Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
Il battello del delirio [Fevre Dream - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il battello del delirio [Fevre Dream - it]

Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:

Fiume Mississippi, 1857. Il ghiaccio di un gelido inverno ha appena distrutto la flotta commerciale del Capitano Abner Marsh. Privo di assicurazione, il vecchio armatore si ritrova solo, in bancarotta, disperato. Ma ecco che, inaspettatamente, un bizzarro straniero di nome Joshua York si offre di rilevare la metà della sua compagnia di navigazione in rovina, mettendo sul piatto una cifra spropositata. Ma non è tutto. York intende investire il proprio denaro nella costruzione del battello più lussuoso, più bello e soprattutto più veloce che abbia mai solcato le torbide acque del Mississippi, e per di più ne offre il comando al Capitano Marsh. L’unica condizione posta da York è semplice: gli ordini da lui impartiti saranno pochi, ma per quanto strani o assurdi possano sembrare, ogni qual volta verranno emanati, Marsh dovrà assicurarsi che essi vengano eseguiti alla lettera, senza fare domande. E così il nuovo gioiello del fiume, battezzato “Fevre Dream”, inizia il suo viaggio. Tuttavia, man mano che il battello discende il tortuoso corso del Mississippi, Marsh prende a insospettirsi sempre più. Perché il misterioso York si fa vedere soltanto di notte? Come mai lui e i suoi amici si dissetano ogni sera col disgustoso vino nerastro della sua riserva privata? Quando la verità sarà finalmente rivelata, il Capitano dovrà scegliere da che parte stare…
1 ... 37 38 39 40 41 42 43 44 45 ... 117
Перейти на страницу:

«No,» protestò Marsh. «Voi siete… Joshua…»

Valerie rise; un riso leggero, etereo, sensuale, musicale. «Non prendetevi pena per Joshua. Prendete ciò che desiderate. Avete paura, è questo che vi frena. Non abbiate paura.»

Abner Marsh era scosso da brividi violenti, e nel fondo della sua coscienza capì con un sussulto che stava tremando per il desiderio. Mai nella sua vita aveva desiderato una donna con tale ardore. Eppure, in qualche modo, egli non voleva abbandonarsi a quella brama, la combatteva invece, malgrado gli occhi di Valerie lo attraessero sempre più verso di lei, ed il mondo intero fosse ormai pervaso dal suo profumo.

«Conducetemi nella vostra cabina, Capitano, ora,» fu un sussurro. «Stanotte sono vostra.»

E Marsh, con flebili accenti, «Lo volete?» Il sudore gli colava dalla fronte, annebbiandogli gli occhi. «No,» riuscì a mormorare. «Non, non si può…»

«Sì, si può,» si oppose lei. «Non avete che da farmi una promessa.»

«Una promessa?» ripeté Marsh con voce roca.

Gli occhi violetti fiammeggiarono, ammiccanti. «Portateci via, lontano da New Orleans. Promettetemelo e mi avrete. Bruciate dalla voglia, lo sento.»

Abner Marsh sollevò le mani e le posò sulle spalle di lei. Tremava. Aveva le labbra secche. Avrebbe voluto stringerla a sé, schiacciarla contro il suo corpo, avvolgerla in un possente abbraccio bestiale, scaraventarla sul suo letto. Ed invece, senza saper come o perché, il Capitano fece appello a tutta la forza ch’era in lui e la respinse malamente. Ella gridò, si sbilanciò e cadde su un ginocchio. Marsh, libero ora dalla prigionia di quegli occhi, esplose in un boato. «Andate via di qua!» ruggì. «Via da questo ponte! Che razza di donna infernale siete voi? Andate via! Non siete altro che una… andate via di qua!»

Valerie sollevò nuovamente il viso verso quello di lui, e le labbra, tratte all’indietro, snudavano i denti. «Io posso farvi…» cominciò rabbiosamente.

«No,» disse Joshua York. Un fermo, calmo diniego che giunse dalle spalle di lei.

Joshua era apparso dalle ombre così improvvisamente da sembrare che la tenebra stessa si fosse materializzata fino a prender forma umana. Valerie lo guardò fissamente, emise un lieve suono gutturale e fuggì via, dileguandosi giù per la scala.

Marsh si sentiva così spossato che a stento si reggeva in piedi. «Maledizione,» biascicò. Prese un fazzoletto da una tasca e si asciugò il sudore dalla fronte. Quando ebbe finito, scorse Joshua che lo guardava pazientemente. «Non so cos’abbiate visto, Joshua, ma non è come pensate.»

«So esattamente come sono andate le cose, Abner,» replicò Joshua. Dal tono non sembrava particolarmente adirato. «Sono stato qui quasi per tutto il tempo. Quando mi sono accorto che Valerie aveva lasciato il salone, sono uscito anch’io a cercarla, e nel salire la scaletta ho sentito le vostre voci.»

«Io invece non mi sono accorto di voi,» disse Marsh.

Joshua sorrise. «So essere molto silenzioso quando ciò conviene ai miei propositi, Abner.»

«Quella donna,» disse Marsh. «È… si è offerta di… all’inferno, non è altro che una maledetta…» Le parole stentavano a sortire. «Non è una signora,» concluse debolmente. «Mandatela via, ed anche quell’Ortega.»

«No.»

«Perché diavolo no?» protestò Marsh con un ruggito. «L’avete sentita!»

«Ciò non cambia le cose,» disse Joshua con voce calma. «Semmai, ciò che ho udito me la rende ancor più cara. Lo avrebbe fatto per me, Abner. Lei tiene a me più di quanto sperassi, più di quanto osassi augurarmi.»

