Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Scacco al tempo [The Sinful Ones - it]
Scacco al tempo [The Sinful Ones - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Scacco al tempo [The Sinful Ones - it]

Электронная книга - «Scacco al tempo [The Sinful Ones - it]». Краткое содержание книги:

Carr Mackay ha un lavoro tranquillo, una fidanzata che lo spinge a far carriera e una vita tutto sommato ben pianificata. Ma ecco che un giorno conosce una strana ragazza, bella e alquanto terrorizzata, e da quel momento la sua vita scivola lungo binari diversi. Scopre di possedere un oscuro potere che il mondo attorno a lui sembra aver perduto, e soprattutto si rende conto che il tempo non è uguale per tutti. O meglio, che non tutti sono obbligati a rispettare la sceneggiatura cosmica imposta silenziosamente al genere umano dall’ordine delle cose. Da quel giorno la vita cambia per Carr Mackay, in modo radicale e spaventoso, poiché fra i pupazzi che tutt’intorno continuano la loro recita si nascondono altri ribelli niente affatto amichevoli…
1 ... 25 26 27 28 29 30 31 32 33 ... 55
Перейти на страницу:

Carr scosse la testa: — Io posso aiutarti — insisté.

— No.

— Oh Jane, ma non capisci? Voglio davvero aiutarti. — Fece per abbracciarla, ma lei si affrettò ad alzarsi.

— Cosa succede? — le chiese lui seguendola.

Lei si girò, protendendo una mano per tenerlo discosto. Provava difficoltà a parlare: — Vai via, Carr. Vai via adesso, subito. Torna a quella tua nuova, meravigliosa attività di cui mi hai parlato e a quella donna che vuole che tu l’abbia. Dimenticati di qualunque altra cosa. Ho pensato che sarebbe stato molto divertente stare con te per una sera, fingere che le cose fossero diverse… ma è stata una pazzia! Ogni minuto che rimani con me ti faccio un terribile torto. Per favore, Carr, vattene, ascoltami.

— No.

— Allora rimani con me per un po’. Rimani con me stanotte, ma domani vattene.

— No.

Per un momento si fronteggiarono, frementi. Poi la tensione sfumò d’un tratto, Carr si sfregò gli occhi ed esclamò: — Dannazione, vorrei avere qualcosa da bere.

D’un tratto gli occhi di Jane sfavillarono. Carr sentì un improvviso cambiamento in lei. Pareva aver lasciato cadere il suo mantello di paura ed essersi buttata intorno alle spalle un altro indumento, che non riuscì a identificare, salvo per il fatto che luccicava. Ancora prima che lei parlasse, Carr sentì il proprio morale sollevarsi in risposta al suo.

— Dal momento che non vuoi riconoscere il pericolo e andartene, dimentichiamocene per stanotte — fu quanto gli disse. — Però devi promettermi una cosa. — I suoi occhi brillarono in modo strano. — Devi credere che io sia… magica, che abbia dei poteri magici, che mentre sei con me puoi fare qualunque cosa tu voglia al mondo e che il mondo non può farti niente… che sei libero come uno spirito invisibile. Me lo prometti? Bene. E adesso mi pare che tu abbia detto di volere un bicchierino.

La seguì come se fosse una principessa di qualche fiaba mentre andava tre corsie più in là, accendeva una luce, tirava giù da uno scaffale in alto tre copie di Mario l’epicureo di Walter Pater, infilava la mano nello spazio creatosi e tirava fuori un quinto di scotch.

— L’ho messo qui due mesi fa — spiegò. — È stato allora che mi sono resa conto di quanto fosse brutto bere da soli. — D’un tratto mise giù la bottiglia, e gridò: — Rischi la vita per la tua testardaggine, lo capisci? Quello che stiamo facendo è orribilmente pericoloso. Non me ne importa, io voglio farlo, ma è pur sempre orrendamente pericoloso. Lo capisci? — Ma gli occhi di Carr erano fissi sulla bottiglia di scotch. — Tu vivi qua dentro? — volle sapere.

