Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)
- Автор: Вазари Джорджо
- Язык: итальянский
- Жанр: Картины, альбомы, иллюстрированные каталоги
Электронная книга - «Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)». Краткое содержание книги:
In Roma, oltre ai sopra detti, ha talmente dato opera a questi intagli di bulino Niccolò Beatricio loteringo, che ha fatto molte carte degne di lode: come sono due pezzi di pili con battaglie di cavalli, stampati in rame et altre carte tutte piene di diversi animali ben fatti, et una storia della figliuola della vedova resuscitata da Gesù Cristo, condotta fieramente col disegno di Girolamo Mosciano, pittore da Brescia. Ha intagliato il medesimo da un disegno di mano di Michelagnolo una Nunziata, e messo in stampa la nave di musaico, che fé Giotto nel portico di S. Piero. Da Vinezia similmente son venute molte carte in legno et in rame bellissime, da Tiziano in legno molti paesi, una Natività di Cristo, un San Ieronimo et un San Francesco, et in rame il Tantalo, l'Adone et altre molte carte, le quali da Iulio Buonasona bolognese sono state intagliate, con alcune altre di Raffaello, di Giulio Romano, del Parmigiano e di tanti altri maestri, di quanti ha potuto aver disegni.
E Battista Franco pittor viniziano ha intagliato, parte col bulino e parte con acqua da partir, molte opere di mano di diversi maestri, la Natività di Cristo, l'Adorazione de' Magi e la predicazione di San Piero, alcune carte degl'atti degl'Apostoli, con molte cose del Testamento Vecchio. Ed è tant'oltre proceduto quest'uso e modo di stampare, che coloro che ne fanno arte tengano disegnatori in opera continuamente, i quali ritraendo ciò che si fa di bello, lo mettono in istampa.
Onde si vede che di Francia son venute stampate, dopo la morte del Rosso, tutto quello che si è potuto trovare di sua mano, come Clelia con le Sabine che passano il fiume, alcune maschere fatte per lo re Francesco, simili alle Parche, una Nunziata bizzarra, un ballo di dieci femmine, et il re Francesco che passa solo al tempio di Giove, lasciandosi dietro l'ignoranza et altre figure simili. E queste furono condotte da Renato intagliatore di rame, vivente il Rosso. E molte più ne sono state disegnate et intagliate doppo la morte di lui, et oltre molte altre cose, tutte l'istorie d'Ulisse, e non che altro, vasi, lumiere, candelieri, saliere et altre cose simili infinite state lavorate d'argento con disegno del Rosso.
E Luca Penni ha mandato fuori due satiri che danno bere a un Bacco, et una Leda che cava le freccie del turcasso a Cupido, Susanna nel bagno, e molte altre carte cavate dai disegni del detto e di Francesco Bologna Primaticcio, oggi abbate di San Martino in Francia. E fra questi sono il Giudizio di Paris, Abraam che sacrifica Isac, una Nostra Donna, Cristo che sposa Santa Caterina, Giove che converte Calisto in orsa, il Concilio degli dei, Penelope che tesse con altre sue donne, et altre cose infinite stampate in legno, e fatte la maggior parte col bulino, le quali sono state cagione che si sono di maniera assotigliati gl'ingegni, che si son intagliate figure piccoline tanto bene, che non è possibile condurle a maggior finezza.
E chi non vede senza maraviglia l'opere di Francesco Marcolini da Forlì, il qual oltre all'altre cose stampò il libro del giardino de' pensieri in legno, ponendo nel principio una sfera d'astrologi e la sua testa col disegno di Giuseppo Porta da Castelnuovo della Garfagnana, nel qual libro sono figurate varie fantasie: il Fato, l'Invidia, la Calamità, la Timidità, la Laude e molte altre cose simili, che furono tenute bellissime.
Non furono anco se non lodevoli le figure che Gabriel Giolito stampatore de' libri, mise negl'Orlandi Furiosi, perciò che furono condotte con bella maniera d'intagli. Come furono anco gl'undici pezzi di carte grandi di notomia, che furono fatte da Andrea Vessalio e disegnate da Giovanni di Calcare fiamingo, pittore eccellentissimo, le quali furono poi ritratte in minor foglio et intagliate in rame dal Valverde, che scrisse della notomia dopo il Vessallio.
Fra molte carte poi, che sono uscite di mano ai Fiaminghi da dieci anni in qua, sono molto belle alcune disegnate da un Michele pittore, il quale lavorò molti anni in Roma in due capelle, che sono nella chiesa de' Tedeschi, le quali carte sono la storia delle serpi di Moisè, e trentadue storie di Psiche e d'Amore, che sono tenute bellissime.