Abner Marsh sbottò in furiose imprecazioni. «State dicendo un mucchio di assurdità.»

Joshua sorrise dolcemente. «Forse no. Ad ogni modo, ciò non deve preoccuparvi, Abner. Lasciate che sia io ad occuparmi di Valerie. Non cagionerà altri problemi, statene certo. Era solo spaventata.»

«Di New Orleans,» aggiunse Marsh. «Dei vampiri. Lei sa.»

«Sì.»

«Siete sicuro di poter affrontare ciò verso cui ci stiamo imbattendo, qualunque cosa sia?» fece Marsh. «Se volete saltare lo scalo a New Orleans, ditelo allora, dannazione! Valerie è dell’avviso che…»

«E voi, Abner, cosa ne pensate voi?» gli chiese Joshua.

Marsh lo scrutò muto per un lungo, lunghissimo momento. Poi disse, «Penso che andremo a New Orleans,» ed entrambi sorrisero.

E fu così che il Fevre Dream il mattino seguente entrò nel porto di New Orleans, con l’azzimato Dan Albright al timone ed Abner Marsh ritto e fiero sul ponte, con la sua giacca da capitano ed il capello nuovo fiammante. Il sole brillava ardente in un cielo azzurro, intensamente azzurro, e piccole onde dorate si formavano intorno ad ogni spuntone di roccia, ad ogni pur modesta escrescenza, rendendo visibile qualunque possibile ostacolo ed agevolando in tal modo la navigazione che procedeva, dunque, ad un tempo strepitoso. Il molo di New Orleans era gremito di battelli e d’ogni sorta di velieri; il fiume danzava, vivo, nel concerto dei loro fischi, al rintoccare delle loro campane.

Marsh, appoggiato al suo bastone, contemplava la città che si stagliava immensa avanti a sé, ed intanto ascoltava il Fevre Dream lanciar segnali alle altre navi coi rintocchi della sua campana e col selvaggio, acuto sibilare delle sue ciminiere. Molte volte nella sua lunga carriera di uomo del fiume, era giunto a New Orleans, ma mai era stato come stavolta, mai vi era approdato dominandola dal ponte del suo battello, il più grande, il più bello, il più veloce di quanti se ne vedevano lungo il molo. In quel momento Abner Marsh si sentiva come il Signore della Creazione.

Una volta ancoratisi al molo, bisognava, però, darsi da fare: scaricare le merci, accaparrarsi nuove consegne per il viaggio di ritorno a St. Louis, far pubblicare avvisi pubblicitari nei giornali locali. Marsh decise inoltre che la compagnia avrebbe dovuto aprire una sua agenzia laggiù, sicché si mise immediatamente al lavoro cercando una sede appropriata, aprendo un conto bancario ed assumendo un agente. Quella sera cenò al St. Charles Hotel con Jonathan Jeffers e Karl Framm, ma la sua mente stentava a concentrarsi sulle gustose pietanze per divagare verso i pericoli che tanto spaventavano Valerie e domandandosi che cosa si accingesse a fare il suo socio Joshua York.

Quando Marsh fece ritorno al battello, Joshua stava conversando con i suoi compagni nella saletta del Texas e non notò nulla di strano o di diverso dal solito, solo che Valerie — sedutagli accanto — aveva un’aria in qualche modo crucciata, turbata. Marsh andò a coricarsi e cancellò dalla mente tutta la faccenda, e nei giorni che seguirono non ci pensò che sporadicamente. Il Fevre Dream lo teneva molto impegnato durante il giorno, e di notte trascorreva il suo tempo a banchettare nei ristoranti del centro, a farsi vanto del suo battello tra un brindisi e l’altro nelle taverne del porto, a passeggiare lungo il Vieux Carré ammirando l’incantevole sfilata delle bellissime dame creole, il lusso dei cortili, delle fontane, delle logge. E così, dapprincipio, Marsh pensò che New Orleans era bella come lui la ricordava.

Ma poi, poco alla volta, una strana inquietudine cominciò a crescere in lui, una vaga sensazione di disagio che lo portava a vedere cose a lui familiari con occhi ora diversi. Il clima era bestiale; durante il giorno l’afa era opprimente, e solo la brezza del fiume rendeva un po’ più sopportabile quell’aria densa e umida. Giorno e notte, fetide esalazione si levavano dalle fogne a cielo aperto, putridi miasmi che aleggiavano sulle acque stagnanti come un abominevole profumo. Non c’era da stupirsi che sovente a New Orleans imperversasse la febbre gialla, pensò Marsh. La città straripava di negri liberi, di giovani ed avvenenti meticci e di mulatte vestite con la stessa eleganza delle donne bianche. Ma essa era altrettanto gremita di schiavi. Li si poteva vedere ovunque, a sbrigar faccende per i loro padroni, seduti come tanti derelitti o a far pugni nei recinti di Moreau e Common Street, andare e venire dai Mercati della Borsa in lunghe file incatenate, occupati a spurgare le fogne. Neppure laggiù, sui pontili del molo, l’occhio sfuggiva ai segni dello schiavismo: i grandi battelli con le ruote laterali che smaltivano il traffico commerciale di New Orleans trasportavano continuamente negri su e giù per il fiume, e Abner Marsh ne vedeva sempre arrivare o partire a frotte ogniqualvolta si recava al Fevre Dream. Il più delle volte, gli schiavi viaggiavano in catene, accalcati miserabilmente tra le merci, a sudar l’anima al calore dei forni.

1 ... 37 38 39 40 41 42 43 44 45 ... 117
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)