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Il mondo delle streghe [Witch Worlds - it]

Электронная книга - «Il mondo delle streghe [Witch Worlds - it]». Краткое содержание книги:

Una situazione disperata richiede sempre una soluzione disperata. E per lui, ormai non c’era altra alternativa. Ma la via suggerita da Jorge Petronius andava oltre l’immaginabile. Un pianeta apparso per sortilegio, un mondo paradossale. Una dimensione parallela in cui Simon Tregarth sembrava ormai destinato. E in lui c’era il dubbio se preferire la morte a quella strana Terra popolata di streghe. Arrendersi alla misteriosa Siege Perilous, la Pietra del Potere, era come affidare il proprio spirito, la propria mente ad un mondo da cui non ci sarebbe stato ritorno.
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«Sotto questo tetto,» ripeté pensoso Simon. «Per caso, questa è l’ambasciata di Estcarp?»

La strega sorrise. «Molto acuto, Simon. Ma no, non siamo qui ufficialmente. C’è veramente un’ambasciata di Estcarp in Kars: vi è insediato un nobile con precedenti impeccabili e senza odore di stregoneria. Cena con il Duca nelle feste ufficiali e presenta una splendida facciata di rispettabilità. Questa casa è situata in un quartiere ben diverso. Cosa facciamo qui…?»

S’interruppe, e Koris chiese, in tono superficiale:

«Immagino che ci sia bisogno del nostro aiuto, altrimenti Simon non avrebbe avuto quel tremendo mal di testa. Dobbiamo rapire Yvian per farti piacere, o basta che spacchiamo qualche testa qua e là?»

Il giovane che si muoveva in silenzio e parlava poco ma era sempre presente, che la strega chiamava Briant ma senza aggiungere altre spiegazioni, prese un piatto di pasticcini. Senza l’elmo e l’usbergo che aveva indosso in occasione del loro primo incontro, sembrava un ragazzo sottile, quasi fragile, troppo giovane per essere esperto nell’uso delle armi che portava. Eppure la sua bocca aveva una piega decisa, i suoi occhi una luce ferma: probabilmente la donna di Estcarp, dopotutto, aveva fatto bene a reclutarlo.

«Briant,» gli disse la strega, «come vuoi che ci portino Yvian?» In quella domanda c’era una sfumatura maliziosa.

Il giovane scrollò le spalle e addentò un pasticcino. «Se tu ci tieni a vederlo. Io non ci tengo.» Quella leggera enfasi sull’«io» non sfuggì ai due uomini.

«No, non è il Duca che intendiamo divertire. È un altro componente della sua famiglia: Dama Aldis.»

Koris zufolò. «Aldis! Non avrei mai pensato…»

«Che abbiamo a che fare con l’amante del Duca? Ah, commetti un errore tipico degli uomini, Koris. C’è una ragione per cui desidero sapere di più sul conto di Aldis: e una ragione eccellente per spingerla a venir qui.»

«E sarebbero?» suggerì Simon.

«Il suo potere nel ducato è fondato esclusivamente sul favore di Yvian. Finché lo tiene legato al suo letto, lei ha ciò che più desidera: non gioielli e vesti, ma influenza. Gli uomini che sperano di realizzare qualche progetto devono rivolgersi ad Aldis, per avere accesso al Duca, anche se appartengono all’antica nobiltà. In quanto alle donne d’alto rango… Aldis ha ripagato duramente molte vecchie umiliazioni.

«Quando ha incominciato ad attirare l’interesse di Yvian le bastavano i gioielli e le vesti; ma con il passare degli anni, il potere ha finito per starle più a cuore. Senza il potere, non è più di una sguattera di taverna, e lo sa perfettamente.»

«E Yvian sta diventando irrequieto?» chiese Koris.

«Yvian si è sposato.»

Simon guardò la mano che si accostava al piatto dei pasticcini. Questa volta non completò il gesto, e prese invece il calice che stava davanti al piatto di Briant.

«Ne abbiamo sentito parlare tra le montagne, del matrimonio con l’erede di Verlaine.»

«Un matrimonio d’ascia,» spiegò la strega. «Yvian non ha ancora visto la novella sposa.»

«E l’amante teme la concorrenza. La signora di Verlaine è dunque considerata tanto bella?» chiese oziosamente Simon: ma notò un’improvvisa occhiata di Briant.

Fu proprio il ragazzo a rispondere: «No!» In quella negazione brusca c’era qualcosa di amaro che sconcertò Simon. Non sapevano chi fosse Briant, né dove l’avesse trovato la strega: ma forse aveva nutrito qualche simpatia per l’erede di Verlaine ed era deluso per averla perduta.