Jane scoppiò in una risata irrefrenabile. — In un certo senso. Vuoi vedere? — E tirando giù con la massima noncuranza manciate di altri libri così da farli cadere sul pavimento, gli mostrò un cumulo di cosmetici, gioielli vistosi, sacchetti di noccioline e caramelle, barattoli di cibi per il buongustaio con il relativo apriscatole, scatole di cracker, fazzoletti sparpagliati qua e là, guanti, sciarpe, ogni genere di scatolette e bottiglie, tazze, piatti, posate e bicchieri. Sembravano le provviste di un topo.

Prendendo due bicchieri di cristallo dal lungo stelo Jane chiese: — E adesso vuoi bere qualcosa con me a casa mia?

8

Come due clandestini ubriachi nella stiva di una nave, ondeggiando un po’ brilli e azzittendosi a vicenda, Carr e Jane salirono una stretta scala. Avanzarono a tentoni attraverso la sezione dei libri in lingua straniera e fecero una ricognizione della rotonda della biblioteca immersa nel buio. Carr s’innamorò subito delle ombre che la decoravano come tanti festoni. Avevano un aspetto caldo e amichevole come lo scotch che aveva gustato. Sentì che avrebbe potuto volare in alto fino ad esse se avesse voluto, avvolgersele intorno piega dopo piega, gozzovigliare nella loro fumosa morbidezza. La luce da fuori, che entrava obliqua dalle finestre diretta verso l’alto, destava luccichii dorati e verdastri dalla superficie a mosaico. Più in basso, gli scaffali e i banchi formavano rettangoli dai bordi confusi. Più Carr guardava, più traeva godimento dalla magica cosmesi del buio.

Erano a metà strada della rotonda quando un raggio di luce cominciò a ballonzolare attraverso l’arco davanti a loro. Carr tirò Jane verso la cabina delle informazioni.

— Cosa succede? — borbottò lei, resistendo. — Cosa fai?

— Il guardiano! — bisbigliò lui allarmato trascinandola con sé.

Lei sbottò, incoscientemente: — Chi se ne frega?

— Sst! — Carr la tirò dentro la cabina facendola rannicchiare accanto a lui.

La luce si fece più vicina. Si udirono i passi d’un paio di piedi calzati di gomma. Il raggio luminoso continuò a oscillare regolarmente da un lato all’altro, infilandosi fra le ombre. Passò anche, come una sciabolata, sopra il loro nascondiglio, come il riflettore d’un nemico sopra una trincea, facendo risaltare la grana del legno del banco di quercia subito sopra la testa di Carr. Per un attimo balzò verso il soffitto, illuminando misticamente il nome dorato di Corneille.

Una voce stridula cominciò a canticchiare a bassa voce: — “Voglio una ragazza proprio come la ragazza che ha sposato il caro vecchio papà…”.

Jane fece per sbirciare sopra il banco, ma Carr riuscì a tirarla giù senza far rumore. Intravide un vecchio, mezzo girato rispetto a loro, con un orologio affibbiato alla cintura.

Ancora una volta il raggio di luce passò sfiorando il loro nascondiglio: poi la luce e i passi cominciarono ad allontanarsi.

— Vuole una ragazza — bisbigliò Jane e ridacchiò.

— Sst!

— Griderò se non la smetti di farmi male al polso.

— Sst! — Tuttavia la lasciò andare. Qualche istante più tardi alzò la testa fino a quando i suoi occhi non emersero al di sopra del livello del banco, ma proprio in quel momento udì Jane che lo scavalcava all’altra estremità della cabina. Abbandonando la prudenza diede una spinta a quella che pensava fosse una porta oscillante, ma invece sbatté contro il solido legno e senza preoccuparsi più di cercare la porta scavalcò a sua volta il banco dietro a Jane.

Seguendola a rapidi passi giù per l’ampia scalinata bianca, avvertì il contagio della temerarietà di lei. Avrebbero potuto essere il principe e la principessa che uscivano di soppiatto da un castello di marmo per qualche scappatella pericolosa.

Poi Carr si rese conto che Jane aveva superato la porta d’ingresso ed era uscita in strada. La seguì e si fermò, affascinato, giacché là fuori, appena oltre il bianco marciapiede, c’era la continuazione più adatta, per quanto anacronistica, della sua fantasia: una lunga e bassa limousine con gli infissi d’argento e l’interno illuminato da una morbida luce.

1 ... 25 26 27 28 29 30 31 32 33 ... 55
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)