Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Картины, альбомы, иллюстрированные каталоги » Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)
Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition) - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)

Электронная книга - «Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)». Краткое содержание книги:

Nel 1550 presso l'editore Torrentino a Firenze uscì la prima edizione delle Vite de' più eccellenti architetti, pittori e scultori italiani da Cimabue insino a' tempi nostri di Giorgio Vasari. Quest'opera, di vastissime dimensioni, costituisce ancora oggi un documento di fondamentale importanza per la storia dell'arte italiana dal Tre al Cinquecento. Servendosi del modello umanistico delle vite degli uomini illustri, Vasari si propone di mantenere viva la memoria delle opere d'arte, rimediando con la parola scritta alla loro inevitabile deperibilità fisica inventando un nuovo genere letterario, quello delle biografie di artisti. Le Vite costituiscono un ricchissimo catalogo di notizie, descrizioni, documenti degli artisti italiani, all'interno di una storia delle arti figurative ricostruita dall'autore con notevole coscienza critica.
1 ... 297 298 299 300 301 302 303 304 305 ... 531
Перейти на страницу:

Intagliò dopo queste un San Giovanni Battista giovinetto a sedere nel diserto, et appresso la tavola, che Raffaello fece per San Giovanni in Monte, della Santa Cecilia, con altri Santi, che fu tenuta bellissima carta. Et avendo Raffaello fatto, per la capella del papa, tutti i cartoni dei panni d'arazzo, che furono poi tessuti di seta e d'oro, con istorie di San Piero, S. Paulo e S. Stefano, Marcantonio intagliò la predicazzione di San Paulo, la lapidazione di Santo Stefano, et il rendere il lume al cieco. Le quali stampe furono tanto belle per l'invenzione di Raffaello, per la grazia del disegno, e per la diligenza et intaglio di Marcantonio, che non era possibile veder meglio. Intagliò appresso un bellissimo Deposto di croce, con invenzione dello stesso Raffaello, con una Nostra Donna svenuta, che è maravigliosa. E non molto dopo, la tavola di Raffaello, che andò a Palermo, d'un Cristo che porta la croce, che è una stampa molto bella. Et un disegno, che Raffaello avea fatto, d'un Cristo in aria, con la Nostra Donna, S. Giovanni Battista e Santa Caterina in terra ginocchioni, e S. Paulo apostolo ritto, la quale fu una grande e bellissima stampa. E questa, sì come l'altre, essendo già quasi consumate per troppo essere state adoperate, andarono male, e furono portate via dai tedeschi et altri nel sacco di Roma. Il medesimo intagliò in profilo il ritratto di papa Clemente VII, a uso di medaglia col volto raso; e dopo, Carlo V imperatore, che allora era giovane, e poi un'altra volta, di più età. E similmente Ferdinando re de' Romani, che poi sucedette nell'imperio al detto Carlo v. Ritrasse anche in Roma di naturale Messer Pietro Aretino, poeta famosissimo, il quale ritratto fu il più bello che mai Marcantonio facesse. E non molto dopo i dodici imperadori antichi in medaglie. Delle quali carte mandò alcune Raffaello in Fiandra ad Alberto Duro, il quale lodò molto Marcantonio, et all'incontro mandò a Raffaello, oltre molte altre carte, il suo ritratto, che fu tenuto bello affatto.

Cresciuta dunque la fama di Marcantonio, e venuta in pregio e riputazione la cosa delle stampe, molti si erano acconci con esso lui per imparare. Ma tra gl'altri fecero gran profitto Marco da Ravenna, che segnò le sue stampe col segno di Raffaello: SR; et Agostino Viniziano, che segnò le sue opere in questa maniera: AV; i quali due misero in stampa molti disegni di Raffaello, cioè una Nostra Donna con Cristo morto a giacere e disteso; et a' piedi San Giovanni, la Madalena, Niccodemo e l'altre Marie. E di maggior grandezza intagliarono un'altra carta, dove è la Nostra Donna con le braccia aperte e con gl'occhi rivolti al cielo in atto pietosissimo, e Cristo similmente disteso e morto. Fece poi Agostino in una carta grande una Natività con i pastori et Angeli, e Dio Padre sopra; et intorno alla capanna fece molti vasi così antichi come moderni. E così un profumiere: cioè due femine con un vaso in capo traforato. Intagliò una carta d'uno converso in lupo, il quale va ad un letto per ammazzare uno che dorme. Fece ancora Alessandro con Rosana, a cui egli presenta una corona reale, mentre alcuni amori le volano intorno e le acconciano il capo; et altri si trastullano con l'armi di esso Alessandro. Intagliarono i medesimi la cena di Cristo con i dodici Apostoli, in una carta assai grande, et una Nunziata: tutti con disegno di Raffaello; e dopo, due storie delle nozze di Psiche, state dipinte da Raffaello non molto inanzi. E finalmente fra Agostino e Marco sopra detto furono intagliate quasi tutte le cose che disegnò mai, o dipinse Raffaello, e poste in istampa. E molte ancora delle cose state dipinte da Giulio Romano, e poi ritratte da quelle. E perché delle cose del detto Raffaello quasi niuna ne rimanesse, che stampata non fusse da loro, intagliarono in ultimo le storie che esso Giulio avea dipinto nelle logge col disegno di Raffaello.