La strega rise. «Anche questo è opinabile. Ma sì, Simon, credo che Aldis non dorma tranquilla, la notte, da quando ha sentito leggere il decreto sulla piazza del mercato di Kars… E si chiede per quanto tempo ancora Yvian correrà da lei. In questo stato d’animo, è matura per il nostro proposito.»

«Capisco perché quella dama potrebbe cercare aiuto,» ammise Simon. «Ma perché dovrebbe chiederlo a te?»

La strega assunse un tono di rimprovero. «Anche se non mi presento come una Donna del Potere venuta da Estcarp, godo d’una certa reputazione in questa città. Non è la prima visita, per me. Gli uomini e le donne, ma soprattutto le donne, desiderano sempre sentirsi predire il futuro. Due damigelle di Aldis sono venute qui, negli ultimi tre giorni, armate di falsi nomi e di storie ancora più false. Quando le ho chiamate con i loro veri nomi e ho detto alcune particolari cosette, sono tornate di corsa dalla loro signora. Verrà abbastanza presto, non temete.»

«Ma perché la vuoi? Se la sua influenza su Yvian sta tramontando…» Koris scosse il capo. «Non ho mai preteso di capire le donne, ma per la verità ora mi trovo in un labirinto. Il nostro nemico è Gorm, non Karsten… almeno, non attivamente.»

«Gorm!» Vi fu un balenio d’emozione, dietro la facciata impassibile di quel volto. «Gorm ha messo radici anche qui.»

«Cosa?» Koris batté con violenza le mani sul tavolo. «E che c’entra Gorm con il Ducato?»

«C’entra… in un certo senso. È Karsten che va a Gorm: o almeno ci va una parte dei suoi uomini.» La strega appoggiò il mento sulle mani intrecciate, con i gomiti sul piano del tavolo e parlò concitatamente.

«A Forte Sulcar abbiamo visto ciò che le forze di Kolder hanno fatto degli uomini di Gorm… li hanno usati come armi da guerra. Ma Gorm è soltanto una piccola isola, e quando venne invasa, molti dei suoi uomini dovettero cadere in battaglia prima che fosse possibile… convertirli.»

«È vero!» La voce di Koris era rabbiosa. «Non possono aver preso molti prigionieri.»

«Infatti. E quando Forte Sulcar è caduto, Magnis Osberic deve avere annientato gran parte degli invasori, distruggendo la cittadella. Così facendo, ha reso un servigio prezioso alla sua gente. Quasi tutte le navi mercantili erano in mare, e gli uomini di Sulcar usano portare con sé le loro famiglie durante i lunghi viaggi. Il loro porto su questo continente non c’è più: ma la loro nazione vive, e potranno ricostruire. Ma i Kolder potranno rimpiazzare con la stessa facilità gli uomini che loro hanno perduto?»

«Senza dubbio, si trovano a corto di effettivi,» disse Simon, in tono quasi interrogativo, riflettendo sulle possibilità.

«Può essere così. O forse, per qualche altra ragione, non possono o non vogliono affrontarci apertamente. Sappiamo ben poco sul conto dei Kolder, sebbene siano insediati alle soglie di casa nostra. E adesso comprano uomini.»

«Ma gli schiavi non sono combattenti fidati,» osservò Simon. «Mettergli le armi in mano equivale a spingerli alla rivolta.»

«Simon, Simon, hai dimenticato cos’erano gli uomini che ci attendevano sulla strada del mare? Chiediti se erano pronti alla rivolta. No, coloro che marciano al suono dei tamburi di guerra di Kolder non hanno più volontà. Ma è vero anche questo: negli ultimi sei mesi, molte galee hanno gettato l’ancora nelle acque di un’isola alla foce del fiume di Kars: e sono stati caricati a bordo prigionieri provenienti da Karsten. Alcuni vengono dalle carceri del Duca, altri sono stati rastrellati per le vie ed i moli: uomini senza amici, o di cui nessuno sentirà la mancanza.

«Sono cose che non si possono tenere segrete in eterno. Un mormorio qui, una frase là… poco a poco abbiamo ricostruito la verità. Sono uomini venduti a Kolder per gli scopi di Kolder. E se questo avviene a Karsten, perché non accade anche ad Alizon? Ora capisco perché la mia missione ad Alizon è fallita, e perché sono stata scoperta tanto rapidamente. Se i Kolder hanno certi poteri — e noi crediamo che li abbiano — potrebbero stanare me od altre come me, con la stessa facilità con cui i segugi seguivano le nostre tracce nella brughiera.

«Ormai abbiamo la certezza che i Kolder, su Gorm, stiano radunando un esercito con lo scopo d’invadere il continente. Forse quel giorno Karsten ed Alizon scopriranno di aver fornito le armi per la loro sconfitta. È per questo che devo trattare con Aldis: dobbiamo saperne di più di questo osceno traffico con Gorm, che non potrebbe esistere se il Duca non fosse informato e consenziente!»

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