Il sole nudo [The Naked Sun - it]
- Автор: Азимов Айзек
- Серия: Elijah Baley e R. Daneel Olivaw (it) #3
- Год: 1957
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Beata Della Frattina
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il sole nudo [The Naked Sun - it]». Краткое содержание книги:
Ancora una volta un caso da risolvere.
Ancora una volta Uomo e Robot assieme.
Naturalmente, ancora una volta Baley e Olivaw.
E ricomincia il sottile duello tra uomo e robot, tra istinto e ragione. Un argomento che molti tratterebbero con superficiale banalità , ma che nella penna di Asimov raggiunge livelli di incredibile meraviglia.
Sarà l’uomo a piegarsi alla razionalità del robot, oppure R. Daneel Olivaw comprenderà i meccanismi illogici del cervello umano?
Ancora una meravigliosa avventura che lascerà il lettore estasiato.
La coppia più riuscita di tutta la letteratura di fantascienza.
Ancora una perla del geniale good doctor Isaac Asimov.
Un romanzo degno del precedente (Abissi d’Acciaio) e un preludio eccellente al meraviglioso seguito: I Robot dell’Alba.
Daneel assentì. «In un momento di passione la frustrazione è una spinta sufficiente per un omicidio.»
«Malgrado tutto, io non la penso così, Daneel.»
«Sei forse influenzato da motivi estranei, collega Elijah? La signora Delmarre è una donna attraente e tu sei un terrestre per il quale una preferenza per la presenza personale di una donna attraente non è un fatto psicotico.»
«Ho motivi migliori» rispose Baley a disagio. (La fredda occhiata di Daneel era troppo penetrante e spaccava un'anima in quattro. Giosafatte! Quella cosa era soltanto una macchina.) Disse: «Se fosse stata l'assassina di suo marito, avrebbe anche dovuto compiere il tentato omicidio di Gruer». Ebbe quasi l'impulso di spiegare il modo con cui quel delitto poteva essere stato manipolato mediante robot, ma si trattenne. Non era sicuro di come Daneel avrebbe reagito alla teoria che faceva dei robot degli assassini inconsapevoli.
«È anche il tuo tentato omicidio» precisò Daneel.
Baley fremette. Non aveva voluto dire a Daneel della freccia avvelenata per non rafforzare nell'altro il fin troppo forte sentimento protettivo verso di lui.
«Te l'ha detto Klorissa?» chiese con rabbia. Avrebbe dovuto dirle di tenersi la cosa per sé, ma come faceva a sapere che poi sarebbe pipmbato là Daneel a fare domande?
«La signora Cantoro non ha nulla a che fare con la faccenda» precisò Daneel. «Ho assistito al tentato omicidio.»
Baley era profondamente confuso. «Ma non c'eri da nessuna parte.»
«Ti ho raccolto io stesso e ti ho portato qui non più di un'ora fa» rispose Daneel.
«Ma di che cosa stai parlando?»
«Non ti ricordi, collega Elijah? È stato quasi un delitto perfetto. Non è stata la signora Delmarre a suggerirti di andare all'aperto? A questo non ho assistito, ma sono sicuro che è stata lei.»
«L'ha suggerito lei, sì.»
«Può anche averti indotto a lasciare la casa.»
Baley pensò al suo “ritratto” rinchiuso tra mura grigie. Che fosse stata abile psicologia? Poteva un solariano avere tanta comprensione intuitiva della psicologia di un terrestre?
«No» disse.
«Non è stata lei» proseguì il robot «a suggerire di scendere fino al laghetto ornamentale e di accomodarsi sul sedile?»
«Be', sì.»
«Non ti è passato per la mente che ti tenesse d'occhio e avesse notato la tua nausea?»
«Mi ha chiesto una volta o due se volevo tornare indietro.»
«Può non averlo detto seriamente. Può avere osservato che su quel sedile stavi sempre peggio. Può anche averti spinto, o forse una spinta non era nemmeno necessaria. Nell'istante in cui ti ho raggiunto e preso tra le mie braccia stavi cadendo all'indietro in un metro d'acqua in cui saresti sicuramente annegato.»
Per la prima volta Baley ricordò quelle ultime fuggitive sensazioni. «Giosafatte!»
«Inoltre,» continuò Daneel con calma implacabilità «la signora Delmarre ti sedeva accanto, guardandoti cadere senza fare una mossa per fermarti. Né ha tentato di tirarti fuori dall'acqua. Ti avrebbe lasciato annegare. Avrebbe potuto chiamare i robot, ma certo i robot sarebbero arrivati troppo tardi. E dopo si sarebbe limitata a spiegare che, naturalmente, per lei era impossibile toccarti, anche per salvarti la vita.»
Abbastanza vero, pensò Baley. Nessuno avrebbe messo in dubbio la sua incapacità di toccare un essere umano. La sorpresa, se ce ne fosse stata una, sarebbe stata per la sua abilità di stargli tanto vicino.