Ieronimo Cocca similmente fiamingo ha intagliato, col disegno et invenzione di Martino Ems Kycr, in una carta grande, Dalila che tagliando i capegli a Sansone ha non lontano il tempio de' Filistei, nel quale, rovinate le torri, si vede la strage e rovina de' morti, e la paura de' vivi che fuggono. Il medesimo in tre carte minori ha fatto la creazione d'Adamo et Eva, il mangiar del pomo e quando l'Angelo gli caccia di Paradiso. Et in quattro altre carte della medesima grandezza, il diavolo che nel cuore dell'uomo dipigne l'avarizia e l'ambizione, e nell'altre tutti gl'affetti che i sopra detti seguono. Si veggiono anco di sua mano ventisette storie della medesima grandezza di cose del Testamento, dopo la cacciata d'Adamo del Paradiso, disegnate da Martino con fierezza e pratica molto risoluta, e molto simile alla maniera italiana.
Intagliò appresso Ieronimo in sei tondi i fatti di Susanna et altre ventitré storie del Testamento Vecchio simili alle prime di Abraam, cioè in sei carte i fatti di Davit, in otto pezzi quegli di Salomone, in quattro quegli di Balaam, et in cinque quegli di Iudit e Susanna. E del Testamento Nuovo intagliò ventinove carte, cominciando dall'anunziazione della Vergine insino a tutte la Passione e morte di Gesù Cristo. Fece anco col disegno del medesimo Martino le sette opere della misericordia, e la storia di Lazzero ricco e Lazzero povero. Et in quattro carte la parabola del samaritano ferito da' ladroni, et in altre quattro carte quella che scrive S. Matteo a' diciotto capitoli dei talenti. E mentre che Liè Frynch a sua concorrenza fece in dieci carte la vita e morte di San Giovanni Battista, egli fece le dodici tribù in altre tante carte, figurando per la lussuria Ruben in sul porco, Simeon con la spada per l'omicidio, e similmente gl'altri capi delle tribù con altri segni e proprietà della natura loro.
Fece poi d'intaglio più gentile in dieci carte le storie et i fatti di Davit, da che Samuel l'unse, fino a che se n'andò dinanzi a Saulo. Et in sei altre carte fece l'inamoramento d'Amon con Tamar sua sorella, e lo stupro e morte del medesimo Amon. E non molto dopo fece della medesima grandezza dieci storie de' fatti di Iobbe, e cavò da tredici capitoli de' proverbii di Salamone, cinque carte della sorte medesima. Fece ancora i Magi, e dopo in sei pezzi la parabola, che è in San Matteo a dodici, di coloro che per diverse cagioni recusarono d'andar al convito del re, e colui che v'andò non avendo la veste nuziale. E della medesima grandezza in sei carte alcuni degl'atti degl'Apostoli, et in otto carte simili figurò in varii abiti, otto donne di perfetta bontà: sei del Testamento vecchio, Iabil, Ruth, Abigail, Iudith, Esther e Susanna; e del nuovo, Maria Vergine madre di Gesù Cristo e Maria Madalena. E dopo queste fece intagliare in sei carte i trionfi della Pacienza, con varie fantasie. Nella prima è sopra un carro la Pacienza, che ha in mano uno stendardo, dentro al quale è una rosa fra le spine. Nell'altra si vede sopra un'ancudine un cuor che arde, percosso da tre martella; et il carro di questa seconda carta è tirato da due figure: cioè dal Disiderio, che ha l'ale sopra gl'omeri, e dalla Speranza che ha in mano un'àncora, e si mena dietro, come prigiona, la Fortuna, che ha rotto la ruota. Nell'altra carta è Cristo in sul carro con lo stendardo della croce e della sua Passione. Et in sui canti sono gl'Evangelisti in forma d'animati. E questo carro è tirato da dua agnelli, e dietro ha quattro prigioni: il diavolo, il mondo, o vero la carne, il peccato e la morte. Nell'altro trionfo è Isaac nudo sopra un camello, e nella bandiera che tiene in mano è un paio di ferri da prigione, e si tira dietro l'altare col montone, il coltello et il fuoco. In un'altra carta fece Iosef, che trionfa sopra un bue coronato di spighe e di frutti, con uno stendardo, dentro al quale è una cassa di pecchie. Et i prigioni, che si trae dietro, sono Zefira e l'Invidia, che si mangiano un cuore. Intagliò in un altro trionfo Davit, sopra un lione, con la cetara e con uno standardo in mano, dentro al quale è un freno, e dietro a lui è Saul prigione et i Semei con la lingua fuora. In un'altra è Tobia che trionfa sopra l'asino, et ha in mano uno stendardo dentrovi una fonte; e si trae dietro legati come prigioni la Povertà e la Cecità. L'ultimo de' sei trionfi è Santo Stefano protomartire, il quale trionfa sopra un elefante et ha nello stendardo la Carità, et i prigioni sono i suoi persecutori. Le quali tutte sono state fantasie capricciose e piene d'ingegno; e tutte furono intagliate da Ieronimo Coch la cui mano è fiera, sicura e gagliarda molto.