratty era stato coinvolto in entrambi. Ma non c’erano campioni di tessuto di Proctor, e niente che la moglie di Proctor avesse detto indicava che avesse avuto qualche malattia. Avrebbe dovuto trovare il tempo di far visita alla signora Proctor di nuovo, ma…

Merde! Erano già le 14.00. L’ora di andarsene a prendere Molly. Lo stomaco iniziò a contrarglisi. Gli omicidi potevano aspettare; quel pomeriggio, avrebbero scoperto che c’era che non andava in Amanda.

— Salve, signori Tardivel — disse il dottor Gainsley. Era di bassa statura, con una frangia di capelli grigiorossastri intorno alla testa calva, e baffi completamente grigi. — Grazie per essere venuti.

Pierre lanciò uno sguardo a sua moglie per vedere se avrebbe corretto il dottore sottolineando che erano il signor Tardivel e la signora Bond, ma lei non disse una parola. Pierre poté intuire dalla sua espressione che l’unica cosa che aveva in mente era Amanda.

Il dottore guardò ciascuno di loro, con un’espressione sinistra in faccia. — Francamente, pensavo che la vostra pediatra stesse solo scherzando quando vi ha indirizzati da me; dopotutto, un sacco di bambini non parlano fino a diciotto mesi o più. Ma, be’, diamo un’occhiata a questi raggi X. — Li condusse a un pannello illuminato sulla parete, con appiccicato un unico pezzo grigio di pellicola. L’immagine mostrava la metà inferiore di un teschio di bambino, la mandibola, e il collo. — Questa è Amanda — disse. Batté il dito su un punto in alto nella gola. — È difficile vedere i tessuti molli, ma riuscite a distinguere questo ossicino a forma di U? È chiamato ioide. A differenza della maggioranza delle ossa del corpo, non è attaccato direttamente a nessun altro osso. Piuttosto, lo ioide fluttua nella gola, fungendo da ancora per i muscoli che connettono la mandibola, la laringe e la lingua. Be’, in un bambino normale dell’età di Amanda, ci aspetteremmo di vedere quest’osso quaggiù. — Batté col dito sulla lastra più in basso nella gola, su una linea direttamente dietro la metà della mandibola inferiore.

— E? — disse Molly, in tono perplesso.

Gainsley gli fece cenno di accomodarsi sulle due sedie di fronte alla sua ampia scrivania dal ripiano di vetro. — Vediamo se riesco a spiegarlo in parole semplici — disse. — Signora Tardivel, ha allattato al seno sua figlia?

— Naturalmente.

— Be’, deve aver notato che poteva poppare continuamente senza interrompersi per respirare.

Molly annuì lievemente. — Ed è anormale?

— Non per i neonati. In essi, il percorso fra la bocca e la gola si curva verso il basso molto dolcemente. Ciò permette all’aria aspirata dal naso di fluire direttamente nei polmoni, superando del tutto la bocca, rendendo possibile respirare e mangiare allo stesso tempo.

Molly annuì di nuovo.

— Be’, quando un neonato comincia a crescere, le cose cambiano. La laringe migra giù per la gola… e con essa, si sposta in basso anche l’osso ioide. Il percorso fra le labbra e l’apparato vocale diventa un angolo retto invece di una dolce curva. Il lato negativo di ciò è che sopra la laringe si apre uno spazio dove può rimanere intrappolato del cibo, rendendo possibile morire soffocati. Il lato positivo, invece, è che il riposizionamento della laringe consente una gamma vocale molto più ampia.

Pierre e Molly si guardarono brevemente l’un l’altra, ma non dissero nulla.

— Bene — continuò Gainsley — la migrazione della laringe è di norma già in corso entro il primo anno e completata quando il bambino ha diciotto mesi. Ma la laringe di Amanda non sta migrando affatto; è ancora alta nella gola. Per quanto possa emettere certi suoni, un sacco di altri le resteranno preclusi, specialmente le vocali o, i e u. Avrà difficoltà anche con i suoni gu e ku di G e K.

— Ma infine la laringe discenderà, giusto? — chiese Pierre. Anche lui aveva un testicolo che non era sceso fino a cinque o sei anni, niente di importante, presumibilmente.

Gainsley scosse la testa. — Ne dubito. Per tutti gli altri versi, Amanda si sta sviluppando come una bimba normale. In effetti, è pure di taglia un po’ grossa per la sua età. Ma in questo campo particolare, sembra essersi completamente arrestata.

— Si può correggere chirurgicamente? — domandò Pierre.

Gainsley si tirò un baffo. — Sta parlando di una ristrutturazione su larga scala della gola. Sarebbe estremamente rischioso, e avrebbe solo minime probabilità di successo. Non lo consiglierei.

Pierre allungò la mano e prese quella di sua moglie. — E quanto… alle altre cose?

Gainsley annuì. — Be’, un sacco di bambini sono pelosi: c’è più di un motivo se a volte chiamiamo i nostri figli scimmiette. Con la pubertà, i suoi ormoni cambieranno, e perderà la maggior parte del pelo.

— E… e la sua faccia? — disse Pierre.

— Ho fatto il test genetico per la sindrome di Down. Non pensavo che fosse questo il suo problema, ma il test è abbastanza facile da fare. Risultato negativo. E gli ormoni pituitari e la ghiandola tiroide sembrano normali per una bimba della sua età. — Gainsley li guardò entrambi. — C’è… ah… qualcosa che dovrei sapere?

Pierre lanciò una rapida occhiata a Molly, poi assentì lievemente col capo al dottore. — Non sono il padre biologico di Amanda; abbiamo usato lo spenna di un donatore.

Gainsley annuì. — Lo pensavo anch’io. Conoscete l’origine etnica del padre?

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