«Vedi quindi, collega Elijah,» concluse Daneel «che la sua colpevolezza è in pratica fuori questione. Hai dichiarato che avrebbe dovuto tentare lei l'omicidio di Gruer, come se questo fosse un argomento contro la sua colpevolezza. Ora vedi che dev'essere stata proprio lei. L'unico movente per ucciderti era lo stesso identico movente per il tentato omicidio di Gruer: la necessità di sbarazzarsi di un imbarazzante e tenace investigatore del primo delitto.»
«Tutta la sequenza potrebbe essere stata innocente» obiettò Baley. «Lei potrebbe non essersi ben resa conto di come l'esterno avrebbe potuto danneggiarmi.»
«Aveva studiato la Terra. Conosceva le particolarità dei terrestri.»
«Le ho assicurato che nella giornata ero già stato fuori e che mi ci stavo abituando.»
«Forse ne sapeva più di te.»
Baley si diede un pugno sul palmo della mano. «La fai troppo furba. Non le si adatta e non ci credo. In ogni caso non può essere fatta alcuna accusa di omicidio finché non viene spiegata l'assenza dell'arma del delitto.»
Daneel fissò fermamente il terrestre. «Posso fare anche questo, collega Elijah.»
Baley guardò il robot con espressione stordita. «Come?»
«Collega Elijah, ricorderai che il tuo ragionamento è stato questo: se la signora Delmarre fosse l'assassina, allora l'arma, qualunque fosse, dev'essere rimasta sulla scena del delitto. I robot, apparsi quasi immediatamente, non hanno visto traccia di tale arma, ne consegue che dev'essere stata rimossa dalla scena, per cui deve averla rimossa l'assassino, quindi l'assassino non può essere la signora Delmarre. È tutto corretto?»
«Sì.»
«Eppure,» continuò il robot «c'è un posto dove i robot non hanno cercato l'arma.»
«Dove?»
«Sotto la signora Delmarre. Giaceva svenuta, trascinata dall'eccitazione e dalla passione del momento, che fosse l'assassina o meno, e l'arma, qualunque fosse, stava sotto di lei, fuori dalla vista.»
«Ma allora,» obiettò Baley «l'arma dev'essere stata scoperta non appena lei è stata spostata.»
«Esatto,» confermò Daneel «ma lei non è stata spostata dai robot. Lei stessa ieri a pranzo ci ha detto che il dottor Thool aveva ordinato ai robot di metterle un cuscino sotto la testa e di lasciarla dov'era; è stata spostata per la prima volta dal dottor Altim Thool in persona, quando è arrivato per esaminarla.»
«E allora?»
«Ne consegue quindi, collega Elijah, che sorge una nuova possibilità: la signora Delmarre è stata l'assassina, l'arma era sulla scena del delitto, ma il dottor Thool l'ha portata via e l'ha distrutta per proteggere la signora Delmarre.»
Baley divenne sprezzante. Era quasi stato indotto ad aspettarsi qualcosa di ragionevole. «Completamente immotivato» commentò. «Perché il dottor Thool avrebbe dovuto fare una cosa del genere?»
«Per un ottimo motivo. Ricorderai che cos'ha detto di lui la signora Delmarre: “Mi ha sempre curato fin da quando ero bambina, ed è sempre stato così amichevole e gentile”. Mi sono chiesto se potesse avere qualche motivo particolare di occuparsi tanto di lei. È per questa ragione che ho visitato la fattoria dei bambini, per ispezionare le registrazioni. È saltato fuori che quello che avevo semplicemente immaginato come possibile era invece la verità.»
«E cioè?»
«Il dottor Altim Thool è il padre di Gladia Delmarre, e per di più lo sapeva.»
Baley non aveva motivo di non credere al robot. Provava solo un profondo cruccio perché era stato robot Daneel Olivaw e non lui a portare il necessario pezzo logico. Ma anche così, non era completo.
Chiese: «Hai parlato con il dottor Thool?».
«Sì. Ho messo agli arresti anche lui.»
«E lui che cosa dice?»
«Ammette di essere il padre della signora Delmarre. L'ho messo a confronto con le registrazioni del fatto e con le registrazioni delle sue richieste d'informazioni sulla salute di lei, quando era piccola. Come dottore gli veniva concesso a questo proposito molto più margine di quanto non fosse concesso agli altri solariani.»
«Perché avrebbe dovuto informarsi sulla sua salute?»
«Me l'ero chiesto anch'io, collega Elijah. Quando gli era stato dato il permesso di avere un ulteriore figlio, lui era già vecchio, e per di più riuscì lo stesso a produrne uno. Considera ciò un tributo ai suoi geni e alla sua forma fisica. Forse è molto più orgoglioso del risultato di quanto non sia usuale su questo mondo. Per di più la sua posizione di medico, una professione molto rispettata su Solaria perché implica un lavoro di presenza personale, rendeva molto più importante per lui alimentare il suo senso dell'orgoglio. Per questo motivo ha mantenuto un discreto contatto con la sua progenie.»