Veggionsi ancora alcune delle prime carte col segno M. R., cioè Marco Ravignano, et altre col segno A. V., cioè Agostino Viniziano, essere state rintagliate sopra le loro da altri, come la creazione del mondo, e quando Dio fa gl'animali, il sacrificio di Caino e di Abel, e la sua morte, Abraam che sacrifica Isac, l'arca di Noè et il diluvio, e quando poi n'escono gl'animali; il passare del mare Rosso, la tradozzione della legge dal monte Sinai per Moisè, la manna, David che amazza Golia, già stato intagliato da Marcantonio, Salamone che edifica il tempio, il giudizzio delle femmine del medesimo, la visita della reina Saba; e del Testamento Nuovo la Natività, la Ressurezzione di Cristo, e la missione dello Spirito Santo. E tutte queste furono stampate vivente Raffaello. Dopo la morte del quale, essendosi Marco et Agostino divisi, Agostino fu trattenuto da Baccio Bandinelli scultore fiorentino, che gli fece intagliare col suo disegno una notomia, che avea fatta d'ignudi secchi e d'ossame di morti, et appresso una Cleopatra, che amendue furono tenute molto buone carte; per che, cresciutogli l'animo, disegnò Baccio, e fece intagliare, una carta grande, delle maggiori che ancora fussero state intagliate infino allora, piena di femmine vestite e di nudi, che amazzano, per comandamento d'Erode, i piccoli fanciulli innocenti.

Marcantonio intanto, seguitando d'intagliare, fece in alcune carte i dodici Apostoli, piccoli, in diverse maniere, e molti Santi e Sante, acciò i poveri pittori, che non hanno molto disegno, se ne potessero ne' loro bisogni servire. Intagliò anco un nudo, che ha un lione a' piedi e vuole fermare una bandiera grande, gonfiata dal vento, che è contrario al volere del giovane; un altro che porta una basa addosso; et un San Ieronimo, piccolo, che considera la morte mettendo un dito nel cavo d'un teschio che ha in mano, il che fu invenzione e disegno di Raffaello; e dopo, una Iustizia, la quale ritrasse dai panni di capella; et appresso l'Aurora tirata da due cavalli, ai quali l'Ore mettono la briglia. E dall'antico ritrasse le tre Grazie, et una storia di Nostra Donna che saglie i gradi del tempio.

Dopo queste cose, Giulio Romano, il quale, vivente Raffaello suo maestro, non volle mai per modestia far alcuna delle sue cose stampare, per non parere di volere competere con esso lui, fece, dopo che egli fu morto, intagliare a Marcantonio due battaglie di cavalli bellissime in carte assai grandi, e tutte le storie di Venere, d'Apollo e di Iacinto, che egli avea fatto di pittura nella stufa che è alla vigna di Messer Baldassarre Turrini da Pescia. E parimente le quattro storie della Madalena, et i quattro Evangelisti, che sono nella volta della capella della Trinità, fatte per una meretrice, ancor che oggi sia di Messer Agnolo Massimi. Fu ritratto ancora, e messo in istampa dal medesimo, un bellissimo pilo antico, che fu di Maiano et è oggi nel cortile di San Pietro, nel quale è una caccia d'un Lione; e dopo una delle storie di marmo, antiche, che sono sotto l'arco di Gostantino, e finalmente molte storie, che Raffaello aveva disegnate per il corridore e logge di palazzo; le quali sono state poi rintagliate da Tommaso Barlacchi insieme con le storie de' panni, che Raffaello fece pel concistoro publico. Fece dopo queste cose Giulio Romano in venti fogli intagliare da Marcantonio, in quanti diversi modi, attitudini e positure giacciono i disonesti uomini con le donne, e, che fu peggio, a ciascun modo fece Messer Pietro Aretino un disonestissimo sonetto, in tanto che io non so qual fusse più, o brutto lo spettacolo dei disegni di Giulio all'occhio, o le parole dell'Aretino agl'orecchi; la quale opera fu da papa Clemente molto biasimata. E se quanto ella fu pubblicata Giulio non fusse già partito per Mantoa, ne sarebbe stato dallo sdegno del papa aspramente castigato. E poi che ne furono trovati di questi disegni in luoghi dove meno si sarebbe pensato, furono non solamente proibiti, ma preso Marcantonio e messo in prigione. E n'arebbe avuto il malanno, se il cardinale de' Medici e Baccio Bandinelli, che in Roma serviva il Papa, non l'avessono scampato. E nel vero non si doverebbono i doni di Dio adoperare, come molte volte si fa, in vituperio del mondo et in cose abominevoli del tutto.

1 ... 297 298 299 300 301 302 303 304 305 ... 531
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)